[IT] Netlabel for Dummies #6: DownThemAll ti scarica tutte le releases con un click!

Giugno 28, 2008

DownThemAll è una meravigliosa, stupefacente, indispensabile estensione per Mozilla Firefox che ti permette con un click di mettere in download tutti i file con una determinata estensione (rar, zip, mp3, ogg e via dicendo) linkati nella pagina che state visitando.

Per installare DownThemAll, partite da questa pagina e quando richiesto riavviate Firefox.
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[IT] Netlabels for Dummies #5: Come recuperare le releases scomparse dai cataloghi delle rispettive netlabels

Maggio 30, 2008

Spesso molte netlabels cancellano dai loro siti i links ai files di alcune releases e, così facendo, impediscono ai nuovi fan di poter avere il catalogo completo. Per fortuna, viene in nostro aiuto Internet Archive, una sterminata biblioteca di materiale audio/video/testuale distribuito con licenze libere come la Creative Commons e gratuitamente accessibile, che ha un’intera sezione dedicata proprio alle nostre amate Netlabels.

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[IT] Come aprire una netlabel - Parte 3/3

Aprile 8, 2008

…continua…

4. Passione per la musica, entusiasmo ma capacità di tenerlo a freno;

In questo paragrafo mi interessa soprattutto darvi qualche delucidazione in merito all’ultimo punto. La netlabel, come qualsiasi prodotto gratuito e no-profit, basa la sua longevità sulla capacità da parte dei suoi fautori di dosare sapientemente l’entusiasmo nel tempo.

Ad esempio, se avete a disposizione 10 releases pronte, non fatevi prendere dal fervore e non pubblicatele tutte lo stesso giorno, ma dosatele nell’arco di 1 mese o più. In questo modo, permetterete al vostro pubblico di “digerirle” più facilmente, o in altre parole, permetterete ai vostri fan di ascoltarle con più attenzione e quindi, potenzialmente, di apprezzarle maggiormente.

Inoltre, nei periodi di “magra”, avrete comunque qualcosa da pubblicare e potrete mantenere una gradevole periodicità e regolarità nelle pubblicazioni, piuttosto che, ad esempio, pubblicare 10 releases subito e stare tre mesi senza pubblicare niente. L’approccio regolare è preferibile, perché aiuta nella fidelizzazione dei fan e nel rendere professionale l’intero progetto.

Non sentitevi in dovere di pubblicare qualcosa per forza, perché questa diabolica sensazione vi porterà a pubblicare la prima merda in cui incapperete. Datevi degli standard qualitativi e seguiteli con rigore. Non esitate a rifiutare i demo di artisti che non ritenete degni di tale appellativo, non sentitevi in debito nei loro confronti solo perché vi hanno inviato un loro demo. Dite “no”, filtrate. Suddetti artisti potranno rivolgersi ad altre netlabels di qualità infima o pubblicare il loro materiale su Jamendo: le vie della Rete sono infinite.

Se ad un certo punto vedete calare il vostro interesse per il progetto, cercate al suo interno nuovi stimoli, rielaboratelo, espandetelo, fate qualsiasi cosa possa essere utile a fargli riacquistare il primigenio interesse che vi spinse ad iniziarlo. Es. redesign grafico, apertura a nuovi generi musicali, organizzate un contest per artisti e con i brani ricevuti create una compilation.

5. Conoscenza della lingua inglese.

La conoscenza della lingua inglese, come in tutte le discipline che gravitano intorno all’uso del pc e di Internet, è essenziale. Le risorse sulle netlabels sono tutte in inglese; in italiano c’è questo blog, qualche netlabel e poco più. Se non siete tanto propensi a studiare l’inglese in maniera classica, vi consiglio di studiarlo in modo “indotto”, ovvero fate ciò che vi solito vi piace ma fatelo in inglese. Ad
esempio, io adoro i fumetti e ho iniziato, tanti anni fa, a leggerli anche in inglese.

L’inglese vi permetterà, oltre che di restare aggiornati, di comunicare con una platea di potenziali fan immensa. Inoltre, conoscere l’inglese significa che potenzialmente siete in grado di dotare il vostro sito di una versione in inglese, che è altamente consigliata, visto che in Italia la scena netaudio è qualcosa di molto molto piccolo, mentre all’estero (Europa, USA, Sudamerica) è molto in voga da anni, specialmente presso alcuni dj che nei loro sets alternano in tranquillità vinili a mp3 di provenienza netlabel (= promozione enorme).

Infine, conoscendo l’inglese potrete relazionarvi, via chat o mail, con artisti di tutte le parti del Mondo, il che non mi pare roba di poco conto.

Conclusioni

Questo mio post diviso in tre parti è solo la superficie del fenomeno. Vi sono molte altre cose da dire, e spero di riuscire a farlo in tempi non biblici nei prossimi articoli. Ma rileggendolo, penso sia un buon punto di partenza per chi si avvicina solo ora a questo mondo e vuole farne parte attivamente.

Le vostre critiche, aggiunte o integrazioni potete inviarmele via e-mail o potete lasciarle sottoforma di commento, come al solito, in totale democrazia (o musicrazia?) :)

Happy netlabeling :)

English traslation (thx to David) is available here.

[eldino]


[IT] Come aprire una netlabel - Parte 2/3

Aprile 7, 2008

…continua…

2. Nozioni di Webdesign, Funzionamento di Internet, codifiche audio, grafica, creatività a 360 gradi;

Questo secondo punto è importantissimo, perché non si può pretendere di gestire efficientemente un progetto multi-strato com’è quello di una netlabel senza tali requisiti. Ne verrebbe fuori, nella migliore delle ipotesi, un sito caotico e sconslusionato, di difficile e frustrante usabilità, e il materiale audio così presentato finirebbe solo negli hard disk dei più tenaci (come il sottoscritto), ovvero di coloro che sopperiscono, tramite le proprie conoscenze informatiche, alla disorganizzazione dell’ideatore/fautore della netlabel, e che puntano ad avere TUTTO ciò che viene pubblicato, a prescindere dalla qualità (e tempo permettendo!). Non è raro imbattersi in siti di netlabels la cui sezione “releases” si presenta come un vero e proprio insulto all’usabilità del web. Nel caso specifico, si definisce “usabile” una pagina web che permetta all’utente di raggiungere il suo scopo (scaricare gli mp3 e la copertina) in meno click possibili e senza intravedere, neanche in lontananza, l’isola di “Frustrazione”.

Due esempi di inusabilità (per capire perché ho giudicato le seguenti pagine inusabili, provate a scaricare tutte le releases una dietro l’altra e quantificate da 1 a 10 il grado di frustrazione che tale procedura vi crea): Ogredung (ITA), Filthy Little Angels (UK), Lepers (ITA).

Se non siete pratici di HTML, PHP e cugini, potete ridurre notevolmente il vostro lavoro utilizzando uno dei numerosi CMS (Content Management System) open-source disponibili gratuitamente sul web: basta scaricarne uno, caricarlo sul proprio spazio web, configurarlo e aggiungere i contenuti. Esempi di CMS: Joomla, Drupal, PunBB. E se pensate sia limitante e “ingabbiante” utilizzare un CMS, perché ritenete che non vi assicuri la possibilità di dare un look unico al vostro sito, ritengo che dobbiate ricredervi: guardate il sito di 8bit Collective, che è una sorta di proto-netlabel dedicata alla musica 8bit e apprenderete fino a che punto di personalizzazione possono essere portati questi software. Il sito citato ha usato PunBB (che è più un motore per forum che un cms) per creare un vero e proprio portale, con sezioni ben distinte e ben visibili, dinamico, con uno schema di colori accattivante etc. Semplicemente stupendo.

Vi sconsiglio di usare un motore per blogs (come WordPress.org) o di usare una piattaforma di blogging (WordPress.com, Blogspot, Splinder), perché un blog non vi permette l’equi-visibilità dei contenuti. Su un blog i contenuti più vecchi, infatti, tendono ad essere molto meno visibili di quelli più nuovi (e quindi in prima pagina). L’equi-visibilità si ottiene quando sono necessari lo stesso numero/tipo di clicks/azioni per raggiungere tutti i contenuti della stessa tipologia ed è indispensabile quando si progetta un catalogo di releases. Se la release #10 è raggiungibile in 2 clicks a partire dall’homepage, mentre per scaricare la release #1 ci vogliono 20 clicks o una serie scroll di pagina+clicks su “Previous Posts” (come in uno degli esempi di inusabilità citati sopra), significa che raggiungere la release #1 sarà molto più frustrante per l’utente e quindi ciò la renderà potenzialmente meno visibile.

Le nozioni di grafica, che spaziano da un’infarinatura generale sui vari formati grafici disponibili alla capacità di adoperare Photoshop o simili, sono essenziali per dotare di una copertina e/o di un booklet le vostre release. In generale, vi sono tre approcci principali:
- copertine non coerenti;
- copertine coerenti;
- nessuna copertina.

Nel primo caso non vi è un filo logico tra le varie copertine del catalogo, il che capita se a creare le proprie copertine sono gli artisti stessi o comunque persone di volta in volta differenti. Ciò non significa che le copertine siano antiestetiche, anzi, spesso sono molto curate, ma non rendono a pieno l’idea di “release“. Esempi: Kahvi, 12rec.

Nel secondo caso, invece, le copertine seguono lo stesso stile e la stessa impostazione nel tempo, il che, a mio dire, è l’approccio migliore, perché rende graficamente l’idea di “release” come parte di un “catalogo”. E’ un dettaglio, ma penso valga la pena dirlo. Esempi: Thinner, TestTube.

Il terzo caso è un aborto, nel senso che vi sconsiglio vivamente di non seguirlo. Una “release”, in fin dei conti è un album, un cd virtuale e come tale necessita di una copertina che lo rappresenti visivamente. In più, è anche un modo carino per completare un lavoro e presentarlo al pubblico. Quindi datevi da fare in questo senso. Se nel vostro giro di amicizie non c’è nessuno adatto/propenso allo scopo, cercate il vostro uomo online. Siti come DeviantArt o Flickr sono pieni, rispettivamente di disegnatori e fotografi, che mettono in mostra il proprio talento: basta qualche scambio di e-mail per accaparrarvi il meglio, gratis. Esempi di netlabel che (purtroppo) seguono l’approccio no-covers: Hexawe, Tilt Recordings.

Oltre a queste linee programmatiche, cercate, se possibile, di esportare le vostre copertine nei formati JPEG o PNG, molto più adatti a lavori di stampo fotografico o comunque a colori, e con un buon rapporto qualità dell’immagine/dimensione del file. La netlabel 8-Bit Records ha scelto di utilizzare il vetusto formato GIF, ma nel suo caso la scelta non è dettata da una scarsa conoscenza nel campo, bensì dalla precisa volontà di ricreare la particolarità low-fi dei loro suoni 8bit (= musica fatta con o ad imitazione di vecchi chip audio, come quelli dei Gameboy). Il GIF, infatti, dà una tipica “sgranatura” all’immagine che, se abbinata ad una forte dose di pixel art, può essere dannatamente vicina al concetto di “8bit.” Se volete limitarvi all’essenziale, create solo la parte frontale della copertina e fate sì che abbia uguale larghezza/altezza (es 200×200px, 300×300px etc). Questa è una sorta di convenzione non scritta adottata da molti siti web e store di musica online, oltre ad essere esteticamente perfetta quando si va ad embeddare la copertina nei file audio (tipo con iTunes, Amarok, Windows Media Player etc). La minima dimensione per avere una qualità visiva sufficiente è 200×200px, anche se io consiglio o 400×400px (come fa la Thinner) o 600×600px (come sull’iTunes Store). Se avete a disposizione i mezzi e le risorse umane, potete altresì disegnare il retro della copertina (quello con l’elenco dei brani, l’anno di pubblicazione etc) o addirittura un intero booklet… non ci sono limiti alla fantasia e alla qualità, dipende tutto da voi :)

Altro requisito fondamentale è la conoscenza dei formati audio con cui andrete a distribuire la musica della vostra netlabel. Ho già scritto un articolo in merito, per cui non mi dilungo oltre e vi invito a leggerlo, cliccando qui. Dopo aver codificato i vostri brani o averli già ricevuti nel formato scelto (piccola parentesi: se scegliete di distribuire musica in un formato X, usate sempre quello, e non fate melting pots di generi: creano confusione e frustrazioni nei meno pratici con computers e codecs. Due netlabels che usano questo approccio: Smell The Stench e 20kbps), vi consiglio di aprirli in un player che vi dia una visione d’insieme dell’intera release o dell’intero catalogo (es. iTunes, Amarok ma anche Foobar) e taggarli in maniera coerente. Ho già parlato dell’annoso problema del tagging e del nome dei file qui e perciò non mi dilungo ulteriormente. Vi consiglio solo di non sottovalutarli, perché sono importantissimi, e stanno come una bella cornice sta ad un bel dipinto.

Concludo il paragrafo con il sottolinearvi, se ancora non si fosse capito, che aprire e gestire una netlabel necessità di notevole creatività, apertura mentale e idee. Non è un qualcosa che si fa in base a formule o principi, ma è qualcosa che si evolve in base all’abilità di dare/ricevere/rielaborare stimoli di chi la guida. Se ritenete di possedere tutto ciò e un interesse onnivoro verso tutto ciò che vi circonda, probabilmente la vostra netlabel è già pronta al 50%; se invece non possedete queste caratteristiche, il mio invito è quello di dedicare il vostro tempo ad altro.

3. Molto tempo libero da dedicarci e da trascorrere in Rete;

Il titolo dice tutto. Una netlabel di qualità necessita di tanto tempo. Avete bisogno di tempo per fare il sito, caricarlo sul vostro spazio web, aggiornarlo, modificarlo, migliorarlo, testarlo. Avete bisogno di tempo per farlo conoscere in Rete, per pubblicizzarlo su forums e risorse di settore, per curare le pubbliche relazioni via email e per rispondere agli eventuali fans. Avete bisogno di molto tempo per preparare adeguatamente le releases da pubblicare. Avete bisogno di tempo per cercare i nuovi artisti. E via discorrendo.

Scordatevi di ottenere risultati sufficienti con un’oretta di lavoro al giorno, almeno agli inizi. E scordatevi di ottenere buoni risultati in molti degli aspetti che caratterizzano l’universo netlabel se non sapete piegare la Rete ai vostri piedi. Se a mala pena sapete aprire un pc, beh, è duro dirlo, ma avrete bisogno del quadruplo della passione e perseveranza per dare forma alla vostra idea.

Oltre a ciò, vi consiglio vivamente di approfondire gli aspetti legali del netaudio, ovvero di andarvi a leggere attentamente le licenze Creative Commons, come funzianano, quali moduli fanno per voi (Attribution, No-Commercial etc) e così via. Infine, vi suggerisco di essere avidi consumatori di netlabel music a vostra volta, perché ci sta un sacco di musica di qualità nel mondo del netaudio e ascoltarla vi potrebbe aiutare parecchio nel tarare la bilancia del vostro gusto e delle vostre aspettative.

Inoltre, percorrere più strade possibile vi potrebbe indicare nuovi spazi al di fuori di Internet in cui ciò che proponete potrebbe risultare “vendibile” o almeno darvi la possibilità di ripagarvi le spese, oltre che, chiaramente, di espandere a dismisura il vostro bacino d’utenza, ciò che, in sostanza, gli inglesi chiamano “fanbase“.

…continua…

English traslation (thx to David) is available here.

[eldino]


[IT] Come aprire una netlabel - Parte 1/3

Aprile 6, 2008

Mettiamo il caso che abbiate un po’ di materiale audio inedito sul vostro hard disk e che decidiate di volerlo distribuire gratuitamente e legalmente tramite una sito web. Mettiamo il caso che questo materiale non sia esclusivamente il vostro (perché altrimenti ci sarebbero soluzioni migliori per raggiungere lo scopo: sito personale, Jamendo, MySpace, netlabel pre-esistente etc), ma che sia il frutto di collaborazioni o jam sessions con svariate persone, o che risalga a periodi/progetti musicali differenti o situazioni analoghe. Mettiamo il caso che vogliate dare un filo logico al tutto, una sequenzialità emotiva, un tratto di evidenziatore sulla vostra maturazione artistica. O ipotizziamo che vogliate fornire una vetrina enorme qual’è Internet alla scena musicale del vostro paesello natio o della vostra comunità online o del vostro ambiente etc perché siete convinti che la musica che fate possa piacere anche a molti “esterni”. A titolo informativo, ricordo che molte netlabels tra le più rinomate (e le più citate in questo blog) sono nate come piccoli gruppi di musicisti, geograficamente lontani, che si incontravano in un “luogo online comune” (sito web, forum, chat IRC etc) e si divertivano facendo musica insieme, scambiandosi le proprie crezioni, remixando etc. Molti musicisti lo fanno tuttora, e l’ho fatto anche io in passato: bella esperienza :)

Se vi ritrovate in una o più di queste situazioni, forse la soluzione che fa per voi è quella di aprire una netlabel. Ce ne potrebbero essere mille altre che giustifichino questo “step”, ma era tanto per raggruppare alcune delle più frequenti o comunque quelle di cui ho avuto un riscontro diretto.

Aprire una netlabel di qualità (aprirne una merdosa fuoriesce dagli obiettivi di questo articolo e dalla considerazione di questo blog…) comporta innanzitutto che possediate alcuni requisiti di base o che siate motivati ad apprenderli prima di buttarvi a capofitto nel mondo della musica libera.

Eccone una lista essenziale:
1. capacità pianificative, organizzative e relazionali;
2. nozioni di webdesign, funzionamento di Internet, codifiche audio, grafica, creatività a 360 gradi;
3. molto tempo libero da dedicarci e da trascorrere in Rete;
4. passione per la musica, entusiasmo ma capacità di tenerlo a freno;
5. conoscenza della lingua inglese.

Parto dal presupposto non-assoluto che siate da soli a voler intraprendere un progetto del genere, perché spesso è necessaria la passione esagerata e individualista di un singolo per portare avanti con successo nel tempo un progetto del genere, che pure essendo no-profit (almeno come concetto, poi vedremo come cercare di monetizzarlo), necessita di un impegno notevole. Potreste decidere anche di creare un team di 2-3 persone, ognuna specializzata in un certo ambito (il primo al managing, il secondo al webdesign, il terzo al design delle copertine…) ma è comunque necessario un leader, uno che abbia più passione degli altri, per tener vivo l’interesse che, per forza di cose, nel tempo scema (per cause naturali, di lavoro, di impegni personali, di litigi nel team etc).

Premesso questo, vado ad approfondire i punti sopra elencati.
Mi permetto di darti del tu, per comodità espositiva :)

1. Capacità Pianificative, Organizzative e Relazionali;

Il primo punto è fondamentale. Pur se la musica distribuita tramite netlabels è un prodotto gratuito, ciò non significa che non debba essere presentato in maniera professionale. Come ho avuto modo di ribadire in più occasioni (qui, dal vivo, in radio, via email etc), il mondo del netaudio è vastissimo e dispersivo per l’utente medio, quindi se sogni di creare una netlabel che si distingua dal resto, beh.. rimboccati le maniche! Innanzitutto, delinea le idee principali su carta, butta giù un po’ delle idee che andranno a formare le fondamenta del tuo “impero”. Prendi delle decisioni adesso, in questa fase preliminare, e rispettale per tutto l’evolversi del tuo progetto: solo tenendo in mente dei principi, delle linee guida, degli obiettivi, potrai ambire a creare un prodotto coerente e professionale.

Pianifica da subito se pubblicare EPs, albums, 2-traccie (A-side + B-side, come la netlabel drum’n'bass Exegene, R.I.P.), singoli, singoli+videoclip o altro, e distribuisci sempre la musica in quel modo: creerai releases coerenti e formalmente legate tra loro. Inoltre, il tuo pubblico associerà inconsciamente quella forma distributiva alla tua label, fruendone meglio.

Decidi subito su quali generi musicali focalizzarti: ti consiglio di sceglierne al massimo 2-3, ma l’ideale sarebbe “1 & derivati” (es. dub & techdub, ambient-dub etc). L’esperienza mi insegna che le netlabels mono-genere sono quelle con la maggiore e più costante qualità nel tempo (vedi: Thinner, Autoplate, 8-Bit Records, Kahvi etc). L’eclettismo musicale è sì più facile da gestire, perché potenzialmente puoi pubblicare qualsiasi cosa, ma ti rende seriemente a rischio del fenomeno “1 release decente ogni 37 merdose” (esempio: Clinical Archives), fenomeno che tra l’altro confonde l’ascoltatore occasionale, che scaricando 3-4 releases a caso dal tuo sito, si troverà sull’hard-disk 3-4 releases totalmente slegate tra loro e fortemente penalizzate da un inevitabile alti-e-bassi qualitativo. Seguendo l’appoccio mono-genere, invece, prediligerai la qualità alla quantità intrinsecamente, perché avrai meno roba da pubblicare e quindi sarà improbabile che tu incappi nel fenomeno, comune ad alcune netlabel, delle “10 releases nuove al mese”.

Inoltre, se decidi di pubblicare …che so… soltanto folk, l’appassionato di musica folk col pallino delle Creative Commons associerà mentalmente il tuo sito al genere folk e verrà a visitarti a colpo sicuro, perché sa già a priori cosa ci troverà e con che qualità. Tale associazione non avverrà se deciderai di pubblicare 1000 generi diversi, semplicemente perché “eclettismo” non fa rima con “identità”.

Infine, una netlabel mono-genere avrà la possibilità di crearsi uno stile personale, un seguito accanito, una comunità intorno a sè, e potrà più facilmente legare virtualmente con altre netlabels mono-genere (penso, ad esempio, alla scena dub in ambito netlabel guidata da A Quiet Bump e Jahtari) e dar vita ad eventi a tema (= monetizzazione, pubblicità al di fuori della rete, etc). E’ risaputo quanto la scena netlabel sia “a compartimenti stagni”: ogni netlabel segue la propria via, ma si è visto come la smodata passione verso un genere musicale possa sopperire a ciò con successo.

Se non avete spunti o idee, dedicate un pomeriggio o un weekend allo studio delle strategie applicate dalle altre netlabels, di come loro hanno pianificato e messo in pratica la loro idea, e cercate di vederne i limiti o più banalmente ciò che secondo voi non va, e pensate ad una probabile alternativa. Ragionate, ideate, pensate. Mettetevi nei passi di un principiante e chiedetevi ciò che lo esorterebbe a scaricare ciò che gli offrite. Mettetevi poi nei panni di un “veterano” e chiedetevi ciò che possa renderlo soddisfatto della vostra label, ciò che possa spingerlo a ritornare assiduamente sulle vostre pagine e/o a parlare di voi sul suo blog (riferimento casuale… ;-P). In soldoni, fate brainstorming.

Le capacità relazionali e organizzative vi serviranno subito dopo la fase di pianificazione. Dovrete, infatti, iniziare la ricerca dei talenti da pubblicare, sia online che nella realtà, perché per quanto sia voluminoso l’archivio di materiale audio iniziale, prima o poi, sappiatelo, finirà. Online vi servirà una forte conoscenza delle tecnologie “sociali” della Rete, del funzionamento di MySpace, degli attori del Web 2.0, dei blog e delle svariate altre risorse disponibili. Vi faciliterà molto il compito un buon motore di ricerca generico (Google), dei motori di ricerca specializzati (esempio: barra di ricerca di un portale), l’uso esagerato di più tab di Firefox aperti contemporaneamente, una buona conoscenza dell’inglese, una forte dose di curiosità, e tanto, tanto, tanto tempo libero.

Se siete dei tipi disordinati o sfaticati, lasciate perdere vi prego. Se invece siete motivati, continuate a leggere.

…continua…

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[IT] Netlabels for Dummies #3: Cos’è una release?

Dicembre 18, 2007

Una release (= pubblicazione, rilascio) è un album / singolo / EP pubblicato da una netlabel. Ogni release è caratterizzata da un “codice di catalogo” che la identifica univocamente, noto come “release code”. Un release code è costituito da un prefisso di alcune lettere, che (ovviamente) è diverso per ogni netlabel, e da un numero crescente (e cronologico).

esempio_di_release_code.png

Altri esempi di release code (xxx è un numero):
- aerxxx (Aerotone)
- 12rec.xxx (12rec)
- 8bp078 (8bitpeople)

etc…

Grazie al release code, si puo’ tenere traccia facilmente dell’ultima release che si è scaricata/ascoltata e provvedere, eventualmente, all’aggiornamento della propria netlabelgraphy. Inoltre, a livello di concetto, il release code crea una sorta di legame tra tutte le releases pubblicate, che grazie ad esso, diventano parte dello stesso catalogo, che spesso è costituito da musica dello stesso genere: molte netlabels, infatti, si focalizzano solo su un genere, per esempio: solo minimal techno, solo techno, solo dub etc. Quindi, probabilmente, se hai gradito la release “12″ di una label, ne gradirai anche le prime 11.

Per utilizzare in modo efficiente il release code all’interno del vostro player multimediale, vi consiglio di dare una letta ai suoi benefici, spiegati dettagliatamente nel seguente post dedicato al tagging.

[eldino]


[IT] Netlabels for Dummies #2: Quante netlabels esistono?

Dicembre 10, 2007

 babele-di-netlabels.jpg

Goliardicamente, risponderei a questa domanda prendendo spunto da un piccolo leit-motiv che aleggia da sempre nel mondo Linux [1]: ci sono più netlabels che ascoltatori :-P Scherzi a parte, ce ne sono tantissime, e molte di queste non sono nè indicizzate nei siti internazionali di riferimento della netlabel scene (Phlow, Rowolo, Traxernews etc.. ) nè si appoggiano per lo storage dei file su Scene.org o su Internet Archive, il che presuppone che per scoprirle dobbiate dar vita ad una vera e propria caccia al tesoro sul Web. Uno dei metodi che adopero io con successo da anni è quello di utilizzare avidamente la sezione “Links” di ogni sito/blog che parla di questo argomento o quella delle netlabels stesse, che spesso linkano altre netlabels sulla stessa linea d’onda e/o della stessa qualità. Questo gioco delle scatole cinesi magari è un po’ dispendioso in termini di tempo però offre notevoli soddisfazioni :) Giusto per orientarvi, vi posso dire che la mia personale collezione si compone degli interi cataloghi di circa 260+ netlabels, ma non sono di certo tutte! Infatti, escono nuove netlabels di continuo, senza contare tutte quelle già esistenti da tempo ma sepolte negli scantinati della Rete (le famose e meno famose le posseggo già tutte). E’ un mondo davvero vasto e c’è anche da considerare che la procedura di approvviggionamento di netlabel music non termina certo col download dell’intero catalogo dell’etichetta. La maggior parte delle netlabels, infatti, pubblica frequentemente nuovo materiale, il che porta il vero fan delle netlabels, che vuole tenersi aggiornato, a controllarne i siti con molta frequenza e a tenere sempre a portata di mano un buon download manager. Mediamente, ci sono netlabels che arrivano a pubblicare fino a 20-30 releases nuove ogni anno, e se pensate che ognuna di queste contiene tra le 3 e le 15 traccie…beh di roba da ascoltare ne avete :-) In conclusione, ciò che vi consiglio per raccapezzarvi in tutto questo pandemonio è utilizzare bene la funzione “Preferiti” del vostro browser. Per farvi un’idea, date un’occhiata allo screenshot seguente.

bookmarking-netlabels.jpg

Approndimenti:
[1] “Ci sono più distribuzioni Linux che utenti”.

[eldino]


[IT] Netlabels for Dummies #1: Che cos’è una netlabel?

Novembre 26, 2007

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Una netlabel è un etichetta che distribuisce musica online in formato digitale (per lo più MP3 o Ogg). Le Netlabels spesso funzionano come le tradizionali etichette discografiche nel produrre e promuovere album o compilation. La principale differenza è che le netlabel in genere mirano allo scaricamento gratuito, al posto della produzione di supporti materiali quali CD, dischi in vinile, Musicassetta o DVD.” (Fonte: Wikipedia)

[eldino]