Le soluzioni di desktop remoto multipiattaforma non sono molte, ma nel caso di una macchina-target con Mac OS X si riducono ancora di più. Infatti, mentre da Windows/Mac a Linux o da Mac a Windows abbiamo un minimo di scelta, da Windows a Mac siamo costretti per forza ad adoperare il protocollo VNC, implementato in modo anche pietoso oserei dire.
Ma andiamo con ordine. In questi mesi sto riciclando il mio vecchio iBook G4 1.33 da 12′ come muletto per JDownloader. In termini meno tecnici, il mio iBook è acceso 24/24h con esclusivamente JDownloader in esecuzione a scaricare files. Il desktop remoto mi serve per accederci e aggiungere i nuovi links in JDownloader. Nulla di complesso direi. Leggi il seguito di questo post »
Se vivete la Rete giorno per giorno vi sarete sicuramente imbattutti nello “strano” modo di scrivere delle ragazzine attuali, un mix di abbreviazioni e aberrazioni grammaticali, che gli ha fatto meritare il nomignolo di “bimbeminchia“. Un per gioco, un pò per sensibilizzare le persone su questo fenomeno, ho studiato diversi forum ricolmi di bimbeminchia e ho creato un software che traducesse dall’italiano al loro linguaggio. Oltre alle abbreviazioni e alle espressioni più comuni (“zauu” invece di “ciao”, “my best” invece di “la mia migliore amica”…), ho implementato nel mio traduttore anche molti degli “stili grafici” che utilizzano per scrivere (tutto maiuscolo, maiuscolo e minuscolo, zeri al posto delle “o” etc..), per cui utilizzando questo software potrete mimetizzarvi al 100% nelle loro community Leggi il seguito di questo post »
Fa caldo, molto caldo, per cui perchè non rinfrescarci (almeno le orecchie) con un po’ di “fredda” musica elettronica? Passo quindi la palla a Jaeck the Bit, gestore della netlabel italiana Quantum Bit, e mentre vi leggete l’intevistina, mi finisco il mio bel frullato ghiacciato di banane e kiwi Leggi il seguito di questo post »
Ho già parlato diverse volte (qui, qui) della mia Fonera 2100 e non mi dilungherò Vi basti sapere che anni fa avevo rimpiazzato l’inutile firmware originale di Fon con un ben più utile dd-wrt, ma ultimamente, durante le mie partite multiplayer domenicali ad Age of Empires II con gli amici, la mia Fonera ha iniziato a crashare random (indipendentemente se i player connessi fossero 2 o 7) e per sbloccarla si sono resi necessari continui reset dal bottoncino apposito. Essendo questo fenomeno particolarmente fastidioso e imprevedibile, ho deciso di procedere all’aggiornamento del firmware, nella speranza che suddetta operazione faccia scomparire definitivamente questi crash.
In particolare, ho aggiornato il firmware della Fonera 2100 dalla versione dd-wrt v24 RC6 alla versione dd-wrt v24 sp2 (beta, build 14896), l’ultima uscita al momento in cui scrivo.
La procedura di aggiornamento suggerita sul sito di dd-wrt è decisamente complessa, perchè prevede la creazione di un cavo seriale custom e altre amenità. Per cui, girovagando sulla Rete e raccogliendo qua e là informazioni sparse, ho assemblato un metodo decisamente più semplice e indolore, che presuppone unicamente l’utilizzo di un software freeware e di un cavo ethernet. Il software in questione è multipiattaforma (cioè è disponibile per Windows, Mac e Linux), ma questo tutorial è stato pensato per utenti Windows, anche se la procedura dovrebbe essere più o meno quella anche per gli altri due sistemi operativi. Leggi il seguito di questo post »
Il netbook che possedevo prima, un Asus eeePC 701, non aveva un hard disk tradizionale, ma un SSD (Solid State Disk) da 4 Gb, per cui potevi usarlo e “maltrattarlo” come ti pareva che non rischiavi nulla, essendo privo di parti meccaniche in movimento. Il mio nuovo Samsung N145-JP01, invece, monta un hard disk tradizionale da 2.5′, che per quanto pensato ad un uso “raw” in mobilità, resta comunque un hard disk standard, cioè con parti meccaniche in movimento durante l’uso, e necessita di qualche accorgimento onde evitare che si rompa, per cui non è esattamente consigliato per leggere, ad esempio, disteso sul letto, col netbook in posizioni strampalate (obliqua, laterale etc).
Per aggirare questo problema senza spendere un centesimo, installerò Ubuntu 10.10 su una chiavetta USB e la configurerò adeguatamente per uso eBook reader. Ogni volta che vorrò leggere, mi basterà fare il boot da suddetta chiavetta e disattivare l’hard disk interno, fine Le pendrive usb, essendo basate su memorie flash esattamente come gli SSD, non hanno parti in movimento, per cui posso inclinarla e maltrattarla come mi pare che non le succede assolutamente nulla, mentre spegnendo l’hard disk lo preservo da qualsiasi botta, movimento o posizione brusca Figata no? Ecco un video che riassume tutto:
Bene, spiegato per sommi capi l’obiettivo da raggiungere, entriamo nel dettagli.
Giorno 23 Ottobre 2010 si è tenuto in tutta Italia l’annuale appuntamento con il Linux Day, evento molto interessante anche per chi come me sostiene da sempre l’approccio multipiattaforma e contrasta il talebanismo e la scarsa oggettività che purtroppo contagiano una grossa fetta della community del pinguino. Il Linux Day, a mio giudizio, va affrontato come un’ottima manifestazione da cui estrapolare contenuti utili a prescindere dal sistema operativo che si utilizza, e non soltanto come una messa con cui ritrovarsi con altri fedeli e darsi l’estrema unzione a vicenda.
Premesso questo, sabato pomeriggio con un paio di amici mi sono recato presso il Museo del Presente di Rende (CS), ma non in veste di relatore come in passato, bensì per seguire un paio di talk che, almeno sulla carta, sembravano molto interessanti per approfondire due idee che ho in mente per fare qualche soldo (che sarebbe anche ora!). L’intero programma della giornata lo trovate qua ed i talk che mi interessavano titolavano come segue:
Ore 17:00 – Free Hardware, robotizzare l’impossibile con Arduino Ore 18:00 – Reti Mesh con router Linux based Leggi il seguito di questo post »
Introduction Apple Mail 3.6 is the default e-mail client for Mac OS X Leopard. It’s a very good client, with tons of unique features (such as smart folders) but if you need to go advanced, well… you need the power of Bash shell and some command-line kung-fu.
The really cool stuff about Apple Mail is that it saves e-mails as multiple .emlx files (one .emlx file = one e-mail), instead of compressing all your mailbox inside a big, chunky, bloated .mbox file like many other clients do. The .emlx approach slows up a lot Apple Mail when you get a big mailbox (20000+ mails), but it’s easy to deal with it via Bash scripts.
I made four handy Bash scripts to deal with Apple Mail. The posts are written in italian, but the sourcecodes (comments, error messages, variable names..) are written in english. You have to provide the path to your mailbox folder to some of these scripts , so change the “mail_folder” variable according to your needs before executing the scripts. To run the scripts, launch the Terminal and type something like (change the script name according to your needs):
chmod +x mail2topwordlist.sh
sh mail2topwordlist.sh
Usando JDownloader quotidianamente, può capitare che finisca di scaricare tutte le parti che compongono il vostro file, ma non lo estragga in automatico. Ciò dipende principalmente da due fattori:
- nella cartella in cui va ad estrarre esiste già un file dallo stesso nome e JDownloader è giustamente settato per non sovrascrivere i files (es. gli archivi compressi lmn.part1.rar, lmn.part2.rar.. etc contengono il file “FILM.avi”, ma nella cartella Downloads un file chiamato “FILM.avi” esiste già);
- il file, una volta estratto, risulta danneggiato agli occhi di JDownloader (il comune errore “CRC errato”), per cui lo cancella subito dopo in automatico lasciando però intatti gli archivi compressi, in modo che possiate estrarli con un software migliore, come 7-Zip.
Fin quando questo fenomeno si verifica su archivi compressi non protetti, è una sciocchezza, basta estrarli manualmente, ma quando ci ritroviamo davanti una pletora di RAR protetti da password, beh.. sono uccelli per diabetici (cazzi amari – cit.)!
In questo caso, come fare a risolvere? Come si può ritrovare la password giusta per estrarre questi RAR? Leggi il seguito di questo post »
L’ultimo script che vi presento non si interfaccia direttamente con Apple Mail, bensì funge da strumento di supporto al primo script,trasformando il file CSV prodotto da quest’ultimo in un “cloud text”, ovvero in un file di testo da usare per ricavare un tag cloud.
Lo script csv2cloudtext.sh:
Mettiamo caso che abbiate a disposizione una lista di parole e la relativa ricorrenza, nella forma:
inutile,5
microcefalo,3
tronista,2
violenza,1
e desideriate automaticamente ricavarne un file di testo strutturato come segue:
da incollare in servizi come Tagcrowd.com (quello che adopero io) per ricavarne un ben più leggibile tag cloud, ovvero una nuvola grafica in cui le parole vengano evidenziate in proporzione alla loro ricorrenza.
Introduzione:
Quello che vi propongo oggi è lo script più “raw” della collezione: funziona ma necessiterebbe di alcune rifiniture ulteriori, che non sono esattamente semplici da mettere in atto per caratteristiche intrinseche della shell Bash e del formato .emlx. Ad ogni modo, ho deciso di condividerlo comunque, perchè girando sulla Rete mi sono reso conto che nessuno ha sviluppato una soluzione del genere finora.
Lo script mail2book.sh:
Mettiamo caso che riceviate/inviate una serie di e-mail il cui titolo inizi con la stessa stringa, a mò di etichetta, per esempio: “[Pink News]“:
[Pink News] Puntata #1
[Pink News] Puntata #2
[Pink News] Puntata #3
[Pink News] Puntata #4
[Pink News] Bonus estate
…
Tutte queste e-mail (titolo + corpo) volete raggrupparle in un unico file di testo, proprio a mò di libro. Leggi il seguito di questo post »
Lo script mail2subjectslist.sh:
Vi siete mai chiesti quali sono le e-mail dal titolo più ricorrente nella vostra casella di posta? Oppure le e-mail che generano più risposte (replies)? Se sì, questo script vi solleticherà il palato. Leggi il seguito di questo post »
Su Linux, se con l’ottimo editor GEdit apri un file di testo e subito dopo lo modifichi con qualsiasi altro programma / processo, ti appare una simpatica tendina che ti notifica l’avvenuto cambiamento e ti chiede se vuoi ricaricare il file. Una funzione estremamente valida per chi scripta e programma come me, e di cui personalmente avevo bisogno da anni.
Peccato che gli editor di testo per Windows e Mac, le piattaforme che uso maggiormente, non la annoverino tra le features, e, in fase di testing, ogni volta che l’output testuale (txt, log, csv..) di un mio script o di un mio software cambia, devo chiudere e riaprire il file a mano come i primitivi per visualizzarne i cambiamenti.
A ragion veduta, quindi, per una volta si può decisamente affermare che:
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