[EN] Bash scripts & Apple Mail (.emlx files)

04/10/2010

Introduction
Apple Mail 3.6 is the default e-mail client for Mac OS X Leopard. It’s a very good client, with tons of unique features (such as smart folders) but if you need to go advanced, well… you need the power of Bash shell and some command-line kung-fu.

The really cool stuff about Apple Mail is that it saves e-mails as multiple .emlx files (one .emlx file = one e-mail), instead of compressing all your mailbox inside a big, chunky, bloated .mbox file like many other clients do. The .emlx approach slows up a lot Apple Mail when you get a big mailbox (20000+ mails), but it’s easy to deal with it via Bash scripts.

I made four handy Bash scripts to deal with Apple Mail. The posts are written in italian, but the sourcecodes (comments, error messages, variable names..) are written in english. You have to provide the path to your mailbox folder to some of these scripts , so change the “mail_folder” variable according to your needs before executing the scripts. To run the scripts, launch the Terminal and type something like (change the script name according to your needs):


chmod +x mail2topwordlist.sh
sh mail2topwordlist.sh

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[IT] Il comando uptime in MS-Dos: l’ennesima porcata made in Microsoft

19/09/2010

Da utente con un buon background *NIX, ricavare l’uptime (il tempo di funzionamento del sistema dall’ultima accensione) di una macchina per me è sempre stato sinonimo di apertura del Terminale e immissione del comando “uptime“.

Semplice, veloce, facile da memorizzare, facile da adoperare negli scripts e soprattutto universale.

Ma su MS-Dos, brutta copia delle shell *NIX, anche le operazioni così semplici diventano fonte inesauribile di bestemmie, e dimostrano, per l’ennesima volta, quanto i software Microsoft siano stati prodotti senza un’efficiente pianificazione su carta prima della stesura del codice.
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[IT] Bash: come interfacciarsi con Apple Mail via script (Mac OS X Leopard) – Parte 4/4

04/09/2010

Parte 1/4, Parte 2/4, Parte 3/4

Introduzione:

L’ultimo script che vi presento non si interfaccia direttamente con Apple Mail, bensì funge da strumento di supporto al primo script,trasformando il file CSV prodotto da quest’ultimo in un “cloud text”, ovvero in un file di testo da usare per ricavare un tag cloud.

Lo script csv2cloudtext.sh:
Mettiamo caso che abbiate a disposizione una lista di parole e la relativa ricorrenza, nella forma:

inutile,5
microcefalo,3
tronista,2
violenza,1

e desideriate automaticamente ricavarne un file di testo strutturato come segue:

inutile
inutile
inutile
inutile
inutile
microcefalo
microcefalo
microcefalo
tronista
tronista
violenza

da incollare in servizi come Tagcrowd.com (quello che adopero io) per ricavarne un ben più leggibile tag cloud, ovvero una nuvola grafica in cui le parole vengano evidenziate in proporzione alla loro ricorrenza.

Ecco, il mio script fa esattamente questo.
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[IT] Bash: come interfacciarsi con Apple Mail via script (Mac OS X Leopard) (Mac OS X Leopard) – Parte 3/4

31/08/2010

Parte 1/4, Parte 2/4

Introduzione:
Quello che vi propongo oggi è lo script più “raw” della collezione: funziona ma necessiterebbe di alcune rifiniture ulteriori, che non sono esattamente semplici da mettere in atto per caratteristiche intrinseche della shell Bash e del formato .emlx. Ad ogni modo, ho deciso di condividerlo comunque, perchè girando sulla Rete mi sono reso conto che nessuno ha sviluppato una soluzione del genere finora.

Lo script mail2book.sh:
Mettiamo caso che riceviate/inviate una serie di e-mail il cui titolo inizi con la stessa stringa, a mò di etichetta, per esempio: “[Pink News]“:

[Pink News] Puntata #1
[Pink News] Puntata #2
[Pink News] Puntata #3
[Pink News] Puntata #4
[Pink News] Bonus estate

Tutte queste e-mail (titolo + corpo) volete raggrupparle in un unico file di testo, proprio a mò di libro.
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[IT] Bash: come interfacciarsi con Apple Mail via script (Mac OS X Leopard) – Parte 2/4

25/08/2010

Parte 1/4

Introduzione:
Dopo lo script Bash che estrae tutte le parole dal corpo delle vostre email e genera una lista delle parole più usate presentato nella prima parte, vado ora ad illustrarvi un secondo script, che svolge un altro compito decisamente utile chi usa intensamente Gmail (leggere: Tutorial: come creare una newsletter e/o una mailing-list gratuitamente e velocemente usando GMail).

Lo script mail2subjectslist.sh:
Vi siete mai chiesti quali sono le e-mail dal titolo più ricorrente nella vostra casella di posta? Oppure le e-mail che generano più risposte (replies)? Se sì, questo script vi solleticherà il palato.
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[IT] Bash: come interfacciarsi con Apple Mail via script (Mac OS X Leopard) – Parte 1/4

22/08/2010

Introduzione:
Sulla mia macchina Mac OS X Leopard uso Apple Mail come client di posta, perchè ha una serie di funzioni (come le smart folders) e chicche di usabilità che altri client si sognano. Ma quando avete esigenze che esulano da quelle standard, come nel mio caso (ma va? quando mai!), bisogna ricorrere ad altri strumenti per portare a compimento il lavoro. Nel mio caso, lo strumento da me scelto è la mia amata (e immensamente potente) shell Bash.

La Apple per il suo client Mail ha scelto un approccio diverso da tutti gli altri client sulla piazza: la posta scaricata, infatti, non viene tutta compressa in un unica, elefantiaca mailbox e salvata nel comunissimo formato .mbox, bensì ogni e-mail viene salvata in un file .emlx a sè stante. Se questa scelta da un lato ha lo svantaggio di rallentare parecchio il software nella gestione di caselle di 20000+ email, di contro rende semplicissimo usare strumenti di terze parti per interfacciarsi con la posta scaricata da Mail.

Un file .emlx, infati, non è altro che un comune file di testo contenente tutte le informazioni relative ad una e-mail, nè più nè meno. Provate ad aprirne uno con TextEdit (o altro editor a scelta) e vi renderete conto da soli che non vi sto imbarcando di cazzate :)

I quattro scripts che vi illustrerò in questa serie di tutorial servono tutti a trasformare le mail ricevute in una serie di dati utilizzabili ai fini statistici e/o per levarsi qualche curiosità :-) Per non “sporcare” i risultati è quindi consigliabile ripulire la propria casella con Mail (a mano o usando apposite smart folders) da e-mail inutili, come possono essere spam, pubblicità varie, newsletter etc. Se non si vogliono eliminare, si possono spostare temporaneamente da Posta In Arrivo in un altra cartella, per poi ripristinare il tutto quando lo script ha terminato il suo lavoro.

Lo script mail2topwordslist.sh:
Vi siete mai chiesti quali sono le parole più ricorrenti nei vostri scambi epistolari? Se la risposta è affermativa, il primo dei quattro esempi di interazione Apple Mail / Bash che voglio mostrarvi vi verrà molto comodo.
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[EN] Netaudio Diagrams: November 2008

19/11/2008

Since this post (english version here thx to embe ;)) I fixed many genre tags inside my library (“Electronic” was a too much generic tag in the most of the cases), I wrote a custom Bash script to do the iTunes Lbrary.xml to CSV conversion and I did some diagrams using Apple Numbers.

The diagrams and the tables are based on my personal library of 43.057 netaudio tracks (316 Gb) and they are very accurate. Anyway, I promise you I will keep finetuning the datas for the next diagrams (I want to reduce that “Misc” value).

I wrote a custom Bash script to retrieve datas because the Songbird plugin I used before (called Metrics) has not been ported to Songbird 7.0 yet, and because my script+Numbers combo is a lot faster and more customizable than Songbird+Metrics combo.

Ok, I wrote enough shit :) Give a look to the diagrams and leave a comment ;)

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[IT] eldinopensiero: quando hai tanta nostalgia della Bash in ambiente Windows… :-(

26/10/2008

Di recente, come avrete sicuramente letto qui, la piattaforma software/hardware principale su cui lavoro è cambiata radicalmente: da un notebook Apple sono passato ad un desktop con Windows Vista Business. Questo cambiamento presenta dei vantaggi (hardware radicalmente più potente e performante, postazione fissa, tutta la mia musica a portata di click e di iTunes, curiosità di approfondire un nuovo OS…) ma anche degli svantaggi: questa pillola di eldinopensiero tratta quest’ultimo caso.

Mac OS X, come sapranno i nerd maccofili all’ascolto, è un sistema operativo curato maniacalmente nei dettagli a tutti i livelli (livello principiante, livello utente medio, livello utente pro, livello utente nerd), perché frutto dell’ambizione di Jobs di creare il sistema operativo (ed, in senso lato, il computer) perfetto. Tra le varie chicche che questo OS presenta vi sono i numerosi “scripting layers“, letteralmente: “strati di scripting“, che è possibile sfruttare per interfacciarsi da linea di comando con le applicazioni Apple (e con molte altre di terze parti), strati, come se non bastasse, intercambiabili ed interoperabili in modo trasparente e nativo.

Il principale è l’Applescript, un linguaggio di scripting orientato agli oggetti, dalla sintassi molto simile alla lingua inglese (es. tell application “iTunes” to play track…) e integratissimo nel sistema: esso permette con estrema semplicità di compiere operazioni automatizzate scrivendo pochissime righe di codice e sfruttando le abilità già insite nei vari programmi.

Poi vi è la shell Bash, piccolo gioiello di filosofia Unix e rappresentante d’onore dello standard POSIX, che da decenni allevia le fatiche dei sys-admin di mezzo mondo.

Ve ne sarebbero altri di “scripting layers” (Perl, Python..), ma mi fermo qui, perché non è questo il succo di questo eldinopensiero. Vi basti sapere che tutti questi scripting layers sono intercomunicanti, per cui uno script che interagisce con iTunes via Applescript, che ne filtra i contenuti via comandi Bash e che formatta il tutto usando il Perl è un’operazione all’ordine del giorno su piattaforma Mac! Ed è anche abbastanza semplice da apprendere e da mettere in pratica rispetto all’apprendimento di un reale linguaggio di programmazione.

Ecco, è proprio questo che mi manca!
Abituato da 2 anni ad automatizzare tutta la mia vita ed ad avere piccoli scripts che alla pressione di un click o all’avvenire di un evento (es. inserimento di una determinata penna usb) svolgevano il lavoro per me, ritornare alla preistoria del mondo Windows è qualcosa di sconvolgente.

Ho leggiucchiato un po’ di cosine sulla nuova, rivoluzionaria Powershell di Windows Vista, ma non mi è parsa immediata come lo sono i comandi Bash (e se ne sono accorti anche loro, visto che hanno introdotto degli alias appositamente per gli unixiani – es. “ls” per “dir” etc).

Poi sono voltato verso Mr. MS-Dos, con cui avevo già avuto a che fare in passato (tuttora su uno dei miei pc girano dei batch files in formato .bat, fondamentali!), ma per svolgere compiti relativamente semplici rispetto a ciò che faccio su Mac con la shell Bash + Applescript.
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[IT] Informatica al vetriolo: Linux, fstab e la voglia di montare un hard disk all’avvio di Ubuntu senza intaccare i file di sistema

28/07/2008

Volevo rendere partecipi i più nerd tra voi di questa piccola riflessione sull’usabilità dei sistemi operativi, che trae inspirazione da una discussione che ho avuto un paio di settimane fa con l’amico linuxiano D@nselm.

Piccola premessa: su uno dei miei computer ho un dual-boot Windows XP – Ubuntu 8.04: la distro in questione, forse per ragioni di sicurezza (integrare nativamente il supporto in scrittura su volumi NTFS è utilissimo ma non noob-friendly al 100%), non monta all’avvio la mia partizione Windows, il che è abbastanza noioso per almeno 3 motivi: Google Desktop non ne indicizza i contenuti fin quando non la monto, non ho subito a disposizione i miei dati e.. cazzo, voglio la mia partizione sul desktop!

La breve discussione di cui sopra è nata dal fatto che, non essendoci un’opzione apposita da spuntare, mi è venuto spontaneo porre la seguente domanda “Come faccio a montare automaticamente all’avvio la mia partizione Windows in Ubuntu? Faccio uno script in Bash e lo metto all’avvio di Gnome?“. Prontamente l’amico D@anselm mi ha suggerito di modificare il file “fstab“, aggiungendogli una riga (contenente alcune informazioni che personalmente non conosco) relativa alla partizione da montare. Ignoro il reale vantaggio (a livello pratico, non tecnico-filosofico) di questo approccio rispetto invece ad un semplice script contenente il comando “mount /media/partizione”, visto che il risultato (agli occhi dell’utente) è uguale, ma vedo invece lo svantaggio dell’approccio fstab.

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[IT] eldino su Twitter: il vostro esperto di musica libera è sempre online!

09/01/2008

in_voyage_to_twitter_planet.jpg

Twitter [1] è questo giocoso servizio in pieno stile Web 2.0 che ti permette di inviare al Mondo intero dei messaggini di massimo 140 caratteri (poco meno di un sms), in cui solitamente si scrive ciò che stai facendo in quel momento, un po’ come il messaggio personale di MSN Messenger in chiave globale. Gli altri utenti di Twitter possono abbonarsi al tuo “twitting” diventando “followers” e leggere in tempo reale ciò che scrivi direttamente dal loro account sul sito. Se invece preferisci utilizzare il tuo client RSS, puoi abbonarti al feed Atom, anch’esso disponibile e molto comodo. Per come la vedo io, il servizio di per sè è qualcosa di perfettamente inutile e dispendioso in termini di tempo da dedicargli, almeno se lo si usa tramite il suo sito, così come lo sono molti altri servizi del Web 2.0. Però, questo forte fattore di giocosità e socialità, insieme alla possibilità di comunicare col mondo intero in un istante, lo rendono uno strumento che offre molti spunti creativi, ed essendo disponibili le API del sito, implementarne il motore in qualcosa di più complesso è un gioco da ragazzi per chi ha un minimo di competenze informatiche.

L’idea che è venuta a me è quella di utilizzarlo per creare un sistema globale di suggerimenti musicali, chiaramento orientato esclusivamente alla promozione di musica libera (prima netlabels, in futuro Jamendo). Come concetto, attinge a piene mani dal “now playing”, ovvero quel forte desiderio, sentito da moltissimi utenti, di mostrare agli altri il brano che si sta ascoltando al momento. Il “now playing” è una realtà radicata ormai da anni nei network di chat come MSN e IRC, e in tempi recenti alcuni hanno anche creato dei Javascript o soluzioni analoghe per implementarlo nei propri blogs o siti personali, ma per la mia piccola esperienza nel campo, li ritengo abbastanza macchinosi da far funzionare se non si ha un proprio dominio e un computer connesso 24/7 a casa.

Non avendo io tali fortune, ho deciso di scrivere uno script in Bash (adoro la shell Unix, si nota?) che, una volta avviato, ogni 4 minuti (questo valore può essere modificato, ma ho preferito tenermi alto per non spammare più del dovuto :-P) si interfaccia con una playlist in XML precedentemente esportata da iTunes, ne sceglie una canzone a caso, ne ricava artista/nome album/titolo brano/genere/classifica, correda il tutto con l’orario corrente la data corrente e posta sul mio account Twitter [2]. Il processo continua a lavorare in background fin quando non lo si stoppa o fin quando si è connessi ad Internet, ed ha un minimo impatto sulle risorse di sistema.

Perché ho ideato e realizzato tutto ciò? Ma è semplice! Per dare a voi utenti del mio blog un metodo semplice e rapido di avere sempre o quasi un “esperto virtuale di netlabel music” che vi dia qualche dritta su cosa ascoltare e/o scaricare o che vi suggerisca qualche netlabel che non conoscete. Collegandovi in qualsiasi momento al mio account Twitter (dal link a fine post o dal link permanente a destra), potrete vedere gli ultimi brani che ho postato, e cercando il loro release code [3] su Google, potrete procedere all’ascolto o al download degli stessi. Comodo no? Chiaramente, questo nuovo servizio non sostituisce le periodiche recensioni delle migliori netlabels e delle migliori releases che posto sul mio blog, ma ne funge da complemento :) Per una visione più completa del fenomeno “musica libera”, farete riferimento al blog, mentre per un consiglio al volo potrete rivolgervi al mio account Twitter :)

“eldino su twitter” è una sorta di Last.fm della musica libera a gestione familiare :-) o, più tecnicamente, rappresenta il microblogging di stampo Web 2.0 che abbraccia la netlabel music passando per la linea di comando :-) (w0w!)

Il mio account Twitter è attivo da un po’, ma ho deciso di pubblicare un post a riguardo solo dopo un periodo di test e debugging dello script. Se non volete/potete essere sempre connessi al sito twitter.com/eldino, potete abbonarvici usando un comune client RSS, cliccando sull’iconcina apposita direttamente da quella pagina web o inserendo manualmente il seguente link [4] nel vostro client o usando GTalk o un client per Twitter (ve ne sono molteplici per tutte i principali sistemi operativi).

Happy Twitting e.. fatevi consigliare :-)

Links:
[1] Twitter: http://www.twitter.com
[2] eldino su Twitter: http://www.twitter.com/eldino
[3] Release code: http://eldino.wordpress.com/…cose-una-release/
[4] https://twitter.com/statuses/user_timeline/11087602.atom


[IT] Automatizzare il download del pdf giornaliero di “Affari Italiani” (Mac OS X / Linux)

05/07/2007

1. Introduzione
Al giorno d’oggi un collegamento ad Internet ci offre la possibilità di tenerci informati gratuitamente su qualsiasi argomento.
Possiamo ottenere le notizie che ci interessano in molti modi, tra cui:
* manualmente, visitando con il nostro browser preferito siti quali Google News (http://news.google.it), La Repubblica (http://www.repubblica.it/), Digg (http://www.digg.com), Punto Informatico (http://www.punto-informatico.it/), Macitynet (http://www.macitynet.it/macity/) e innumerevoli altri;
* automaticamente, tramite Feed RSS (http://it.wikipedia.org/wiki/RSS): basta iscriversi ai feed dei siti/blog di interesse e dopo ogni tot di tempo il nostro client RSS preferito scaricherà le ultime notizie disponibili, senza nessuno sforzo da parte nostra.

Oltre alle notizie del tipo “testo+immagine”, possiamo accedere gratuitamente ad una serie di altri contenuti informativi di tipo multimediale (audio, video…), ad esempio iscrivendoci ai Podcasts (http://it.wikipedia.org/wiki/Podcast), Vidcasts (=video podcasts) visitando quotidianamente Youtube (http://www.youtube.com) o Google Video (http://video.google.it/), consultando i forum etc..
Da molti siti è possibile scaricare o salvare i contenuti (in maniera più o meno semplice) sul nostro computer, per poi fruirne quando più ci aggrada, ed eventualmente anche su un dispositivo differente: ad esempio, un video in formato MP4 può essere trasferito su un iPod Video o su una Sony PSP o su uno smartphone e fruito ovunque, in libertà.

2. Affari Italiani e software richiesto (per Mac OS X)
Il sito Libero.it (http://www.libero.it) pubblica ogni giorno, dal lunedì al venerdì e dopo le 17, un piccolo magazine di 2 pagine in formato PDF con tutte le principali news del giorno più qualche gossip.

ai_2007_07_04.jpg

Per scaricarlo ogni giorno, teoricamente dovrei:
* Aprire una nuova scheda nel mio browser;
* Selezionare il link dai miei preferiti;
* Aspettare il caricamento della pagina;
* Salvare il pdf odierno nella cartella giusta;
* Chiudere la scheda;

..senza considerare che ogni giorno dovrei ricordarmi di fare tutto ciò!Troppa fatica =) I computer sono fatti per agevolarci il lavoro e allora ho pensato di automatizzare tutto il procedimento tramite script, in modo da riuscire a salvare il pdf odierno di “Affari Italiani” in 2 semplici click (realmente due, non così per dire).
Per raggiungere il mio obiettivo ho utilizzato:
* un editor di testo, in particolare l’ottimo Smultron (http://smultron.sourceforge.net) per Mac OS X;
* un po’ di sano scripting in Bash (http://it.wikipedia.org/wiki/Bash);
* Automator (http://it.wikipedia.org/wiki/Automator), per l’interfaccia grafica;
* Photoshop, per completare l’opera, dotando il workflow finale di un icona personalizzata, che potete vedere in tutto il suo splendore nel mio Dock, raffigurato nell’immagine che fa da header a questo blog.

3. Lo script in Bash
Come dicevo, “Affari Italiani” esce per 5 giorni alla settimana (dal lunedì al venerdì), dopo le 17. Il link ad ogni numero è dato dal seguente schema sintattico:

http://newsletter.libero.it/cinqueallecinque/AI_AAAA_MM_GG.pdf

dove “AAAA” è l’anno, “MM” è il mese e “GG” è il giorno.
Ad esempio, il link al numero di oggi è: http://newsletter.libero.it/cinqueallecinque/AI_2007_07_05.pdf.
Partendo da queste osservazioni, ho scritto il seguente script in Bash, che:
* ottiene la data di oggi;
* se oggi è Sabato o Domenica, appare sullo schermo il seguente messaggio “Oggi Affari Italiani non viene publicato!” e lo script termina;
* se oggi è un giorno compreso tra lunedì e venerdì, appare sullo schermo il link richiesto per il download e lo script termina.
Lo script è:

#!/bin/sh
# eldino’s getToday’sAffariItalianPdf v.1.0

# main stuff
baseLink=”http://newsletter.libero.it/cinqueallecinque/AI_”
extension=”.pdf”

#core
clear
set `date`
today=`echo $1`
sunday=`echo “Sun”`
saturday=`echo “Sat”`

if test $today == $sunday || test $today == $saturday
then
echo “Oggi Affari Italiani non viene publicato!”
else
set `date “+20%y_%m_%d”`
echo $baseLink$1$extension
fi

4. Il flusso di lavoro in Automator
Questo script l’ho poi integrato in un flusso di lavoro fatto con Apple Automator, che, come vedete dallo screenshot:
1. fa apparire una finestrella che chiede se si voglia proseguire o annullare, tanto per avere il tempo di assicurarci che vi sia la connessione Internet attiva, che non sia stato un click accidentale etc..;
2. ottiene il link in base alla data odierna;
3. segue il link ottenuto e scarica il pdf in una cartella scelta dall’utente (nel mio caso, “/Users/eldino/Documents/Scripts/eldino_affaritaliani/pdfs”);
4. mostra una notifica di avvenuto scaricamento tramite Growl (http://www.growl.info).

ai_workflow.jpg

Semplice, non trovate? =)
Dopo aver configurato il flusso di lavoro in questo modo o in modo analogo, salvatelo prima come .workflow (per eventuali modifiche future) e poi come .app.

ai_registra-come-app.jpg

Se tutto è andato a buon fine, adesso vi basterà cliccare sul .app ottenuto per scaricare nella cartella da voi scelta l’ultimo numero di “Affari Italiani” =)
Nel mio caso:

ai_procedura.jpg

Ovviamente, io lo script l’ho messo nel mio Dock, perchè così, vedendolo, mi ricordo di cliccarci sopra =)

5. L’icona
L’icona che ho fatto io è la seguente (in formato PNG, 200px x 200px):

ai_icona.png

Su Mac, per trasformarla in icona, vi consiglio l’utile applicazione freeware “img2icns.app” (http://www.macupdate.com/info.php/id/18369) o qualcosa di analogo.

6. Utilizzare lo script su Linux
Non ho ancora avuto modo di adattare il mio script a Linux, perchè il mio portatile con Mandriva non ha accesso ad Internet. Ad ogni modo, non credo sia difficile riadattarlo =) Credo basti usare il comodo comando “wget”, modificando il mio script Bash nel modo seguente:

if test $today == $sunday || test $today == $saturday
then
echo “Oggi Affari Italiani non viene publicato!”
else
set `date “+20%y_%m_%d”`
wget $baseLink$1$extension CARTELLA-DI-DESTINAZIONE
fi

Se lo riadattate con successo per Linux, fatemi sapere =)
Se la vostra Linux-box è sempre connessa ad Internet, potreste associare lo script al crontab ed farlo eseguirlo automaticamente ogni giorno alle 17.15.
Enjoy.

[eldino]


[EN] Auto add mp3s in a folder to an iTunes playlist

20/06/2007

If you’d like to automatically get songs from mp3 blogs to discover new music without pain and you’d like to automatically add them to a pre-defined playlist in iTunes when the download ends, so you have just to fire up iTunes and click “Play”, well.. this tip is the right solution for you!

You need:
- a way to automatically get mp3s from blogs or from whatever else (see below);
- Automator;
- Growl;
- iTunes for Mac.

growl-automator-itunes.jpg

For the download part, I personally use the free beta of Peel, a sort of mp3 blogs client that permits you to subscribe mp3 blogs exactly like you do with your podcasts, but also the nice script described in the post titled “MP3 Blogs and wget” by Jeffrey Venn should work fine.

If you go for Peel, you will have all music in folders like:

/Users/eldino/Music/Podcasts/PEEL/Fluxblog
/Users/eldino/Music/Podcasts/PEEL/Motel Moka
/Users/eldino/Music/Podcasts/PEEL/Music for robots

..

As you see, you will have one new folder for every new blog you will subscribe to and Peel will download there the mp3s (a nice list of urls to start from is available at: http://musicblogwiki.elwiki.com/Music_Blog_Directory).

For the auto-add part, I did an applescript that points to an Automator workflow: the first one goes to your “Folder Action Script” folder (something like: /Users/eldino/Library/Scripts/Folder Action Scripts), while the second goes whatever you want. Ok, let’s start!

1) By default, the “eldino’s AA2P-Folder-Action” workflow adds the mp3s to a  pre-made playlist called “AA2P” (Auto Add To Playlist): this playlist must be manually created inside iTunes before beginning the game.

aa2p-playlist.jpg

2) After you created the playlist, start Automator and drag the “eldino’s AA2P-Folder-Action.app” on its icon on the Dock: Automator will now show you the “internals” of my workflow: you can leave them by default or modify them for your needs (by changing the name of the playlist or the Growl notification, for example!).

aa2p-workflow.jpg

3) If you change the workflow, Save it; then “File -> Save as Plug-In -> Folder Action”: give it a name and save it in the “Folder Action Script” mentioned above; then link it to your first mp3 folder.

aa2p-save-as-plugin.jpg

4) Now go to your other mp3 folders, right-click on them (or ctrl-click), and add/configure them to use the AA2P script.

aa2p-add-action-folder.jpg

5) Test the game moving or copying a mp3 file to one of your mp3 folders: if all went good, 1 second after the move/copy process ends, the aa2p workflow starts and pop up in the Dock: when it disappears, check your playlist in iTunes and see the magic! :)

(* Originally written of macosxhints.com. The workflow is downloadable from this page: http://www.macosxhints.com/article.php?story=20070301051316596. *)

[eldino]


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