Da utente con un buon background *NIX, ricavare l’uptime (il tempo di funzionamento del sistema dall’ultima accensione) di una macchina per me è sempre stato sinonimo di apertura del Terminale e immissione del comando “uptime“.
Semplice, veloce, facile da memorizzare, facile da adoperare negli scripts e soprattutto universale.
Ma su MS-Dos, brutta copia delle shell *NIX, anche le operazioni così semplici diventano fonte inesauribile di bestemmie, e dimostrano, per l’ennesima volta, quanto i software Microsoft siano stati prodotti senza un’efficiente pianificazione su carta prima della stesura del codice.
Cercando “uptime MS-Dos” su Google, infatti, ci viene suggerito il comando:
Systeminfo | Find “Up Time”
ma, andandolo a testare su un sistema Windows italiano, ci accorgiamo che il risultato di suddetta pipe non è altro che una riga vuota.
Per scoprirne il motivo, basta digitare il comando
Systeminfo
che mostrerà tutte le informazioni sul nostro sistema, tra cui anche quella relativa all’uptime, che però, con un tocco di genio che soltanto i simpaticoni di Redmond avrebbero potuto avere, è stata localizzata (nel nostro caso in italiano).
Per cui la voce che ci interessa non è più denominata “Up Time“, ma “Tempo di funzionamento sistema“, il che rende obbligatorio la modifica della pipe di cui sopra in:
Systeminfo | Find “funzionamento”
che ci restituirà finalmente il tanto agognato uptime.
Tutto risolto direte voi. Sbagliato. La localizzazione della shell entra direttamente nella Top Five delle più grosse porcate Made in Redmond che abbia visto finora. Infatti, se per la creazione di script ad uso -esclusivo- della vostra macchina la localizzazione non vi cambia praticamente nulla, è in tutti gli altri casi che è portatrice di bestemmie.
Se voleste, ad esempio, pubblicare lo script contenente comandi localizzati sul vostro blog, non potreste farlo, perchè funzionerebbe soltanto sui sistemi italiani e non su quelli inglesi o giapponesi o francesi, e andrebbe modificato di volta in volta, fenomeno che invece non si verifica assolutamente con gli script Bash.
Semplicemente penoso.


E tu usa una copia di WIndows in inglese, come faccio io da anni, che problema c’è?
Mi sa che i geni non hanno seguito un buon corso di “Ingegneria del software”.
E’ una cosa basilare la portabilità, ma qua nemmeno si parla di codice. Forse la responsabilità di sto problema, secondo me, è la sede italiana di Microsoft. Si sa i poproblemi di microsoft si esportano in ogni paese, come i panini della mc’donald (tutti uguali nel mondo)
@allelimo
mi pare un po’ estrema come soluzione, ti pare?
FAbio: sì, in effetti in Microsoft sono proprio ignoranti, non hanno idea di cosa voglia dire programmare.
Per “portabilità” in programmazione però si intende la possibilità di compilare i programmi per diversi sistemi operativi, la traduzione/localizzazione non c’entra nulla.
eldino: ma direi di no, perchè la bash di Linux è in italiano? Non me ne ero mai accorto
Uso XP in inglese da anni e mi trovo benissimo, adesso sto testando 7 (sempre in inglese) su un portatile e mi sembra che sia finalmente arrivata l’ora di abbandonare XP.
@Allelimo
Su Linux o Mac il sistema operativo è in italiano, ma la shell, che è una funzione per utenti avanzati, è in inglese..
il problema è proprio questo
Mi pare -scusami il termine- “una grande puttanata” essere costretti ad avere l’intero OS in inglese soltanto per poter usare o sharare uno script di tanto in tanto
E’ come se localizzassero in italiano le parole chiave di Visua Basic (es. Dim), non avrebbe ugualmente senso perchè programmare applicazioni è per utenti avanzati
Tu ce lo vedi il codice di un software che invece di
Dim stringa as String
abbia
Dichiara stringa come String
perchè l’os su cui si programma è in italiano? Ma dai sù
Un sistema operativo “serio” e pianificato prima su carta e poi messo in codice (ingegneria del software anyone?) dovrebbe avere la shell (e altri componenti per power user) in un’unica lingua (inglese) a prescindere dalla lingua del resto dell’OS
(IMHO)
A me quella roba lì (dim etc.) non sembra neanche codice, ma al limite Visual Basic…
L’OS in inglese ha svariati altri vantaggi, soprattutto se usi il computer per programmare, non serve solo ad avere il dos in inglese!
E comunque da un paio di anni anche per Windows esiste una vera shell programmabile (Windows Power Shell), cosa che il dos non è mai stato. E WPS non è localizzata
@allelimo
Per la serie: Microsoft, riprovaci
sì ho letto un paio di pdf in inglese sulla PowerShell, è una bella bestia ma ha una sintassi che reputo poco intuitiva. Se ti devi imparare tutto quel popò di roba anche per fare operazioni semplici, ti impari un linguaggio di programmazione “vero”
Direi di no, una “shell programmabile” non è un “linguaggio di programmazione”, e le cose che fai con la prima sono semplicemente diverse da quelle che fai con il secondo. Dipende da cosa devi fare.
WPS non è molto più complessa della bash, ma è molto più complessa del dos. Perchè fa molto di più di quello che può fare io dos: la potenza ha un costo…
Microsoft, non sono mica il suo avvocato difensore, però parliamone male quando se lo merita e non “a prescindere”
@allelimo
infatti ne parlo male quando lo merita, mica è un blog su Linux questo
concordo
Ma il comando uptime, seriamente, quando ti serve davvero?
In questo caso (secondo me) hai voluto parlato male di MS a prescindere
@allelimo
se segui il blog da un po’, sai che non sono un esaltato fanatico talebano linuxiano, per cui non parlo mai a vanvera
il comando uptime sul mio Mac lo chiamo ogni 10 secondi, mi sono fatto uno script che mi visualizza sul desktop l’uptime formattato come dico io.
sulle mie macchine Ubuntu/Debian richiamo l’uptime altrettanto spesso tramite conky per averlo, anche in questo caso, sempre sul desktop.
per fare la stessa cosa sulle macchine con OS Microsoft su Windows XP uso una vecchia versione di Rainmeter, mentre sul mio desktop con Seven uso Samurize
Se avessi un palmare Android, visualizzerei l’uptime anche su quello
Se tu conoscessi me, sapresti che parlo solo di cose che conosco
Ma non mi interessa vedere chi ce l’ha pù lungo, secondo me questa cosa dell’uptime è veramente poco importante, tutto qui.
E mi rimane il dubbio: a cosa serve davvero avere l’uptime sul desktop?
@allelimo
avendo macchine che sono sempre accese, serve a sapere quando è ora di riavviare
Ma il problema non è l’uptime, bensì la shell localizzata, l’uptime l’ho usato solo come esempio ma potresti farne 1000 altri.
eldino, seriamente: a cosa ti serve sapere in ogni momento l’uptime leggendolo sul desktop?
Anzi, a cosa ti serve – davvero – un programma come Samurize o Rainmeter, a parte la componente eyecandy?
E te lo chiedo da “vecchio” utilizzatore di Litestep.
E poi il cmd di Windows non è “localizzato”, è solo l’output di systeminfo che è localizzato in italiano. Dire che “…la localizzazione della shell entra direttamente nella Top Five delle più grosse porcate Made in Redmond che abbia visto finora…” mi sembra un pelino esagerato.
E pensandoci bene, in fondo chissenefrega
E’ molto “cool” parlare male di Windows e bene di Linux, Mac e qualsiasi OS diverso da Windows
@allelimo
ti ho già dato ampiamente risposta ad entrambe le domande con abbondanza di argomentazioni, se ti interessano davvero le trovi nelle risposte precedenti
perdonami ma questo tuo “far finta di non capire” mi sta facendo perdere solo tempo e non è ho molto a disposizione
se invece vuoi continuare il tuo gioco provocatorio e a credere che questo post abbia il fine di parlare male di Windows (a che pro poi..O_O uso anche io Windows), fai pure, ma senza di me per favore
il mio post, come sempre del resto, ha ben’altro scopo, ovvero informare e fare un paragone su come gestisce la cosa Windows e come la gestiscono altre piattaforme che uso e conosco, è argomentato, non parla di fantasie ed è supportato da più di tre anni di blogging a riprova dell’imparzialità di chi scrive
il fatto che (anche) in questo caso Windows le gestisca peggio non è una cosa che mi invento io
basta fare due script che stampino a schermo l’uptime, uno per Windows e uno per sistemi *NIX (sh, ksh etc): il primo funzionerà solo su una localizzazione del sistema, mentre il secondo sarà universale..
che a te serva, non serva, piaccia, non piaccia, l’uptime è totalmente irrilevante ai fini del post, la shell di Windows è e resta castrata e mal progettata rispetto ai “concorrenti”.. fine
Ullallà, domando scusa e levo il disturbo: se non essere d’accordo con te significa provocare, evidentemente ho sbagliato blog.
Buon uptime, comunque
@allelimo
dalle tue invece?
no, ripetere diverse volte la stessa domanda a cui si è già ricevuta esauriente risposta, facendo finta di non capire, e continuare a sostenere, in modo totalmente fuoriluogo e assolutamente privo di argomentazioni extra-personali, che “è molto “cool” parlare male di Windows”, beh dalle mie parti non sono certamente sinonimi di “discorso costruttivo”
se vuoi affrontarne un discorso informatico maturo/argomentato/oggettivo, qui trovi il Paradiso, ma ripeto, se vuoi “trollare” beh.. buon viaggio e mandami una e-cartolina
certo è che se volevi davvero confrontarti, avresti almeno risposto, argomentando, a punti come il seguente: “basta fare due script che stampino a schermo l’uptime, uno per Windows e uno per sistemi *NIX (sh, ksh etc): il primo funzionerà solo su una localizzazione del sistema, mentre il secondo sarà universale.. ”
ciao
eldino, ti risponderei volentieri ma visto che hai poco tempo non voglio fartene perdere altro.
allelimo.. perdonami ma io, da persona totalmente esterna alla cosa, riesco a vedere che pecchi gravemente di obiettività
Non si può insistere sul “a che ti serve l’uptime” perché l’articolo in questione non è sul fatto che il comando uptime essendo localizzato sia inutilizzabile in script vari per questioni di portabilità (ps: rivedi la tua definizione di portabilità, l’adattarsi a tutti le lingue di sistema dove viene eseguito un programma è esattamente una delle caratteristiche di un programma con ottima portabilità).
Come ha detto eldino il comando uptime è solo uno dei tanti che non può utilizzare a causa della localizzazione, ed anche se fosse l’unico non è comunque giustificabile da parte di MS perché preclude allo sviluppatore/utente avanzato la possibilità di fare script facilmente, ora come ora per rendere lo script utilizzabile dovrebbe implementarci un riconoscimento della lingua ed una traduzione della parola “funzionamento”, sperando che sia stata tradotta allo stesso modo in tutte le lingue in cui viene pubblicato il sistema operativo MS
Concludendo, si, visto che le tue motivazioni non sono sembrate valide, hai dato l’impressione di essere solo un provocatore venuto qua a fare “happy trolling” con un ottimo successo oserei dire
Ah, non vedere anche me come un linuxxaro incazzato visto che per gli amici io sono il classico “windows fanboy” visto che non uso altro e non trovo utilità dall’utilizzare os diversi
ps: cito una tua frase, “A me quella roba lì (dim etc.) non sembra neanche codice, ma al limite Visual Basic…”
Come dire.. effettivamente per programmare in Visual Basic BISOGNA scrivere codice, come in qualsiasi linguaggio di programmazione, non mi pare il caso di separare le due cose
@allelimo
se sapevi rispondere, lo avresti fatto anche prima della mia uscita sul tempo, visto che le argomentazioni quotate sono antecedenti
tipica risposta di chi non sa rispondere
la verità è che conosci solo Windows, non conosci i sistemi *NIX e quindi ovviamente non puoi controbbattere
sei un fedele, ecco perchè non puoi essere sulla mia stessa linea d’onda che uso i tre os in base a cosa fanno meglio e che non frequento nè chiese nè forum di Linux proprio per non aver a che fare con fedeli
@allelimo
. Vuoi una critica a prescindere? Windows è una merda
È vero che il Visual Basic fa schifo, ma da qui a dire che non è un linguaggio di programmazione … e poi, scusami eh, ma non credo che sia necessaria una motivazione “concreta” (e comunque mi pare che eldino te l’abbia fornita) per utilizzare un particolare comando e criticarne le sue funzionalità
Allora, con calma:
1 – io non sono venuto qui a trollare nessuno. Ho visto un post su una cosa che conosco, di tono, a mio parere, un pelino esagerato per forma e contenuti, e ho pensato di lasciare un commento.
Se non essere d’accordo significa dare fastidio, allora sono un troll.
2 – mi sembra di averti chiesto civilmente ed educatamente il perchè di alcune tue affermazioni (sul merito torno tra poco), a un certo punto sei stato tu a cominciare a parlare di provocazioni, far finta di non capire, far perdere tempo.
A quel punto, mi sono adeguato all’impostazione che hai voluto dare al discorso.
3 – “la verità è che conosci solo windows…”, ma guarda un po’, cosa ne sai tu di cosa conosco e cosa uso io?
Come ho già detto precedentemente, non sono qui per controllare chi ha il cazzo elettronico più lungo, ma di Win, Linux e programmazione so due o tre cose.
Il Visual Basic è un linguaggio di programmazione ridicolo, che non genera veri eseguibili ma un codice “intermedio” che gira sotto il Visual Basic Runtime, cioè una macchina virtuale (similmente a quello che fa Java)
Programmi “seri” scritti in VB, scusatemi ma non ne conosco.
4 – Tornando al merito: il titolo del post è “Il comando uptime in MS-Dos: l’ennesima porcata made in Microsoft”. Più avanti scrivi anche “…La localizzazione della shell entra direttamente nella Top Five delle più grosse porcate Made in Redmond che abbia visto finora…”
Mi sembrano due frasi un pelino eccessive rispetto alla questione.
5 – A Valerio vorrei dire che mi sembra, visto il titolo, che l’articolo sia proprio sul “comando uptime”.
La “portabilità” in informatica, mi spiace, ma non ha nulla a che vedere con la localizzazione. Per portabilità si intende la possibilità di compilare un programma per diversi sistemi operativi.
Dipende fondamentalmente dal linguaggio di programmazione usato: un programma in C scritto per Windows, al netto delle API usate, è relativamente semplice da tradurre in un programma per Linux.
6 – Ad Andrea Nardinocchi vorrei fare i complimenti per la ben argomentata esposizione delle sue idee: come non essere d’accordo sul fatto che non serve “…una motivazione concreta … per utilizzare un particolare comando e criticarne le sue funzionalità
. Vuoi una critica a prescindere? Windows è una merda… ”
E poi sono io il fedele?
7 – Sul fatto che sia “cool” parlare male di Windows, non credo ci siano dubbi. A me le cose “cool” danno un po’ fastidio, perchè la maggior parte delle volte si basano sulla semplice non-conoscenza delle cose.
8 – Tornando al merito (2): il prompt del dos non è localizzato. I comandi sono gli stessi in tutte le lingue, esattamente come succede per le shell unix di Linux e di MacOS.
Ad essere localizzato è l’output del comando di “systeminfo”, che può essere chiamato dal prompt ma non fa parte del “dos”. E’ in realtà un comando disponibile solo a partire da win xp professional (su xp home non esiste)
A me non sembra assurdo che l’output del comando sia stato tradotto nella lingua del sistema operativo. A meno che non si voglia tenere in nessun conto il diverso pubblico cui si rivolge Windows rispetto a Linux e a MacOS, nè il fatto che il 90% dei sistemi operativi installati al mondo (cellulari e palmari/tablet compresi) siano Windows (MacOS 4%, Linux 1%, il resto tra Symbian, Android, etc.)
Windows si rivolge a tutti, dall’utilizzatore avanzato a chi il computer riesce a malapena ad accenderlo.
Linux è ancora – secondo me – troppo complicato per l’utilizzatore “occasionale”, e MacOS invece è per chi deve usare il computer ma senza sapere assolutamente come e perchè funziona. Certo, MacOS X è fondamentalmente un sistema unix e c’è la shell: credo che il 99% degli utilizzatori di Mac non sappia neanche cosa significhi “shell” o “prompt dei comandi”.
9 – Con i sistemi Unix il comando uptime fa parte della shell, benissimo, mai negato. Rimane a mio avviso senza risposta il mio dubbio: a parte la componente “eye-candy” di visualizzare sul desktop una serie di informazioni (utilizzando ad esempio i programmi di Rainy o Samurize o una delle impropriamente dette “alternative shells” come Litestep) c’è una ragione “seria” per farlo? E non sto dicendo che non ci sia, mi chiedo solo quale sia la vera utilità di queste cose.
10 – finisco, estenuato ed estenuante: il bello – a mio parere – dei blog sono le discussioni che si generano, possibilmente tra persone che non la pensano già esattamente allo stesso modo. Dire, come è stato fatto qui, che non essere d’accordo significa automaticamente provocare, trollare, non capire, etc. mi sembra contraddire quello che dovrebbe essere lo spirito delle discussioni “serie”.
Un po’ mi dispiace: questo blog, che parla di net labels e informatica, è uno dei pochi che seguo che non parla quasi esclusivamente di musica. In futuro vedrò di stare attento a non esprimere più pareri “non allineati”
@allelimo: eddai, la mia ultima frase era solamente per farci una risata
Non intendevo ASSOLUTAMENTE attaccare o prenderti in giro e mi dispiace se l’hai presa male ecco
No, chiariamo come si deve perchè è un discorso che mi preme molto (non il fatto della localizzazione dell’output del terminale, argomento portante, perchè mi interessa mooooolto relativamente e sinceramente … sarei troppo di parte poichè nutro profondo odio nei confronti di Windows e mi reputo un Apple fan boy
): Se Java (anch’esso genera un codice intermedio che gira su JVM) viene chiamato “linguaggio di programmazione”, anche “visual basic” deve essere definito come tale (come lo è anche il PHP pur essendo interpretato, come lo è anche il Python pur essendo interpretato). Come veniva definito Amigabasic pur essendo interpretato (ah, quanti ricordi).
Io lavoro abitualmente in C, Objective-C (vorrei ricordare che prima di diventare di diventare quel che è, il compilatore Objective-C di mamma Apple traduceva il sorgente in C e poi lo compilava), C++, C# (ebbene si, anche lui), Python, Delphi, Java e qualche volta mi trovo a mettere mano anche all’Assembly (quando devi ottimizzare le cose che il compilatore non riesce ad ottimizzare da solo) quindi ti parlo da sviluppatore e non da “tizio qualsiasi che vuole parlare pur non sapendo quel che dice”
Dai seriamente, dovrei essere il primo a dire che Visual Basic non è un linguaggo di programmazione perchè è pura merda … ma in realtà è così! Se poi mi dici “non lo reputo un linguaggio di programmazione” allora sono PIENAMENTE d’accordo con te, ma se mi dici che “non è un linguaggio di programmazione” direi che sei in torto ecco. E c’è gente che non solo ci lavora, ma ci guadagna anche bei soldini a forza di fare gestionali (cosa che odio, sopratutto quando ti sbattono in faccia i soldi che guadagnano per scrivere 2 o 3 righe di codice).
(scusami per eventuali errori, ma avevo tante cose da dire e ho sintetizzato le principali)
Direi che non l’ho presa male, dovresti vedere quando mi incazzo…
”
Però non ho mai scritto che VB non è un linguaggio di programmazione (del VB ho scritto:
“A me quella roba lì (dim etc.) non sembra neanche codice, ma al limite Visual Basic
e in seguito
“Il Visual Basic è un linguaggio di programmazione ridicolo”), ma che. come tutti i linguaggi interpretati (anche C# lo è), è davvero molto limitato.
Ha i suoi usi e il suo perchè “commerciale”, soprattutto nel dialetto VBA, ma rimane un linguaggio ridicolo, già per il linguaggio in se stesso, che ha una sintassi allucinante rispetto all’eleganza del C/C++.
Poi, gestionali in VB ne ho visti ben pochi: di solito quelli vengono scritti in dbIII/IV e derivati (FoxPro, Power Plus) e programmi seri in VB non me ne vengono proprio in mente.
ps. chiedo scusa per il grassetto del commento precedente, ma qui su wordpress manca una funzione di preview dei commenti…
@allelimo: Beh, ti garantisco che ho un amico che tiene in piedi un’azienda di Roma a forza di gestionali in Visual Basic: glieli chiedono a pacchi
Conosco molte aziende che sviluppano gestionali in Java e Delphi e anch’esse collezionano un ingente quantitativo di introiti
e personalmente si, ogni gestionale che ho sviluppato (eh lo so, ma il pane a casa bisogna pur portarlo) era scritto in Java per avere portabilità.
). Personalmente li reputo degli ottimi linguaggi da integrare (ad esempio, ho implementato nel mio motore grafico il python in modo da poter gestire parecchie cose attraverso scripts esterni) o da utilizzare indipendentemente con caratteristiche pari a quelle di qualsiasi altro linguaggio di programmazione.
Inoltre non reputo i linguaggi interpretati “limitati” (seriamente) a livello di “possibilità” (a meno che tu non stia parlando di tempi d’esecuzione e prestazioni, a questo punto ignora tutto quello che sto per scrivere
Comunque, a parte tutto, chiedo scusa poichè devo aver letto e interpretato male quello che hai scritto
@allelimo
2 – chiedere delucidazioni, non significa rifare la stessa domanda più volte (es “a cosa serve l’uptime?”) quando ti è già stata data risposta più volte.
3 – io conosco quello che scrivi: se tu le mie risposte, che includevano un paragone multi-piattaforma, le hai totalmente ignorate, facendo ripetutamente e biecamente finta di nulla, ma piuttosto cercando di portare la discussione sull’aspetto personale (es. che usi o non usi l’uptime).. beh per me non sei pratico dell’argomento e quindi cerchi di deviare e portare il discorso in lidi amici
poi magari sarai un guru degli ambienti *NIX, ma in quel caso allora il problema sarebbe da ricercare altrove (es. che non sai esprimere il tuo sapere)
4 – il fatto che “ti sembrino” è, per definizione, un tuo parere soggettivo.. l’oggettività di una questione solitamente trascende dal parere personale. Ad esempio, non ti capita mai di vedere una bella ragazza e dire “Wow, bella figa, ma non è il mio tipo, non me la farei mai” oppure “Minchia una Lamborghini! Stupenda ma non la comprerei mai, consuma troppo”..? ecco, uguale. Il fatto che a te la shell di Windows vada bene così o che ritieni che avere un output localizzato sia intelligente o che il tono del mio post sia a tuo dire un po’ eccessivo è un tuo parere soggettivo che non ha assolutamente nulla a che vedere con l’oggettività della questione.
Per restare nell’ambito informatico, la differenza tra oggettivo vs soggettivo si ritrova spesso in alcuni ambiti linux-talebani, dove ai professionisti della grafica consigliano ad occhi chiusi di usare GIMP invece di Photoshop perchè magari per le loro piccole cose va bene (aspetto soggettivo che sovrascrive quello oggettivo), quando in realtà una risposta di buon senso, data da chi con questi software ci lavora sul serio, sarebbe “è duro ammetterlo, ma su Linux non c’è nulla di paragonabile a Photoshop, però se sei disposto ad adattarti molto c’è GIMP o in alternativa usa Photoshop+WINE”.
Ecco perchè, come dicevo, su questi forum non ci vado, troppi fedeli, a me l’informatica piace condita al buon senso e scritta da gente che col software ci lavora duro ogni giorno
8 – “Ad essere localizzato è l’output”.. hai detto cazzi xD i vari grep e le pipe su cosa le fai? sul nome inglese dei comandi? xD dai sù sù
“systeminfo” è un comando che fa parte della suite di comandi distribuiti con l’ms-dos, come ping, arp, ipconfig etc.. idem come grep, curl, wget etc nel mondo *NIX.. che su XP Home non esista o tutto il discorso (discutibile e infarcito di opinioni personali) che fai sul target dei diversi os è roba per esperti di marketing, non per informatici
Qua si sta facendo un confronto tra shell, il resto è soltanto grasso che cola.
9 – Mi quoto da solo: “avendo macchine che sono sempre accese, [l'uptime] serve a sapere quando è ora di riavviare “. Il fatto di mostrarlo sul desktop piuttosto che leggerlo proiettato al muro piuttosto che auto-sendarselo via email piuttosto che pagare una filippina per recitartelo è secondario come aspetto rispetto alla funzione del comando e varia in base ai gusti. Certo se uno accende il pc, lo usa 3 ore e poi lo spegne, è chiaro che non capisca il senso dell’uptime
Un’ultima cosa.. “In futuro vedrò di stare attento a non esprimere più pareri “non allineati””.. no, in futuro devi stare attento a mischiare soggettività e oggettività in quello che scrivi. I blog o altre piattaforme che non supportano “pareri non allineati” come li definisci tu:
a) moderano i commenti prima di pubblicarli: qua invece questo filtro non esiste, ma i commenti appaiono instantaneamente appunto per stimolare il dialogo costruttivo, le segnalazioni, gli errata corrige, le richieste di approfondimento etc
b) cancellano subito i commenti appena fuori dal seminato, anche se espressi educatamente/civilmente/timidamente e bannano a tavoletta (prova a scrivere qualcosa di velatamente contrario sul forum vegano veganhome.it e capirai ciò ce dico)
c) non ti vengono date nè risposte argomentate nè credito, ma vieni subito maltrattato dal secondo commento (come è successo a me di recente su questo blog di hater apple o fedeli windows, che dir si voglia: http://ziogeek.com/campagna-mediatica-contro-apple/)
Non mi pare che su “il blog di eldino” sia mai successa niente di tutto ciò, per cui continuare con questa litania dei commenti non-allineati mi sembra infantile e fuori luogo
ps. VB, che piaccia o non piaccia, è un linguaggio di programmazione a tutti gli effetti, con cui la gente ci campa e anche bene. A me stesso hanno proposto tre lavori come coder VB per esempio. Neanche a me piace la sintassi del PHP ma mica vado a smerdarlo in giro dicendo che “non è un linguaggio di programmazione”, mi sentirei un coglione solo a pensarlo
imho, molto imho
eldino, innanzitutto devo chiederti scusa: evidentemente devo averti in qualche modo offeso con le mie osservazioni, se in risposta mi dici che:
1 – sono un troll
2 – faccio finta di non capire
3 – ti faccio perdere tempo
4 – gioco un gioco provocatorio
5 – non faccio discorsi costruttivi
6 – non ho interesse al confronto
7 – non affronto discorsi in modo maturo, argomentato ed oggettivo
8 – parlo di cose che non conosco
9 – sono un “fedele” (?) di windows
10 – non so esprimere il mio parere
11 – agisco in modo bieco
12 – mi esprimo con litanie infantili
non mi sembrava di averti insultato in nessun modo, ma mi sbaglierò sicuramente.
Poi mi permetto di notare che in quanto a logica siamo piuttosto scarsi, eh:
imho, molto imho
”
“Neanche a me piace la sintassi del PHP ma mica vado a smerdarlo in giro dicendo che “non è un linguaggio di programmazione”, mi sentirei un coglione solo a pensarlo
mi sieghi come la si mette insieme con:
“Il comando uptime in MS-Dos: l’ennesima porcata made in Microsoft” e “La localizzazione della shell entra direttamente nella Top Five delle più grosse porcate Made in Redmond che abbia visto finora.”
Cioè, se io parlo male di VB sono un coglione, e se tu parli male di Windows sei…?
A meno che, forse ci sono, quello che dico io è “un parere soggettivo”, mentre quello che dici tu è “un evidente fatto oggettivo”?
Comunque, che delusione questa conversazione…
Dimenticavo: Andrea, direi che stiamo dicendo la stessa cosa.
Per limitato intendevo rispetto a dimensioni e prestazioni.
Java non mi dispiace, la sintassi è in fondo quella del C++, se conosci il primo Java lo impari in qualche ora.
Delphi lo conosco poco: non l’ho mai usato, ma non credevo fosse un linguaggio interpretato. Uno dei migliori programmi per Windows, Total Comamnder, è scritto in Delphi.
@allelimo
“Il comando uptime in MS-Dos: l’ennesima porcata made in Microsoft” e “La localizzazione della shell entra direttamente nella Top Five delle più grosse porcate Made in Redmond che abbia visto finora.”, correggimi se sbaglio, è un’espressione alla fine di un articolo, ricco di esempi e argomentazioni oggettivamente verificabili DA ELDINO, ALLELIMO, TIZIO, CAIO, SEMPRONIO E TUTTI GLI ALTRI, non è una frase detta così.. un po’ come: “Il Visual Basic è un linguaggio di programmazione ridicolo” solo perchè TU ALLELIMO non ne gradisci la sintassi e non conosci programmi A TUO DIRE seri fatti con questo linguaggio
Sù dai
@allelimo: No no, Delphi non è interpretato (se l’ho detto in qualche post precedente allora temo di aver fatto una gaffe
). Delphi l’ho sfruttato parecchie volte (considerando che uno stesso progetto lo potevi compilare sotto linux (con Lynx della Borland, oramai morto) e windows (con Delphi)) per sviluppare “videogames-pseudomultipiattaforma” (ma ti parlo del 1999) ma alla fin della fiera è come avere sotto mano Pascal a oggetti 
Inoltre ti consiglio questo progettino open-source veramente interessante (stanno sviluppando un sistema multipiattaforma come alternativa a delphi): http://www.lazarus.freepascal.org/
Rinuncio, sei troppo intelligente per me, mi freghi sempre con le tue repliche puntuali.
Oops, la risposta precedente era per eldino di delphi.
Andrea: forse ho “interpretato” male la tua risposta in cui nominavi Java e Delphi
Io però, avendo imparato il C++ ai tempi di Litestep/indiestep non ho mai approfondito il Delphi, mentre in seguito mi è toccato imparare un po’ di VB/VBA per ragiono di lavoro.
Ti assicuro che arrivare al VB dopo il C++ è veramente traumatizzante: hai un’impressione di disordine, di poca chiarezza, che è scoraggiante
Mi sembra che qui stiamo andando un po’ fuori le righe. Ce la stiamo prendendo un po’ troppo sul personale.
A mio modesto parere, molto modesto, il significato di questo post non è l’utilizzo del comando uptime bensì la localizzazione del terminale. Dal mio punto di vista è inammissibile e ripeto inammissibile! che per greppare l’output di un comando debbo cambiare la parola chiave in base alla lingua del sistema operativo su cui lo script gira. Questo è il nocciolo del discorso.
Ora, uno con il comando uptime ci puo fare quello che gli pare:
1) Sapere semplicemente da quanto tempo la macchina è in funzione
2) Utilizzarlo per programmare dei task:
- “Alla seconda ora di attività del mio sistema voglio che mi cacci fuori il vassoio del lettore DVD”
- “Ogni 8 ore di attività voglio che la mia macchina si riavvii” (come ha giustamente mensionato anche eldino)
3) Altro…
Ma se per utilizzare il comando uptime, di preciso un qualsiasi comando del terminale di windows, devo tradurre il mio script in tutte le lingue del mondo (che sono ben 6912!), a questo punto mi vien da dire Fanculo M$. Se inoltre per risolvere il problema cambio totalmente sistema operativo, perchè M$ non consente neanche di switchare le lingue (non le lingue della tastiera!) allora dico che “L’informatica/il computer non è per tutti“.
Scritto da una persona a cui M$ gli da il pane a fine mese.
E suvvia. La rete è piena di questi discorsi di chi cia il linguaggio di programmazione più grosso.
Il linguaggio è solo un mezzo, è lo studio che c’è stato prima, l’analisi, il testing, la progettazione che conta.
C, Java, Pascal, Paperino e Paperoga quel che te voi, scrivere codice al giorno d’oggi o lo si fa per hobby o viene fatto da mille cinesi rinchiusi in uno stanzino.
L’informatica è altro….
Fabio l’informatica sarà anche altro, ma è in piedi appunto perchè 1000 persone capaci (o “cinesi” come li chiami tu) sono in uno stanzino a lavorare (e fidati che molte di queste persone, tutte le fasi di cui hai parlato, se le fanno da sole. Io compreso).
È solo per questo che puoi usare il tuo sistema operativo preferito, giocare al tuo videogames preferito, usare il tuo programma di scrittura testi preferito .. etc .. etc .. Questa è l’informatica, assieme a tutto quello che dici tu.
Guarda non fraintendermi, io sono uno studenti di una facoltà di informatica, perciò conosco il “mondo” informatico.
L’informatica è un multi-insieme di professioni. I programmatori sono gli operai, i sistemisti i manutentori, gli analisti gli architetti, i creatori di linguaggi i “fisici”, e così discorrendo.
Come ogni cosa se non ci sono i muratori la casa non di costruisce, ma senza l’architetto o l’ingegnere la casa non si progetta e non sta in piedi.
Un multi-insieme, ma che ogni elemento è importante.
Il linguaggio di programmazione -> il cemento che tiene tutto, con più sabbia o meno
ps: “cinesi” gli intendo proprio i Cinesi della Cina, gli asiatici al giorno d’oggi sono i più attivi nella scrittura del codice, i principali programmi vengono scritti in Asia, Cina, India, Corea e progettati in “occidente”.
gia’….tra qualche anno ci sommergeranno…