04/02/2013

Se anche voi siete soliti viaggiare con compagnie aeree low-cost (Ryan Air, Norwegian..), avrete avuto sicuramente a che fare con i limiti di peso che impongono sui bagagli, in genere 10 kg per quello a mano (incluso nel biglietto) e 20 kg per quello da stiva (da pagare a parte). Se avete abbastanza esperienza con gli aeroporti italiani ed europei, saprete bene che in alcuni di questi non pesano mai il bagaglio a mano, al massimo ne misurano il volume col gabbiotto, ma in tutti quanti pesano quello da stivare. In embrambi i casi, qualora viaggiaste con un bagaglio dal peso superiore ai limiti, sarete costretti seduta-stante a pagare un sovrapprezzo abbastanza salato, il che vanificherebbe tutto l’ambaradan di sacrifici che avete fatto per accaparrarvi un biglietto low-cost (acquisto fatto tre mesi prima, scelta di un aeroporto secondario e di orario di viaggio non ottimali, ore sprecate in bus-navetta…). I limiti sui bagagli penso siano giustissimi, daltronde loro guadagnano su quello. Ti offrono un servizio ad un prezzo più onesto delle compagnie di linee, ma ciò comporta qualche rinuncia per il viaggiatore, che però diventa meno fastidiosa se si adopera l’intelligenza.
Uno dei trick più funzionali è quello di presentarsi all’aeroporto con il bagaglio già accuratamente pesato a casa propria. Il viaggiatore low-cost intelligente non paga mai sovrapprezzi nè dà luogo a sceneggiate pietose in aeroporto come la migrazione delle mutande dal bagaglio da stiva a quello a mano per equilibrare il peso. Il viaggiatore low-cost intelligente passa inerme e col portafoglio intatto attraverso drop-in e check-in, lasciando le scene pietose di cui sopra ai viaggiatori low-cost improvvisati o agli italioti, che in aeroporto strillano e sostengono che non sia giusto avere un limite di peso, che loro hanno pagato il biglietto, che faranno ricorso, che tu non sai chi sono io, blah blah blah. I limiti di peso stanno scritti chiaramente sui siti internet delle compagnie, se non li hai letti è colpa tua e quindi paghi. La giustizia non ammette ignoranza.
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Pubblicato da eldino
22/01/2013

Su Soundcloud ho da sempre avuto un parere contrastante: se da un lato ne ho sempre criticato alcune scelte “tecniche” (e la nuova, pesantissima interfaccia grafica dotata di funzione “endless scrolling” introdotta recentemente non è un miglioramento in tal senso…), dall’altro ne ho sempre apprezzato l’eccellente capacità di porsi come “incubatore” di nuovi sottogeneri e sonorità underground, che proprio su piattaforme sociali come questa nascono e hanno modo di farsi conoscere al pubblico più attento della Rete.
Soundcloud nasce in risposta ad un’esigenza che tutti i producers di musica elettronica hanno sperimentato sulla propria pelle almeno una volta nella vita, ovvero la voglia impellente di far ascoltare immediatamente a qualcuno il proprio, nuovissimo pezzo appena ultimato e caldo-caldo di “Export” da Ableton Live. Se fino a qualche anno fa si chiedeva un parere alle cerchie di amici “virtuali” che ci si era creati negli anni su forum specializzati e canali IRC, spammando il link al proprio pezzo come se non ci fosse un domani, adesso con Soundcloud si fa molta meno fatica. Si carica il proprio pezzo lì, a volte anche incompleto (“draft”, “alpha version” e “beta version” pullulano come funghi), ci si prepara un caffè e si attende che le funzioni social della piattaforma facciano il resto.
Con Soundcloud, essere ascoltati non è più un’impresa, non è più necessario spammare in giro, non è più necessario avere conoscenze in merito a servizi gratuiti di hosting, upload, ftp e quant’altro. Il commento è dietro l’angolo, basta che l’utente segua la semplicissima (rispetto ad altri servizi) procedura di registrazione del sito ed è pronto a scrivere frasi virili (come l’evergreen: “my rubix cube fell off my desk and solved itself”) in corrispondenza del minuto 1:13 del vostro pezzo dubstep, quando entra in scena il tanto atteso “drop” di basso spaccandovi il subwoofer (e prevedibilmente anche gli ammenicoli dei vicini di casa di sesso maschile). Non è neanche più così complicato come prima collaborare con qualche altro producer in giro per il mondo o accaparrarsi la cantante più in voga del momento nell’underground per una parte vocale o ottenere un remix chillwave. Tutti si iscrivono a Soundcloud, tutti si incontrano su Soundcloud, tutto gira intorno a Soundcloud, tutto nasce su Soundcloud.
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29/11/2012

Quando sperimento un nuovo sito di e-commerce o un nuovo servizio che mi esalta, mi fa piacere spenderci due parole qui sul blog e consigliarlo a tutti voi, come si faceva una volta dopo aver letto un buon libro. Questa volta volevo scrivere due righe sul sito inglese Bookdepository.co.uk, validissima alternativa ad Amazon per quanto riguarda l’acquisto di libri e fumetti in lingua inglese (e non solo), se non addirittura più conveniente in molti casi.
La caratteristica principale di Bookdepository sono le spedizioni gratuite di tutto il catalogo in tutto il mondo, via posta ordinaria (nella classica busta bianca con le bolle per le edizioni pocket o nei folder di cartone per i volumi più voluminosi) e non tracciata chiaramente. In più, ha dei prezzi spesso molto bassi, addirittura un 30% in meno rispetto ad Amazon su quello che ci acquisto io (manga in inglese). Questo perchè non ha un deposito centrale da mantenere, bensì la merce viene spedita direttamente dai singoli fornitori, con un risparmio straordinario alla voce “costi di gestione”.
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12/11/2012


Cercavate un software che rippasse i vostri dvd preferiti e li convertisse in un formato visualizzabile sul vostro smartphone Android o sul vostro iPhone? Cercavate un software che vi permettesse anche di rippare i sottotitoli ed eventualmente di scegliere una traccia audio differente dalla lingua italiana? Cercavate un software che faccia tutto ciò in pochi click e soprattutto che sia gratuito? Esiste, è per piattaforma Windows e si chiama Freemake VIdeo Converter!
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Pubblicato da eldino
27/10/2012

Devo dire che mi ha positivamente colpito la scelta della netlabel portoghese Enough Records, che nell’ultimo restyling del proprio sito ha inserito nella homepage una sezione dedicata alle esibizioni live del proprio rooster di artisti. Questa scelta dovrebbe essere effettuata anche dalle netlabels di casa nostra appena possibile. Da un lato è vero che le releases sono spesso autoproduzioni di “bedroom producers” che non hanno nè i mezzi nè (spesso) la voglia di procurarsi la possibilità di suonare live in giro, ma dall’altro è anche vero che alcuni di loro ci riescono (frequenti sono i djsets, ad esempio), per cui perchè non supportarli? Perchè non far sapere a noi ascoltatori dove suoneranno gli autori delle nostre releases preferite? Anche si trattasse di un piccolissimo pub di paese, perchè non far girare l’informazione? Potremmo trovarci da quelle parti ed avere piacere ad ascoltarli.
Il mio invito è proprio questo: se si gestisce una netlabel, non ci si limiti soltanto alla mera pubblicazione di releases, ma si pubblicizzino le attività (in senso ampio, non solo i live) dei propri artisti, si curi il rapporto professionale che vi lega e si aiuti noi ascoltatori a supportare “fisicamente” questi artisti che hanno scelto una strada alternativa al copyright tradizionale per dare sfogo alla propria vena musicale.
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21/10/2012

Quando si acquista un SSD si è convinti, incosciamente o meno, che non ci abbandonerà mai, perchè hanno mille-mila qualità e rappresentano un grande balzo in avanti rispetto agli hard disk tradizionali. Niente di più errato, anche gli SSD muoiono. E lo fanno nel modo più subdolo possibile: in silenzio, da un giorno all’altro, senza preavvisarci, al contrario, di quanto (spesso) accade con gli hard disk tradizionali, che fanno rumori metallurgici in stile Transformers prima di lasciarci.
A questa considerazione sono giunto qualche settimana fa, quando uscendo da una sospensione sul mio Macbook Pro, l’OCZ Vertex 2 da 128 Gb amorevolmente acquistato per lui ha deciso di suicidarsi, così, di botto, dopo soltanto un anno e mezzo di utilizzo. Avendo gli ssd Vertex ben tre anni di garanzia del produttore, a breve richiederò una RMA per rimandarglielo indietro, ma la riflessione resta. Un hard disk tradizionale, e ne ho una quindicina, non mi è mai durato così poco, e mi ha sempre “avvisato” prima di morire, in modo da poter salvare i dati salvati dopo l’ultimo backup, ma con questo SSD non è accaduto. Per cui, gli ssd sono indubbiamente un’invenzione fantastica ma andateci cauti, non sono immortali
(Fonte immagine: OCZ)
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13/02/2012

Al di là di roba Creative Commons e netlabel, scarico e ascolto ben poco. Questo “poco” si riduce a pezzi/album random di genere dubstep, chillwave, witchouse e post-rock. Essendo tutti generi di nicchia, spesso pubblicati da label piccole o minuscole, è davvero difficile tener traccia di tutto ciò che esce senza usare blog specializzati, che in genere forniscono anche un link per scaricare (a scrocco) l’album da uno dei migliaia di siti di free hosting disponibili (ultimamente, dopo la scomparsa di Megaupload, sono rimasti in piedi un po’ meno di migliaia…).
Su questi blogs, che seguo da anni, è da un po’ di tempo che si registra un’inversione di tendenza. Se prima la maggior parte di questi prodotti musicali di nicchia provenivano quasi esclusivamente da etichette discografiche più o meno underground, adesso invece è sempre di più l’autoproduzione a farla da padrone. Leggi il seguito di questo post »
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Creative Commons, Musica 2.0, Netlabel, Opinioni Tecniche, Opinions | Messo il tag: bandcamp, chillwave, dubstep, netaudio, netlabels, Post-Rock, soundcloud, witchouse |
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07/12/2011
Anche tu hai trovato lavoro all’estero e per festeggiare il tuo primo stipendio in maniera davvero “nerd”, vuoi fare qualche acquisto su eBay come eri solito fare in Italia. Per fare acquisti su eBay con Paypal, è necessario che l’indirizzo di spedizione corrisponda a quello inserito in Paypal; i venditori si rifiuteranno di spedirti la merce altrove. “No problem” dirai tra te e te.
Accedi tutto preso bene al tuo conto Paypal, vai nella sezione profilo e provi ad inserire il tuo nuovo indirizzo all’estero, ma toh!, che strano, Paypal ti impedisce di cambiare la nazione. L’unico indirizzo di cui puoi modificare la nazione è quello relativo al “gift address” (l’indirizzo a cui spedire i regali), ma non sembra essere possibile selezionarlo durante le transazioni su eBay.
Allora cosa fai? Ti metti prima a spulciare nelle FAQ di Paypal e poi a googlare come se non ci fosse un domani, fin quando scopri che se apri un conto Paypal in Italia e cambi paese, dovrai chiudere il precedente conto e aprirne uno nuovo appositamente. Raccapricciante. Contatti l’assistenza via e-mail e ricevi la seguente risposta pre-impostata:
“Ti informiamo che se ti trasferisci in un altro Paese, devi chiudere il tuo conto PayPal precedente e aprirne uno nuovo utilizzando il tuo nuovo indirizzo. Se disponi di un indirizzo in entrambi i Paesi, puoi tenere il tuo conto PayPal precedente e aprirne uno nuovo, ma solo uno dei due conti potrà essere un conto Premier o Business. [..]“
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16/09/2011

Cercare lavoro è un vero e proprio lavoro. Non è una frase fatta, ma è la verità, specialmente in Italia dove il mercato lavorativo è in crisi da anni (non solo quello a dire il vero..). Ma con un po’ di uso creativo dell’Informatica si può risparmiare parecchio tempo e rispondere prima degli altri alle varie offerte che vengono pubblicate sulla Rete ogni giorno. Gli strumenti informatici principali che adopero io per essere quotidianamente aggiornato sulle nuove offerte di lavoro sono i feed RSS. Basta iscriversi ad un sito che li supporta con un client apposito, come il superlativo Google Reader (online client) o FeedDemon (desktop client freeware per Windows) per fare giusto due esempi, e da quel momento, qualsiasi aggiornamento del sito vi sarà direttamente recapitato nel vostro client, senza che voi dobbiate visitare il sito stesso ogni giorno. Moltiplicate questo vantaggio per cento siti e avrete compreso l’enorme risparmio di tempo che è possibile ottenere usando i feed RSS.
Purtroppo però, molti siti che pubblicano offerte di lavoro, sia quelli delle multinazionali che quelle delle agenzie di lavoro interinale, non dispongono di feed RSS, per cui si è costretti a visitare manualmente il sito giorno per giorno o ad attivare (sui siti che lo supportano) degli agenti di ricerca o dei job alerts, che spesso però funzionano in modo farraginoso o ti restituiscono risultati parziali o ti intasano l’e-mail. Per risolvere questi problemi si può adoperare l’ottimo servizio Feed43.com, che crea gratuitamente un feed RSS a partire da (quasi) tutte le pagine web. Il sito non fa altro che effettuare uno “scrub” periodico del codice HTML della pagina, da cui estrae le informazioni che ci interessano e le re-impagina come vogliamo noi, inviandocele sottoforma di feed.
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Opinioni Tecniche, Opinions, Tutorials | Messo il tag: cegos, creare feed rss gratis per qualsiasi sito, guida feed43, trucchi per cercare lavoro, tutorial |
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Pubblicato da eldino
10/09/2011
Le soluzioni di desktop remoto multipiattaforma non sono molte, ma nel caso di una macchina-target con Mac OS X si riducono ancora di più. Infatti, mentre da Windows/Mac a Linux o da Mac a Windows abbiamo un minimo di scelta, da Windows a Mac siamo costretti per forza ad adoperare il protocollo VNC, implementato in modo anche pietoso oserei dire.
Ma andiamo con ordine. In questi mesi sto riciclando il mio vecchio iBook G4 1.33 da 12′ come muletto per JDownloader. In termini meno tecnici, il mio iBook è acceso 24/24h con esclusivamente JDownloader in esecuzione a scaricare files. Il desktop remoto mi serve per accederci e aggiungere i nuovi links in JDownloader. Nulla di complesso direi.
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Linux, Mac OS X, Open Source, Opinioni Tecniche, Opinions, Software, Windows Seven, Windows Vista, Windows XP | Messo il tag: copia & incolla, desktop remoto da windows a mac os x, freenx, leopard, lion, rdp, snow leopard, tightvnc, vine server |
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26/07/2011

Come qualcuno di voi sa o intuisce da queste pagine, sono un avido lettore, e divoro di tutto, dai libri ai manuali, dai fumetti alle news online, dai magazines ai quotidiani. Per risparmiare qualche soldo e acquistare materiale editoriale mai apparso in Italia (per cui in lingua inglese), finora ho adoperato o Play.com o eBay, orientandomi verso il mercato dell’usato, che all’estero equivale alla nostra condizione “da edicola“, cioè praticamente nuovo.
A questa sintetica lista di siti aggiungo adesso e con piacere BetterWorldBooks.com, negozio online americano che vende libri usati online, direttamente o conto terzi, con l’idea di dar loro una seconda vita. Le spedizioni, come nel caso di Play.com, sono gratuite in tutto il mondo, ed i prezzi spesso (non sempre) convengono 
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Age Of Empires II, Opinioni Tecniche, Opinions, Personal, Tests | Messo il tag: age of empires II, BetterWorldBooks.com, comprare libri usati online, e-commerce, recensione, siti come Play.com, spedizioni internazionali gratis |
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25/05/2011

Un consiglio veloce! Quando acquistate un hard disk interno nuovo (IDE/SATA), specialmente nel caso in cui esso sia di grosso taglio (1,2,3 tb), dopo averlo formattatto (la prima volta fate la formattazione lenta, mi raccomando) e prima di copiarci qualsiasi dato, fategli un controllino preliminare con i software gratuiti rilasciati dai produttori. Nel mio caso, acquistando esclusivamente i superlativi Western Digital Green Power, avvio l’utility Data LifeGuard Diagnostic ed effettuo l’Extended Test. Con questo semplice stratagemma si può scoprire immediatamente se il disco ha difetti di fabbrica e lo si può inviare in garanzia senza rischiare di perdere dati o quant’altro. Se il test va a buon fine, sarete sicuri che l’hard disk sia problem-free e potrete procedere a riversarci i vostri dati.
E’ bene sapere che alcuni hard disk possono manifestare i difetti di fabbrica solo dopo qualche mese d’uso, ma ovviamente questa eventualità non è coperta da questo stratagemma e non può essere prevista in nessun modo
Questo trucchetto vi salvaguarda soltanto dagli hard disk che arrivano già “fallati”
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Hardware, Idee, Opinioni Tecniche, Opinions | Messo il tag: caviar green, Data LifeGuard Diagnostic, western digital green power |
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