Al lavoro mi è capitato di configurare e ottimizzare un notebook Sony Vaio CA1S1E/P, per cui ho approfittato per fare qualche foto dell’unboxing, casomai qualcuno di voi fosse in procinto di acquistarlo. Aggiungo anche qualche osservazione personale:
- il portatile è tutto di plastica tipo plexiglass-colorato, e non restituisce esattamente un’idea di solidità, anzi sembra un giocattolo;
- come da tradizione, Sony preinstalla tutta la merda immaginabile sui propri portatili, basti pensare che, appena acceso, siano in esecuzione 88 (!!) processi, un po’ tantini rispetto ai 47-49 di un’installazione pulita di Windows Seven; inoltre, vi sono inclusi parecchi software che potete benissimo disinstallare, come Norton, McAfee, vari merdware della Sony stessa, barre animate etc
Non è un portatile che acquisterei, c’è decisamente di meglio dei Sony Vaio sul mercato a parità di prezzo. Ad ogni modo… fatta questa mini-recensione, vi lascio alle foto Leggi il seguito di questo post »
Un consiglio veloce! Quando acquistate un hard disk interno nuovo (IDE/SATA), specialmente nel caso in cui esso sia di grosso taglio (1,2,3 tb), dopo averlo formattatto (la prima volta fate la formattazione lenta, mi raccomando) e prima di copiarci qualsiasi dato, fategli un controllino preliminare con i software gratuiti rilasciati dai produttori. Nel mio caso, acquistando esclusivamente i superlativi Western Digital Green Power, avvio l’utility Data LifeGuard Diagnostic ed effettuo l’Extended Test. Con questo semplice stratagemma si può scoprire immediatamente se il disco ha difetti di fabbrica e lo si può inviare in garanzia senza rischiare di perdere dati o quant’altro. Se il test va a buon fine, sarete sicuri che l’hard disk sia problem-free e potrete procedere a riversarci i vostri dati.
E’ bene sapere che alcuni hard disk possono manifestare i difetti di fabbrica solo dopo qualche mese d’uso, ma ovviamente questa eventualità non è coperta da questo stratagemma e non può essere prevista in nessun modo Questo trucchetto vi salvaguarda soltanto dagli hard disk che arrivano già “fallati”
Era da un paio d’anni che mi serviva un portatile dalla potenza computazionale adeguata agli standard attuali e finalmente sono riuscito ad acquistarlo! Il fortunato è un nuovissimo Macbook Pro (early 2011) uscito il 24 febbraio e acquistato il 5 aprile da Mediaworld, dopo più di un mese di attesa. Il modello che ho preso è il 13′ base, quello “da barboni” (1149 €), che però per le mie esigenze (e le mie finanze) va più che bene Processore Intel i5 di seconda generazione (Sandy Bridge), due core fisici e due core virtuali, 4 gb di RAM, porta Thunderbolt, Wifi, Bluetooth, SATA3, e quant’altro, una belva insomma Leggi il seguito di questo post »
Ho già parlato diverse volte (qui, qui) della mia Fonera 2100 e non mi dilungherò Vi basti sapere che anni fa avevo rimpiazzato l’inutile firmware originale di Fon con un ben più utile dd-wrt, ma ultimamente, durante le mie partite multiplayer domenicali ad Age of Empires II con gli amici, la mia Fonera ha iniziato a crashare random (indipendentemente se i player connessi fossero 2 o 7) e per sbloccarla si sono resi necessari continui reset dal bottoncino apposito. Essendo questo fenomeno particolarmente fastidioso e imprevedibile, ho deciso di procedere all’aggiornamento del firmware, nella speranza che suddetta operazione faccia scomparire definitivamente questi crash.
In particolare, ho aggiornato il firmware della Fonera 2100 dalla versione dd-wrt v24 RC6 alla versione dd-wrt v24 sp2 (beta, build 14896), l’ultima uscita al momento in cui scrivo.
La procedura di aggiornamento suggerita sul sito di dd-wrt è decisamente complessa, perchè prevede la creazione di un cavo seriale custom e altre amenità. Per cui, girovagando sulla Rete e raccogliendo qua e là informazioni sparse, ho assemblato un metodo decisamente più semplice e indolore, che presuppone unicamente l’utilizzo di un software freeware e di un cavo ethernet. Il software in questione è multipiattaforma (cioè è disponibile per Windows, Mac e Linux), ma questo tutorial è stato pensato per utenti Windows, anche se la procedura dovrebbe essere più o meno quella anche per gli altri due sistemi operativi. Leggi il seguito di questo post »
Non so se ne avevate già sentito parlare, ma non molto tempo fa alcuni ragazzi inglesi hanno inventato un nuovo prodotto rivoluzionario, a cavallo tra plastilina e silicone, capace di riparare i più disparati oggetti. Questo progetto ha preso il nome di sugru, ed è stato presentato al mondo con tutti gli strumenti tipici del Web 2.0, social networks e Youtube in primis. Sia il marketing che il packaging riflettono la giovane età dietro le menti del progetto, e i risultati si sono visti, creando in brevissimo tempo una folta community di appassionati del sugru in giro per il mondo.
Io seguo il progetto sugru fin da quando non era neanche disponibile per l’acquisto, ma era giusto un sito web con qualche video e foto dimostrativi delle sue enormi potenzialità. Da qualche settimana è uscita la versione bianca e mi sono deciso finalmente di acquistarlo, sfruttando alcuni spiccioli rimastimi sulla Postepay come resto di un altro ordine. Ho acquistato lo Smart Hacks Pack, che contiene sei sacchettini da 5 gr di sugru in un colore a scelta, nel mio caso bianco. Mi è costato poco meno di 9 euro spedito con posta semplice (Royal Mail), e mi è arrivato dopo soli 5 giorni.
Il sugru si ordina direttamente dal loro sito ufficiale (sezione “buy some”), non è necessario nè registrarsi nè loggarsi, e si paga velocemente via Paypal (che potete “appoggiare” su una comune Postepay se non avete altre carte di credito). Controllate che l’indirizzo con cui vi siete registrati su Paypal sia corretto prima di procedere con l’ordine, perchè è proprio lì che vi sarà spedita la busta. Leggi il seguito di questo post »
Quello che vedete in foto è uno screenshot del System Profiler del mio vetusto iBook G4 1.33 Ghz da 12′. La batteria che monto attualmente ha quattro anni e qualche mese, ed il portatile è stato usato parecchio in mobilità e poco sulla scrivania, per cui penso che quanto leggerete qui di seguito siano osservazioni più che realistiche.
Lo screenshot ci comunica che in quattro anni e mezzo di utilizzo assiduo in mobilità, i cicli di ricarica sono stati 336. Essendo una batteria al litio di “vecchia” concezione, il deterioramento tipico di questi prodotti è iniziato fin da subito, riducendo la sua capacità massima dai 4400 mAh originari ai 1449 attuali, con una perdita di 2951 mAh, traducibile in 5 ore di autonomia (inizialmente il mio iBook reggeva tranquillamente le 5 ore e mezza di uso intenso, adesso muore dopo neanche 40 minuti di uso light e con wireless spento).
Teoricamente, come riportato anche da MacRumors anni fa, la batteria dell’iBook dovrebbe mantenere l’80% della carica originaria fino a 300 cicli, ma in realtà non è proprio così, le 5 ore di utlizzo diventano utopia molto cicli prima. Leggi il seguito di questo post »
Il netbook che possedevo prima, un Asus eeePC 701, non aveva un hard disk tradizionale, ma un SSD (Solid State Disk) da 4 Gb, per cui potevi usarlo e “maltrattarlo” come ti pareva che non rischiavi nulla, essendo privo di parti meccaniche in movimento. Il mio nuovo Samsung N145-JP01, invece, monta un hard disk tradizionale da 2.5′, che per quanto pensato ad un uso “raw” in mobilità, resta comunque un hard disk standard, cioè con parti meccaniche in movimento durante l’uso, e necessita di qualche accorgimento onde evitare che si rompa, per cui non è esattamente consigliato per leggere, ad esempio, disteso sul letto, col netbook in posizioni strampalate (obliqua, laterale etc).
Per aggirare questo problema senza spendere un centesimo, installerò Ubuntu 10.10 su una chiavetta USB e la configurerò adeguatamente per uso eBook reader. Ogni volta che vorrò leggere, mi basterà fare il boot da suddetta chiavetta e disattivare l’hard disk interno, fine Le pendrive usb, essendo basate su memorie flash esattamente come gli SSD, non hanno parti in movimento, per cui posso inclinarla e maltrattarla come mi pare che non le succede assolutamente nulla, mentre spegnendo l’hard disk lo preservo da qualsiasi botta, movimento o posizione brusca Figata no? Ecco un video che riassume tutto:
Bene, spiegato per sommi capi l’obiettivo da raggiungere, entriamo nel dettagli.
Ho testato Ubuntu 10.10 sul mio Samsung N145 Plus (N145-JP01) e va benone, viene riconosciuto tutto l’hardware, inclusa la scheda wireless, che funziona persino direttamente da live cd. L’unica cosa che non va, com’era prevedibile, sono i tasti funzione e l’applet di Gnome per il controllo della luminosità dello schermo. Per farli funzionare, ovviamente ci vorrebbe qualcuno che creasse un kernel appositamente patchato per questo modello di netbook o dei drivers, così come è accaduto per gli Asus eeePC, ma considerate le scarse possibilità che ciò accada, tocca accontentarci i pochi tasti funzione che funzionano out-of-the-box, tipo quelli del volume (FN+destra, FN+sinistra).
Dove installare Ubuntu 10.10? Se siete degli “estremisti”, potete brasare Windows Seven ed installarlo sull’hard disk, o al limite in dual boot. Io, invece, avrei optato volentieri per un’installazione su scheda SDHC Classe 6 (le più veloci), ma visto che, come spiegavo qua, il Samsung N145 Plus non non supporta (ancora?) il boot da card reader, mi tocca ripiegare su una comune (e molto più lenta) pendrive usb.
In particolare, utilizzerò una pennetta USB Kingston da 4 Gb, la capacità minima richiesta da Ubuntu.
ll mio progetto consiste innanzitutto nell’installare Ubuntu 10.10 (cartella root e cartella home, no swap) sulla pendrive usb invece che su hard disk interno, in modo da non intaccare affatto la partizione Windows Seven. Installando anche il Grub nella memoria esterna, esso apparirà soltanto quando si adopererà la memoria esterna così preparata, rendendo il tutto più pulito e lineare, ovvero:
- avviando il computer normalmente, partirà direttamente Windows Seven;
- avviando il computer con memoria esterna collegata, apparirà il menù di Grub da cui scegliere se avviare Ubuntu 10.10 o Windows Seven. Leggi il seguito di questo post »
L’unico difetto, o meglio, l’unica sbavatura (difetto è una parola grossa, non creandomi eccessivo fastidio) che finora ho riscontrato nel mio netbook Samsung N145 Plus in queste settimane di utilizzo è il card reader, essenzialmente per due motivi: Leggi il seguito di questo post »
In realtà, questo argomento l’ho già trattato tempo fa in una guida molto dettagliata, che trovate qua. Allora creai un kit di due scripts, chiamato (in un overflow di fantasia) “eeeBookMode“, che permetteva di girare schermo e trackpad (“01_ebookmode.bat”), e ripristinare tutto (“02_normalmode.bat”). Il mio”eeeBookMode” è tuttora liberamente e gratuitamente scaricabile dalla mia pagina “Downloads“.
Bene, se ne ho già parlato, come mai riprendo in mano l’argomento? Semplicemente per confermarvi che, sia guida che scripts, sono ancora attuali, e funzionano tranquillamente anche sul mio nuovo Samsung N145-JP01, in quanto anche questo netbook, così come il mio vecchio Asus eeePC 701, monta una scheda video integrata Intel, in particolare la nuovissima Intel GMA 3150. Leggi il seguito di questo post »
Introduzione:
Se più o meno siete figli degli Anni Ottanta come me, quasi sicuramente avrete giocato, anche soltanto di sfuggita, ad Age Of Empires II, mitico videogioco RTS (real time strategy) uscito nel 1999 per Windows e Mac. Io è da allora che ci gioco (11 anni!) e tuttora non mi sono stancato, anzi una volta a settimana (solitamente la domenica dalle 17.30 alle 23.30) organizzo, insieme ad una manciata di amici infognati come me, dei lan party davanti al caminetto (un piatto di pasta e battute a nastro sono incluse nel pacchetto). Age Of Empires II è un gioco che tra feudal rush, tower rush, castle rush, intelligenze artificiali custom, peculiarità dei popoli e mappe personalizzate, non si finisce mai di apprendere del tutto, è davvero infinito, e al contrario della stragrande maggioranza dei videogiochi moderni, tutta grafica e poca sostanza, è un gioco che non imbriglia la fantasia in percorsi predefiniti dalla software house di turno, ma la fa viaggiare (in prima classe), soddisfando pienamente la vostra voglia di Medioevo.
In questo post vi darò alcune dritte per installare Age of Empires II con relativa espansione The Conquerors su un netbook di fascia bassa come il mio Samsung N145-JP01, in modo da giocarci serenamente sia in single player che in multiplayer con gli amici (reali o virtuali che siano). Leggi il seguito di questo post »
Vi presento il desktop ed il menù start del mio nuovo netbook CaruzZio, eh?
Ci sono tre motivi fondamentali per cui, dopo aver customizzato il “motore” del mio Samsung N145-JP01 come spiegato qua, sono passato ad una personalizzazione puramente estetica (ma non computazionalmente invasiva):
1. essendo il netbook bello esternamente, lo deve essere anche “internamente”;
2. se non personalizzo i miei “gadgets”, non li sento “miei”, e non riesco a lavorarci proficuamente;
3. volevo dargli un look professionale ed omogeneo.
La personalizzazione, come dicevo, non è stata invasiva, quindi niente barre animate, dock traslucidi, launchers orizzontali e radiali, widgets, orologi turbofotonici, che succhiano un abominevole quantità di risorse inutilmente e trasformano un computer nell’analogo di un’automobile tuning tamarra. Ho adottato piuttosto un approccio “low-profile”, che abbellisse senza andare ad intaccare le risorse del mio netbook, che su macchine del genere sono già di default abbastanza ridotte. Per raggiungere questo obiettivo, ho operato su tre fronti:
- wallpaper azzeccato e colore+trasparenza delle finestre in tinta;
- menù Start;
- schermata iniziale. Leggi il seguito di questo post »
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