
Noto sempre più spesso che ascolto sempre meno musica commerciale (nel senso di “in vendita nei negozi”), perchè non trovo niente di valido, ma solo noia, ripetizione, aderenza agli stilemi del genere di riferimento. La musica dotata di cartellino del prezzo non riesce più ad emozionarmi, è sempre la solita zuppa, sono rari gli artisti-rivelazione, gli artisti che hanno qualcosa di originale da dire, qualcosa di “creativo”, gli artisti che ascoltarli è un colpo al cuore, gli artisti capaci di darti un’emozione.
Come ho più volte affermato, personalmente dò la colpa di tutto ciò alla democratizzazione delle tecnologie per produrre musica. Ormai anche il mio macellaio fa musica. Fin quando l’ascolta solo lui, a me sta bene, ma quando arriva sul mercato, non mi sta bene più.
L’appiattimento culturale è evidente sotto gli occhi dei più attenti e di chi divora tutta la musica, senza confinarsi ad un solo genere. Ormai avrò ridotto l’ascolto di musica”commerciale” ad un 10% dei miei ascolti totali, perchè davvero non trovo più nessuno che meriti il suo posto sullo scaffale, che meriti il contratto che ha siglato con la sua etichetta.
Si parla di crisi del mercato del disco, ma penso che prima di essere economica, questa crisi sia artistica. La gente non compra più dischi perchè è stanca di acquistare noia.
Nel frattempo, io sento sempre più il bisogno di scaricare ed ascoltare musica libera (netlabels, Jamendo), perchè è soltanto lì che ormai trovo emozioni. La non-(s)vendita dell’arte di questi artisti “liberi” e l’assenza di ordini dall’alto rendono questa musica pura, creativa, originale, dolce, esattamente come dovrebbe essere.
Ascoltare musica libera non è più un’alternativa, una curiosità, ma è una necessità. Se non ci fossero le netlabels, penso che non avrei proprio nulla di soddisfacente da ascoltare ogni mese. E la mia vita senza colonna sonora non sarebbe vita.
Hai ragione, adesso sto passando molto tempo dietro al genere drone,scaricando molto materiale da
http://www.darkwinter.com/index1.html , musica che si adatta benissimo al mio attuale stato d’animo , indeciso sopratutto sul da farsi in campo universitario …
Sento che lì c’è un mondo che rispecchia me stesso, mentre nel commerciale, solo alienazione , veramente si trascende nell’autodistruttivo quando si passa alla musica da pagare in euro, al più si può ottenere un’euforia passeggera, null’altro !
Eldino, sono curioso di sapere come fanno i musicisti di netmusic gratuita a sostenersi economicamente, presupponendo che la musica sia la loro occupazione principale.
@marco
Semplice, la musica non è la loro attività principale, ma lo fanno per hobby. Ormai, vista la crisi e la banalità dilagante, con la vendita dei dischi ci guadagnano in 4 nel mondo…
ottima considerazione …..
ci vediamo dal 8 al 11 ottobre al “netaudio Berlin”
tschüss….
Toni aus Berlin.
@toni
non ci sarò al netaudio festival di berlino