[IT] Vuoi rilasciare il tuo album in download gratuito su Bandcamp? D’ora in poi devi pagare!

Che Bandcamp fosse un servizio da boicottare, lo sostengo fin dai tempi del post “Netlabels on Bandcamp: the rise of anti-usability“, ma nonostante i miei sforzi argomentativi, molte (troppe) netlabel e molti (troppi) musicisti indipendenti l’hanno adottata come piattaforma di riferimento per pubblicare i propri lavori gratuiti. Ma se a nulla sono valse le mie argomentazioni sull’inusabilità del servizio per noi fans e addetti ai lavori, spero almeno che il fattore economico procuri un effetto maggiore.

Il blogger Drizzi di NetMusic Life, infatti, mi fa notare con le seguenti parole, il cambiamento di policy tariffaria di Bandcamp avvenuto a settembre:

” [...] si trova a fare i conti con il rinnovamento di Bandcamp, che oltre ad aumentare le proprie tariffe sui brani in vendita (per alcuni utenti troppo elevate) ha deciso di dare a ogni artista 200 download gratuiti  e quando questi si saranno esauriti, l’artista (o label) dovrà pagare per un blocco di crediti di download gratuito. In pratica, se io carico un album su Bandcamp e lo rilascio gratuitamente, una volta superati i 200 download dovrò acquistare dei pacchetti  per avere la possibilità di continuare a rilasciarlo in questo modo. Sicuramente questo trattamento per molti utenti non è sostenibile. [...]“

Leggendo il post originario da cui il blogger italiano ha attinto la news, scopriamo che:

“Starting today, new accounts come with 200 free downloads, and all existing accounts are granted 500. Your free download credits also refresh every month (meaning that if you have less than 200 downloads remaining, we’ll just bump you up to 200 again). Each time a fan downloads a track or album for free, it counts as 1 against your balance (an album, regardless of how many tracks it contains, still only counts as 1 download, and streaming is still unlimited). You can buy more downloads for a small fee from your Tools page. The pricing is the same as for download codes:

300 downloads for $9 USD (3¢ each)
1000 downloads for $20 USD (2¢ each)
5000 downloads for $75 USD (1.5¢ each)”

Adesso io mi chiedo: se io voglio rilasciare il mio album gratuitamente (leggi: no scopo di lucro), secondo te sono disposto a pagare per farlo? Non solo non ci guadagno, ma ci devo anche rimettere? Ma non esiste, ma state proprio di fuori, cambiate pusher o ferramenta vi prego. Ma non è solo con Bandcamp che me la prendo, che alla fine si è da sempre intuito che fosse un progetto nato per lucrare e centralizzare la musica indipendente (al contrario, che so, di Jamendo, da sempre molto rispettoso di musicisti e fans), ma con musicisti e gestori di netlabels, che sembra abbiano trovato la pace dei sensi nell’iscriversi a Bandcamp (non ultima la 12rec, totalmente migrata su Bandcamp), quando ci sono servizi di hosting gratuiti e decisamente più friendly come Internet Archive o SonicSquirrel, che da anni servono con cordialità e gentilezza la scena netaudio e netmusic mondiale.

Servizi che ovviamente nel post sopracitato i tipi di Bandcamp omettono di citare:

“Actually, the cheapest way would be to head over to ZRapidShare, but if you’re reading this, you probably care about your fans too much for that.”

con un fare tipico da esperti di marketing di bassa lega.

Ora io mi chiedo… cos’è che vi piace così tanto di Bandcamp? L’interfaccia grafica sbrilluccicosa? Io davvero non capisco. Ma visto che (purtroppo) non posso entrare nel vostro cervello e farvi cambiare idea, ho smesso da parecchi mesi di scaricare qualsiasi release pubblicata su Bandcamp, sia perchè è troppo macchinoso il download e non ho tempo da perdere per colmare l’inettitudine altrui, e sia in aperto dissenso verso la policy del sito e delle netlabels che vi aderiscono.

Se vogliamo evitare di dare in mano la musica che tanto ci piace ad un sito del genere e se vogliamo che la scena netaudio resti una realtà friendly, fate come me e boicottate Bandcamp. Se pubblichi su Bandcamp, io non ti ascolto. Bandcamp non esiste, say no to Bandcamp.

About these ads

21 risposte a [IT] Vuoi rilasciare il tuo album in download gratuito su Bandcamp? D’ora in poi devi pagare!

  1. Alberto scrive:

    Scusa Eldino ma perchè parli della 12Rec? non mi sembra esattamente una netlabel… anzi costano un bel pò i download!

  2. eldino scrive:

    @Alberto:
    Perchè è una netlabel :) Magari ha qualche release a pagamento, ma sostanzialmente, se sei interessato soltanto alle releases gratuite, basta andare sul loro mirror su Internet Archive: http://www.archive.org/details/12rec e scaricare direttamente ;)

    Perlomeno loro, per quanto siano passati a Bandcamp, hanno comunque mantenuto un mirror su Internet Archive :)

  3. Ettore scrive:

    A dire il vero a me sembra che quanto hai citato dica che ci sono 200 download gratuiti, ma al mese.

    E tutto sommato mi sembrano pochi ma non ridicolmente pochi…
    Ma forse ho capito male io.

  4. Ettore scrive:

    Poi mi stupisce un po’, da parte tua, una crociata su un principio (assolutamente condivisibile, intendiamoci! io sono d’accordo), quando mi era parso di capire che queste cose ti dessero tanto fastidio quando, per dire, si viene a parlare di apple.

    Ma non voglio essere spiacevole nei miei primissimi commenti sul tuo blog, che trovo splendido. :-)

  5. eldino scrive:

    @Ettore
    Sono 200 download gratuiti al mese sì.. che per releases popolari come quelle di EFTB (http://eldino.wordpress.com/2010/03/25/en-some-interesting-stats-are-coming-from-aaaah-records-netlabel/) e rispetto a download infiniti su archive.org e sonicsquirrel, fanno davvero ridere. Ma non è una questione di numeri, quanto di mentalità: Bandcamp -NON- è un servizio nè dalla parte delle netlabel nè dalla parte dei netmusicians :) Potevano offrirtene anche il doppio, ma il concetto alla base del sito è il guadagno e l’accentrazione della musica indipendente, il tutto con uno style molto “fashion”; partono da concetti totalmente distanti da quella che è la cultura delle Creative Commons e della condivisione della propria Arte con la Rete, per cui è davvero imbarazzante vedere approdare su questa piattaforma orde di netlabels, quasi fosse la nuova Eldorado.

    Capisco bene che farsi un sito da soli non sia per tutti, ma puoi farla su WordPress o su Blogspot o su MySpace come fanno in tante. Ma al massimo, falla anche su Bandcamp, ma fornisci un mirror su Internet Archive per chi vuole scaricare velocemente l’intero catalogo e chi, addetto ai lavori come me, necessita dei links diretti per i propri post :)

    Per quanto riguarda Apple, non capisco onestamente il nesso, se puoi argomentare la tua obiezione, sarò disponibile nel risponderti :)

  6. Drizzi scrive:

    Caro Eldino, sono molto dispiaciuto di questo comportamento di Bandcamp nei confronti della comunità net-audio ma credo che le stesse netlabel o artisti si muoveranno in occasione di queste novità non molto rosee nei loro confronti. Anch’io trovo quasi “fantascientifico” il fatto di pagare per offrire la propria musica in free download, ma non credo che abbiamo a che fare con dei bambini e quindi ognuno è libero di prendere le proprie decisioni. Io non me la sento di boicottare Bandcamp perchè da amante della musica (come te,d’altronde) a volte mi capita di imbattermi in meravigliose release proprio su questo sito. E non sono neanche contro a chi decide di mettere la propria musica a pagamento, è una sua scelta. Certo che speculare su i free download è proprio una mossa meschina e spero che la gente si svegli presto. Da parte mia io mi limito a dare queste informazioni e vedrò di informare i lettori su ogni recensione che avrà come destinazione il download su Bandcamp (che come te non sopporto…l’altro ieri ci ho messo 30 minuti per scaricare un album, nell’attesa che mi arrivasse l’e-mail di risposta con il link di download…assurdo!).
    Con stima e rispetto.
    Drizzi.

  7. eldino scrive:

    @Drizzi
    Ma neanche io sono contro la musica a pagamento, anzi, se l’artista o la label meritano (ed il prezzo è “fair”, onesto), compro/contribuisco volentieri, come feci tempo fa proprio con la 12rec (http://eldino.wordpress.com/2008/10/10/enit-so-much-achieved-so-much-left-to-do-12rec050-cd-version-in-my-mailbox-yay/) e come ho in mente di fare per alcuni vinili molto carucci di band Creative Commons appena avrò qualche soldo extra (forse nel 2014, vista la crisi) :)

    Però nel caso di Bandcamp.. davvero non ho parole per descrivere la sensazione di frustrazione e sdegno che provo, sia fan che da attivista netaudio, ecco perchè è praticamente da sempre che sto boicottando le netlabels che ci pubblicano (non scaricando nè recensendone le releases)!

  8. VittekRecords scrive:

    Ciao Eldino…senti, una mia curiosità…Ma tu cosa ne pensi di Jamendo?…P.S. Come stai messo allo scaricamento del catalogo?? :-P….A me ne mancano ancora 34000 da tirar giù!!! ;-)

  9. eldino scrive:

    @Vittek:
    Jamendo è un ottimo servizio, specialmente da quando ha introdotto il download via http :) Ero arrivato a scaricarne 8000 ma poi, non essendoci un modo per tracciare i download fatti direttamente dal proprio profilo, ho abbandonato l’impresa :)

    PS. A breve su queste pagine la recensione dei To.Pi.Ma ;)

  10. VittekRecords scrive:

    Ma come no?…Io mi sono fatto un profilo da zero, nuovo , solo per scaricare…quando tu scarichi qualcosa sulla voce ‘ALBUM DA SCOPRIRE’ automaticamente vengono scalati!..È qualcosa di fantastico!! :-)

  11. Ettore scrive:

    @eldino: come già detto, sul principio sono assolutamente d’accordo. La mia era unicamente una puntualizzazione, perché inizialmente dal tuo post avevo capito che fossero 200 download tout court.

    Detto questo, il mio riferimento ad apple riguardava tutta una serie di altri principi nei confronti dei quali appari più sordo, anzi, quasi (ma forse posso capirlo) insofferente.

    Non è certo mia intenzione cominciare con te una discussione che, mi è parso di capire, più volte, e malvolentieri, hai già affrontato nei commenti ad altri articoli, ma sono ugualmente stupito che tu bacchetti l’intransigenza di chi ha a cuore la libertà del software, mentre la passione ti scuote fino a questo punto quando ad essere calpestata è la libertà della musica.

  12. eldino scrive:

    @vittek
    “Album da scoprire”, se non ricordo male, era prima riferito agli album non ascoltati, non a quelli non scaricati.. ad ogni modo ci manco da almeno 1 annetto su Jamendo, per cui potrebbe essere che la mail di protesta che mandai in merito a questo fatto sia stata ascoltata ;) Grazie per la segnalazione, ricontrollerò più in là ;)

    @Ettore
    La tua osservazione è un po’ generica, ma cerco di interpretarla e risponderti a spanne :)

    Il pensiero applicato all’arte e alla condivisione è un conto, il lavoro nel campo informatico è un altro :) La prima è regolata da licenze come la Creative Commons, la seconda da un mercato di profitto (economico e non) :)

    In ambito informatico non sono un fanboy Apple come probabilmente ti sarà sembrato vista la tua osservazione, ma uso con scioltezza tutti e tre i maggiori sistemi operativi sul mercato in base a quello che devo fare, non uso solo Mac Os o solo Linux come fanno molti altri per scelte filosofiche, è una boiata. Io cambio os in base a quello che devo fare e ai software disponibili, tutto in funzione di massimizzare la produttività e la qualità del prodotto finale :)

    Poi ovviamente può essere che intervenga “duro” in alcune discussioni che fanno solo disinformazione, tipo appunto quelle sui prodotti Apple, spesso vittime dell’ignoranza e del tifo tipicamente italiani, popolo che come ben sappiamo riduce a becera tifoseria qualsiasi argomento di discussione, sia esso politica, informatica o figa.

    Apple è indubbiamente una ditta estremamente innovativa, negarlo è solo roba per ultras, una ditta che per prima introduce dei prodotti (iPod, iPhone, iPad, multitouch..) e successivamente gli altri seguono a ruota con le loro “copie”, che produce macchine che ti permettono di aumentare la tua produttività in maniera esponenziale, ma ovviamente solo chi con queste macchine ci lavora ogni giorno e conosce a pieno tecnologie come Automator, Spotlight, Applescript e quant’altro può capire e comprendere la mia opinione :)

    Questa integrazione massima tra hardware e software, questo controllo maniacale dei loro prodotti chiaramente può dare adito a comportamenti molto ferrei (“dittatoriali” come dicono alcuni), con cui si può essere daccordo o meno, ma a me onestamente in linea di massima sta bene, perchè vedo la differenza qualitativa abissale tra alcuni loro prodotti e la concorrenza, differenza che si riflette molto positivamente sul mio lavoro. Tra le scelte che condivido c’è ad esempio quella di abolire il Flash Player dai loro prodotti, il Flash è una tecnologia che non doveva proprio nascere e che è durata anche troppo, basta! Una scelta, invece, che non condivido è quella di non avere ancora in catalogo un iPhone “entry level” (iPhone mini?), magari a 399€, per chi come me non può permettersi di spendere 700 euro in uno smartphone, oppure la fotocamera (ridicola) dell’ultimo iPod Touch. Inoltre, io non comprerei tutto del catalogo Apple, ma soltanto Macbook Pro, Mac Mini ed iPhone, mentre non comprerei mai il resto :)

    Ma nonostante non condivida alcune loro politiche o non ritenga adeguati per rapporto qualità/prezzo alcuni prodotti, non significa che vado a spalare merda in giro su Apple, sarei un coglione, nè partecipo a blog su Linux dove tutti se la cantano e se la suonano tra loro, sarei un talebano :) Prendi il Mac Pro: il fatto che io non lo comprerei, non significa che non sia un’ottima macchina :)

    Cioè.. fare dell’informatica una questione di filosofia o pensiero è semplicemente assurdo, sarebbe come non comprare Fiat perchè paga gli operai rumeni 350 euro al mese. A me che minchia me ne fotte? Mi propone un prodotto valido per le mie esigenze, al prezzo che voglio, con una rete di assistenza capillare, ok lo compro :) Idem Apple: se per le tue esigenze un Macbook Pro va bene, lo compri, altrimenti prenditi un Acer e ci metti Ubuntu, ma non confondere ciò che non piace a te con ciò che non è oggettivamente un prodotto validissimo :)

    Morale: in Italia bisognerebbe imparare a giudicare con buon senso le cose, senza fare di ogni cosa una guerra di religione :)

  13. Ettore scrive:

    Se scelgo una filosofia, e faccio in modo che le mie scelte in ambiti pratici come l’informatica seguano questa filosofia, sarò sicuro che in tali ambiti pratici, tale libertà possa diventare reale.

    Scendendo in un esempio: la democrazia è nata come una filosofia, un pensiero. Eppure oggi, per fortuna (con tutti i difetti che ha, per carità) è una realtà mai abbastanza diffusa.

    Allo stesso modo io credo che l’etica dovrebbe sempre guidare l’uomo.

    Così potrò, volendo, ridistribuire il mio software esattamente come posso ridistribuire la musica in CC che ho scaricato dal tuo blog.

    Cioè, il punto è proprio questo: il fenomeno netlabels, per te, cos’è?

    Perché al di là di fanatismi, talebanismi, mode del momento e tutto quello che vuoi, il free software è qualcosa di profondamente gemello del movimento CC.

    Ora la mia domanda è: tu sostieni le netlabels perché sono belle o perché sono giuste? Fa tutta la differenza del mondo. Nel primo caso, yeah! Tutto a posto. Nel secondo… Sempre tutto a posto, ovviamente ghgh… Però ti comprendo di meno.

  14. eldino scrive:

    @Ettore
    Invece, io penso che sia la praticità e la pragmaticità a guidare le scelte: se è compatibile con un certo rigore etico meglio, altrimenti non è una condicio sine qua non :) Un po’ come il veganismo, scelta decisamente estrema: per la tua “filosofia” di non ferire gli animali, mangi solo verdure, rovinandoti la salute :)

    > tu sostieni le netlabels perché sono belle o perché sono giuste?

    Io sostengo le netlabel perchè attualmente sono la realizzazione meglio strutturata e meno anarchica delle licenze Creative Commons. Mentre prima che il fenomeno netlabels si affermasse e concretizzasse, la musica gratuita in Rete era abbastanza sparsa, fumosa, individuale, anarchica, mentre con l’avvento del netaudio, abbiamo dei cataloghi in cui le releases vengono ordinate per release code / data di rilascio, decisamente più comodo e funzionale. O, per restare in topic: pragmatico, pratico, efficiente. Dal punto di vista meramente affettivo, invece, le sostengo perchè pubblicano ottima musica, che mi piace, che mi fa emozionare, che mi va di consigliare, di cui mi va di essere fan, al contrario della quasi totalità della musica “commerciale”, che mi ammorba lo scroto. Infine, quando e se decido di contribuire, i miei soldi vanno tutti e direttamente all’artista, e non si disperdono tra case discografiche, fotografi, copisterie, negozi, esperti di marketing e quant’altro, il che mi rende decisamente più soddisfatto della mia spesa.

    Citavo le Creative Commons, punto cardine del discorso. Vedi Ettore, è verissimo che le Creative Commons viaggino parallelamente al Free Software, ma mentre le prime si concretizzano in un’innovazione rispetto a ciò che c’era prima, ovvero licenze SIAE-like e copyright tradizionale, il movimento del Free Software, strettamente nell’ambito dei sistemi operativi, ancora non ha concretizzato altrettanto. In ambito desktop, Linux è ancora decisamente arretrato rispetto a Windows e Mac OS, buggato, lunatico, instabile, e mi porterebbe a decrementare parecchio la mia produttività quotidiana, per cui ne condivido tutto quello che vuoi ma non lo uso sulle mie macchine principali. Ubuntu è una svolta in questo senso, divertentissimo, solido, facile, ma ancora la strada da fare è lunga :) In ambito server, invece, monto sempre Linux, perchè rispetto a Windows Server mi permette di offrire a me stesso e al cliente più flessibilità, più semplicità d’uso, più software e soprattutto meno costi (si pensi al riutilizzo di vecchie macchine, arretrate per uso desktop ma ancora molto valide per uso server/ftp/web/samba/daap etc).

    Discorso analogo per gli applicativi open-source, che uso e installo su tutte le macchine che mi vengono portate a riparazione. Perchè installo e consiglio OpenOffice/LibreOffice, Ffmpeg, Perian (per Mac), mplayer e tutti gli altri? In primis perchè fanno il loro lavoro meglio delle controparti commerciali / craccate, in secundis tutto il resto.

    Come vedi Ettore, condividerne la filosofia non significa per forza fare scelte estreme, ma, a mio modesto dire, la praticità e l’innovazione deve sempre prevalere sulla “religione” :)

  15. Ettore scrive:

    Mmh.
    Credo tu sia più estremo di me, da certi punti di vista. E vado a spiegarmi.

    Che lo stato dell’arte di linux (o del free software in generale) non sia perfetto, o anche solo al livello dove in molti avevano sperato che a questo punto fosse, è una verità ahimé scomoda, ma più che palese.

    D’altro canto la fai davvero più tragica di quello che è. Soprattutto alla luce di una situazione che, almeno su windows, è altrettanto tragica (se non, da qualche punto di vista, peggiore). (e penso allo sfruttamento delle risorse, alle logiche di interazione utente con il sistema [non parlavi di praticità? cosa c'è di pratico in windows 7? un paio di passi avanti rispetto a vista, che era stato un BALZO indietro da xp], e a tante altre cose che lo rendono un sistema operativo nato vecchio)
    Peraltro, invece, nei diversi sistemi free software ci sono diverse innovazioni, che, sono sicuro, tu stesso saresti pronto a riconoscere. Alcune in contesti tecnici, altre in contesti più rivolti all’utente. Sistemi di pacchettizzazione, repository utente, accenni di desktop semantico, ed è inutile stare a dissertare oltre, non è quello il cuore del mio discorso.

    D’altro canto, nella speranza che tu non mi scambi per un talebano o per qualcuno fuori dal mondo, l’atteggiamento di apple È pericoloso.
    Non si può più accettare di lavorare senza standard aperti e condivisi. Non si può più accettare che l’azienda produttrice rivendichi il controllo e il possesso sul software che installo e uso. Non si può più accettare una logica di mercato (e una logica di mercato così aggressiva, per giunta!) in un settore che ogni anno diventa più cruciale non solo per la produttività di tutto il mondo, ma anche per i diritti civili.
    Questo è il punto, non puoi permetterti ancora per molto (secondo me, per carità) di valutare l’informatica come una scienza “da lavoro”. È molto di più, ogni giorno di più.

    Il mio discorso è lungi dall’essere un discorso di boicottaggio stile nike o nestlé, o una rigidità moralista stile veganismo.
    Il mio è un discorso pratico, di emergenza.

    C’è un modello di informatica che apple vuole imporre. Ce n’è un altro migliore, da tutti i punti di vista. E non ha niente a che fare con “voglio linux”.

    Tempo fa, mi sembra di ricordare, dicevi orgoglioso che sul tuo lettore c’era solo musica creative commons, e niente musica con licenze siae-like.
    Vuoi dire che la musica sotto netlabels ha gli stessi vertici di qualità, la stessa varietà e un bacino delle stesse dimensioni di quella sotto licenze tradizionali? Da quello che ho visto attraverso di te, pur essendo sorprendentemente meglio di quello che si potrebbe immaginare, no. Non ancora, almeno.
    Eppure tu dicevi “io solo musica creative commons”.

    Forse ho frainteso, eh. O forse ricordo male. Ma se ricordassi bene, sarebbe un discorso esattamente opposto a quello che fai adesso, qui.

    Io, personalmente, sogno una siae che fallisca. Credo che sia profondamente sbagliato, ma nella ossa, il sistema tradizionale.
    E allo stesso modo sogno che le aziende che portano avanti una politica come quella di apple falliscano.

    L’innovazione apple sparirebbe? No, quella è merito degli sviluppatori, delle teste che ci sono dietro. Quelle resterebbero. Potrebbero solo rendere molto meglio.

    Detto questo, ripeto, e spero che tu mi creda, NON sono un vegano del free software. Ho un’installazione windows su ognuno dei miei pc, a fianco della mia fedele Arch Linux.
    Ma tutto ciò che posso fare con Arch, o che posso fare con Arch senza perdere in produttività, lo faccio con Arch.

    Io non ti rimprovero di usare apple. Anzi, a dire il vero non mi permetto di rimproverarti proprio niente! Ti vedo solo sorprendentemente meno sensibile e meno coraggioso in un ambito che tu stesso riconosci essere molto affine a quello in cui sei un insostituibile alfiere.

  16. eldino scrive:

    @Ettore
    Fermo restando che ritengo di non poter descrivere il mio pensiero in maniera più chiara e concisa di come abbia fatto nella precedente risposta, ti ri-rispondo ai punti che mi hanno maggiormente colpito :)

    > Non si può più accettare di lavorare senza standard aperti e condivisi. Non si può più accettare che l’azienda produttrice rivendichi il controllo e il possesso sul software che installo e uso. Non si può più accettare una logica di mercato (e una logica di mercato così aggressiva, per giunta!) in un settore che ogni anno diventa più cruciale non solo per la produttività di tutto il mondo, ma anche per i diritti civili.

    Non sai quante volte ho letto e mi sono confrontato con altre persone su questi temi :) In sintesi, io penso che se uno credesse davvero a questo “rigore etico”, dovrebbe applicarlo in tutti gli aspetti della propria vita, non solo nella contesa Apple vs Linux vs Windows, diventando quindi vegano per la causa degli animali, straccione per la causa dei bambini cinesi che cuciono gli abiti che indossiamo, senzatetto contro le speculazioni immobiliari e tornare al baratto contro l’aggiottaggio/banche/mafie economiche varie. Ovviamente è impossibile, ecco perchè molti (magari tu no eh) si riempiono la bocca della parola “etica” solo quando si parla di informatica, troppo semplice ragazzi :)

    Io invece seguo un’idea più lineare e più coerente: vado dove vedo l’innovazione, sia essa sottoforma di materiali innovativi, di energie rinnovabili, di welfare a regola d’arte, di democrazia dal basso, di trackpad multitouch o di licenze Creative Commons con soltanto alcuni diritti riservati. Penso sia una questione di punti di vista :)

    Senza entrare troppo nel tecnico, anche se questa è la sede giusta, hai mai avuto a che fare -praticamente- con una macchina Apple? Solitamente, chi fa questi discorsi, le uniche macchine Apple che ha visto sono quelle esposte, da qualche mese, nei vari Mediaworld in giro per l’Italia :) Magari non è il tuo caso, però se metti mano ad un computer Apple da power user capisci subito che non è così autarchica come la si descrive su forum.ubuntu.org, ma implementa e promuove (grazie alla sua sempre crescente quota di mercato) tecnologie open-source tra le più valide. Io ad esempio abuso della Bash, ma volendo sul mio Mac potrei scriptare con il Python o con il Perl; oppure, se fossi un web developer capace, potrei usufruire del web server Apache integrato in Mac OS per sviluppare in PHP, oppure votarmi al paradigma MVC (Model View Control) usando Ruby on Rails, la cui comunità di sviluppo preferisce di gran lunga la piattaforma Apple al resto.

    Ho bisogno di controllare in remoto il mio Mac? Posso sborsare un po’ di dindini e acquistare la soluzione Remote Desktop di Apple, oppure, come faccio io, utilizzare il protocollo open-source/gratuito/multipiattaforma VNC, già integrato in Mac OS, basta spuntare una voce per attivarlo :)

    Ci sarebbero altri 101 esempi da fare, ma mi fermo qui, era soltanto per farti capire che, se uno le macchine Apple le usa quotidianamente, si accorge che in realtà Apple non è proprio una cattivona come la descrivono :) In merito al web, ad esempio, è notizia di questi giorni che Apple sta portando avanti una lotta per estirpare la piaga di Flash di Adobe da Internet, in favore di HTML5.. c’è bisogno di ricordare che HTML5 è uno standard aperto e non una tecnologia proprietarissima di Apple? :)

    Microsoft è decisamente meno friendly di Apple: di tutte le tecnologie sopra-elencate, non ce n’è nessuna già integrata in Windows, idem per qualsiasi altro standard open e interoperabile. Su Windows, se vuoi VNC lo devi installare, idem PHP, idem Perl, idem Bash (via Cygwin), idem tutto. Su Windows trovi solo ed esclusivamente tecnologie Microsoft. Se hai nozioni di programmazione e hai messo mano qualche volte ad ASP .NET, il mio discorso è ancora più chiaro: se vuoi fare un sito in ASP .NET devi usare il loro IDE (Visual Web Developer), il loro web server (IIS), il loro os server (Windows Server), i loro linguaggi (VB o C#), e mentre programmi, ti devi persino bere il caffè da una tazza con il loro logo :) Cioè, proprio come i pazzi (cit.) :)

    Per concludere, penso che tu debba ricalibrare il tuo pensiero guardando anche ciò che fanno gli altri competitor sul mercato, e conoscere la piattaforma Apple almeno quanto conosci Arch Linux per poter esprimere un giudizio che qualitativamente si distacchi dal giudizio medio che si trova su linux.chiesacattolica.org :)

    > Vuoi dire che la musica sotto netlabels ha gli stessi vertici di qualità, la stessa varietà e un bacino delle stesse dimensioni di quella sotto licenze tradizionali? Da quello che ho visto attraverso di te, pur essendo sorprendentemente meglio di quello che si potrebbe immaginare, no. Non ancora, almeno. Eppure tu dicevi “io solo musica creative commons”. Forse ho frainteso, eh. O forse ricordo male. Ma se ricordassi bene, sarebbe un discorso esattamente opposto a quello che fai adesso, qui.

    Nessun contraddittorio, la musica delle netlabel, come ho spiegato nella precedente risposta è qualitativamente molto migliore rispetto a quella in commercio, almeno in accordo al mio gusto, che è poi lo stesso parametro che uso per la selezione degli album che vedete recensiti qua sopra, quindi trasparenza e coerenza massima :) Per cui ricordi benissimo, anzi te lo riconfermo: da almeno due anni ho smesso di ascoltare/scaricare/catalogare musica commerciale, se non qualche singolo o remix dubstep sporadico su Youtube, e ho riscoperto il piacere di emozionarsi per una canzone :)

    > L’innovazione apple sparirebbe? No, quella è merito degli sviluppatori, delle teste che ci sono dietro. Quelle resterebbero. Potrebbero solo rendere molto meglio.

    Spero che sarai ancora su queste pagine (se esisteranno) quando (speriamo più tardi possibile) morirà Mr. Jobs :) Gli sviluppatori sono nulla senza uno che li gestisca, che abbia una visione e che si imponga sui suoi dipendenti severamente e duramente per perseguirla :) Nel mondo Linux ci sono sviluppatori, a mio dire, decisamente più capaci di quelli in Microsoft o in Apple (esempio: quelli che lavorano ai filesystem, tipo ReiserFS, o a progetti di reverse engineering allucinanti come ntfs-3g), eppure spesso si perdono per strada, partono con progetti megagalattici che poi lasciano a metà come i tronconi di autostrada incompleti sull’A3.

    L’anarchia è proprio una delle cause principali della dispersione di risorse nel mondo Linux: se tutti si concentrassero su 5-6 distribuzioni, queste ultime sarebbero esponenzialmente migliori rispetto ad oggi, invece abbiamo più distribuzioni che utenti (cit.) e nuove distro che nascono e muoiono nel giro di una settimana. Perchè Ubuntu si sta avvicinando all’obiettivo di diventare la prima distro friendly come le controparti commerciali? Perchè c’è il “sudafricano” che ha una visione, che dà regole e linee guida ai suoi “dipendenti”.. regole che fanno funzionare il meccanismo, regole, che come nel caso di Apple, si possono gradire o meno, ma indubbiamente producono risultati che sono sotto gli occhi di tutti…

    ….o per lo meno di chi li vuol vedere :)

  17. Alberto scrive:

    puoi far ascoltare tutte le tracce che vuoi dal player?? e da sonic squirrel devi per forza creare una netlabel/marchio?

  18. eldino scrive:

    @Alberto
    Per quanto riguarda il player di Archive.org, sì, puoi far ascoltare tutte le traccie caricate nella stessa release, ma se questa soluzione non è abbastanza flessibile, puoi sempre linkare direttamente gli mp3, sia as-is che dentro player do terze parti come quello di WordPress.

  19. Alberto scrive:

    Scusa Eldino (ora mi ammazzi) comunque non è paragonabile la facilità d’uso di bandcamp rispetto a internet archive, il secondo è di una macchinosità pazzesca, ieri ho provato a caricare un Ep e ancora non riesco a capire come poterlo fare scaricare tutto in una volta, mi da solo l’opzione uno alla volta, eppoi devi numerarli prima tu ecc…

  20. eldino scrive:

    @Alberto
    Sicuramente IA non è automatizzato come Bandcamp, però ciò non deve esimere l’artista (o il gestore della netlabel) dall’imparare a taggare e rinominare in maniera consona i propri brani prima di uploadarli in Rete ;) Un ottimo software gratuito per Windows per fare entrambe le cose con semplicità e professionalità è Tagscanner 5.1 ;)

    Sotto questo punto di vista, la differenza fondamentale tra IA e Bandcamp si vede da dove ricade la complessità delle operazioni: nel primo caso è l’artista/gestore-netlabel che deve sobbarcarsi l’onere di taggare, rinominare, copertinare e uploadare i pezzi, ma poi sia gli ascoltatori che gli addetti ai lavori (bloggers ..) hanno vita decisamente più semplice; nel secondo caso, invece, magari Bandcamp ti facilita le cose, però poi le bestemmie le tirano giù gli altri quando impiegano mezzora per scaricare il tuo album o non possono linkare/embeddare direttamente gli zip/mp3s dello stesso :)

    Tocca all’artista/gestore-netlabel decidere :) Io direi che gli conviene di gran lunga la prima soluzione se vuole conquistare più audience possibile ;)

  21. ezio scrive:

    Salve gente , chi vi scrive è un musicista indipendente che da oggi ha intenzione di vendere la sua musica online ,e che inoltre usa Linux come piattaforma audio principale per svariati anni .
    Vi posso garantire che se non avessi fatto la scelta di adottare un sistema operativo libero non sarei arrivato a un buon livello in quanto non mi sarebbero bastate le risorse economiche !
    Mi spiego meglio :
    Grazie a Linux ho ri investito i soldi che avrei buttato acquistando un nuovo pc in strumenti musicali ,che a differenza del pc non perdono valore .
    Il pc vecchio, che credevo ormai senza speranza visto il consumo esoso di risorse dei vari plugin , mi e’ rimasto comodo come midi sequencer , per registrare e fare il mastering finale.
    Grazie alle varie ottimizzazioni che sfruttano an meglio la cpu con il mio vetusto p4 a 32 bit mando avanti 17 tracce audio insieme + 6 mandate effetti + master carico di plugin , !!!
    Premesso questo voglio spezzare una lancia a favore di bandcamp
    visto che di siti per vendere musica ne ho visitati tanti e per il momento quello che fa meno la cresta mi sembra lui.
    Inoltre è possibile linkare la propria pagina bandcamp a siti come soundcloud che permettono di caricare fino ad un ora di musica gratis con relativo download gratuito per farsi conoscere di piu in giro.
    Ma vi rendete conto che non costa nulla acquistare una traccia
    visto che costa quanto un caffè al bar ?
    Scusate ma se la qualità della musica sta colando a picco negli ultimi anni non sarà mica perchè la gente non vuole piu dare neanche un centesimo ai musicisti ?
    Il valore della musica va riconosciuto anche in termini di denaro,
    non solo come un valore astratto ed è giusto che gli artisti rivendichino il proprio prezzo.
    Quindi secondo me fanno bene quelli di beatcamp a far pagare dopo il duecentesimo download perchè in questo modo obbligano i musicisti a dare un valore a quello che fanno.
    Detto questo dal punto di vista del fan il risultato non cambia .
    Si da il caso infatti che qualche giorno fa stavo per comprarmi un album su junodownload , che vendeva il wav a 12 euro sennonche
    poi all’ultimo l’ho trovato su beatcamp a un prezzo inferiore in formato flac , prezzo 7 euro .(Io gli ho dato 8 ).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 77 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: