25/05/2011

Un consiglio veloce! Quando acquistate un hard disk interno nuovo (IDE/SATA), specialmente nel caso in cui esso sia di grosso taglio (1,2,3 tb), dopo averlo formattatto (la prima volta fate la formattazione lenta, mi raccomando) e prima di copiarci qualsiasi dato, fategli un controllino preliminare con i software gratuiti rilasciati dai produttori. Nel mio caso, acquistando esclusivamente i superlativi Western Digital Green Power, avvio l’utility Data LifeGuard Diagnostic ed effettuo l’Extended Test. Con questo semplice stratagemma si può scoprire immediatamente se il disco ha difetti di fabbrica e lo si può inviare in garanzia senza rischiare di perdere dati o quant’altro. Se il test va a buon fine, sarete sicuri che l’hard disk sia problem-free e potrete procedere a riversarci i vostri dati.
E’ bene sapere che alcuni hard disk possono manifestare i difetti di fabbrica solo dopo qualche mese d’uso, ma ovviamente questa eventualità non è coperta da questo stratagemma e non può essere prevista in nessun modo
Questo trucchetto vi salvaguarda soltanto dagli hard disk che arrivano già “fallati”
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28/04/2011
Nell’articolo “Filesharing illegale di fumetti su Internet: cosa ne pensano Andrea Baricordi, Carmine di Giandomenico e Claudio Calla“, pubblicato qualche settimana fa su Comicsblog.it, l’Autore fa un approfondimento sul tema delle scans usufruendo di tre interviste a tre addetti ai lavori del fumetto nostrano, tra cui Baricordi (ex-Star Comics, ex-GP Publishing, ora in Ronin Manga e Kappa Edizioni), che seguo in molte sue incursioni online ma che personalmente gradisco più come editor che come opinionista.
Come mi aspettavo di primo acchitto leggendo il titolo, queste tre interviste contengono per lo più inesattezze, che è bene fugare per evitare ulteriore disinformazione sull’argomento.
Innanzitutto, bisogna fare delle distinzioni, perchè il mercato delle “scans” disponibili in Italia è abbastanza differenziato, ma lo scenario descritto nell’articolo si fa portavoce di una conoscenza del fenomeno che definire inesatta è un eufemismo.
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25/03/2011

Quello che vedete in foto è uno screenshot del System Profiler del mio vetusto iBook G4 1.33 Ghz da 12′. La batteria che monto attualmente ha quattro anni e qualche mese, ed il portatile è stato usato parecchio in mobilità e poco sulla scrivania, per cui penso che quanto leggerete qui di seguito siano osservazioni più che realistiche.
Lo screenshot ci comunica che in quattro anni e mezzo di utilizzo assiduo in mobilità, i cicli di ricarica sono stati 336. Essendo una batteria al litio di “vecchia” concezione, il deterioramento tipico di questi prodotti è iniziato fin da subito, riducendo la sua capacità massima dai 4400 mAh originari ai 1449 attuali, con una perdita di 2951 mAh, traducibile in 5 ore di autonomia (inizialmente il mio iBook reggeva tranquillamente le 5 ore e mezza di uso intenso, adesso muore dopo neanche 40 minuti di uso light e con wireless spento).
Teoricamente, come riportato anche da MacRumors anni fa, la batteria dell’iBook dovrebbe mantenere l’80% della carica originaria fino a 300 cicli, ma in realtà non è proprio così, le 5 ore di utlizzo diventano utopia molto cicli prima.
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16/08/2010

Su Linux, se con l’ottimo editor GEdit apri un file di testo e subito dopo lo modifichi con qualsiasi altro programma / processo, ti appare una simpatica tendina che ti notifica l’avvenuto cambiamento e ti chiede se vuoi ricaricare il file. Una funzione estremamente valida per chi scripta e programma come me, e di cui personalmente avevo bisogno da anni.
Peccato che gli editor di testo per Windows e Mac, le piattaforme che uso maggiormente, non la annoverino tra le features, e, in fase di testing, ogni volta che l’output testuale (txt, log, csv..) di un mio script o di un mio software cambia, devo chiudere e riaprire il file a mano come i primitivi per visualizzarne i cambiamenti.
A ragion veduta, quindi, per una volta si può decisamente affermare che:
Linux WIN, Windows e Mac FAIL.
E scusatemi il nerdologismo
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10/04/2010
Per chi come me è solito avere molti hard disk interni in giro per casa, sarebbe utile acquistare una custodia imbottita in cui riporli senza paura che scossoni o altro possano procurare rotture e perdite di dati indesiderate. Nonostante le custodie per gli hard disk esterni siano diventante molto comuni negli ultimi 2-3 anni, ancora quelle per hard disk interni sembrano non essere considerate dal mercato.
Dopo una ricerca approfondita, ho appurato che qualcosa del genere esiste, ma o non è imbottito (come lo spartano “Protective Plastic Case (sku.25631)” in vendita su DealExtreme) o non è abbastanza solido (come l’Origami HDD Storage di sottile cartone lucido prodotto da Icy Dock), per cui l’unica strada percorribile al momento è quella di costruirsi da soli la propria custodia imbottita per hard disk interni.
Per realizzare l’idea che vi illustrerò in questo tutorial servono soltanto:
- una scatola vuota di ottima qualità (io ne ho riciclata una dell’Ikea);
- un po’ di spugna (in qualsiasi Brico con 2 euro ve ne portate a casa qualche metro quadrato);
- adesivo universale;
- forbici, righello, matita.
Avete tutto? Ok, procediamo
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04/04/2010
Quando si aggiorna una macchina, magari passando alla versione successiva di Windows, può essere comodo farsi una copia del sistema precedente in modo da averlo sempre disponibile in macchina virtuale qualora serva. Questo procedimento, che fino a qualche anno fa era pura utopia, adesso, grazie ad alcuni software freeware, è semplice come “mangiare un pezzo di torta” (cit.).
Requisiti:
- disk2vhd, che va scompattato ed eseguito da un’unità differente da quella che si intende clonare se si vogliono ottenere performance decenti (es: se vogliamo clonare c:\, andremo ad eseguire disk2vhd da d:\ – può essere eseguito anche da una penna usb se avete una sola unità sul vostro sistema);
- VirtualBox, notissimo tool di virtualizzazione gratuito e multipiattaforma;
- un sistema operativo Windows qualsiasi (per eseguire disk2vhd, che pare non funzioni con Wine – sorry linuxiani!).
Tutorial:
1. scaricate, scompattate ed eseguite disk2vhd;
2. vi apparirà una semplice interfaccia contenente l’elenco delle unità presenti sul vostro sistema;

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04/03/2010
Introduzione:
Quando maneggi centinaia di gigabyte di dati ogni mese, ti devi presto o tardi attrezzare per fare periodicamente dei backup e svuotare gli hard disk del tuo computer. Io sono sempre stato un fan dei dvd, sia per il rapporto euro/gb estremamente vantaggioso rispetto ad altre soluzioni e sia per l’affidabilità nel tempo (se saputi tenere), ma considerato che, per il momento, non si vedono all’orizzonte media ottici più capienti ma altrettanto convenienti, mi sono dovuto inventare una soluzione di backup alternativa.
L’idea è nata quando mi sono imbattuto nell’Antec Easy Sata, un dispositivo che rappresenta, se vogliamo, l’evoluzione dei vecchi (obsoleti, antiestetici) “cassetti” (o “slitte”) che si usavano ai tempi degli hard disk ATA. Antec Easy Sata ha la forma di un mangia-cartuccie in stile Nintendo SNES, soltanto che le “cartuccie” in questione sono degli ormai economicissimi hard disk SATA.
Per collegare un hard disk al pc, basta inserirlo nell’apposito vano del prodotto Antec; per rimuoverlo, basta premere il bottoncino a sinistra. Tutto qui, tutto estremamente semplice, esattamente come si fa quando si inseriscono le cartuccie nel Nintendo SNES.
Considerato il costo irrisorio del dispositivo (l’Antec Easy Sata si trova sul mercato italiano, al momento in cui scrivo, ad un costo di circa 25 euro) e considerato il rapporto euro/gb sempre più vantaggioso degli hard disk SATA, ho pensato di sostituire i 250 dvd+r necessari per backuppare un terabyte di dati con un hard disk. Come ho approfondito in questo post infatti, il rapporto euro/gb tra dvd e hard disk sata di grosse dimensioni (1 tb, 1.5 tb..) sta diventato sempre più equiparabile.
D’ora in poi, infatti, ogni volta che raggiungerò un terabyte di dati, invece di passare 4-5 giorni full-time a masterizzare dvd, inserirò un semplice hard disk nell’Antec Easy Sata, vi sposterò i dati che voglio backuppare, scollegherò l’hard disk e lo riporrò in un posto sicuro. Fine
In sostanza, sarebbe come se masterizzassi un grosso dvd 
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13/02/2010
…fosse un piccolo luogo frequentato da persone dal cervello fertile e affamato di stimoli, da persone assolutamente non soddisfatte dalla musica composta per la massa, da persone convinte che vi sia almeno un utilizzo valido di una cosa omesso sul manuale d’uso, da persone che vogliono riempire ogni settimana il proprio iPod di fresca musica sconosciuta ma meravigliosa, da persone creative, da persone che non disdegnano affatto l’ascolto di una band che non appare nella rotazione infernale di MTV o RTL 102.5, da persone disposte ad affezionarsi ad un blog e non veder l’ora che esca un nuovo post, da persone interessate alla scena/rivoluzione netlabel, da persone che leggono invece di accendere la tv, da persone che ancora sanno emozionarsi per un buon ritornello, da persone che rielaborano in continuazione quello che le circonda, da persone che non miniaturizzano gli usi di Internet a Facebook e Flashgames, da persone che hanno degli interessi che li rendono vivi, da persone che vorrebbero giornate di 48 ore per poter dedicare maggior tempo ad espandere i propri emisferi celebrali, da persone etichettabili come “nerd”, da persone che non campano per i risultati delle partite di calcio…. insomma da persone probabilmente rare da trovare, ma che spero che prima o poi capitino su queste pagine e non le abbandonino più
Benvenuti a bordo ragazzi
Mi auguro di saper sollazzare a dovere le vostre cuffiette
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13/12/2009
Premessa: in questo articolo, con il termine “backup” si intende il backup “archivistico” dei dati, non quello dei dati su cui si lavora ogni giorno, ed ci si riferisce ad un ambito home. Esempio: scarichi un film, lo vedi, ne fai un backup nel caso in cui fra qualche anno volessi rivederlo e lo cancelli dall’hard disk del tuo computer.
Ci sono vari tipi di supporti su cui effettuare il backup dei nostri dati: hard disk, cd/dvd, nastri, storage online etc. Io, non avendo molta disponibilità economica, negli ultimi anni ho sempre adoperato i dvd+r, per due motivi principali:
- sono i più economici per rapporto euro/gigabyte;
- sono molto affidabili e durevoli nel tempo, se di qualità e se saputi tenere.
In particolare, li ho sempre preferiti agli hard disk perchè:
- se backuppi 500 gb di roba su un hard disk e quest’ultimo si rompe, perdi 500 gb di roba tutta ad una volta, mentre se backuppi 500 gb di roba su 125 dvd, al massimo negli anni ti si potranno danneggiare 2-3 dvd, per cui perderai soltanto 8-12 gb di roba;
- dopo averli masterizzati, li conservi in un luogo apposito e non li tocchi fin quando non ti serve qualche file specifico;
- gli hard disk perdono valore molto velocemente: se acquisti un 500 Gb adesso ad un prezzo X, fra due mesi costerà 20 euro in meno, e con lo stesso prezzo X potrai comprarne uno da 750 Gb – il che è frustrante (invece le campane di dvd hanno lo stesso prezzo da anni);
- personalmente, se avessi degli hard disk addizionali per fare dei backup sicuramente mi verrebbe voglia di cancellare tutto e riutilizzarli, appunto perchè li vedo come supporti “temporanei” e non definitivi come invece sono i dvd (li scrivi una volta ed amen).
Di contro, gli hard disk hanno dei vantaggi non indifferenti:
- sono più semplici da adoperare (con un click sposti 1 terabyte di roba da un disco ad un altro, mentre per masterizzare la stessa quantità di dati su 225 dvd ci vogliono 3-4 giorni a ritmo serrato);
- sono più semplici da consultare (i dvd sono molteplici e li inserisci uno alla volta, mentre l’hard disk è uno solo e basta collegarlo – immaginate di dover consultare 1 terabyte di roba backuppati su 225 dvd
);
- sono più semplici da condividere (un conto è prestare un hard disk ad un amico, un’altro è prestargli un cesto pieno di dvd
).
Fatta questa doverosa premessa, andiamo al succo del discorso. Ormai gli hard disk esterni da 1 terabyte cominciano ad apparire sui volantini dei centri commerciali al prezzo di 79 euro. A questo prezzo, il rapporto euro/gb è il seguente:
79 € / 1000 Gb = 0,079 euro per ogni gigabyte
Per una campana di dvd+r Verbatim 16x da 100 ci vogliono 29 € (fonte: Nierle), il che significa:
29 € / 470 Gb = 0,061 euro per ogni gigabyte
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07/12/2009
I’m an iTunes-addicted you know, but I’m always searching for new music players and new ways to view, catalogue and listen to my big music collection. Some weeks ago I was reading this post on Anything But iPod blog (subscribe its feeds, it’s a very interesting website) and I stumbled upon the following pic:

When I saw it, I said “Woah, that media player looks amazing! It could be very nice to setup that touchscreen music jukebox I’m thinking about since years!“. Well, that eye-candy and unknown mediaplayer potraited in the pic is Zune Software 4.0.
Zune Software is the iTunes-like application for managing Zune players and brings a really fresh and innovative user interface. I gave it a try and I think it could be a really nice graphical “front-end” for a well-tagged music collection like mine.
Talking about fuctions, it’s not complete, powerful and usable like iTunes, at least for maniacs/pro users like me, but a system with Zune Software as frontend + iTunes & Tagscanner as backend could work lovely as music jukebox.
As I said, I gave Zune Software a try with a bunch of netlabel music, and I did some screenshots I wanna share with you (click on thumbs to enlarge):
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19/09/2009
Introduction
Did you ever wish to download tons of gigabytes of netlabel stuff in a painless way? Ok, this guide is for you
I will show you all the coolest tricks to download whole netlabel catalogues with just some clicks
This guide will show you the basics of this “art” using one netlabel for episode
This is necessary, because every netlabel website has a different structure, so I will show you the most common cases you could stumble upon.
What do you need to follow this guide?
- Mozilla Firefox browser;
- DownThemAll extension.
Before proceeding with this guide, please install all the listed software. Let’s go!
Example 1: Terminal Station netlabel
In this example, I will show you how to download the whole catalogue of Terminal Station netlabel (while i’m writing, the last release is tsa-032) in a painless, organized and fast way.
1. Point your browser to the releases page of Terminal Station netlabel website;

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28/08/2009
Non tutti i videogiocatori sono interessati agli ultimi titoli, bensì vorrebbero giocare on-the-road ai vecchi titoli per sala giochi e console vintage. Sotto quest’ottica, qual’è la migliore console portatile attualmente sul mercato? Chi è esclusivamente interessato al retrogaming (come me) che console deve acquistare?
Vediamole brevemente caso per caso!

Sony PSP (Playstation Portable)
La Sony PSP, previa installazione di un custom firmware, e viste le ottime caratteristiche hardware (CPU da 333Mhz, schermo LCD da 4′), è da considerarsi la console per retrogaming attualmente sul mercato col miglior rapporto qualità/prezzo. E’ capace di emulare alla perfezione (o quasi..) qualsiasi console e piattaforma di gioco uscita sul mercato fino alla Playstation 1 (inclusa). L’unica pecca è che se i vostri giochi arcade non giravano su schede come CPS1, CPS2 e Neogeo (per cui esistono gli stupendi emulatori CPS1PSP, CPS2PSP, MVPSP di nj), e non furono pubblicati per qualche console casalinga, non potrete emularli. Vi è un primitivo porting del MAME, chiamato “PSPMAME4ALL”, ma non viene aggiornato da anni, ed è praticamente impossibile trovare delle rom pacchettizzate in una versione compatibile. PSPMAME4ALL è davvero un emulatore penoso, e ammesso che riusciate, con moltissima fatica, a trovare/crearvi le rom giuste, potreste emulare al massimo giochi molto vecchi come Pac-Man. In attesa che qualche programmatore volenteroso aggiorni PSPMAME4ALL, tocca purtroppo ammettere che la PSP non può essere ancora definita la console portatile per retrogaming definitiva, anche se ci si avvicina molto, visto che molti giochi da sala giochi furono pubblicati anche per console casalinghe, che sono praticamente tutte emulate (per PSP esistono ottimi emulatori di: NES, SNES, Gameboy, Gameboy Color, Gameboy Advance, Sega Megadrive etc… qui trovate una guida abbastanza esaustiva agli emulatori disponibili per PSP).
PRO:
emula il 70-80% dei retrogames usciti fino alla Playstation 1 (inclusa), schermo ampio, cpu potente, ottimi controlli, ottimo rapporto qualità/prezzo.
CONTRO:
non è semplicissimo installare il custom firmware, non esiste un emulatore decente del MAME per giocare ai videogiochi usciti solo in sala giochi.
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