[IT] Songbird al posto di iTunes? #1: Una panoramica degli addons più interessanti.

Luglio 1, 2008

Cos’è Songbird?

Songbird è un lettore multimediale multipiattaforma (ovvero potete usarlo su Windows, su Mac e su Linux), basato su una libreria (e non su playlists come Foobar o Winamp) e open-source, che prende apertamente spunto da iTunes ma che introduce qualche input innovativo molto interessante: uno fra tutti, la possibilità di espandere il programma tramite degli add-ons, esattamente come Mozilla Firefox (su cui Songbird si basa). Nonostante ancora gli sviluppatori siano pochi, vi è già un buon numero di estensioni interessanti disponibili, scaricabili direttamente dal sito ufficiale.

Quelle che vorrei segnalarvi in questa breve panoramica sono quelle che, in base alla mia esperienza in questo campo, ritengo più creative e originali, e che, se avete una grossa libreria da gestire, penso possano aiutarvi sensibilmente a godere/apprezzare/riscoprire la vostra musica. Al momento, Songbird non è completo come iTunes (daltronde ne è un clone), ma i miglioramenti di versione in versione si vedono; in più, se frequentate il loro forum e il loro canale IRC (#songbird su irc.mozilla.org …ci trovate anche me a volte ;-) ), potere proporre nuove funzioni che gradireste avere oppure segnalare bugs etc: gli sviluppatori sono molto gentili e disponibili :)
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[IT] Netlabel for Dummies #6: DownThemAll ti scarica tutte le releases con un click!

Giugno 28, 2008

DownThemAll è una meravigliosa, stupefacente, indispensabile estensione per Mozilla Firefox che ti permette con un click di mettere in download tutti i file con una determinata estensione (rar, zip, mp3, ogg e via dicendo) linkati nella pagina che state visitando.

Per installare DownThemAll, partite da questa pagina e quando richiesto riavviate Firefox.
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[IT] Tutorial: Come fare gli screenshots (o meglio: gli screencaps) dei filmati con VLC (Windows/Mac/Linux)

Giugno 4, 2008

Se usate VLC come player per i vostri filmati e vi serve lo screenshot di un’unica scena, basta che:

1. Mettiate in pausa la riproduzione nel punto che volete immortalare e che facciate Video->Schermata;

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[IT] Tutorial: come installare i driver NVIDIA su Mandriva 2008 (e godersi Compiz!) senza connesione internet

Novembre 12, 2007

Dalla macchina su cui lavoro con Mandriva Linux 2008, non ho purtroppo la possibilità di accedere ai repository e installare tutto il software che desidero automaticamente. Ciò mi comporta spesso parecchie limitazioni, che a volte però riesco a superare nonostante la mia condizione “offline”, come in questo caso.
Recentemente, ho avuto il piacere di testare il live dvd di Sabayon Linux 3.4, una distribuzione tutta italiana in vetta alle classifiche di DistroWatch e infarcita di software closed-source, e ho piacevolmente verificato come Compiz girasse senza nessun problema sulla mia macchina (un Toshiba M30 con scheda grafica Nvidia 5200Go con 32MB dedicati).
Non che Compiz sia un requisito fondamentale, ma non avendolo mai provato sulle mie macchine, sono rimasto decisamente sorpreso dalla sua giocosità: starei ore a muovere quelle tenere finestre gommose :D
*Coff coff* ma non divaghiamo! :D

Inizialmente, volevo installarla al posto di Mandriva, anche se un bug nel processo di installazione (che puntualmente si verificava al 79% dela procedura) e il fatto che sia un one-man project (= tendente all’abandonware quando termina l’entusiasmo iniziale, anche se non glielo auguro vista la bontà del progetto), mi ha fatto desistere nell’intento. Ho quindi optato per l’installazione dei driver proprietari NVIDIA sulla mia Mandriva 2008, che di default installa dei driver open-source senza supporto per l’OpenGL, almeno per la mia scheda (e come saprete, no OpenGL, no Compiz).
Ora, pur essendo il dvd di installazione di Mandriva abbastanza fornito di software (= non c’è necessita di repository e connessione ad internet => metà dei motivi per cui la adoro dai tempi di Mandrake 9.1), non fornisce i driver ATI e NVIDIA proprietari, che invece sono presenti nella versione a pagamento.
Quindi, se li volete: o sborsate i quattrini per la Powerpack (anche se non sono tanti, vista l’usabilità, la stabilità e la semplicità di Mandriva) o vi arrangiate da voi. Io, al momento, ho optato per la seconda via :-)

Di seguito, quindi, per tutti i “tirchi” in ascolto, riporto un breve tutorial su come installare i driver NVIDIA senza connesione internet su Mandriva 2008, presupponendo che abbiate sottomano:
- il dvd di installazione di Mandriva (da usare come repository per installare alcuni pacchetti non installati di default);
- il pacchetto di driver NVIDIA, scaricabile gratuitamente dall’url [1] (al momento in cui scrivo, il pacchetto si chiama: NVIDIA-Linux-x86-100.14.23-pkg1.run);
-8 minuti di pazienza :-)

Procedura:
1. Fate il boot e accedete al vostro desktop environment (nel mio caso Gnome);
2. copiate sul desktop il pacchetto driver NVIDIA, rendendolo accessibile al seguente path: “/home/<vostro nome utente>/Scrivania/”;
3. inserite il dvd di installazione di Mandriva;
4. aprite il “Centro di Controllo di Mandriva Linux” -> password di root -> Gestione Software e installate i pacchetti: “DKMS”, “binutils” e “gcc” dal dvd;
5. rimuovete il dvd dall’unità ottica e riavviate la macchina;
6. quando vi appare la schermata di Grub, cliccate su “Mandriva Linux 2008 (safe mode)” e appena vi appare il prompt, digitate “init 3″ (l’initlevel richiesto dai driver; di default in modalità safe è 1);
7. trasformatevi magicamente in root (”su root” -> password di root);
8. andate nella cartella in cui risiede il pacchetto NVIDIA (nel caso in cui l’abbiate salvato sul desktop, digitate: “cd /home/<vostro nome utente>/Scrivania”);
9. ora digitate: “sh NVIDIA-Linux-x86-100.14.23-pkg1.run” (o “NVIDIA” -> tasto Tab, così da sfruttare la simpatica funzione di autocompletamento della Bash :-D);
10. seguite le istruzioni a schermo: non essendoci, almeno nella versione che ho usato io, un’interfaccia adatta al kernel di Mandriva, il pacchetto ne compilerà una appositamente (ecco perchè era necessario “gcc” :D);
11. se tutto è andato per il meglio, il processo di installazione avrà esito positivo;
12. riavviate (”shutdown -r now”), rientrate nel vostro desktop environment e re-inserite il dvd di installazione;
13. riaprite il “Centro di Controllo di Mandriva Linux” -> Hardware -> Configura effetti ambiente 3D -> Compiz: vi apparirà una finestra in cui vi si chiede se volete installare i pacchetti appositi, cliccate OK;
14. fate il logout e il login;
15. tenendo premuto CTRL e ALT, draggate il mouse lungo lo schermo: se vi appare un tenerissimo cubo, voilà, ecco Compiz attivato e pronto all’uso :-D

mandriva2008_and_compiz-finestra_gommosa.jpg

Buon divertimento (a me e a voi) :D

Links:
[1] NVIDIA Linux Drivers Download Page: http://www.nvidia.it/object/linux_display_ia32_100.14.23_it.html

[eldino]


[IT] Come taggare i brani: un vademecum essenziale per gestori di netlabels

Ottobre 8, 2007

Negli ultimi 3-4 anni ho scaricato, ascoltato, ordinato ed archiviato numerosi GBs di musica di netlabel [1] ed, essendo una persona maniacalmente precisa e con una forte tendenza verso la bellezza insita nell’ordine, ho accumulato una notevola esperienza nel campo del tagging dei file audio, pratica di cui la maggior parte delle netlabel non sembra curarsi.
Per i meno tecnici, quando parlo di “tagging” mi riferisco all’inserimento di tutte quelle informazioni (artista, titolo della canzone, titolo dell’album etc..) che possono essere salvate all’interno di un file musicale (mp3 [2] o altro formato audio), in modo da accompagnarlo nel suo viaggio nei meandri della Rete e dei nostri iPods. Queste informazioni sono fondamentali, in quanto ci vengono mostrate mentre ascoltiamo i brani. Un brano senza tags corretti è, a mio dire, come un libro a cui sia stata estirpata od omessa la copertina: possiamo leggerne il contenuto ma non sapremmo mai chi l’ha scritto, come si intitola, chi l’ha pubblicato, in che anno è uscito etc, almeno non a colpo d’occhio. Semplicemente abominevole ed antiestetico. Penso che se amate davvero la musica in formato digitale, non potete convivere con tags incorretti o assenti.

Ho deciso di scrivere questo piccolo ma essenziale vademecum per i gestori delle varie netlabels che ancora non hanno ben compreso l’importanza dei tags, e purtroppo sono parecchi. Certo, potrete sicuramente continuare a distribuire i vostri brani nella forma “Track01.mp3, Track02.mp3″ etc o nella forma “titolotraccia06.mp3″, “titolotraccia03.mp3″ etc, e sicuramente nessuno si lamenterà, ma la musica che proponete, per quanto gratuita e di buona qualità, sarà sempre e comunque un qualcosa di incompleto ed impreciso. Se invece volete migliorare il vostro progetto, allora continuate a leggere :-)

Ecco i miei consigli:

1.
Importate tutti i brani in un lettore/gestore multimediale che vi permetta una visione d’insieme ed una gestione avanzata delle vostre releases, in modo da farvi rendere conto subito e senza errori di ciò che non va prima di uploadare la vostra ultima uscita sul sito della vostra netlabel. Una netlabel è basata sul concetto di release e ciò dovete averlo sempre in mente quando producete un album o un ep di un nuovo artista emergente. Ogni pubblicazione, prima di essere singolo, album o ep è una release, cioè è caratterizzata da un codice cronologico che ne permette la rapida ed univoca identificazione da parte dei vostri utenti. E ciò vi sarà più chiaro man mano che il vostro catalogo di releases crescerà e man mano che nasceranno sempre più netlabels.
A tale scopo potete usare svariati software, tra cui i seguenti freeware/open source:
- iTunes (Windows/Mac) [3]: stabile, semplicissimo da usare, supporta a pieno il “batch tagging” [4] e vi permette di embeddare anche testi e copertine; l’ideale per netlabel che rilasciano musica solo in mp3; se invece rilasciate anche/solo in altri formati audio (Ogg, FLAC) guardate altrove, perchè iTunes non li supporta.
- MusikCube (Windows) [5], sulla falsariga di iTunes (come tutti i software nella categoria “lettore/gestore multimediale” del resto), ma molto più veloce nel caricamento/salvataggio di grandi librerie musicali, in quanto utilizza un database SQLite come backend invece che un file XML come fa iTunes; consigliato se disponete di un computer vecchio o di un catalogo ricco o di entrambi; supporta moltissimi formati audio; originale ed efficace la funzione “Auto-Capitalizing” che permette di sistemare alcuni problemi di tagging automaticamente (es. trasfomare “ARTISTA” nel più corretto “Artista” con un click); musikCube è dotato anche di una comoda funzione per ricavare alcuni tags dal nome del file senza che voi digitiate niente.
- Amarok (Linux): supporta molteplici formati audio, però solo tramite il download di appositi codecs a parte, Linux-style; ha un supporto delle copertine penoso e non supporta il batch tagging, il che rende estremamente frustrante taggare anche solo 2-3 album; da usare se non avete a disposizione di meglio.
….e svariati altri, tra cui: Rhythmbox (Linux), Listen (Linux), Songbird (Windows/Mac/Linux) etc.

Al limite, in condizioni di emergenza, potete anche utilizzare la funzione “Visualizza per Dettagli” di Windows XP, anche se funziona solo nel caso in cui gli mp3 (niente Ogg o FLAC) risiedano nella stessa cartella e su un hard disk (per ovvi motivi prestazionali).

2.
Strutturate il tag “Album” nella seguente forma: “[codice_release] TitoloAlbum” (es. “[THN118] Thinner Compilation Vol 223″ ), in modo tale che, ordinando tutte le release per “Album”, le vediate elencate contemporaneamente in ordine alfabetico per netlabel e in ordine cronologico per release, oltre ovviamente a fornire all’utente un’idea chiara di quale release si sta ascoltando al momento. Taggando le release solo con il titolo dell’album le rendereste solo album separati, senza un reale filo conduttore tra loro, e ciò non è conforme al concetto di netlabel come aggregatore di produzioni musicali gratuite.

some_releases_sorted_by_album.png

Gli utenti che gestiscono la loro musica con i lettori elencati sopra o simili, apprezzeranno particolarmente questo approccio.

3.
Fate in modo che la precisione adoperata nel tagging dei vostri mp3 sia presente anche nei nomi dei file.
Per esperienza, posso affermare con certezza che, nel caso delle release delle netlabel, lo schema di rinomina più efficace è il seguente:

[codicerelease]_numerotraccia_nomeartista_-_titolobrano.mp3

(es. [THN030]_MrOighto_-_03_-_FatBit.mp3). L’uso di “[",  "]” e “_” (al posto degli spazi) è a vostra discrezione, ovviamente. Se decidete di usare le parentesi, usate le quadre e non le tonde, che vengono convenzionalmente adoperate in caso di remix (es. “Micheal Balls - Penis (Vagina DeepHouse remix)”).
Nelle sue caratteristiche fondamentali questo schema è il migliore, perchè l”utente potrà tranquillamente scaricare tutte le release nella stessa cartella (es. “Musica/Thinner”) senza effettuare una suddivisione in sottocartelle (es. “Musica/Thinner/THN001″, “Musica/Thinner/THN002″ etc), e ciò non causerà alcun disordine: i brani, infatti, resteranno ordinati per release in ordine cronologico automagicamente; se, invece, usassimo uno schema che non preveda il “codicerelease” all’inizio, si creerebbe solo una cartella piena di file allo stato brado, senza nessun senso.

Se usassimo lo schema (abbastanza comune):

[codicerelease]_nomeartista_-_numerotraccia_-_titolobrano.mp3

avremmo releases ordinate ottimamente nel caso di album/EP dello stesso artista ma releases sballate nel caso di compilations, perchè verrebbero ordinate in ogni sistema operativo per artista (sbagliato!) invece che per numero di traccia (corretto!); potreste anche omettere il nome dell’artista dal primo schema senza problemi, ma io vi consiglio di metterlo, in modo tale che l’utente, facendo una ricerca per l’artista “x” nel suo sistema operativo, possa ottenere in un lampo tutti gli mp3 da lui composti; anche avendo tutti i tag corretti, tale risultato non potrebbe essere ottenuto altrimenti, perchè allo stato attuale nessuna funzione di ricerca dei moderni sistemi operativi è capace di includere tra le fonti di ricerca anche i tag ID3.

Dopo aver taggato correttamente i file musicali, vi sono dei software capaci di rinominarli secondo uno schema che fissate voi una volta sola. Vi consiglio caldamente di adoperarne qualcuno, perchè semplificano di gran lunga il lavoro.. non vorrete rinominare gli mp3 uno ad uno vero? Per tale scopo vi consiglio di provare i seguenti freeware:
- TagScanner (Windows) [6]: rinomina i file mp3 e ogg in maniera eccezionale, oltre ad avere tante altre funzioni; consigliatissimo!
- Tritag (Mac) [7]: non ai livelli di Tagscanner, ma rappresenta i migliore programma gratuito di questo genere tra i pochissimi disponibili per Mac OS X; rinomina solo mp3.

Happy tagging :-)

Links/Approfondimenti:
[1] L’esatto numero di GBs aggiornato lo trovate alla pagina “eldino’s Netlabel Music Meter” (http://eldino.wordpress.com/my-netlabel-music-meter/).
[2] I tag dei file mp3 sono detti, in gergo tecnico “Tag ID3″: http://it.wikipedia.org/wiki/ID3_tag
[3] iTunes: http://www.apple.com/it/itunes/
[4] Per “batch tagging” si intende la possibilità di selezionare tutti i brani di una stessa release e di digitare il nome dell’album, dell’artista ed altri tag comuni una sola volta. Indispensabile.
[5] musikCube: http://www.musikcube.com/page/main
[6] Tagscanner: http://www.xdlab.ru/en/index.htm
[7] Tritag: http://www.feedface.com/software/tritag.html

[eldino]


[EN] How-to tag songs: some essential guide-lines for netlabels owners

Ottobre 8, 2007

In the last 3-4 years I have downloaded, listened to, managed and collected several GBs of netlabel music [1] and, since I am a maniacally accurate person with a strong passion for the beauty in the order of things, I collected a really big experience about audio files tagging, stuff that the biggest number of netlabels apparently don’t care about.
For the non-techie people, when I talk about “tagging“, I refer to all those informations (artist name, song title, album title etc..) that can be embedded into the audio files (mp3 [2] or other formats). These infos are fundamental, because they are showed to us when we listen to the songs. A song in digital form without right tags is like a book without cover: we can read the contents, but we’ll never know who has wrote it, how’s titled, who published it etc. Simply odd and anti-aesthetic. I think that if you really love the music in digital format, you can’t live with wrong or absent tags.

I decided to write these brief and essential guide-lines for those netlabels owners who don’t have well understood the importance of tags, and unluckily they are many. Sure, you could keep sharing your songs in the following forms “Track01.mp3, Track02.mp3″ etc or “tracktitle06.mp3″, “tracktitle03.mp3″ etc, but the music you distribute, also if it’s free and of good quality, will be ever an incomplete product. But if you desire to improve your netlabel, please keep reading this post :-)

My tricks are the following ones:

1.
Import all your releases into a multimedia player/manager that gives you a general view of your catalogue and some advanced administration capabilities too, so you will know (immediately and without mistakes!) what’s wrong before uploading your last release to your website. A netlabel is based on the concept of “release” and you have to always keep it clear on mind when you work on every album or ep made by a new artist. Every release, before being a single, an album or an ep, is a release, that means that it’s characterized by a chronological “release code“: this kind of code makes possible to your users to univocally identify every release.
You will better understand this concept when your catalogue will be bigger enough.
To accomplish this objective, you can use many software; the following ones are all good freeware/open source choices:

- iTunes (Windows/Mac) [3]: it rarely crashes, very easy to use, it fully supports the “batch tagging” [4] and the lyrics/covers embedding features; it’s the best choice for netlabel that release only mp3 tracks; if you share music also/only in other formats (Ogg, FLAC), go ahead because iTunes doens’t support them.
- MusikCube (Windows) [5], on the iTunes-clones bandwagon like every other music player/manager, but it’s faster with big libraries because of the SQLite backend instead of XML-based backend seen in iTunes; I suggest it if you have a slow machine or a big catalogue to manage or both; it supports many audio formats; it has a nice and useful “Auto-Capitalizing” function that can fix for you some tags (es. “ARTIST” to “Artist” with one click); musikCube can retrieve automatically tags from the filename (using a custom mask).
- Amarok (Linux): it supports several audio formats, but only if you download some thirdy-part codecs before, Linux-style; it has a shitty cover support and it doesn’t support the batch tagging, so it will make tedious also tagging just 2-3 albums; use Amarok only if you have anything better to use.
…..and many more, such as: Rhythmbox (Linux), Listen (Linux), Songbird (Windows/Mac/Linux) etc.

In  emergency conditions, you can use also the “View Details” function inside Windows XP, but it works only with mp3s saved in the same folder and on a hard disk (no optical medias).

2.
Use the following tagging scheme for the “Album” tag:  “[release_code] TitoloAlbum” (ex. “[THN118] Thinner Compilation Vol 223″ ), so, sorting all the releases by “Album” tag, your player will sort them alphabetically for netlabel (ex. [APL022], [ES030], [THN087]..) and chronologically for release (es. [THN001], [THN002]…). And last but no least, the listener will get the exact idea of what kind of release he/she’s listening to. If you tag your relases just with Album title, you will create a bunch of albums without anything that link’em each others, and this is not what netlabels stand for. Netlabels collect albums and link’em under the concept of “release”. A release is not just an album, but it’s an album with a release code between other albums with release codes. Do you see the difference? :-)

some_releases_sorted_by_album.png

The users of those players/managers will appreciate very much this approach.

3.
Be precise both with tags and filenames. Tags infos must be an “extended versions” of the songs filenames.
For experience, I can say for sure, that the most effective renaming scheme is the following one:

[releasecode]_tracknumber_artist_-_trackname.mp3

(ex. [THN030]_MrOighto_-_03_-_FatBit.mp3). Be free to use spaces instead of “_” (underscores), but don’t use “(” and “)” instead of “[" and  "]“, because the curved parehteses are commonly used for remixes (ex. “Micheal Balls - Penis (Vagina DeepHouse remix)”).
This scheme is the best one, because make the user free to put all the songs in the same folder without creating a caotic condition made of random songs sorted in random order. So he/she can save with tranquillity all the songs into the same folder (ex. “Music/Thinner”) without spreading them in subfolders (ex. “Music/Thinner/THN001″, “Music/Thinner/THN002″ etc). Cool, uhuh? :D

Using the following and common scheme:

[releasecode]_artist_-_tracknumber_-_trackname.mp3

we’ll get greatly sorted releases in the case of albums/EPs by the same artist, but shitty sorted releases in the case of compilations, because every OS will sort them for artist (wrong!) instead of tracknumber (right!): you could delete the artistname from the scheme without any problem, but I suggest to keep it there, so users can search for artists names using the every OS built-in search function.
Current OSes don’t search inside tags, so the first filename renaming process is the way to go.

There are nice softwares able to batch-rename your files starting from the tags and a renaming-scheme you set once a time.
I suggest to install and use one of these software, because they really semplify your work.
The ones I suggest you are the following freewares:
- TagScanner (Windows) [6]: it renames mp3 and ogg files in a perfect way, and it has many other functions: a must have!
- Tritag (Mac) [7]: this is not great like TagScanner but it represents the best freeware software of this kind available for Mac OS X; it renames only mp3s.

Happy tagging :-)

Links:
[1] If you want to know the exact number of GBs, look at: “eldino’s Netlabel Music Meter” (http://eldino.wordpress.com/my-netlabel-music-meter/).
[2] Mp3 tags are technically called “ID3 Tags”: http://it.wikipedia.org/wiki/ID3_tag
[3] iTunes: http://www.apple.com/it/itunes/
[4] The “batch tagging” is an useful function that permits you to select all the songs of an album and to digit the artist name, the album title etc just one time and save them to all the files. Fundamental.
[5] musikCube: http://www.musikcube.com/page/main
[6] Tagscanner : http://www.xdlab.ru/en/index.htm
[7] Tritag: http://www.feedface.com/software/tritag.html

[eldino]


[EN] Linux and the Theory of the “Good Enough”

Settembre 20, 2007

Before being a blogger and a computer fan, I’m a reader. I read a lot of stuff, using daily my browser (Firefox) and my RSS client (Vienna, for Mac only), or buying (old-skool style) monthly some magazines. I think that only if you read things, you can write (and create) good things yourself. And of course, having some good ideas. One of the most interesting features of Internet nowadays, at least for me, it’s that you can choice the news and the sources you like more. You can do your newspaper yourself, taking some news from blog “A”, some lines from site “B”, some comments from forum “C” etc. This is wonderful :) Expecially when the topics that make you wet are not made by stuff you can easily find outside the web.

One of the many (184 at the moment!) RSS feeds I daily update is provided by Des Traynors blog (http://feeds.feedburner.com/destraynor).
In one of his latest posts, titled “You can’t stop at Good Enough” (http://www.destraynor.com/serendipity/index.php?/archives/155-You-cant-stop-at-Good-Enough.html), the blogger talks about Firefox and about the comments he got from Digg community for his story titled “9 suggested improvements for Mozilla Firefox”.

I use Firefox, pimped with some great extensions I couldn’t live without, on my Mac on daily basis and the only feature I’d really like to have is a drastic memory and cpu usage improvement: Firefox sucks too many resources on Mac! By the way, I don’t want to talk about Firefox, because I mostly agree with Des Treynors. What i’d like to point you to is this little extract from the post I talked about above. We talk about software usability, so dear noobs, it’s nothing to do with the Flip 3D function inside Windows Vista :-)

Des Traynors says:
“This last group of people, the “these are only minor improvements, already available through plug-ins” group are the ones that just don’t understand that usability is a game of inches. I’ll start a war by saying this, but these people are the reason why an awful lot of open source software is shit. They create a tolerance of things that are “good enough”. The iPod Mini was good enough in August 2005. In fact it was the fastest selling music player that year, and probably would have remained in that position for another year. What did Apple do with it? They retired it and released something that was far better. If you stop at “Good enough”, you’re leaving a big fat “insert better product here” sign above your head. Someday that product will come along and you’ll be wondering where it all went wrong. Every tiny improvement that you don’t make forms a checklist for your competitors. Once that checklist is long enough, you better believe that your days are numbered. You will lose your market share, one user at a time.”

I think he said all :-) Open Source software needs to go over the “it works!” or “it’s good enough!” states if it wants to be a real alternative to commercial software. Most open source software must be improved on three aspects:
- performances, because open source software is not intended to make hardware vendors richer (like one commercial OS and many commercial software do); open source software is by the side of users, so it has to maximize the users’s productivity also on slower machines, thing that already but partially it does;
- graphical user interface, because actually the 90% of open source software GUIs are just unusable and ugly shits, with duplicate menus and misplaced buttons (see Amarok, the dumbest GUI ever, or GIMP);
- usability, because it matters! and it makes software nicer to use; commercial softwarehouses add tons of useless functions to every new version of their softwares, often hiding or making highly reacheable the functions we need (see Microsoft Office), because they have to attract consumers and sell tons of copies to live; open source developers don’t have this necessity, so they might focus on the few really needed functions and improve them to the max level!; then they can add new functions.

If developers will follow these guidelines, open source software will win :-)

[eldino]


[IT] Linux e la Teoria dell’Abbastanza Buono

Settembre 20, 2007

Prima di essere un blogger e un appassionato di computer, sono un lettore. Leggo un sacco di roba ogni giorno, usando il mio browser preferito (Firefox) e il mio client RSS (Vienna, solo per Mac), o acquistando in edicola alcune riviste mensili. Sono convinto che solo leggendo molto, puoi creare e scrivere qualcosa di buono. E ovviamente avere delle buone idee. Una delle cose più interessanti di Internet al giorno d’oggi, almeno per me, è che puoi scegliere le notizie e le fonti che preferisci. Puoi crearti il tuo giornale da solo, prendendo alcune notizie dal blog “A”, altre notizie dal sito “B”, alcuni commenti dal forum “C” etc. Tutto ciò è meraviglioso :-) Specialmente quando gli argomenti di cui ti interessi non sono esattamente facili da trovare al di fuori del web.

Uno dei molti feed RSS (al momento il mio client ne conta 184!) che aggiorno quotidianamente è quello del blog di Des Traynors (http://feeds.feedburner.com/destraynor).
In uno dei suoi ultimi posts, dal titolo: “You can’t stop at Good Enough” [tradotto: "Non potete fermarvi all'Abbastanza Buono"] (http://www.destraynor.com/serendipity/index.php?/archives/155-You-cant-stop-at-Good-Enough.html), il blogger parla di Firefox e dei commenti che ha ricevuto dalla comunità di Digg per il suo post dal titolo “9 Suggested Improvements for Mozilla Firefox” [tradotto: "9 Migliorie Consigliate per Mozilla Firefox"].

Uso Firefox, pimpato con alcune indispensabili estensioni senza le quali non saprei vivere, sul mio Mac giornalmente e l’unica caratteristica che davvero vorrei è un drastico miglioramento dell’utilizzo della memoria e della CPU: Firefox è proprio uno sprecone di risorse su piattaforma Apple!
Comunque sia, non voglio parlare di Firefox, perchè sono pressochè daccordo con Des Traynors. Ciò su cui vorrei focalizzare la vostra attenzione è un piccolo estratto del sopracitato post. Parliamo di usabilità del software, cari piccoli niubbi, quindi niente a che vedere con la funzione Flip 3D fornita dal vostro Windows VIsta :-)

Des Traynors scrive [traduzione di eldino]:
“Quest’ultimo gruppo di persone, convinte che “queste sono solo piccole migliorie, già disponibili tramite plug-ins” sono quelli che semplicemente non capiscono che l’usabilità è una questione di dettagli. Inizierò sicuramente una guerra con queste affermazioni, ma questa gente è proprio la ragione per la quale un enorme numero di software open source è una merda. Queste persone sono i sostenitori della cosiddetta Teoria dell’Abbastanza Buono.
L’iPod Mini era “abbastanza buono” nell’Agosto 2005. Infatti, è stato il lettore musicale più venduto in quell’anno, e probabilmente lo sarebbe restato per almeno un altro anno. Cosa fece però Apple? Lo ritirarò e fece uscire sul mercato qualcosa che era enormemente migliore [nota di eldino: si riferisce all'iPod Nano di prima generazione, Settembre 2005, che introduceva un design estremamente sottile, 2-4GB di memoria flash, un schermo a colori e la possibilità di vedere le copertine delle canzoni e leggerne i testi, se presenti]. Se ti fermi all’Abbastanza Buono, lasci un grosso e lampeggiante “Inserisci qui un prodotto migliore” sopra la tua testa.
Un giorno quel “prodotto migliore” arriverà e tu perderai il tuo tempo a capire cosa è andato storto. Ogni piccola miglioria che tu non fai va ad arricchire la lista delle cose da fare dei tuoi avversari. Quando questa lista sarà abbastanza lunga, i toui giorni sono contati. Perderai quote di mercato, un utente dopo l’altro.”

Penso che Des Traynors abbia detto tutto :-) Il software open source, se davvero vuole rappresentare un’alternativa concreta al software commerciale (e quindi, superarne le quote di mercato), deve superare gli atteggiamenti attuali, quelli cioè del “Funzionaa!!” o del, richiamandomi al titolo del post, “E’ abbastanza buono così.”
La maggior parte del software open source deve essere migliorato sotto tre aspetti:
- performance, perchè il software open source non è inteso per rendere ancora più ricchi i produttori di hardware, al contrario di un noto sistema operativo e di molti applicativi commerciali; il software open source è dalla parte degli utenti, quindi deve massimizzare la produttività degli utenti anche sulle macchine più vecchie, cosa che comunque parzialmente fa;
- interfaccia utente, perchè attualmente il 90% delle GUI dei software open source sono semplicemente delle inutilizzabili e antiestetiche, con menu duplicati e bottoni situati nei posti sbagliati (come Amarok o GIMP, tanto per fare due esempi);
- usabilità, perchè è importante cazzo! E rende il software più facile da utilizzare; le software house commerciali aggiungono tonnellate di funzioni inutili in ogni nuova versione dei loro programmi, spesso nascondendo o rendendo difficilmente raggiungibili le funzioni di cui abbiamo davvero bisogno (vedi Microsoft Office), perchè devono attrarre consumatori e vendere copie su copie per sopravvivere; gli sviluppatori open source, invece, non hanno questa necessità, quindi dovrebbero focalizzarsi sulle poche funzioni davvero necessarie e migliorarle al massimo; solo dopo aver fatto ciò, dovrebbero aggiungere nuove funzioni.

Se curerà questi aspetti, il software open source vincerà :-)

[eldino]


[IT] LIRC: ecco perchè il software commerciale per Linux può avere successo

Luglio 9, 2007

Gli sviluppatori di alcuni programmi commerciali quali Nero (http://www.trackback.it/articolo/nero-3-su-linux-non-sara-open-source-ma-fa-il-suo-dovere-egregiamente/1043/) o il database di Sybase (http://oknotizie.alice.it/go.php?us=29a15811f88951f8) hanno recentemente annunciato una versione per Linux, rispettivamente Nero 3 (24,99 $) e ASE Express Edition for Linux (gratuito ma limitato), entrambi (previdibilmente)
closed-source. Ma non è di codice sorgente che voglio parlare.
Nell’articolo, evidentemente critico, a cura di Doxaliber, dal titolo “Sybase realizza un database gratuito per Linux” (http://oknotizie.alice.it/go.php?us=29a15811f88951f8), si legge:

“A cosa serve quindi un database commerciale per Linux se si dispone di software come PostgreSQL e Mysql? Allo stesso modo a cosa serve un programma commerciale di masterizzazione come Nero quando da tempo esistono validissime (e forse migliori) alternative come ad esempio K3b? La risposta è semplice: a niente.”

Queste sono affermazioni con cui mi trovo in profondo disaccordo e vi spiego il perchè. Sicuramente k3b è un’ottima, se non migliore, alternativa a Nero, ma non perchè è open-source, gratuito o quant’altro, ma esclusivamente perchè i suoi sviluppatori hanno dato pari importanza sia alle funzioni che all’usabilità.

L’usabilità è un fattore chiave per il successo di Linux in campo desktop, ma ancora molti sembrano non averlo capito.
Ciò, a mio parere, dipende dal fatto che non vi è concorrenza tra i produttori di software libero. Sia nel mondo Windows che nel mondo Mac è la forte concorrenza tra le software house che favorisce il progresso del software. Dal momento che devono convincere più gente possibile ad acquistare i propri prodotti e a continuare a farlo nel tempo, le software house tendono a migliorare, oltre che le funzioni, l’usabilità del prodotto. Per usabilità, se non l’aveste capito, intendo la semplicità con cui anche l’utente “più distratto”, riesca a raggiungere l’obiettivo che si è prefissato installando ed eseguendo sul suo computer quel determinato programma (es. impaginare un documento, ritoccare un’immagine, convertire un dvd in divx etc…). Un software che funziona male o che produce un output di qualità non eccelsa, ma che è semplice da usare, venderà sicuramente molto di più rispetto ad un software che fa la stessa cosa, magari meglio, ma ha un’usabilità penosa. L’utente paga (giustamente!) per avere un prodotto che faccia quello che desidera nel minor tempo possibile e con il minimo sforzo da parte sua.
Per Linux, al contrario di ciò che affermano alcuni suoi detrattori mal informati, vi è una quantità enorme di software per ogni esigenza. E’ oltremodo affascinante quanto software open-source ci sia in giro. Il problema, però, è che la maggior parte di esso non considera affatto l’usabilità o non fa sufficienti sforzi in tal senso.
Prendiamo LIRC (http://www.lirc.org). In due parole, LIRC è un software capace di far funzionare qualsiasi telecomando ad infrarossi (i telecomandi supportati sono centinaia!) con il vostro pc, ovviamente se dotato di opportuno ricevitore. Se avete mai provato a farlo funzionare, saprete che non è cosa per tutti, nonostante il manuale e i numerosi tutorial in giro sulla Rete. Ma daltronde, l’altra faccia della medaglia del software libero è appunto questa: “Se ti piace il nostro prodotto, usalo, è gratuito e sempre lo sarà, e tu sarai sempre un utente libero. Se non ti piace, perchè magari non riesci a farlo funzionare, sei altrettanto libero… di andartene affanculo!”.

E spesso gli utenti normali scelgono la seconda strada e comprano un kit telecomando + ricevitore wireless + software proprietario a 35€, e in un paio di minuti sono già lì che controllano le proprie applicazioni (spesso solo quelle per piattaforma Windows, ma che importa) carinamente sdraiati sul divano. Magari il kit appena descritto non sarà il massimo, non avrà tutti i tasti e le funzioni ad essi associabili del grosso telecomando che usiamo per il televisore, ci occupa una porta USB invece che permetterci di sfruttare la porta IRDA del nostro notebook, e dulcis in fundo ci è costato ben 35€, ma che importa, funziona, è semplice da usare e va bene così.

Ecco perchè il software commerciale può funzionare su Linux. Perchè spesso chi lo produce sa cosa cercano i clienti e glielo offre in cambio di denaro. Sicuramente LIRC a livello tecnico sarà molto ben fatto rispetto al driverino proprietario in dotazione col telecomando del kit di cui sopra, ma non offre la stessa usabilità e la stessa semplicità d’uso, e quindi l’utente gli sfugge, cercando altri lidi in cui approdare. Usando LIRC potresti ottenere il tuo scopo senza spendere un centesimo, riutilizzando l’hardware in tuo possesso, ma la procedura di configurazione, per così dire, “ostica” taglia fuori l’80% degli utenti possibili. Se LIRC fosse dotato di un semplice wizard di configurazione in 4 passi (della serie: “Avanti -> Avanti -> Avanti -> Fine”), molti più utenti lo utilizzerebbero. Ma putroppo non è così, e quindi, se domani, venisse immesso sul mercato, un software (closed-source) come LIRC ma maggiormente usabile, sicuramente venderebbe parecchie copie.
In conclusione, penso che la libertà, il free software e l’open-source siano belle teorie, ma non si campa solo di aria. Fin quando i programmatori non cominceranno a vedere le cose sotto l’ottica dell’utente comune, Linux resterà una realtà di nicchia. E’ vero, sarebbe un peccato, visto la qualità di alcuni progetti open-source (GNOME, Eclipse, OpenOffice.org…) ma daltronde quante persone sono disposte a rinunciare al proprio, semplice, videoregistratore da 100€ per un’altro videoregistratore, gratuito, ma che preveda prima di ogni “Play” ore di letture preliminari di manuali ed un “grezzo” configure-make-make install??

Webbografia:
“Nero 3 su Linux - Non sarà OpenSource ma fa il suo dovere egregiamente” (http://www.trackback.it/articolo/nero-3-su-linux-non-sara-open-source-ma-fa-il-suo-dovere-egregiamente/1043/)
“Sybase realizza un database gratuito per Linux (http://oknotizie.alice.it/go.php?us=29a15811f88951f8)”
“There Is No Grand Theory of Usability” (http://www.osnews.com/story.php/18134/There-Is-No-Grand-Theory-of-Usability/)

[eldino]


[IT] Automatizzare il download del pdf giornaliero di “Affari Italiani” (Mac OS X / Linux)

Luglio 5, 2007

1. Introduzione
Al giorno d’oggi un collegamento ad Internet ci offre la possibilità di tenerci informati gratuitamente su qualsiasi argomento.
Possiamo ottenere le notizie che ci interessano in molti modi, tra cui:
* manualmente, visitando con il nostro browser preferito siti quali Google News (http://news.google.it), La Repubblica (http://www.repubblica.it/), Digg (http://www.digg.com), Punto Informatico (http://www.punto-informatico.it/), Macitynet (http://www.macitynet.it/macity/) e innumerevoli altri;
* automaticamente, tramite Feed RSS (http://it.wikipedia.org/wiki/RSS): basta iscriversi ai feed dei siti/blog di interesse e dopo ogni tot di tempo il nostro client RSS preferito scaricherà le ultime notizie disponibili, senza nessuno sforzo da parte nostra.

Oltre alle notizie del tipo “testo+immagine”, possiamo accedere gratuitamente ad una serie di altri contenuti informativi di tipo multimediale (audio, video…), ad esempio iscrivendoci ai Podcasts (http://it.wikipedia.org/wiki/Podcast), Vidcasts (=video podcasts) visitando quotidianamente Youtube (http://www.youtube.com) o Google Video (http://video.google.it/), consultando i forum etc..
Da molti siti è possibile scaricare o salvare i contenuti (in maniera più o meno semplice) sul nostro computer, per poi fruirne quando più ci aggrada, ed eventualmente anche su un dispositivo differente: ad esempio, un video in formato MP4 può essere trasferito su un iPod Video o su una Sony PSP o su uno smartphone e fruito ovunque, in libertà.

2. Affari Italiani e software richiesto (per Mac OS X)
Il sito Libero.it (http://www.libero.it) pubblica ogni giorno, dal lunedì al venerdì e dopo le 17, un piccolo magazine di 2 pagine in formato PDF con tutte le principali news del giorno più qualche gossip.

ai_2007_07_04.jpg

Per scaricarlo ogni giorno, teoricamente dovrei:
* Aprire una nuova scheda nel mio browser;
* Selezionare il link dai miei preferiti;
* Aspettare il caricamento della pagina;
* Salvare il pdf odierno nella cartella giusta;
* Chiudere la scheda;

..senza considerare che ogni giorno dovrei ricordarmi di fare tutto ciò!Troppa fatica =) I computer sono fatti per agevolarci il lavoro e allora ho pensato di automatizzare tutto il procedimento tramite script, in modo da riuscire a salvare il pdf odierno di “Affari Italiani” in 2 semplici click (realmente due, non così per dire).
Per raggiungere il mio obiettivo ho utilizzato:
* un editor di testo, in particolare l’ottimo Smultron (http://smultron.sourceforge.net) per Mac OS X;
* un po’ di sano scripting in Bash (http://it.wikipedia.org/wiki/Bash);
* Automator (http://it.wikipedia.org/wiki/Automator), per l’interfaccia grafica;
* Photoshop, per completare l’opera, dotando il workflow finale di un icona personalizzata, che potete vedere in tutto il suo splendore nel mio Dock, raffigurato nell’immagine che fa da header a questo blog.

3. Lo script in Bash
Come dicevo, “Affari Italiani” esce per 5 giorni alla settimana (dal lunedì al venerdì), dopo le 17. Il link ad ogni numero è dato dal seguente schema sintattico:

http://newsletter.libero.it/cinqueallecinque/AI_AAAA_MM_GG.pdf

dove “AAAA” è l’anno, “MM” è il mese e “GG” è il giorno.
Ad esempio, il link al numero di oggi è: http://newsletter.libero.it/cinqueallecinque/AI_2007_07_05.pdf.
Partendo da queste osservazioni, ho scritto il seguente script in Bash, che:
* ottiene la data di oggi;
* se oggi è Sabato o Domenica, appare sullo schermo il seguente messaggio “Oggi Affari Italiani non viene publicato!” e lo script termina;
* se oggi è un giorno compreso tra lunedì e venerdì, appare sullo schermo il link richiesto per il download e lo script termina.
Lo script è:

#!/bin/sh
# eldino’s getToday’sAffariItalianPdf v.1.0

# main stuff
baseLink=”http://newsletter.libero.it/cinqueallecinque/AI_”
extension=”.pdf”

#core
clear
set `date`
today=`echo $1`
sunday=`echo “Sun”`
saturday=`echo “Sat”`

if test $today == $sunday || test $today == $saturday
then
echo “Oggi Affari Italiani non viene publicato!”
else
set `date “+20%y_%m_%d”`
echo $baseLink$1$extension
fi

4. Il flusso di lavoro in Automator
Questo script l’ho poi integrato in un flusso di lavoro fatto con Apple Automator, che, come vedete dallo screenshot:
1. fa apparire una finestrella che chiede se si voglia proseguire o annullare, tanto per avere il tempo di assicurarci che vi sia la connessione Internet attiva, che non sia stato un click accidentale etc..;
2. ottiene il link in base alla data odierna;
3. segue il link ottenuto e scarica il pdf in una cartella scelta dall’utente (nel mio caso, “/Users/eldino/Documents/Scripts/eldino_affaritaliani/pdfs”);
4. mostra una notifica di avvenuto scaricamento tramite Growl (http://www.growl.info).

ai_workflow.jpg

Semplice, non trovate? =)
Dopo aver configurato il flusso di lavoro in questo modo o in modo analogo, salvatelo prima come .workflow (per eventuali modifiche future) e poi come .app.

ai_registra-come-app.jpg

Se tutto è andato a buon fine, adesso vi basterà cliccare sul .app ottenuto per scaricare nella cartella da voi scelta l’ultimo numero di “Affari Italiani” =)
Nel mio caso:

ai_procedura.jpg

Ovviamente, io lo script l’ho messo nel mio Dock, perchè così, vedendolo, mi ricordo di cliccarci sopra =)

5. L’icona
L’icona che ho fatto io è la seguente (in formato PNG, 200px x 200px):

ai_icona.png

Su Mac, per trasformarla in icona, vi consiglio l’utile applicazione freeware “img2icns.app” (http://www.macupdate.com/info.php/id/18369) o qualcosa di analogo.

6. Utilizzare lo script su Linux
Non ho ancora avuto modo di adattare il mio script a Linux, perchè il mio portatile con Mandriva non ha accesso ad Internet. Ad ogni modo, non credo sia difficile riadattarlo =) Credo basti usare il comodo comando “wget”, modificando il mio script Bash nel modo seguente:

if test $today == $sunday || test $today == $saturday
then
echo “Oggi Affari Italiani non viene publicato!”
else
set `date “+20%y_%m_%d”`
wget $baseLink$1$extension CARTELLA-DI-DESTINAZIONE
fi

Se lo riadattate con successo per Linux, fatemi sapere =)
Se la vostra Linux-box è sempre connessa ad Internet, potreste associare lo script al crontab ed farlo eseguirlo automaticamente ogni giorno alle 17.15.
Enjoy.

[eldino]


[EN/IT] DAAP Party Diagram / Diagramma per un DAAP Party

Luglio 5, 2007

daap-party-diagram.jpg


[IT] Come abilitare WPA2 sul portatile Toshiba Satellite M30 (fine 2003) (Windows / Mandriva Linux)

Luglio 4, 2007

toshiba_m30.png

[Windows XP SP2]
Prendo per assodato che tu possegga un portatile Toshiba Satellite M30 su cui gira Windows XP con Service Pack 2.
Per abilitare il supporto alla WPA2, che non funziona immediatamente se il tuo sistema non hai istallato tutte la patch che Microsoft caca ogni mese, devi:

1. aggiornare il driver del chipset wifi (che è un Intel Pro Wireless 2100): al momento, l’ultimo disponibile si chiama:

Intel(R)PROWireless21_125836.zip

ed è simpaticamente disponibile sul sito della Intel.

2. applicare la seguente patch al tuo sistema:

WindowsXP-KB893357-v2-x86-ITA.exe;

questa patch può essere scaricata dal sito dei download di Microsoft, ma soltato dopo aver superato il Genuine Check. (Trucchetto: Se non apprezzi particolarmente il Genuine Chech, o non riesci a farlo funzionare nonostante il tuo sistema sia originale, basta fare una ricerchina su Google mettendo come chiave il nome intero della patch eh eh eh :D)

[Mandriva Linux 2007.1]
Prendo per assodato che tu possegga un portatile Toshiba Satellite M30 su cui gira Mandriva Linux 2007.1 Free Edition (DVD).
Per abilitare la WPA2, devi installare il driver chiamato “ipw2100″, che è disponibile sul sito di Sourceforge in formato tar.gz per i compilatore-dipendenti oppure in formato rpm tramite RPMfind.net per il resto di noi =).
Questo driver non è incluso nel dvd di Mandriva 2007.1 Free ma è solo per chi acquista le versioni commerciali. Al momento, l’ultima versione dell’rpm del driver si chiama

ipw2100-firmware-1.3-2mdv2007.0.noarch.rpm.

E’ tutto. Adesso sarete in grado di connettervi ed usare la vostra simpatica WLAN protetta con la WPA2, sia con Windows XP SP2 che con Mandriva Linux =) Non siete contenti? =)

[eldino]