[IT] Incrementare la propria produttività personale con la Teoria dei Micro-Intervalli

Teoria dei Micro-intervalli

Lifehacker è uno dei portali web mondiali di tecnologia più attenti al tema della produttività, con frequenti articoli e discussioni sull’argomento. Questo perchè, chi come me (per passione e/o per lavoro) vive quotidianamente a contatto con la tecnologia e la connettività, sa bene che è davvero semplice vedere la propria produttività calare a zero, con conseguente senso di frustrazione e di inadeguatezza, qualora se ne faccia un uso errato. Mantenere elevata e costante la propria produttività è quindi un tema “caldo” e quanto mai attuale, e seguire alcuni semplici consigli sull’argomento può aiutare ad incrementare esponenzialmente la quantità di tasks che potete compiere in una giornata.

E’ in quest’ottica che ho sviluppato la mia personale teoria sull’argomento, la Teoria dei Micro-Intervalli. La uso già da un po’ e mi trovo ottimamente. Non si applica chiaramente a tutti gli stili di vita, ma è principalmente indirizzata a chi ha un orario di lavoro fisso (es. 08:00 – 17:00 con un’ora di pausa pranzo) e si muove con i mezzi pubblici. Si presuppone che anche voi, come nel mio caso, quando siate al lavoro, lavoriate davvero e pesantemente, e che appena usciti dall’ufficio abbiate solo voglia di mangiare un boccone ed uccidervi sul letto. Se chiaramente lavorate italian-way, ovvero che su otto ore lavorative impiegate sei ore per farvi i cazzi vostri e parlare al telefono con amici/fidanzata, allora ovviamente la produttività non è esattamente il primo dei vostri problemi. Idem per chi ha zero passioni/interessi o i suoi hobby sono esclusivamente attività sportive/all’aria aperta e non culturali.

Fatta questa doverosa premessa, andiamo al sodo. In un giorno feriale qualunque, la mia giornata segue lo schema mostrato in alto. Oltre all’intervallo di tempo che si sta vivendo al momento, bisogna anche considerare il grado di concentrazione che si ha. Ad esempio, se si dà il massimo al lavoro, nel tardo pomeriggio il proprio cervello è praticamente assente e conta solo le ore che mancano alla visione del cuscino. Io, dopo una giornata di lavoro media, onestamente non sono in grado neanche di leggere due righe. In più, al di là di lavoro e hobbies, vi sono altre attività da compiere durante la giornata che vanno considerate, come cucinare, docciarsi, fare la spesa, pulire la casa, pagare le bollette, amici/fidanzata etc.

Da qui l’idea di centralizzare tutti i miei interessi/tasks fruibili senza l’uso di un computer su uno smartphone di fascia elevata (il Galaxy S3, come accenavo qua) e rimandare a quando mi trovo a casa ciò che non posso proprio fare senza un computer. Uno smartphone moderno, specialmente se con Android, ha ormai una versatilità e un’usabilità impensabili fino ad un paio di anni fa, e mi permette di sfruttare i micro-intervalli di tempo libero che si verificano durante la giornata per fare molteplici cose.

Ad esempio, durante il tempo che spendo su treno e bus per arrivare al lavoro, adopero lo smartphone per i videocorsi e gli audiocorsi di svedese, mentre durante il viaggio di ritorno guardo i films o gli anime che non ho tempo di vedere a casa (nella maggior parte dei casi, in inglese senza sottotitoli, per potenziare contemporaneamente la mia pronuncia e comprensione dei vari dialetti) o leggo dei romanzi in ePub (in genere, letteratura italiana).

Avendo la possibilità di mangiare mentre lavoro, l’ora di pausa pranzo la sfrutto per studiare svedese adoperando quaderni/libri per gli esercizi e lo smartphone per l’ascolto (e per consultare l’eccellente Wiktionary). Onestamente, perdere un’ora in cui il mio cervello è al top per andare a mangiare, in ufficio o al ristorante, lo vedo come un’immane spreco.

Se a fine mese si sommano tutti questi micro-intervalli di tempo libero che altrimenti sarebbero andati perduti, ci si rende conto che si sono portate avanti molte attività e si è appreso molto senza venire meno ai propri compiti di lavoratore ed essere umano. Tante piccole goccie d’acqua alla lunga riempiono un bicchiere. Ulteriore punto a favore di questo sistema è che non riduce l’adeguato numero di ore di sonno che ognuno di noi dovrebbe dormire ogni ogni notte. Diffidate di chi vi dice che durante la notte non dorme ma produce, perchè vuol dire che in ufficio può permettersi il lusso di essere rincoglionito (es. capo assente, lavoro poco impegnativo…), per cui magari di notte produrrà pure, ma tutto a discapito di chi lo ha assunto, e non è cosa buona.

Questo sistema funziona ancora meglio se vi private di tutti i dispositivi tecnologici non indispensabili. Nel mio caso, ad esempio, ho venduto il tablet ed il notebook perchè mi distraevano e rubavano tempo prezioso quando stavo a casa, e al momento dispongo esclusivamente di un desktop e di uno smartphone. Quest’ultimo ormai assolve praticamente a tutte le esigenze di comunicazione in mobilità per le quali prima adoperavo il notebook. Non ci puoi scrivere più di tre-quattro righe a causa del tocuhscreen, per cui ti servirà sempre un vero computer per farlo, ma per il resto hai tutto il tuo mondo a portata di pollice e sempre con te, e nei tempi morti puoi fare innumerevoli cose, come ad esempio: tenere sott’occhio i vari social networks, controllare l’email personale e quella di lavoro (tramite comodo accesso alla posta aziendale via Exchange), controllare lo stato dei vari ordini fatti su Amazon e relativo tracking, controllare le ricerche salvate su eBay, leggere le news tramite feed RSS, leggere quello che dicono i propri utenti Twitter preferiti, pianificare tragitti, e via discorrendo.

Probabilmente le mia è una ricerca maniacale della produttività, e questa teoria che metto in atto in ogni giorno feriale lo dimostra, ma la sensazione di non essere progrediti affatto (culturalmente, linguisticamente, umanamente) a fine mese è qualcosa di insopportabile per il sottoscritto ;) Se in questo siete daccordo con me, quest’ammasso di chiacchiere probabilmente vi inspirerà ;)

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4 risposte a [IT] Incrementare la propria produttività personale con la Teoria dei Micro-Intervalli

  1. Massimiliano scrive:

    Si mi hai ispirato, anche se nella vecchia Italia le cose devono per forza di cose essere organizzate un pò diversamente.
    Qui al sud per esempio, la pausa pranzo consta di 2,5 ore (perché? non lo so, probabilmente qualche vecchissimo retaggio dal quale non possiamo liberarci), i mezzi pubblici sono pochi e poco efficienti, il che sostanzialmente mi costringe ad adoperare un mezzo proprio per recarmi al lavoro/tornare a casa, ergo la tua tabella, che per inciso trovo ottima, non riuscirei comunque a realizzarla se non approntando sostanziali modifiche.
    Quando ho letto il titolo e le parole “micro intervalli” m’è tornata alla mente la cd teoria del pomodoro, di cui ho letto parecchio tempo fa, invece se la memoria non m’inganna, qui ti distacchi anche da quei concetti.
    Grazie per il post, estremamente inspiring, mi sprona a continuare a perfezionare la mia produttività.
    Scusa la prolissità
    Massimo

    • eldino scrive:

      @Massimiliano
      Essendo anche io del Sud, penso che le lunghe pause pranzo esistano al fine della siesta post-pranzo e per meglio resistere alle ore più calde della giornata in primavera-estate :) Sono anche consapevole che in molte aree di Italia (ma non tutte) i trasporti pubblici siano lacunosi e obblighino l’adozione dell’auto come mezzo per andare a lavorare, ma appunto, come sottolinei tu, questo post deve essere d’inspirazione, spingere chi legge a migliorare la propria produttività ottimizzando gli spazi vuoti della propria giornata. Le 2.5 ore di pausa pranzo, ad esempio, potrebbero essere oro colato se sfruttate in toto per studiare qualcosa, anche mentre si mangia un pranzo leggero anti-abbiocco :) Inspirare partendo dal caso di studio “eldino” è il mio intento :)

  2. […] I was writing some weeks ago in this post (sorry, it’s in italian), I spend a lot of time every month reading/searching for new tips […]

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