[IT] Best Netlabels Picks #1: Panet (minimal techno), Microlabel (minimal techno), Tribetoolz (techno, techdub)

Luglio 8, 2008

In questa nuova fiammante serie di posts vi consiglierò le migliori releases di quelle netlabels che hanno un catalogo talmente piccolo o di qualità per lo più pessima (=bassissima percentuale di album decenti) da non avere diritto ad essere recensite ne “Le mie releases preferite in pillole“.

Questo primo post della serie è dedicato esclusivamente a musica da club!

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[IT] Ekleipsi (Milano): dietro le quinte di una netlabel

Giugno 13, 2008

Sottopongo alla vostra attenzione un’interessante intervista ad Az, il deus ex-machina della netlabel milanese Ekleipsi, che ha curato anche la breve introduzione che precede il “domande & risposte”. Riporto il testo originale per intero, perché leggere un paragrafetto che faccia il punto della situazione non fa mai male (specie ai nuovi arrivati), anche se, se seguite questo blog, dovreste ormai sapere cos’è una netlabel :). In più, questo “backstage” rappresenta un’ottima integrazione al mio articolo in tre parti dal titolo “Come aprire una netlabel” (vedi: grafica pulita di sito e newsletter, releases pubblicate con regolarità, multidisciplinarità, copertine fatte a modo e non spasticamente…), che vi invito caldamente a leggere, e fornisce degli spunti molto molto interessanti.

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[IT] Le mie releases preferite in pillole #13: Embryo Recordings (space rock, industrial)

Giugno 1, 2008

La Embryo Recordings [1] ha in catalogo 23 releases che spaziano dall’apocalittico space-rock degli A Beautiful Machine (l’unica ragione per cui ho deciso di recensire questa netlabel :D ) al noise/industrial. La Embryo è ferma da parecchio tempo ormai e molte delle releases in mio possesso sembra non siano più disponibili sul sito (leggi come recuperarle qui); comunque sia, io spero che in futuro ripubblichi qualcosa di nuovo, perché è stata una delle prime netlabels a cui mi sono “affezionato” anni fa, ed è tuttora l’unica, correggetemi se sbaglio, ad avere della musica space-rock in catalogo (per giunta ottima!). Ma via di recensioni in pillole!

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[IT] Netlabels for Dummies #5: Come recuperare le releases scomparse dai cataloghi delle rispettive netlabels

Maggio 30, 2008

Spesso molte netlabels cancellano dai loro siti i links ai files di alcune releases e, così facendo, impediscono ai nuovi fan di poter avere il catalogo completo. Per fortuna, viene in nostro aiuto Internet Archive, una sterminata biblioteca di materiale audio/video/testuale distribuito con licenze libere come la Creative Commons e gratuitamente accessibile, che ha un’intera sezione dedicata proprio alle nostre amate Netlabels.

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[IT] Una falla legislativa nella licenza Creative Commons-NoCommercial? Ecco nascere un animato dibattito tra me e LastKnight…

Maggio 28, 2008

L’amico D@nselm, sapendo del mio fervore militante a favore della Cultura Libera, mi ha recentemente segnalato, tramite la nostra piccola mailing-list privata, un post dal titolo “E da quando Repubblica è un NON COMMERCIAL Site?“, scritto da LastKnight giorno 27 maggio (link al post) in merito ad un cortometraggio di BluBlu dal titolo “Muto“.

Suddetto post, dai toni vivaci, afferma questo (copia&incolla pari pari):

LastKnight:
“Mi piace quando un giornale come Repubblica se ne frega bellamente del Creative Commons e spara pubblicato per intero un filmato il cui embed per commercial use è espressamente vietato dall’autore. Hanno veramente capito tutto della vita…Quale parte di “se siete un sito commerciale non potete mostrare il filmato” non ti è chiara, signor Vittorio Zambardino? E tutti quei bei link a pagamento delle pagine? E i milioni per la sponsorizzazione sul giornale Online? Suggerirei una bella rilettura della licenza.”

Dopo averlo letto, mi sono trovato fin da subito in totale disaccordo e ho lasciato in calce un mio commento (prolisso come sempre), che ha dato via ad un corposo dibattito fra me e LastKnight (autore del post) e che, visto l’argomento-principe di questo blog, vorrei sottoporre allla vostra attenzione, con tanto di considerazioni inedite a fine post.

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[IT] Organizziamo un P2P.Day (Giornata Di Scambio Di Contenuti Digitali)?

Maggio 27, 2008

L’idea è semplice: organizzare un P2P.Day, ovvero una Giornata di Scambio di Contenuti Digitali. Come funziona? E’ presto detto. Si cerca un locale abbastanza grande, con degli spaziosi tavoli e delle ciabatte ben distribuite, e si invita la gente ad intervenire dotati di almeno 1 portatile, 1 hard disk esterno e un tot minimo di materiale digitale da condividere (tutte queste informazioni vengono chiaramente riportate sul flyer). In più si chiede agli interessati di pagare una piccola quota di partecipazione che andrà a coprire i costi dell’affitto del locale e della stampa dei flyer. Al costo di una birra media alla spina, ti porti a casa abbondanti quantità di cultura… non mi sembra un cattivo affare :-)

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[IT] Le mie releases preferite in pillole #12: Zeste (electronic)

Maggio 15, 2008

La Zeste [1] ha in catalogo 16 releases che coprono molti generi musicali differenti. Nel complesso non è niente di che, ma c’è qualche cosuccia da segnalare.

[ZST005] AA.VV. - OTONOM Krew Vol I

Si parte con una compilation di musica gabber. Questo genere è difficile da trovare nel mondo delle netlabels, per cui mi sembra doveroso segnalarlo. Il pezzo più simpatico è “Marioworld”, una revisitazione in chiave rave della colonna sonora di Super Mario World :) Voto: 3/5.

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[ZST007] Motenai & My Name Is Nobody - That Sign Was Made for You and Me
Se amate la musica in stile Aerotone, questo album fa per voi :) Elettronica minimale e cantato sognante :) Bello perché naif :) Voto: 5/5

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[ZST015] Arithmatou - Ambivalent
Questa release è la più bella dell’intero catalogo (almeno finora). Si tratta di musica idm/ambient di notevole fattura: vi sono degli alti e bassi qualitativi spaventosi, ma le traccie “Mega Rodriguez“, “Exactement Sous-Globe”, “Soundtram V8732″ e “Hybrid Digeridoo” meritano un ascolto. Il pezzo migliore in assoluto del disco è “Structure D’atoll“: un triste violino che suona su dei loop di batteria elettronica particolarmente grezzi e cattivi. Stupenda! Voto: 4/5 (album), 5/5 (”Structure D’atoll“).

Scarica (ZIP)

Links:
[1] Zeste: http://www.zeste.net


[IT] eldino vi imbocca #9: Inyi - Clearer / Tilde (post-rock, 2007)

Maggio 7, 2008

Visto che il progetto Inyi merita parecchio, con un unico biberon vi imbocco ben due albums di questa one-man band guidata da Mattias Andersson. Abbiamo a che fare con dell’ottimo post-rock o forse semplicemente con del rock dilatato e dagli spruzzi elettronici. Finora sono disponibili un album e un EP, entrambi datati 2007 e pubblicati sul loro sito e su Internet Archive.

Tra i due, a mio dire è leggermente più bello “Tilde“, perché è più incentrato sulle chitarre e inoltre, ascoltandolo in toto, sembra un lavoro più omogeneo rispetto a “Clearer” dal punto di vista delle sonorità e della struttura dei pezzi. La voce di Mattias, infine, si sposa perfettamente con il mood e l’atmosfera della sua musica.

Clearer:

Tracklist:
01 For
02 What It Means
03 Americado
04 Soft Hands
05 Can’t Keep Rhythm
06 Holes
07 Sides
08 Patchwork (feat Compute)
09 The World Is Gone

Voto 4.5/5.
Potete scaricare l’album dal seguente link:
http://www.archive.org/download/inyi_clearer/inyi_clearer_vbr_mp3.zip

Tilde EP:

Tracklist:

01 Savouring the Sun
02 Intal
03 Turn
04 Create
05 List
06 No Reason at All

Voto 5/5.
Potete scaricare l’album dal seguente link:
http://www.archive.org/download/Inyi-tilde-EP/Inyi-tilde-EP_vbr_mp3.zip

Buon ascolto :)

[eldino]


[IT] Netlabels for Dummies #4: La scena netlabel come tassello mancante nel processo di separazione tra musica e supporto fisico?

Maggio 1, 2008

I pochi che hanno avuto occasione di seguire dall’inizio il mio talk a Firenze lo scorso Ottobre, forse ricorderanno che iniziai la mia panoramica sulla scena netlabel con una veloce introduzione dello scenario della fruizione musicale in chiave cronologica, ovvero come avveniva in passato, come avviene attualmente e come, credo, avverrà in futuro.

Putroppo, per questioni di tempo e di priorità di pubblicazione, prima d’ora non ero riuscito a trovare il tempo necessario per trattare per sommi capi l’argomento, che secondo me presenta numerosi e interessanti spunti di riflessione per chi, tra di voi, si sta da poco interessando alla scena netlabel.

Prima di iniziare, premetto che questo post non è esattamente definibile come “esaustivo” e non di avvicina neanche lontanamente all’articolato discorso che tenni oralmente in quel di Firenze. Ma penso che gli input necessari per inquadrare le netlabels in una certa ottica ci siano tutti :)

Iniziamo. Se come me, siete nati nell’epoca dei vinili e delle cassette, e se i vostri primi ascolti presupponevano il sorbirsi di un continuo fruscio o di un caratteristico “clack” alla fine della riproduzione di uno dei due lati del nastro (col conseguente sbattimento di interrompere ciò che si stava facendo per rigirare la musicassetta), sapete quanto me che fino all’avvento dell’mp3 (come concetto più che come formato audio), la musica era legata al supporto con cui veniva distribuita sul mercato (vinile, musicassetta, cd) o su cui veniva amatorialmente registrata e/o copiata (musicassetta, cd). E quando parlo di passato, cari lettori più giovani, non mi riferisco all’Età del Ferro, ma a poco prima del boom dell’Età dell’ADSL e dell’Età di Youtube, quando cioè si navigava (spendendo molti €€€/ora) a 28.8 o 56 kbit/s e quando il “peer2peer” era dato dalla concatenazione delle stringhe: “Napster” (o “WinMX” poco dopo) + “ore di attesa prima di iniziare il download” + “20-30 minuti circa per scaricare una canzone di 4 MB” + “se salta la corrente o la connessione devo ricominciare il download daccapo”.

Con l’avvento delle connessioni a banda larga e il proliferare della musica “pirata” nei networks di scambio e nei nostri hard disks, si è raggiunta una fase ibrida, ovvero di convivenza tra la musica distribuita su supporto fisico e quella scaricata sottoforma di bits. Sono nati dei nuovi dispositivi appositamente concepiti per ascoltare questi bits e l’iPod della Apple ha definitivamente preso il posto che fino a poco tempo prima apparteneva al Walkman della Sony nell’immaginario collettivo. Personalmente possiedo entrambi e devo dire che preferisco il primo, se non altro pesa di meno e contiene una quantità notevolmente più grande di brani, talmente grande da essere impensabile fino a solo pochi anni fa. Il Walkman, comunque, mantiene il suo fascino retrò :) Ma non divaghiamo.

Dopo alcuni anni in cui scaricare mp3 da internet faceva rima con “illegale”, sono comparsi i primi negozi di musica online, come l’iTunes Store ed eMusic (per citare quelli di maggior successo), che introducevano per primi il download legale di musica da Internet, previo pagamento e previo condimento dei files con salse al DRM (Digital Rights Management). Alcuni consumatori hanno accolto benevolmente la novità, daltronde è un qualcosa di molto comodo poter avere a portata di click tutti gli album desiderati, ma nonostante il loro crescente successo di pubblico, rappresentano tuttora una nicchia: non di mercato, ma di pensiero. Tuttora pagare 10€ (il costo di un album sull’iTunes Store) per un qualcosa di “intangibile” è per i più un acquisto impensabile. Si è, volenti o nolenti, ancora legati all’oggetto-cd, pur se magari lo si converte in mp3 10 minuti dopo averlo acquistato. Penso sia un fatto di mentalità principalmente… e di abitudine, ma a prescindere dalla causa, questo inconscio legame col passato ha spinto lo sviluppo del sistema musica-fruizione verso un vicolo cieco, verso un limbo. Ed è proprio per uscire da questa situazione di stallo che, ritengo, possa essere determinante l’apporto della scena netlabel e, in generale, della musica libera.

Entrambe sono delle realtà figlie della Rete, dell’intangibilità per antonomasia. Sia una netlabel release che un album scaricato da Jamendo non hanno, il più delle volte, una forma fisica, un’esistenza al di là di quegli mp3s che vediamo sparpagliati nelle nostre cartelline digitali, o se la hanno, esiste come conseguenza della diffusione della sua forma digitale (pensiamo, ad esempio, a quanti gruppi arrivano a stampare un vinile con 1-2 traccie dopo essersi fatti conoscere distribuendo gratuitamente la propria musica in mp3). Ciò significa che, il familiarizzare a costo zero con la musica libera potrebbe aiutarci a digerire meglio l’intangibilità della musica del prossimo futuro, potrebbe aiutarci nel compiere il salto dal supporto fisico al formato digitale, potrebbe rappresentare, alla fine della fiera, il tassello mancante del titolo di questo post.

Ma cosa ci riserva il futuro? Io ho azzardato un’ipotesi, che vedete sintetizzata nell’immagine in basso. Penso che dopo questo periodo di transizione, quando ormai la musica sarà solo digitale, si avrà o si cercherà di avere la delocalizzazione del nostro archivio musicale: dalle nostre tasche all’etere. La nostra musica, infatti, non sarà più sulla memoria del nostro iPod ma sarà su un enorme disco rigido a casa nostra, a cui noi, Homo Sapiens Always Connected, accederemo a banda larga usando le reti wireless presenti ovunque intorno a noi. In sostanza si parla di streaming, ma con un’accezione più personale e personalizzata.

E’ soltanto una visione, ma forse non tanto irreale: capita solo a me di vedere gente che usa Youtube come il jukebox delle proprie giornate?

[eldino]


[IT] eldino vi imbocca #8: Befolk - Musica Resistente (folk, 2005)

Aprile 25, 2008

Tracklist:
01 Partigiano Ardente
02 Quei briganti neri
03 Valsesia
04 Freedom
05 Gorizia
06 Bella ciao - Fischia il vento

Musica Resistente” è un buon EP di musica folk dalle tematiche politiche e dalle tinte rosse, molto ben prodotto e suonato. Basta leggere la tracklist per avere un’idea abbastanza chiara di ciò che troverete scaricando questo (troppo breve) EP :) In più, il nome del gruppo è un gioco di parole fantastico :)

Oggi è il 25 Aprile, la Festa della Repubblica, una giornata di cui noi italiani dovremmo avere sempre coscienza e ricordo, e far sì che nessun politicante da quattro soldi soltanto si azzardi a proporne la cancellazione. Se siamo liberi, è solo grazie a tutti quei ragazzi che morirono affinchè la nostra malmessa penisola fosse liberata dagli invasori. E l’ultimo struggente pezzo di questo EP continua dopo decenni a suonare in tutte le piazze (ed ora anche nei nostri lettori mp3) appunto per ricordarcelo…

Grandi Befolk! Voto: 5/5.

Potete scaricare l’EP in formato ZIP dal seguente url:
http://www.befolk.it/public/mp3/Cd%20Musica%20Resistente.zip

[eldino]


[IT] Every day is a free music day!

Aprile 16, 2008

Mi svesto per un attimo dalla mia usuale veste di seriosa professionalità e mi lascio andare ad una piccola considerazione che mi è venuta in mente mentre camminavo verso casa con l’iPod nelle orecchie (ascoltando il catalogo della netlabel Zeste, per i curiosi ;-P).

Con frequenza e costanza, mi capita che alcuni miei amici o amiche mi richiedano compilations di musica di un determinato genere, del tipo: “Mi fai un cd-mp3 di musica drum&bass che me lo ascolto in macchina?“. Niente di strano, penso capiti a tutti quelli che ascoltano e posseggono tanta musica. Ciò che mi ha fatto riflettere e a cui sinceramente non avevo mai fatto caso, è che su questi cd masterizzo solo mp3 di musica libera, pur non ascoltando solo quella.

Sull’ultima compilation drum&bass che ho fatto, ad esempio, invece di spiattellarci tutta la discografia di Pendulum, ho messo tutte o quasi le traccie con Classifica = “5/5 Stelle” e Genere = “Drum & Bass” o “Breakbeat” presenti nella mia playlist “Musica Libera” di iTunes. O ancora: sull’ultimo cd dub/techdub che ho fatto per un’amica danzereccia, ho masterizzato il meglio (a mio gusto) di 4-5 netlabels del settore.

Al di là del fatto che in tutti questi anni non c’avevo mai fatto caso (il che prova come incosciamente o quasi ritenga la musica libera esattamente di qualità pari, se non migliore, della musica commerciale), ma ciò che mi ha ulteriormente colpito è che i destinatari di suddette compilation hanno gradito e continuano a gradire alquanto, ascoltando e riascoltando le mie selezioni, commentandomi i brani più belli, richiedendomi altre compilations o facendomi periodicamente domande del tipo: “Ma i Tang Kai hanno fatto un nuovo album o ancora niente?“.

Pur non essendo questi/e miei amici/che particolarmente musicofili/e nè curiosi/e, apprezzano senza sforzo la musica libera che gli propongo in sostituzione della musica commerciale. E’ un po’ come installare ad uno zio vetusto una copia di OpenOffice invece che Microsoft Office come da lui richiesto e vederlo capace di usarlo senza intoppi.

E’ davvero una soddisfazione :)

Il prossimo step che intraprenderò (presumibilmente quest’estate, se le mie limitatissime risorse finanziarie me lo permetteranno ;-P) è quello di comprare e montare un’autoradio entry-level con porta USB nella mia stupenda Fiat 600 (altro che Smart fighette di plastica!!), collegarci una pendrive da 2 GB ripiena di musica libera e fare ascoltare un po’ di pezzi in giro. Ovviamente la compro principalmente per il mio personale sollazzo, ma ammetto di essere alquanto curioso di vedere le reazioni della gente che mi capiterà di ospitare sugli altri sedili per dei brevi o lunghi tratti… :-)

La morale del post è: adotta anche tu la musica libera nella tua quotidianità :)

[eldino]


[IT] Come aprire una netlabel - Parte 3/3

Aprile 8, 2008

…continua…

4. Passione per la musica, entusiasmo ma capacità di tenerlo a freno;

In questo paragrafo mi interessa soprattutto darvi qualche delucidazione in merito all’ultimo punto. La netlabel, come qualsiasi prodotto gratuito e no-profit, basa la sua longevità sulla capacità da parte dei suoi fautori di dosare sapientemente l’entusiasmo nel tempo.

Ad esempio, se avete a disposizione 10 releases pronte, non fatevi prendere dal fervore e non pubblicatele tutte lo stesso giorno, ma dosatele nell’arco di 1 mese o più. In questo modo, permetterete al vostro pubblico di “digerirle” più facilmente, o in altre parole, permetterete ai vostri fan di ascoltarle con più attenzione e quindi, potenzialmente, di apprezzarle maggiormente.

Inoltre, nei periodi di “magra”, avrete comunque qualcosa da pubblicare e potrete mantenere una gradevole periodicità e regolarità nelle pubblicazioni, piuttosto che, ad esempio, pubblicare 10 releases subito e stare tre mesi senza pubblicare niente. L’approccio regolare è preferibile, perché aiuta nella fidelizzazione dei fan e nel rendere professionale l’intero progetto.

Non sentitevi in dovere di pubblicare qualcosa per forza, perché questa diabolica sensazione vi porterà a pubblicare la prima merda in cui incapperete. Datevi degli standard qualitativi e seguiteli con rigore. Non esitate a rifiutare i demo di artisti che non ritenete degni di tale appellativo, non sentitevi in debito nei loro confronti solo perché vi hanno inviato un loro demo. Dite “no”, filtrate. Suddetti artisti potranno rivolgersi ad altre netlabels di qualità infima o pubblicare il loro materiale su Jamendo: le vie della Rete sono infinite.

Se ad un certo punto vedete calare il vostro interesse per il progetto, cercate al suo interno nuovi stimoli, rielaboratelo, espandetelo, fate qualsiasi cosa possa essere utile a fargli riacquistare il primigenio interesse che vi spinse ad iniziarlo. Es. redesign grafico, apertura a nuovi generi musicali, organizzate un contest per artisti e con i brani ricevuti create una compilation.

5. Conoscenza della lingua inglese.

La conoscenza della lingua inglese, come in tutte le discipline che gravitano intorno all’uso del pc e di Internet, è essenziale. Le risorse sulle netlabels sono tutte in inglese; in italiano c’è questo blog, qualche netlabel e poco più. Se non siete tanto propensi a studiare l’inglese in maniera classica, vi consiglio di studiarlo in modo “indotto”, ovvero fate ciò che vi solito vi piace ma fatelo in inglese. Ad
esempio, io adoro i fumetti e ho iniziato, tanti anni fa, a leggerli anche in inglese.

L’inglese vi permetterà, oltre che di restare aggiornati, di comunicare con una platea di potenziali fan immensa. Inoltre, conoscere l’inglese significa che potenzialmente siete in grado di dotare il vostro sito di una versione in inglese, che è altamente consigliata, visto che in Italia la scena netaudio è qualcosa di molto molto piccolo, mentre all’estero (Europa, USA, Sudamerica) è molto in voga da anni, specialmente presso alcuni dj che nei loro sets alternano in tranquillità vinili a mp3 di provenienza netlabel (= promozione enorme).

Infine, conoscendo l’inglese potrete relazionarvi, via chat o mail, con artisti di tutte le parti del Mondo, il che non mi pare roba di poco conto.

Conclusioni

Questo mio post diviso in tre parti è solo la superficie del fenomeno. Vi sono molte altre cose da dire, e spero di riuscire a farlo in tempi non biblici nei prossimi articoli. Ma rileggendolo, penso sia un buon punto di partenza per chi si avvicina solo ora a questo mondo e vuole farne parte attivamente.

Le vostre critiche, aggiunte o integrazioni potete inviarmele via e-mail o potete lasciarle sottoforma di commento, come al solito, in totale democrazia (o musicrazia?) :)

Happy netlabeling :)

English traslation (thx to David) is available here.

[eldino]