
L’anno appena passato ha visto la nascita e l’esplosione di alcuni nuovi (sotto)generi musicali, che tanto hanno acceso gli animi dei frequentatori dell’underground musicale come il sottoscritto, e che in termini di musica libera, sono stati recensiti anche su queste pagine. Ma non è tanto di chillwave e witchouse che voglio parlare, quanto piuttosto vorrei soffermarmi sul ruolo che stanno assumendo Bandcamp e Soundcloud nella definizione di questi nuovi fenomeni sonori.
Entrambe le piattaforme, come sapete, fanno dell’aspetto social e della provenienza indie dei musicisti due punti di forza. Così facendo, hanno finito ben presto per attirare a sè ed accentrare tutti quei produttori che, volendo o nolendo, non hanno altro modo per farsi ascoltare, commentare, promuoversi. E tra questi, si annoverano i cosiddetti “artisti ricettori“, cioè coloro i quali, per una sorta di talento innato, riescono a fare un’instantanea del panorama musicale attuale e a rielaborarlo secondo il proprio personale gusto, creando nuove estetiche e nuovi generi. E’ sacrosanto dire, nella musica elettronica in particolare, che “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si remixa“.
Tra i frutti più succosi di una pesante rielaborazione di ciò che già avevamo ascoltato in diverse salse sono appunto la chillwave (misto di elettronica, dubstep acquatico e musica vintage) e la witchouse (darkwave con una spruzzata di dischi anni ’70 al contrario), di cui alcuni artisti più rilevanti sono nati proprio su Bandcamp e Soundcloud, ed è anche da lì che si è generato il primo nucleo di ascoltatori, fans, sostenitori. Per quanto riguarda la chillwave, ad esempio, penso al fenomeno Sun Glitters, che con il suo “Everything Could Be Fine” ha dato vita ad un capolavoro assoluto del genere, in vetta alle charts di Bandcamp stesso e sulle pagine di numerosi magazines musicali online, tra cui The Silent Ballet, che lo ha inserito tra i dieci migliori album del 2011. Non male per un album di un illustre sconosciuto in vendita a soli 5$
Ciò che mi piace parecchio di questa nuova direzione intrapresa dall’underground musicale è il suo essere al passo con i tempi anche a livello visuale. Mentre gli artisti witchouse sono letteralmente usciti fuori di melone per una serie di simboli ASCII poco conosciuti (come il triangolo, la croce, la doppia croce..) con cui adornano i loro moniker artistici e le copertine dei loro albums, gli artisti chillwave invece si sono impadroniti di uno stile grafico che spopola in Rete, fatto di immagini sfocate, invecchiate, dai colori alterati e ricche di raggi di sole artificiali. Un’estetica che, se seguite la Rete lo saprete, attinge a piene mani da siti come Weheartit, da applicazioni mobili come Instagram e da fenomeni per nerds del rullino come la Lomografia, ritornata alla ribalta della cronaca da poco, quasi a mò di ribellione verso le reflex digitali a prezzo di discount.
Adesso io non so prevedere se questa tendenza continuerà anche nel 2012 e se il ruolo di Bandcamp e Soundcloud sarà cruciale in questo processo, ma vista la freschezza di questi nuovi (sotto)generi musicali, mi auguro proprio di sì. La musica ha bisogno di fiorire rigogliosa nell’underground e di legarsi sempre di più alla Rete, vado di Pandora del talento mondiale! Good job