Appena l’ho vista su Monclick, me ne sono innamorato e l’ho subito acquistata per il mio Asus eeePC 701. Si chiama Emtec G-Messenger Bag (EKABAGGDM04), costa circa 10 euro ed è davvero regalata per il prezzo che costa. E’ una borsa di tipo “messenger” in miniatura, specificatamente pensata per portare in giro il vostro netbook insieme a qualche piccolo indispensabile accessorio come alimentatore, mouse, penne USB et similia.
Non avendo trovato molte fotografie di questa borsa in Rete prima di comprarla ed essendo stato molto soddisfato dell’acquisto, ho deciso di scattarne un po’ da me e condivederle con voi. Premetto che questa non è una recensione “prezzolata” come quelle che si trovano su molti blogs, ma è totalmente sincera e spinta soltanto dalla voglia di consigliarvi un’ottima borsa per netbook
When we download the whole catalogue of a brand new netlabel, we often get a bunch of compressed archives (ZIP/RAR format), one for release. Something like this:
If you want to extract them one by one, you will need a lot of time. But since we don’t want to waste our time extracting stuff, we will search for a batch extracting software that will do the dirty job for us. We need something that does this automagically:
eldino001.zip => C:\eldinonetlabel.com\eldino001\
eldino002.zip => C:\eldinonetlabel.com\eldino002\
eldino003.zip => C:\eldinonetlabel.com\eldino003\
eldino004.zip => C:\eldinonetlabel.com\eldino004\
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Da qualche giorno, provando a scaricare alcuni files hostati su Rapidshare usando il superlativo JDownloader, appare questo inquietante messaggio:
“This file seems to be illegal and is locked. Downloading this file is prohibited by Rapidshare.“
Purtroppo, anche spulciando nel forum ufficiale di JD o in Rete, non è ancora chiaro il motivo ufficiale di suddetto errore nè sono fuoriuscite soluzioni. La mia ipotesi è che Rapidshare stia testando degli algoritmi per identificare i files illegali sul server e bloccarne il download fino a quando il team umano non ne verifichi di persona la legalità.
Al momento, l’unica soluzione che abbiamo per scaricare quei files è sperare che abbiano un “mirror”, ovvero che siano stati caricati anche su altri server di hosting, come Megaupload, Netload, Hotfile, Storage.to e compagnia.
Non so se avete mai provato Allway Sync Free, ma se non lo avete fatto, non fatelo! E’ un software davvero penoso, e vi piego brevemente perchè.
Mi serviva un software freeware per sincronizzare automaticamente ogni notte alcune cartelle dal mio pc al mio NAS (Network Attached Storage, un hard disk di rete), ovviamente il tutto per scopi di backup. Ho installato Allway Sync Free 9.2.2 e ho speso più di due ore di tempo per configurare 7-8 jobs di sincronizzazione, uno per cartella. Dopo aver testato il tutto, ho pianificato i backup nelle ore notturne e per un paio di giorni ha funzionato egregiamente.
Ma dopo questo breve periodo, Allway Sync ha smesso di funzionare e mi è apparso il seguente messaggio:
“Attenzione, rilevato eccesso di utilizzo rispetto a tipiche esigenze personali. Si prega di acquistare Allway Sync Pro o di inserire la chiave di registrazione della licenza, se ne siete già in possesso. Sarete in grado di continuare ad usare la versione gratuita quando le statistiche di utilizzo negli ultimi 30 giorni sarà ritornato a livelli moderati. [..]“
Quando l’ho letto, mi sono girati i coglioni non poco. Sia per la pratica commerciale scorretta da parte della software house che produce suddetto tool dichiarato gratuito per uso personale e sia perchè avevo speso ore per configurare tutto ad-hoc invano. Leggi il seguito di questo post »
Noto sempre più spesso che ascolto sempre meno musica commerciale (nel senso di “in vendita nei negozi”), perchè non trovo niente di valido, ma solo noia, ripetizione, aderenza agli stilemi del genere di riferimento. La musica dotata di cartellino del prezzo non riesce più ad emozionarmi, è sempre la solita zuppa, sono rari gli artisti-rivelazione, gli artisti che hanno qualcosa di originale da dire, qualcosa di “creativo”, gli artisti che ascoltarli è un colpo al cuore, gli artisti capaci di darti un’emozione.
Come ho più volte affermato, personalmente dò la colpa di tutto ciò alla democratizzazione delle tecnologie per produrre musica. Ormai anche il mio macellaio fa musica. Fin quando l’ascolta solo lui, a me sta bene, ma quando arriva sul mercato, non mi sta bene più.
L’appiattimento culturale è evidente sotto gli occhi dei più attenti e di chi divora tutta la musica, senza confinarsi ad un solo genere. Ormai avrò ridotto l’ascolto di musica”commerciale” ad un 10% dei miei ascolti totali, perchè davvero non trovo più nessuno che meriti il suo posto sullo scaffale, che meriti il contratto che ha siglato con la sua etichetta. Leggi il seguito di questo post »
Se siete amanti del retrogaming e se vorreste giocare ai videogiochi della vostra infanzia in mobilità (tipo sul treno o sdraiati sul letto), questo è il tutorial che fa per voi. Sul mercato attuale vi sono due alternative per giocare con emulatori e roms on-the-road: acquistare una console che supporti gli emulatori o portarsi dietro il proprio notebook.
Ma se non abbiamo tutti quei soldini (che pochi non sono..) e/o se non vogliamo portarci appresso l’ennesimo gadget e/o se non vogliamo aspettare mesi prima che esca sul mercato, possiamo costruirci una stupenda MAME box per l’uso on-the-road usando il nostro fidato netbook, in particolare il piccolissimo Asus eeePC 701.
Più che MAME box, sarebbe più corretto definirla “retrogaming box“, perchè, al termine di questo tutorial, saremo capaci di “lanciare” anche le roms per altri emulatori che non siano il MAME, come ad esempio emulatori di NES, SNES, Gameboy, Atari, Dosbox, Sega Megadrive, Nintendo64 e numerosi altri, tramite un’accattivante interfaccia unificata.
Non tutti i videogiocatori sono interessati agli ultimi titoli, bensì vorrebbero giocare on-the-road ai vecchi titoli per sala giochi e console vintage. Sotto quest’ottica, qual’è la migliore console portatile attualmente sul mercato? Chi è esclusivamente interessato al retrogaming (come me) che console deve acquistare?
Vediamole brevemente caso per caso!
Sony PSP (Playstation Portable)
La Sony PSP, previa installazione di un custom firmware, e viste le ottime caratteristiche hardware (CPU da 333Mhz, schermo LCD da 4′), è da considerarsi la console per retrogaming attualmente sul mercato col miglior rapporto qualità/prezzo. E’ capace di emulare alla perfezione (o quasi..) qualsiasi console e piattaforma di gioco uscita sul mercato fino alla Playstation 1 (inclusa). L’unica pecca è che se i vostri giochi arcade non giravano su schede come CPS1, CPS2 e Neogeo (per cui esistono gli stupendi emulatori CPS1PSP, CPS2PSP, MVPSP di nj), e non furono pubblicati per qualche console casalinga, non potrete emularli. Vi è un primitivo porting del MAME, chiamato “PSPMAME4ALL”, ma non viene aggiornato da anni, ed è praticamente impossibile trovare delle rom pacchettizzate in una versione compatibile. PSPMAME4ALL è davvero un emulatore penoso, e ammesso che riusciate, con moltissima fatica, a trovare/crearvi le rom giuste, potreste emulare al massimo giochi molto vecchi come Pac-Man. In attesa che qualche programmatore volenteroso aggiorni PSPMAME4ALL, tocca purtroppo ammettere che la PSP non può essere ancora definita la console portatile per retrogaming definitiva, anche se ci si avvicina molto, visto che molti giochi da sala giochi furono pubblicati anche per console casalinghe, che sono praticamente tutte emulate (per PSP esistono ottimi emulatori di: NES, SNES, Gameboy, Gameboy Color, Gameboy Advance, Sega Megadrive etc… qui trovate una guida abbastanza esaustiva agli emulatori disponibili per PSP).
PRO: emula il 70-80% dei retrogames usciti fino alla Playstation 1 (inclusa), schermo ampio, cpu potente, ottimi controlli, ottimo rapporto qualità/prezzo.
CONTRO: non è semplicissimo installare il custom firmware, non esiste un emulatore decente del MAME per giocare ai videogiochi usciti solo in sala giochi.
My collection of properly tagged and rated netlabel music is going straight to the impressive size of 400 gigabytes… nice, isn’t? If you want to figure out what “properly tagged and rated music” means, check the screenshots after the break (click on the thumbs for bigger images)!
Se siete utenti Windows, sicuramente conoscerete l’ottimo programma freeware di compressione/decompressione files 7-zip, forse il migliore sulla piazza. E’ sicuramente un ottimo software, leggero, compatibile con moltissimi formati e soprattutto senza fronzoli e appesantimenti inutili, ma… c’è sempre un “ma”… anche 7-Zip a volte sbaglia!
Pur essendo capace di decomprimere files rar o zip incompleti o danneggiati, a volte incappo in files compressi che 7-zip proprio non vuole sapere di aprire, e allora mi restituisce un errore del tipo “Impossibile aprire il file .rar“.
Pare che non ci sia una ragione plausibile di questo comportamento, o per lo meno ancora io non l’ho trovata. Header danneggiato? Mestruazioni? Meteoropatia? Who knows! Leggi il seguito di questo post »
Se avete una grossa libreria musicale(per intenderci: nell’ordine dei 400-500-600gb ed oltre di musica) e avete speso mesi per organizzarla alla perfezione nel vostro iTunes (tag corretti, classificazioni, copertine..), saprete anche voi che non conviene aggiornare la vostra copia del noto jukebok Apple appena esce una nuova versione, ma conviene sempre aspettare qualche settimana prima di farlo (così gli altri utenti faranno da cavie al posto vostro), oppure aspettare che esca una versione che introduca delle funzioni che effettivamente vi servono o che vi interessano prima di aggiornare.
Ad esempio, non è fondamentale installare una nuova minor release di iTunes se aggiunge soltanto il supporto ad un nuovo dispositivo (iPod, iPhone, AppleTV…) che voi non possedete, ma diventa interessante farlo se aggiunge una nuova funzionalità relativa alla visualizzazione o all’organizzazione dei brani.
Un approccio conservativo di questo genere limiterà esponenzialmente la possibilità che l’aggiornamento di iTunes sputtani qualcosa nella vostra libreria, e automaticamente ne gioverà il vostro tempo libero e la vostra salute.
Detto ciò, questo approccio conservativo è quello che personalmente ho adottato io da anni, e difatti fino a qualche settimana fa sul mio desktop non avevo ancora testato le versioni 8.x di iTunes, ma ero rimasto alla vetusta 7.7.
Aggiornando, ho notato una cosa che mi faceva piacere condividere con voi, specialmente se state per aggiornare anche voi dalla versione 7.x alla versione 8.x.
iTunes 8.x, all’avvio, crea le miniature per tutti gli album che avete in libreria. Questo avviene perchè dalla versione 8.0 in poi, iTunes ha notevolmente ampliato il ruolo delle copertine, prima principalmente usate solo in Coverflow, mentre dalla 8.0 in poi la fanno da padrone anche nella nuova visualizzazione a griglia. Leggi il seguito di questo post »
Uno dei fastidi in cui mi imbatto quando mi piace una release e ne voglioringraziarne l’autore, è quello di reperire l’indirizzo e-mail dell’artista. Nel 98% dei casi i siti delle netlabels non mettono a disposizione degli ascoltatori gli indirizzi e-mail dei loro artisti, ma al massimo linkano il sito internet o la paginetta MySpace.
Nel primo caso, è solitamente molto semplice reperire un indirizzo e-mail (o un form) a cui scrivere, mentre nel secondo caso, se non si è membri di MySpace, è praticamente impossibile anche lasciare un semplice commento pubblico.
Poi vi sono molti artisti che addirittura non hanno nessuno spazio personale sul web, perchè magari non sono pratici di Internet, e lì diventa davvero un’impresa recuperarne l’e-mail. Credetemi, mi sento un miracolato quando alcuni di questi la scrivono sulla cover della release o nei tags degli mp3.
Questo è un fastidio che tutti i gestori di netlabels dovrebbero prendere in considerazione quando disegnano il sito delle loro creatura. Una netlabel non è una label discografica classica ed i suoi artisti non sono dei VIP. Un conto è voler scrivere una e-mail a Planet Boolex (artista netaudio a caso), un conto è voler scrivere una e-mail ad Aphex Twin.
Una netlabel dovrebbe favorire la comunicazione tra chi produce musica emergente e chi l’ascolta: dal momento che questa musica non si paga, almeno permettete a noi fan di dargli amore. Leggi il seguito di questo post »
Netbook & unità ottiche: consigli per gli acquisti
I netbook come l’Asus eeePC, al contrario di quanto si possa pensare, non sono notebook completi venduti a prezzi stracciati e non ci si può fare “tutto” quello che si farebbe con un notebook normale. Uno dei segnali più evidenti in questa direzione è l’assenza di un’unità ottica.
I netbook, infatti, per contenere peso, dimensioni, consumi e costo, non sono dotati di un’unità ottica (lettore/masterizzatore cd/dvd) integrata, e per l’utente conscenzioso (ovvero colui che è consapevole di ciò che ha acquistato) questa “carenza” non dovrebbe comportare nessun problema di sorta, visto che per navigare sul web, ascoltare musica e scrivere due appunti in mobilità tale periferica non serve, anzi, sarebbe solo di peso (letteralmente!).
Però, ad ogni modo, se dovessimo renderci conto, una volta acquistato il nostro netbook, di aver bisogno di un’unità ottica, ecco qualche consiglio per non sbagliare nell’acquisto.
Vi sono due tipologie di unità ottiche esterne in commercio: quelle classiche e quelle “slim”. Quelle classiche non sono altro che normali masterizzatori per pc desktop incassati in un box USB, hanno bisogno di un alimentatore esterno per funzionare e sono abbastanza ingombranti e pesanti, per cui inadatte ad essere trasportate. Quelle “slim”, invece, sono decisamente più piccole e leggere, e sono alimentate tramite una o due porte USB.
Ecco, per un netbook vi consiglio vivamente l’acquisto di un’unità ottica esterna “slim”: si trovano in qualsiasi catena di prodotti informatici, sia “fisica” che online, e hanno un costo che varia da 55 ai 70 euro (al momento in cui scrivo). Le unità ottiche esterne classiche costano un po’ di meno (si trovano a meno di 50 euro).
Esempio di unità ottica esterna “classica”: LG GE20NU10
C’è da dire però che le unità slim ancora non superano gli 8x in scrittura sui dvd, il che significa attendere circa 11 minuti per la masterizzazione completa di un intero dvd. Le unità ottiche classiche, invece, possono raggiungere i 20x, per cui sono sensibilmente più veloci. Ma penso che sia un compromesso più che accettabile Leggi il seguito di questo post »
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"il blog di eldino" è un blog ragionato e tecnico in italiano su netlabels, musica in Creative Commons, Musica 2.0 e su come riempire il vostro iPod a sbafo senza essere pirati :) Inoltre, troverete anche articoli di stampo informatico e divulgativo, riflessioni su come usare la tecnologia per migliorare la vostra vita, nerdate, tutorials, tagging dei brani, uso avanzato di iTunes, open-source e usabilità del software. Questo blog viene aggiornato con frequenza di 2-3 giorni, per cui venite a trovarci spesso ;)