[IT] Samsung Galaxy S3: come risolvere il problema del jack audio che si sente in mono

11/05/2014

Il Samsung Galaxy S3 è davvero un ottimo smartphone: schermo grande, buona risoluzione (1280×720), enorme potenza computazionale (quadcore), slot microSD, batteria sostituibile dall’utente (con disponibilità in commercio di batterie di ricambio originali Samsung sia normali che estese, una rarità ormai!), memoria interna non eccessivamente intasata da bloatware (al contrario dell’S4), assenza di interfacce / servizi / personalizzazioni estremamente invasive (al contrario di HTC, Sony e Huawei), supporto micro-SIM (e non il più esotico nano-SIM), ottima ricezione. Ma purtroppo scopro solo ora, dopo un anno di uso intenso ed amore incondizionato, che il Samsung Galaxy S3 ha un difetto congenito che parecchie persone hanno riscontrato: il jack audio, dopo qualche mese di utilizzo, inizia a malfunzionare, riproducendo il suono in mono e non più in stereo. Ne parlano innumerevoli threads in inglese, tra cui questo, questo e questo.

In sintesi, ogni x minuti bisogna giochicchiare parecchio con il jack delle cuffiette per riavere il suono in stereo (e non solo da sinistra), il che è abbastanza frustrante per chi come me lo adopera principalmente per musica, film, video-lezioni e internet. Ho provato, come suggerisce qualcuno sui forum, a fare una pulizia dell’interno del connettore audio adoperando una bomboletta d’aria compressa, ma nessun miglioramento, sono proprio i contatti ad essersi consumati o dissaldati. Non ritenendo il massimo della vita acquistare un nuovo smartphone top di gamma (o ex-top di gamma) soltanto per un jack del cazzo, mi si presentavano le seguenti opzioni:

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[EN] Word Notebooks: the best notebooks in the world for to-do lists nerds!

09/08/2013

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As I was writing some weeks ago in this post (sorry, it’s in italian), I spend a lot of time every month reading/searching for new tips & tricks about how-to improve my personal productivity. Some of the best tools available are to-do lists, a quite effective way to keep your mind focused on what you have to do and when you have to do it, and to free it up from useless information every time you complete a task: just draw a line over it and begin with the next one. For practical reasons, I always write my to-do lists on paper, but I always felt the need to have them all in one place, and to carry them always with me, so I can take note of the new tasks I would like to do wherever I am.

Thanks to the great blog Lifehacker, I discovered these Word Notebooks, that come bundled with an “unique bullet point system [...] to organize your tasks efficiently“. I tried it on my own paper sheets for some weeks and I was really shocked about how efficient and innovative this system is for to-do lists management, so I decided to order a pack of three Word Notebooks (9.99 $ + 10.25 $ for shipping to Sweden), innovation must be rewarded! I got them after just five working days (thank you USPS) and now I’m starting using them.

They are quite well done and pocketable, so I can easily bring them with me together with my smartphone. The Word Notebooks website guys shipped my package one day after the payment (via Paypal), so it’s an excellent service by that point of view, buy with confidence. The shipping cost could be lower and help them spreading more in Europe, but any other cons in my opinion, awesome product :)

More pictures after the break :)
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[IT] Gameboy Pocket vs Gameboy Color

25/07/2013

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Vi avevo raccontato mesi fa di aver acquistato un Gameboy Pocket, ricordate? Ecco, successivamente ho acquistato anche un Gameboy Color, altro tassello mancante nella mia infanzia e nel mio curriculum vitae da retrogamer.

Ho speso un po’ di ore giocando con entrambi, specialmente all’ottimo shooter “Solar Striker” reperibile su eBay a pochi spicci, e devo ammettere che il Pocket è leggermente superiore al Color. In primis, per l’ergonomia: il Pocket è più compatto e squadrato, mentre il vano batterie del Color è più bombato, rendendo meno piacevole impugnarlo. In secundis, il tasto on/off del Pocket è situato dove qualunque appassionato di Gameboys si aspetterebbe di trovarlo, ovvero in alto a sinistra, mentre nel Color è stato spostato sul lato destro, una decisione alquanto fastidiosa.
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[IT] Incrementare la propria produttività personale con la Teoria dei Micro-Intervalli

15/07/2013

Teoria dei Micro-intervalli

Lifehacker è uno dei portali web mondiali di tecnologia più attenti al tema della produttività, con frequenti articoli e discussioni sull’argomento. Questo perchè, chi come me (per passione e/o per lavoro) vive quotidianamente a contatto con la tecnologia e la connettività, sa bene che è davvero semplice vedere la propria produttività calare a zero, con conseguente senso di frustrazione e di inadeguatezza, qualora se ne faccia un uso errato. Mantenere elevata e costante la propria produttività è quindi un tema “caldo” e quanto mai attuale, e seguire alcuni semplici consigli sull’argomento può aiutare ad incrementare esponenzialmente la quantità di tasks che potete compiere in una giornata.

E’ in quest’ottica che ho sviluppato la mia personale teoria sull’argomento, la Teoria dei Micro-Intervalli. La uso già da un po’ e mi trovo ottimamente. Non si applica chiaramente a tutti gli stili di vita, ma è principalmente indirizzata a chi ha un orario di lavoro fisso (es. 08:00 – 17:00 con un’ora di pausa pranzo) e si muove con i mezzi pubblici. Si presuppone che anche voi, come nel mio caso, quando siate al lavoro, lavoriate davvero e pesantemente, e che appena usciti dall’ufficio abbiate solo voglia di mangiare un boccone ed uccidervi sul letto. Se chiaramente lavorate italian-way, ovvero che su otto ore lavorative impiegate sei ore per farvi i cazzi vostri e parlare al telefono con amici/fidanzata, allora ovviamente la produttività non è esattamente il primo dei vostri problemi. Idem per chi ha zero passioni/interessi o i suoi hobby sono esclusivamente attività sportive/all’aria aperta e non culturali.

Fatta questa doverosa premessa, andiamo al sodo. In un giorno feriale qualunque, la mia giornata segue lo schema mostrato in alto. Oltre all’intervallo di tempo che si sta vivendo al momento, bisogna anche considerare il grado di concentrazione che si ha. Ad esempio, se si dà il massimo al lavoro, nel tardo pomeriggio il proprio cervello è praticamente assente e conta solo le ore che mancano alla visione del cuscino. Io, dopo una giornata di lavoro media, onestamente non sono in grado neanche di leggere due righe. In più, al di là di lavoro e hobbies, vi sono altre attività da compiere durante la giornata che vanno considerate, come cucinare, docciarsi, fare la spesa, pulire la casa, pagare le bollette, amici/fidanzata etc.

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[IT] Cos’è il mini-size encoding + Guida all’utilizzo di Cyko

05/07/2013

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Di recente va di moda codificare gli anime da condividere sui circuiti Peer-to-Peer in un modo in cui il file pesi davvero poco e la qualità non risulti troppo compromessa (anni luce avanti comunque rispetto ai compromessi qualitativi possibili anni fa). Il nome tecnico è “mini-size encoding” ed una delle community maggiori dedicate a questo è Minitheatre, dove vengono pubblicate guide, software ed anime codificati con questo sistema.

Uno dei software migliori per farlo (tra l’altro anche multipiattaforma) è Cyko, che non è altro che una GUI per Handbrake, con qualche ottimizzazione ad-hoc nella scelta dei parametri da far modificare all’utente. Non mi soffermo sulle spiegazioni tecniche, le potete leggere sul sito di Cyko.

Personalmente, lo sto adoperando per comprimere dei film selezionati da mettere sul mio Galaxy S3 da guardare in vacanza. Se ce li metto “nudi e crudi” o se li converto in MP4 con l’adorato Freemake Video Converter, prendono troppo spazio, da qui l’interesse per il mini-encoding. La tecnica raggiunge il suo apice sugli anime, perchè lavora sulle ampie campiture dello stesso colore, ma anche sui film tradizionali si ottiene un buon risultato.

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[IT] Nel magico mondo dei “cabin approved backpacks”

28/06/2013

Se viaggiate con compagnie aeree low-cost, saprete dei limiti di dimensione e peso a cui devono sottostare i bagagli a mano, ovvero i trolley, le borse o gli zaini che portate con voi sull’aereomobile. Per quanto riguarda il peso, vi consigliavo tempo fa l’acquisto di una bilancia portatile, che con pochi spicci vi risolve il problema, ma per quanto riguarda le dimensioni come si fa?

L’e-commerce mondiale ha una risposta a (quasi) qualsiasi esigenza! Da qualche tempo, infatti, si parla di cabin-approved” bags e backpacks, ovvero borse e zaini che escono già di fabbrica con le dimensioni perfettamente compatibili con quelle richieste dalle compagnie aeree low-cost. Acquistiamone uno/a e dimentichiamoci per sempre lo stress da gabbiotto! L’azienda più famosa attiva in questa nicchia di mercato è la Cabin Max, che è totalmente devota alla produzione di questa tipologia di prodotti. Su Amazon però non ne parlano un gran bene, costa 30 euro e quello vale. Personalmente non ne ho mai testata una, ma penso che per metterci quattro vestiti ed effetti personali per fare un viaggetto breve ogni tanto vada più che bene, ma nel mio caso, visto che trasporto più che altro roba tecnologica nel mio bagaglio a mano, ho optato per qualcosa di qualitativamente superiore, onde evitare che mi si rompa in viaggio con conseguente sinfonia di bestemmie.

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[IT] Un Samsung Galaxy S3 per domarli tutti!

25/06/2013

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Qualche settimana fa ho acquistato un Samsung Galaxy S3 16 Gb bianco su Amazon.de a 370 € spedito, quando il prezzo di listino è pari a 499 € ed il prezzo più basso al quale si trova in Svezia è pari a 440 €. Ho poi contestualmente acquistato una cover flip-case con funzione stand (SKU 188496) sul mio sito cinese di fiducia, estremamente utile per guardare i video sul letto o in viaggio.

Perchè acquistare un S3 quando è uscito l’S4? Perchè al momento ha un superlativo rapporto qualità/prezzo; perchè il processore quadcore che l’S3 monta sotto il culo ha una potenza impressionante che soddisfa ampiamente qualsiasi esigenza, rendendo davvero superflua l’adozione dell’octacore dell’S4; perchè è sul mercato da quasi un anno ed è comprovata la sua stabilità; perchè è un top di gamma e sarà supportato a lungo (da Samsung e dalla community dei rom makers); perchè la Samsung ha di recente rilasciato la batteria estesa ufficiale per l’S3 (come fece in passato per l’S2), un accessorio che pochissimi smartphones sul mercato possono vantare (nessuno della serie Nexus ad esempio), e di cui nel prossimo futuro provvederò all’acquisto; infine, perchè è facilmente rivendibile.
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[IT] Bilance portatili, strumenti indispensabili per il viaggatore low-cost! (Recensione SKU 35716)

04/02/2013

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Se anche voi siete soliti viaggiare con compagnie aeree low-cost (Ryan Air, Norwegian..), avrete avuto sicuramente a che fare con i limiti di peso che impongono sui bagagli, in genere 10 kg per quello a mano (incluso nel biglietto) e 20 kg per quello da stiva (da pagare a parte). Se avete abbastanza esperienza con gli aeroporti italiani ed europei, saprete bene che in alcuni di questi non pesano mai il bagaglio a mano, al massimo ne misurano il volume col gabbiotto, ma in tutti quanti pesano quello da stivare. In embrambi i casi, qualora viaggiaste con un bagaglio dal peso superiore ai limiti, sarete costretti seduta-stante a pagare un sovrapprezzo abbastanza salato, il che vanificherebbe tutto l’ambaradan di sacrifici che avete fatto per accaparrarvi un biglietto low-cost (acquisto fatto tre mesi prima, scelta di un aeroporto secondario e di orario di viaggio non ottimali, ore sprecate in bus-navetta…). I limiti sui bagagli penso siano giustissimi, daltronde loro guadagnano su quello. Ti offrono un servizio ad un prezzo più onesto delle compagnie di linee, ma ciò comporta qualche rinuncia per il viaggiatore, che però diventa meno fastidiosa se si adopera l’intelligenza.

Uno dei trick più funzionali è quello di presentarsi all’aeroporto con il bagaglio già accuratamente pesato a casa propria. Il viaggiatore low-cost intelligente non paga mai sovrapprezzi nè dà luogo a sceneggiate pietose in aeroporto come la migrazione delle mutande dal bagaglio da stiva a quello a mano per equilibrare il peso. Il viaggiatore low-cost intelligente passa inerme e col portafoglio intatto attraverso drop-in e check-in, lasciando le scene pietose di cui sopra ai viaggiatori low-cost improvvisati o agli italioti, che in aeroporto strillano e sostengono che non sia giusto avere un limite di peso, che loro hanno pagato il biglietto, che faranno ricorso, che tu non sai chi sono io, blah blah blah. I limiti di peso stanno scritti chiaramente sui siti internet delle compagnie, se non li hai letti è colpa tua e quindi paghi. La giustizia non ammette ignoranza.

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[IT] La frammentarietà di Soundcloud rappresenta un limite per la sua crescita?

22/01/2013

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Su Soundcloud ho da sempre avuto un parere contrastante: se da un lato ne ho sempre criticato alcune scelte “tecniche” (e la nuova, pesantissima interfaccia grafica dotata di funzione “endless scrolling” introdotta recentemente non è un miglioramento in tal senso…), dall’altro ne ho sempre apprezzato l’eccellente capacità di porsi come “incubatore” di nuovi sottogeneri e sonorità underground, che proprio su piattaforme sociali come questa nascono e hanno modo di farsi conoscere al pubblico più attento della Rete.

Soundcloud nasce in risposta ad un’esigenza che tutti i producers di musica elettronica hanno sperimentato sulla propria pelle almeno una volta nella vita, ovvero la voglia impellente di far ascoltare immediatamente a qualcuno il proprio, nuovissimo pezzo appena ultimato e caldo-caldo di “Export” da Ableton Live. Se fino a qualche anno fa si chiedeva un parere alle cerchie di amici “virtuali” che ci si era creati negli anni su forum specializzati e canali IRC, spammando il link al proprio pezzo come se non ci fosse un domani, adesso con Soundcloud si fa molta meno fatica. Si carica il proprio pezzo lì, a volte anche incompleto (“draft”, “alpha version” e “beta version” pullulano come funghi), ci si prepara un caffè e si attende che le funzioni social della piattaforma facciano il resto.

Con Soundcloud, essere ascoltati non è più un’impresa, non è più necessario spammare in giro, non è più necessario avere conoscenze in merito a servizi gratuiti di hosting, upload, ftp e quant’altro. Il commento è dietro l’angolo, basta che l’utente segua la semplicissima (rispetto ad altri servizi) procedura di registrazione del sito ed è pronto a scrivere frasi virili  (come l’evergreen: “my rubix cube fell off my desk and solved itself”) in corrispondenza del minuto 1:13 del vostro pezzo dubstep, quando entra in scena il tanto atteso drop” di basso spaccandovi il subwoofer (e prevedibilmente anche gli ammenicoli dei vicini di casa di sesso maschile). Non è neanche più così complicato come prima collaborare con qualche altro producer in giro per il mondo o accaparrarsi la cantante più in voga del momento nell’underground per una parte vocale o ottenere un remix chillwave. Tutti si iscrivono a Soundcloud, tutti si incontrano su Soundcloud, tutto gira intorno a Soundcloud, tutto nasce su Soundcloud.
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[IT] Recensione Bookdepository.co.uk

29/11/2012

Quando sperimento un nuovo sito di e-commerce o un nuovo servizio che mi esalta, mi fa piacere spenderci due parole qui sul blog e consigliarlo a tutti voi, come si faceva una volta dopo aver letto un buon libro. Questa volta volevo scrivere due righe sul sito inglese Bookdepository.co.uk, validissima alternativa ad Amazon per quanto riguarda l’acquisto di libri e fumetti in lingua inglese (e non solo), se non addirittura più conveniente in molti casi.

La caratteristica principale di Bookdepository sono le spedizioni gratuite di tutto il catalogo in tutto il mondo, via posta ordinaria (nella classica busta bianca con le bolle per le edizioni pocket o nei folder di cartone per i volumi più voluminosi) e non tracciata chiaramente. In più, ha dei prezzi spesso molto bassi, addirittura un 30% in meno rispetto ad Amazon su quello che ci acquisto io (manga in inglese). Questo perchè non ha un deposito centrale da mantenere, bensì la merce viene spedita direttamente dai singoli fornitori, con un risparmio straordinario alla voce “costi di gestione”.
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[IT] Come convertire i filmati da DVD a smartphone Android / iPhone, inclusi sottotitoli

12/11/2012

Cercavate un software che rippasse i vostri dvd preferiti e li convertisse in un formato visualizzabile sul vostro smartphone Android o sul vostro iPhone? Cercavate un software che vi permettesse anche di rippare i sottotitoli ed eventualmente di scegliere una traccia audio differente dalla lingua italiana? Cercavate un software che faccia tutto ciò in pochi click e soprattutto che sia gratuito? Esiste, è per piattaforma Windows e si chiama Freemake VIdeo Converter!
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[IT] L’importante rapporto tra il sito web di una netlabel e la pubblicazione delle esibizioni live del suo rooster di artisti

27/10/2012

Devo dire che mi ha positivamente colpito la scelta della netlabel portoghese Enough Records, che nell’ultimo restyling del proprio sito ha inserito nella homepage una sezione dedicata alle esibizioni live del proprio rooster di artisti. Questa scelta dovrebbe essere effettuata anche dalle netlabels di casa nostra appena possibile. Da un lato è vero che le releases sono spesso autoproduzioni di “bedroom producers” che non hanno nè i mezzi nè (spesso) la voglia di procurarsi la possibilità di suonare live in giro, ma dall’altro è anche vero che alcuni di loro ci riescono (frequenti sono i djsets, ad esempio), per cui perchè non supportarli? Perchè non far sapere a noi ascoltatori dove suoneranno gli autori delle nostre releases preferite? Anche si trattasse di un piccolissimo pub di paese, perchè non far girare l’informazione? Potremmo trovarci da quelle parti ed avere piacere ad ascoltarli.

Il mio invito è proprio questo: se si gestisce una netlabel, non ci si limiti soltanto alla mera pubblicazione di releases, ma si pubblicizzino le attività (in senso ampio, non solo i live) dei propri artisti, si curi il rapporto professionale che vi lega e si aiuti noi ascoltatori a supportare “fisicamente” questi artisti che hanno scelto una strada alternativa al copyright tradizionale per dare sfogo alla propria vena musicale.


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