[IT] Organizziamo un P2P.Day (Giornata Di Scambio Di Contenuti Digitali)?

Maggio 27, 2008

L’idea è semplice: organizzare un P2P.Day, ovvero una Giornata di Scambio di Contenuti Digitali. Come funziona? E’ presto detto. Si cerca un locale abbastanza grande, con degli spaziosi tavoli e delle ciabatte ben distribuite, e si invita la gente ad intervenire dotati di almeno 1 portatile, 1 hard disk esterno e un tot minimo di materiale digitale da condividere (tutte queste informazioni vengono chiaramente riportate sul flyer). In più si chiede agli interessati di pagare una piccola quota di partecipazione che andrà a coprire i costi dell’affitto del locale e della stampa dei flyer. Al costo di una birra media alla spina, ti porti a casa abbondanti quantità di cultura… non mi sembra un cattivo affare :-)

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[IT] Pendrive Party: ascolti, balli, copi la musica della serata sulla tua pendrive e te la riporti a casa!

Dicembre 2, 2007

eldino-pendrive_party_flier.jpg

L’idea di un Pendrive Party nasce come costola semplificata ed entry-level del DAAP Party [1]. Al giorno d’oggi, chiunque è dotato di una pennetta USB (tecnicamente “pendrive”) e spesso la porta con sè ovunque, viste le dimensioni ridotte, il costo irrisorio (in relazione allo spazio che ti offre) e la notevole comodità.  Di contro, un numero sicuramente minore di persone ha un computer portatile e un numero ancora più basso sà utilizzarlo lontano dalla sua scrivania ed è disposto a portarselo in giro (con tutti i rischi del caso) per partecipare ad un party (= solo qualche nerd come me con una passione smodata per la musica). Se ti rubano una pendrive da 9€/1GB, ti dispiacerà solo per i dati in essa contenuti (no backup? ahi ahi ahi) o forse neanche per quelli se era vuota, perchè il giorno dopo vai nel supermercato o dal fruttivendolo più vicino e con 10€ te la ricompri, nuova e fiammante.
Un discorso diverso si verifica invece se ti rubano il portatile o se ti si rompe nel caos generale, perché bestemmierai tutti i santi del calendario gregoriano (in ordine alfabetico e cronologico) sia per i dati conservati su di esso (e sicuramente ce ne sono!), sia per il valore economico dell’oggetto, che nel peggiore dei casi è di 399€, cifra da te sborsata quando lo comprasti in offerta super-super-sottocosto nel tuo discount di fiducia.

Immagina ora di andare in discoteca o in un locale generico dove suona un Dj. La sua selezione musicale della serata ti prende, la ascolti con gusto, la balli anche, magari nel mentre rimorchi pure una tipa in microgonna, ma quando ritorni a casa, nonostante tu sia in dolce compagnia, pensi intensamente al fatto che ti piacerebbe riascoltare 3 o 4 dei brani mixati da quel dj qualche ora prima… ma come fare per ritrovarli? La tracklist della serata non è disponibile su nessun sito web e non hai il numero di cellulare del Dj, ma anche se lo avessi, non sapresti in che lingua chiederglielo, essendo il Dj un ragazzo austro-bulgaro con residenza in Estonia capitato nel locale per caso con una valigia di mp3 e spinto dal proprietario dell’attività ad improvvisare un dj-set in cambio di una pizza e di un paio di birre medie alla spina gratis. Tutto questo ostile disegno cosmico ti impedirà di riascoltare ciò che vorresti e la situazione non cambierà nei prossimi dj-sets a cui prenderai parte.

Invece:
- SE il Dj in questione avesse composto una tracklist di sola musica libera, magari miscelando insieme una forte dose di minimal techno di provenienza netlabel con qualche ballad indie-rock di stampo Jamendiano (tanto per favorire le limonate in sala e un mood più rilassato verso tarda notte);
-  SE il proprietario del locale avesse messo a disposizione del pubblico un semplice, comune, beige pc del Paleolitico Inferiore, che a comprarlo usato lo paghi quanto un bruschetta+pizza+birra+coperto nel locale stesso, dotato di almeno una porta USB 2.0 (tanto per non fare notte nel copiare) e di abbastanza spazio libero su disco per contenere le canzoni mixate dal Dj in formato mp3;
- SE tu avessi portato con te un qualsiasi “dispositivo di storage di massa” (pennetta, lettore mp3, ipod, hard disk esterno, memoria per fotocamera+adattatore…)….

…. subito dopo il dj-set avresti potuto appropinquarti verso il primitivo pc, fare 10 minuti di fila, porgere il tuo dispositivo al ragazzo addetto, attendere qualche ulteriore minuto, e ritornare a casa con i tasca tutti i pezzi  della serata, che tu potrai ascoltare, copiare, distribuire, a volte anche remixare in maniera gratuita e legale.  Fantascienza? No, se il locale in cui sei solito andare a ballare nel weekend, si fa promotore di un Pendrive Party!

I vantaggi di un Pendrive Party rispetto ad un DAAP Party sono:
- minori risorse informatiche/logistiche necessarie (un Pendrive Party necessita solo di un pc completo, mentre un DAAP Party richiede almeno un pc completo e un router wireless, più alcuni tavoli+ciabatte per i clienti notebook-muniti);
- considerato il punto precedente, il Pendrive Party può tenersi molto più frequentemente rispetto ad un DAAP Party;
- in relazione all’introduzione di questo post, il bacino potenziale di utenti di un Pendrive Party è molto più ampio di quello di un DAAP Party (basta che ogni utente porti con sè una pendrive o dispositivo analogo per far sì che l’iniziativa riesca).

Gli svantaggi di un Pendrive Party rispetto ad un DAAP Party sono:
- selezione musicale limitata dal numero di canzoni inseribili in un djset di 1-2 ore e dal gusto del Dj (di contro, nel DAAP Party si possono condividere quantità esagerate di musica libera e l’utente notebook-munito può scegliere e ascoltare il genere che più gli aggrada da solo, senza nessuna pre-selezione ad opera di terzi);
- il DAAP Party può essere svolto anche in locali non adibiti al “chiasso notturno”, in quanto ogni partecipante ascolta la musica attraverso le proprie cuffie.

In sostanza, sia il DAAP Party che il Pendrive Party sono due tipologie di evento innovativo fondate sulle numerose possibilità introdotte dalle licenze Creative Commons nel campo dei contenuti digitali.
Dal punto di vista del proprietario di un locale, sono entrambi fattibili con un investimento economico irrisorio rispetto ai reali introiti che potrebbero generare, mentre dal punto di vista di un ente promotore rappresentano un enorme iniezione di cultura nelle vene dell’internettiano italiano medio, che può trarne nuovi input culturali e nuovi utilizzi dello strumento “download”, nel rispetto della Legge.

Ci tengo a ricordare che ciò che ho descritto in questo post rappresenta solo il “cuore” dell’idea; in realtà, il concetto di Pendrive Party è talmente flessibile e vasto da permettere infinite applicazioni, oltre ad essere adattabile ad una moltitudine di situazioni. Per approfondimenti e/o maggiori info, potete scrivermi senza problemi al mio indirizzo email (numbworks[[AT]]gmail.com) :-)

Links:
[1] DAAP Party & post analoghi: http://eldino.wordpress.com/?s=DAAP

[eldino]


[EN] Do you want to promote some Creative Commons music? Organize a nice DAAP Party!

Giugno 25, 2007

1. Introduction
My post about DAAP protocol has not been written scopeless. My obiective was to introduce it to you before posting some DAAP-based ideas I have.
One of these is called “DAAP Party”, as you see from the poster below I did (text is in italian and it sounds like “DAAP Party 2007 - Bring your mp3s and your wi-fi-enabled notebook with you. We will explain you how to make friends with the other partakers just listening to their music and sharing yours with them”):

daap_party_poster.jpg

2. What and for who
The basic idea is to invite many people who owns a notebook with working wi-fi chipset in it to a place full of tables, and explain them how share their music and listen the shared one by installing on their computers, if not present, a DAAP-compatible player. Below a list of DAAP-compatible software, taken from Wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_software_using_Digital_Audio_Access_Protocol):

daap_software-list.jpg

As you see from the image, there is enough software for every platform =) And some of these programs don’t need to be installed, so they can run from a USB thumb drive as well =)
3. How-to and by who
Fundamentally, I’d organize a DAAP Party to advertise the nicest Creative Commons music out there and to favor the birth of new friends based on common musical taste, while the owners of a netlabel could organize it to promote their artists spending few dollars.
Here a list of the needed hardware:
* a wi-fi router, possibly with 802.11g support (for better performances);
* a desktop computer, also an old one, able to run Firefly Media Center and to handle some GBs of Creative Commons music on its hard drive(s), plugged via Ethernet with the router;
* a notebook with wi-fi chipset for every partaker (not provided).

4. Client or Server
Every partaker can decide to just listen shared music or to both listen and share the mp3s saved on his/her computer. The second approach is the suggested one, but not the obligated one. Depending on his/her answer, the DAAP Party committee will install on his/her computer a client software or a client/server one, if he/she has not yet it. Every partaker who decides to share music will rename his/her shared libray to his/her name or nick, so “who listen to what” will be easily recognizable for the scope of friendship.

5. Why Firefly Media Server on the computer that acts like server?
Why use Firefly on the old desktop computer I talked about before and not, for example, daapd or Tangerine?
Because Firefly Media Server:
1. it manages many “alternative” audio formats, such as Ogg Vorbis or FLAC, and convert them to mp3 on request, so the iTunes, that doesn’t support (natively) different formats than mp3, can listen to the Creative Commons music shared by the old computer acting like server;
2. it’s simple to configure and use: you have just to define in what folder you saved the audio files and start the server, it will do the rest!
3. it’s multiplatform, so you can use as server whatever computer running whatever operating system.

The first point is particularly important. Not using Firefly means that you committee have to previously transcode all non-mp3s files to mp3 -before- starting sharing, wasting time and cpu-cycles. This has to be done to mantain compatibility with iTunes. Using Firefly will avoid this wast, because it does the job for you on every iTunes-client request. Very handy.

6. Problems
1. If the DAAP Party is opened to the public and some partakers want to share copyrighted music, they have to subscribe a paper provided by the committee where they take every responsability of this kind of sharing etc;
2. The partakers using iTunes 7.0 or later, because of some limitations introduced by Apple in the original version of DAAP, will be able to listen to shared music but not to share their music to the partakers who don’t use iTunes 7.0 or later. This problem could be solved by pushing them to install an alternative client.
3. The original DAAP protocol has been designed to support max 5 unique IP addresses in the same local subnet for 24 hours. This means that the DAAP Party partakers can’t be more than 4 (one IP address is reserved for the server described above). Since I don’t own 6 computers, I didn’t test if this limit is valid also for the “open” version of DAAP (the one used by all the players except iTunes), but if we discover than this limit is not valid for it, we could solve the max 5 IPs problem just not using iTunes.

7. Possible implementations
1. Netlabels owners can organize a DAAP Party to promote their artists.
2. The committee of a Linux Day could provide a DAAP service during all the days of the event, as support of eventual keynotes about Creative Commons and other open licenses or just to promote the free music sharing and downloading (clients as Banshee permit to copy DAAP-available music on local disk with a simple drag’n'drop).
3. A bar or a pub could setup a free DAAP service dedicated to its geek customers.
etc..

8. Conclusions
I think I gave away enough ideas, so I’d like come comments or emails about this topic =) This post, as all the others in this blog, is released under the terms of Creative Commons license, so, if in the next future you will organize a DAAP Party, please let me know =)

9. Webbografia
“iTunes”: http://www.apple.com/itunes/overview/
“Banshee”: http://banshee-project.org/Main_Page
“Amarok”: http://amarok.kde.org/
“Firefly Media Server for Linux and Windows”: http://www.fireflymediaserver.org/
“Firefly Media Server for Mac”: http://www.rokulabs.com/firefly
“MyTunes and OurTunes software page”: http://www.saveourtunes.com

[eldino]


[IT] Vuoi promuovere la musica Creative Commons? Organizza un bel DAAP Party!

Giugno 25, 2007

1. Introduzione
Il mio post relativo al protocollo DAAP (*LINK*) non è un post fatto a caso.
Il mio intento era introdurre tale protocollo per poi scrivere una serie di post su alcune idee che lo riguardano.
Una di queste è organizzare un DAAP Party, per il quale ho fatto il piccolo manifesto che vedete in basso:

daap_party_poster.jpg

2. Cosa e per chi
L’idea di base è invitare molta gente dotata di un portatile con chipset wi-fi in un luogo dotato di tavoli, e permettergli di ascoltare e/o far scoltare la propria musica installando sul loro computer, se non già presente, un player compatibile col protocollo DAAP. Ecco la lista dei software compatibili, presa da Wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_software_using_Digital_Audio_Access_Protocol):

daap_software-list.jpg

Come vedete, c’è ampia scelta per tutte le piattaforme =) E alcuni non necessitano neanche di installazione, quindi possono essere usati anche da una penna usb =)

3. Come e da chi
Principalmente, io organizzerei un DAAP Party per promuovere musica Creative Commons e per favorire la nascita di nuove amicizie in base ai comuni gusti musicali, mentre i gestori di una netlabel potrebbero organizzarlo per promuovere la musica dei propri artisti con una spesa davvero contenuta.
Ecco l’hardware necessario:
* un router wi-fi, possibilmente che supporti il protocollo 802.11g (più veloce del 802.11b);
* un computer desktop, anche vecchiotto, capace di far girare Firefly Media Server e capace di immagazzinare qualche decina di GB di musica Creative Commons sul suo/sui suoi hard disk, connesso via Ethernet al router;
* un computer portatile con chipset wi-fi per ogni partecipante (non fornito dagli organizzatori).

4. Client o Server?
Ad ogni partecipante sarà chiesto se voglia solo ascoltare la musica condivisa degli altri o voglia a sua volta condividere gli mp3 presenti sul proprio computer. Il secondo approccio è ovviamente consigliato, ma non obbligatorio. In base alla sua risposta, gli organizzatori gli forniranno un software solo client o client/server, se non ne fosse già dotato. Probabilmente gli utenti Linux avranno già a disposizione un software compatibile con il protocollo DAAP installato nella propria Linux-box, tipo Banshee, Amarok o Rhytmbox, così come gli utenti Mac avranno iTunes.
Sarà poi chiesto ad ogni partecipante di rinominare la propria condivisione con il proprio nome o nick, in modo che sia facile per altri risalire a chi ascolta cosa e fare amicizia.

5. Perchè Firefly Media server?
Perchè installare sul desktop Firefly e non, ad esempio, Tangerine o daapd?
Perchè Firefly Media Server:
1. gestisce molti formati alternativi come Ogg Vorbis o FLAC e li converte in mp3 su richiesta, in modo che anche i partecipanti dotati di iTunes, che non supporta (nativamente) formati diversi dall’mp3, possano ascoltare la musica Creative Commons;
2. è semplice da utilizzare e configurare: basta dirgli in quale cartella sono situati i file audio e avviare il server, e lui provvederà al resto!
3. è multipiattaforma, quindi potrebbe permettere agli organizzatori di riutilizzare come server qualsiasi computer a loro disposizione, a prescindere dal sistema operativo installato.

Il primo punto è particolarmente importante. Se, infatti, dal server condividessimo file in formati differenti dall’mp3, gli utenti iTunes non sarebbero in grado di riprodurli. Gli organizzatori, volendo usare un software diverso, dovrebbero quindi riconvertire tutti gli Ogg Vorbis o i FLAC in formato mp3, con conseguente perdita di tempo/cicli di CPU. Usando Firefly tale problema non esiste, perchè provvede lui, su eventuale richiesta di un client iTunes, a transcodificare on-the-fly in mp3 il file scelto.

6. Problemi
1. Se il DAAP Party è pubblico e un partecipante intende condividere della musica protetta da copyright, gli organizzatori dovranno fargli firmare un foglio in cui egli sottoscrive di essere a conoscenza dei pericoli legali legati a tale pratica, di prendersi le proprie responsabilità etc etc.
2. Se qualche partecipante utilizza iTunes 7.0 o superiore, per via di alcune limitazioni introdotte da Apple nel protocollo DAAP, potrà ascoltare la musica condivisa dagli altri ma non potrà far ascoltare la sua da chi NON usa iTunes 7.0 o superiore. Una possibile soluzione a questo problema potrebbe essere quella di fargli installare un software alternativo per la sua piattaforma.
3. Il protocollo DAAP originale è stato concepito per supportare massimo 5 indirizzi IP unici nella stessa subnet locale nell’arco di 24 ore. Ciò significa che non potranno partecipare al DAAP Party più di 4 persone (1 indirizzo IP è dedicato al server con musica Creative Commons). Non ho avuto modo di testare, non avendo 6 computer a disposizione, se tale limite sia valido anche per le implementazioni “open” del DAP, perchè se così non fosse, basterebbe che nessun partecipante usi iTunes.

7. Possibili Implementazioni
1. I gestori di una netlabel possono organizzare un DAAP Party per promuovere la musica dei propri artisti;
2. Gli organizzatori di un Linux Day possono fornire durante le giornate dell’evento un servizio DAAP ai partecipanti, per promuovere l’ascolto e il download (tramite alcuni player per Linux tipo Banshee è possibile copiare i brani dalla condivisione DAAP al proprio computer con un semplice drag & drop…) di brani gratuiti e liberi, magari come supporto ad una discussione in merito alle licenze libere, al copyleft etc;
3. Un bar o un pub può allestire un servizio DAAP per quei clienti che si portano sempre con se il proprio notebook:
etc..

8. Conclusioni
Credo di aver dato abbastanza spunti, quindi mi piacerebbero commenti o email in merito =) Questo post, come tutti gli altri del mio blog, è rilasciato sotto licenza Creative Commons, perciò se in futuro organizzerete un DAAP Party, fatemelo sapere =)

9. Webography
“iTunes”: http://www.apple.com/itunes/overview/
“Banshee”: http://banshee-project.org/Main_Page
“Amarok”: http://amarok.kde.org/
“Firefly Media Server for Linux and Windows”: http://www.fireflymediaserver.org/
“Firefly Media Server for Mac”: http://www.rokulabs.com/firefly
“MyTunes and OurTunes software page”: http://www.saveourtunes.com

[eldino]