[IT] Bandcamp diventa ogni giorno di più il motore trainante dell’autoproduzione musicale. Tutto questo a scapito delle netlabels?

13/02/2012

Al di là di roba Creative Commons e netlabel, scarico e ascolto ben poco. Questo “poco” si riduce a pezzi/album random di genere dubstep, chillwave, witchouse e post-rock. Essendo tutti generi di nicchia, spesso pubblicati da label piccole o minuscole, è davvero difficile tener traccia di tutto ciò che esce senza usare blog specializzati, che in genere forniscono anche un link per scaricare (a scrocco) l’album da uno dei migliaia di siti di free hosting disponibili (ultimamente, dopo la scomparsa di Megaupload, sono rimasti in piedi un po’ meno di migliaia…).

Su questi blogs, che seguo da anni, è da un po’ di tempo che si registra un’inversione di tendenza. Se prima la maggior parte di questi prodotti musicali di nicchia provenivano quasi esclusivamente da etichette discografiche più o meno underground, adesso invece è sempre di più l’autoproduzione a farla da padrone. Leggi il seguito di questo post »


[IT] Come trovare lavoro all’estero – Cambiare indirizzo nel tuo conto Paypal

07/12/2011

Anche tu hai trovato lavoro all’estero e per festeggiare il tuo primo stipendio in maniera davvero “nerd”, vuoi fare qualche acquisto su eBay come eri solito fare in Italia. Per fare acquisti su eBay con Paypal, è necessario che l’indirizzo di spedizione corrisponda a quello inserito in Paypal; i venditori si rifiuteranno di spedirti la merce altrove. “No problem” dirai tra te e te.

Accedi tutto preso bene al tuo conto Paypal, vai nella sezione profilo e provi ad inserire il tuo nuovo indirizzo all’estero, ma toh!, che strano, Paypal ti impedisce di cambiare la nazione. L’unico indirizzo di cui puoi modificare la nazione è quello relativo al “gift address” (l’indirizzo a cui spedire i regali), ma non sembra essere possibile selezionarlo durante le transazioni su eBay.

Allora cosa fai? Ti metti prima a spulciare nelle FAQ di Paypal e poi a googlare come se non ci fosse un domani, fin quando scopri che se apri un conto Paypal in Italia e cambi paese, dovrai chiudere il precedente conto e aprirne uno nuovo appositamente. Raccapricciante. Contatti l’assistenza via e-mail e ricevi la seguente risposta pre-impostata:

Ti informiamo che se ti trasferisci in un altro Paese, devi chiudere il tuo conto PayPal precedente e aprirne uno nuovo utilizzando il tuo nuovo indirizzo. Se disponi di un indirizzo in entrambi i Paesi, puoi tenere il tuo conto PayPal precedente e aprirne uno nuovo, ma solo uno dei due conti potrà essere un conto Premier o Business. [..]
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[IT] Come trovare lavoro con i feed RSS – Guida al servizio Feed43.com

16/09/2011

Cercare lavoro è un vero e proprio lavoro. Non è una frase fatta, ma è la verità, specialmente in Italia dove il mercato lavorativo è in crisi da anni (non solo quello a dire il vero..). Ma con un po’ di uso creativo dell’Informatica si può risparmiare parecchio tempo e rispondere prima degli altri alle varie offerte che vengono pubblicate sulla Rete ogni giorno. Gli strumenti informatici principali che adopero io per essere quotidianamente aggiornato sulle nuove offerte di lavoro sono i feed RSS. Basta iscriversi ad un sito che li supporta con un client apposito, come il superlativo Google Reader (online client) o FeedDemon (desktop client freeware per Windows) per fare giusto due esempi, e da quel momento, qualsiasi aggiornamento del sito vi sarà direttamente recapitato nel vostro client, senza che voi dobbiate visitare il sito stesso ogni giorno. Moltiplicate questo vantaggio per cento siti e avrete compreso l’enorme risparmio di tempo che è possibile ottenere usando i feed RSS.

Purtroppo però, molti siti che pubblicano offerte di lavoro, sia quelli delle multinazionali che quelle delle agenzie di lavoro interinale, non dispongono di feed RSS, per cui si è costretti a visitare manualmente il sito giorno per giorno o ad attivare (sui siti che lo supportano) degli agenti di ricerca o dei job alerts, che spesso però funzionano in modo farraginoso o ti restituiscono risultati parziali o ti intasano l’e-mail. Per risolvere questi problemi si può adoperare l’ottimo servizio Feed43.com, che crea gratuitamente un feed RSS a partire da (quasi) tutte le pagine web. Il sito non fa altro che effettuare uno “scrub” periodico del codice HTML della pagina, da cui estrae le informazioni che ci interessano e le re-impagina come vogliamo noi, inviandocele sottoforma di feed.
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[IT] La soluzione migliore per accedere da Windows a Mac via desktop remoto

10/09/2011

Le soluzioni di desktop remoto multipiattaforma non sono molte, ma nel caso di una macchina-target con Mac OS X si riducono ancora di più. Infatti, mentre da Windows/Mac a Linux o da Mac a Windows abbiamo un minimo di scelta, da Windows a Mac siamo costretti per forza ad adoperare il protocollo VNC, implementato in modo anche pietoso oserei dire.

Ma andiamo con ordine. In questi mesi sto riciclando il mio vecchio iBook G4 1.33 da 12′ come muletto per JDownloader. In termini meno tecnici, il mio iBook è acceso 24/24h con esclusivamente JDownloader in esecuzione a scaricare files. Il desktop remoto mi serve per accederci e aggiungere i nuovi links in JDownloader. Nulla di complesso direi.
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[IT] Comprare libri usati online su BetterWorldBook.com

26/07/2011

Come qualcuno di voi sa o intuisce da queste pagine, sono un avido lettore, e divoro di tutto, dai libri ai manuali, dai fumetti alle news online, dai magazines ai quotidiani. Per risparmiare qualche soldo e acquistare materiale editoriale mai apparso in Italia (per cui in lingua inglese), finora ho adoperato o Play.com o eBay, orientandomi verso il mercato dell’usato, che all’estero equivale alla nostra condizione “da edicola“, cioè praticamente nuovo.

A questa sintetica lista di siti aggiungo adesso e con piacere BetterWorldBooks.com, negozio online americano che vende libri usati online, direttamente o conto terzi, con l’idea di dar loro una seconda vita. Le spedizioni, come nel caso di Play.com, sono gratuite in tutto il mondo, ed i prezzi spesso (non sempre) convengono :)
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[IT] La prima cosa da fare dopo aver acquistato un hard disk nuovo?

25/05/2011

Un consiglio veloce! Quando acquistate un hard disk interno nuovo (IDE/SATA), specialmente nel caso in cui esso sia di grosso taglio (1,2,3 tb), dopo averlo formattatto (la prima volta fate la formattazione lenta, mi raccomando) e prima di copiarci qualsiasi dato, fategli un controllino preliminare con i software gratuiti rilasciati dai produttori. Nel mio caso, acquistando esclusivamente i superlativi Western Digital Green Power, avvio l’utility Data LifeGuard Diagnostic ed effettuo l’Extended Test. Con questo semplice stratagemma si può scoprire immediatamente se il disco ha difetti di fabbrica e lo si può inviare in garanzia senza rischiare di perdere dati o quant’altro. Se il test va a buon fine, sarete sicuri che l’hard disk sia problem-free e potrete procedere a riversarci i vostri dati.

E’ bene sapere che alcuni hard disk possono manifestare i difetti di fabbrica solo dopo qualche mese d’uso, ma ovviamente questa eventualità non è coperta da questo stratagemma e non può essere prevista in nessun modo :) Questo trucchetto vi salvaguarda soltanto dagli hard disk che arrivano già “fallati” :)


[IT] Risposta all’articolo “Filesharing illegale di fumetti su Internet: cosa ne pensano Andrea Baricordi, Carmine di Giandomenico e Claudio Calla”

28/04/2011

Nell’articolo  “Filesharing illegale di fumetti su Internet: cosa ne pensano Andrea Baricordi, Carmine di Giandomenico e Claudio Calla“, pubblicato qualche settimana fa su Comicsblog.it, l’Autore fa un approfondimento sul tema delle scans usufruendo di tre interviste a tre addetti ai lavori del fumetto nostrano, tra cui Baricordi (ex-Star Comics, ex-GP Publishing, ora in Ronin Manga e Kappa Edizioni), che seguo in molte sue incursioni online ma che personalmente gradisco più come editor che come opinionista.

Come mi aspettavo di primo acchitto leggendo il titolo, queste tre interviste contengono per lo più inesattezze, che è bene fugare per evitare ulteriore disinformazione sull’argomento.

Innanzitutto, bisogna fare delle distinzioni, perchè il mercato delle “scans” disponibili in Italia è abbastanza differenziato, ma lo scenario descritto nell’articolo si fa portavoce di una conoscenza del fenomeno che definire inesatta è un eufemismo.
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[IT] Come riparare un iBook con il sugru

28/03/2011

Non so se ne avevate già sentito parlare, ma non molto tempo fa alcuni ragazzi inglesi hanno inventato un nuovo prodotto rivoluzionario, a cavallo tra plastilina e silicone, capace di riparare i più disparati oggetti. Questo progetto ha preso il nome di sugru, ed è stato presentato al mondo con tutti gli strumenti tipici del Web 2.0, social networks e Youtube in primis. Sia il marketing che il packaging riflettono la giovane età dietro le menti del progetto, e i risultati si sono visti, creando in brevissimo tempo una folta community di appassionati del sugru in giro per il mondo.

Io seguo il progetto sugru fin da quando non era neanche disponibile per l’acquisto, ma era giusto un sito web con qualche video e foto dimostrativi delle sue enormi potenzialità. Da qualche settimana è uscita la versione bianca e mi sono deciso finalmente di acquistarlo, sfruttando alcuni spiccioli rimastimi sulla Postepay come resto di un altro ordine. Ho acquistato lo Smart Hacks Pack, che contiene sei sacchettini da 5 gr di sugru in un colore a scelta, nel mio caso bianco. Mi è costato poco meno di 9 euro spedito con posta semplice (Royal Mail), e mi è arrivato dopo soli 5 giorni.

Il sugru si ordina direttamente dal loro sito ufficiale (sezione “buy some”), non è necessario nè registrarsi nè loggarsi, e si paga velocemente via Paypal (che potete “appoggiare” su una comune Postepay se non avete altre carte di credito). Controllate che l’indirizzo con cui vi siete registrati su Paypal sia corretto prima di procedere con l’ordine, perchè è proprio lì che vi sarà spedita la busta.
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[IT] Come aprire una netlabel: rendere disponibili tutte le releases in un unico file compresso?

22/12/2010

Bazzicando sulle pagine della netlabel Human Workshop, mi sono imbattuto in una simpatica feature che (per quanto ricordi) non mi era mai capitata finora, ovvero la possibilità di scaricare un omnicomprensivo “mp3 update pack“. Dietro questa altisonante espressione anglofona non si cela altro che un corposo file compresso (in formato RAR) da ben 1.41 Gb contenente tutte le releases della sopracitata netlabel uscite fino alla data indicata.

Badate bene, non è una feature indispensabile, ma è indubbiamente comoda, per cui se gestite una netlabel e disponete di abbastanza banda/spazio sul vostro sito web, potreste prenderla in considerazione. Il file compresso ovviamente andrebbe aggiornato e ri-caricato ogni volta sul server, possibilmente con lo stesso nome per semplicità, però accollandovi questo piccolo sacrificio, renderete il download di tutto il vostro catalogo decisamente più semplice a chi approda per la prima volta sulla vostra etichetta. Gli basterà, infatti, un solo click per ottenerlo!

Neanche io, nonostante DownThemAll ed i trucchetti illustrati nei post della serie “How-to Download Whole Netlabel Catalogues With Few Clicks: The Ultimate Guide” (Ep. 1, Ep. 2, Ep. 3), riuscirei a farlo in meno clicks :-)


[IT] Vuoi rilasciare il tuo album in download gratuito su Bandcamp? D’ora in poi devi pagare!

28/11/2010

Che Bandcamp fosse un servizio da boicottare, lo sostengo fin dai tempi del post “Netlabels on Bandcamp: the rise of anti-usability“, ma nonostante i miei sforzi argomentativi, molte (troppe) netlabel e molti (troppi) musicisti indipendenti l’hanno adottata come piattaforma di riferimento per pubblicare i propri lavori gratuiti. Ma se a nulla sono valse le mie argomentazioni sull’inusabilità del servizio per noi fans e addetti ai lavori, spero almeno che il fattore economico procuri un effetto maggiore.

Il blogger Drizzi di NetMusic Life, infatti, mi fa notare con le seguenti parole, il cambiamento di policy tariffaria di Bandcamp avvenuto a settembre:

” [...] si trova a fare i conti con il rinnovamento di Bandcamp, che oltre ad aumentare le proprie tariffe sui brani in vendita (per alcuni utenti troppo elevate) ha deciso di dare a ogni artista 200 download gratuiti  e quando questi si saranno esauriti, l’artista (o label) dovrà pagare per un blocco di crediti di download gratuito. In pratica, se io carico un album su Bandcamp e lo rilascio gratuitamente, una volta superati i 200 download dovrò acquistare dei pacchetti  per avere la possibilità di continuare a rilasciarlo in questo modo. Sicuramente questo trattamento per molti utenti non è sostenibile. [...]“
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[IT] Netlabels & Blogs: una questione d’approccio

22/11/2010

Da appassionato e addetto ai lavori, oltre a curare maniacalmente i contenuti del mio blog, seguo (abbastanza in velocità, lo ammetto, e tramite Google Reader) anche tutti gli altri blog sulla scena mondiale che si interessano di netlabels, nuove releases e musica libera in generale.

In questi anni mi è venuto quasi immediato notare come la maggior parte (la totalità?) di questi bloggers seguano tutti la stessa filosofia nella scelta delle releases da segnalare o recensire, ovvero puntano incessantemente alle ultime novità. I più “pigri” si limitano a segnalare le nuove uscite con un bel copia&incolla dei vari comunicati stampa e/o descrizioni prese dai siti delle netlabel (il che lascia ad intendere che spesso ci consigliano musica che non hanno neanche ascoltato…), mentre quelli più smaliziati buttano giù una recensione, affiancandola magari a qualche mp3 selezionato da far ascoltare ai propri lettori.
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[IT] eldino al Linux Day 2010 di Cosenza: impressioni e considerazioni

25/10/2010

Giorno 23 Ottobre 2010 si è tenuto in tutta Italia l’annuale appuntamento con il Linux Day, evento molto interessante anche per chi come me sostiene da sempre l’approccio multipiattaforma e contrasta il talebanismo e la scarsa oggettività che purtroppo contagiano una grossa fetta della community del pinguino. Il Linux Day, a mio giudizio, va affrontato come un’ottima manifestazione da cui estrapolare contenuti utili a prescindere dal sistema operativo che si utilizza, e non soltanto come una messa con cui ritrovarsi con altri fedeli e darsi l’estrema unzione a vicenda.

Premesso questo, sabato pomeriggio con un paio di amici mi sono recato presso il Museo del Presente di Rende (CS), ma non in veste di relatore come in passato, bensì per seguire un paio di talk che, almeno sulla carta, sembravano molto interessanti per approfondire due idee che ho in mente per fare qualche soldo (che sarebbe anche ora!). L’intero programma della giornata lo trovate qua ed i talk che mi interessavano titolavano come segue:

Ore 17:00 – Free Hardware, robotizzare l’impossibile con Arduino
Ore 18:00 – Reti Mesh con router Linux based
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