25/10/2009

Introduction
Did you ever wish to download tons of gigabytes of netlabel stuff in a painless way? Ok, this guide is for you
I will show you all the coolest tricks to download whole netlabel catalogues with just some clicks
This guide will show you the basics of this “art” using one netlabel for episode
This is necessary, because every netlabel website has a different structure, so I will show you the most common cases you could stumble upon.
What do you need to follow this guide?
- Mozilla Firefox browser
- DownThemAll extension
Before proceeding with this guide, please install all the listed software. Let’s go!
Example 2: SurrealFreak netlabel
SurrealFreak netlabel shows you the easiest case you can stumble upon: all the releases are directly linked in the same page, one link for album (zip) and one link for the cover (jpeg): you need three-four clicks to get the whole catalogue
1. Go to Releases Page

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Pubblicato da eldino
19/09/2009
Introduction
Did you ever wish to download tons of gigabytes of netlabel stuff in a painless way? Ok, this guide is for you
I will show you all the coolest tricks to download whole netlabel catalogues with just some clicks
This guide will show you the basics of this “art” using one netlabel for episode
This is necessary, because every netlabel website has a different structure, so I will show you the most common cases you could stumble upon.
What do you need to follow this guide?
- Mozilla Firefox browser;
- DownThemAll extension.
Before proceeding with this guide, please install all the listed software. Let’s go!
Example 1: Terminal Station netlabel
In this example, I will show you how to download the whole catalogue of Terminal Station netlabel (while i’m writing, the last release is tsa-032) in a painless, organized and fast way.
1. Point your browser to the releases page of Terminal Station netlabel website;

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Pubblicato da eldino
13/09/2009

Non so se avete mai provato Allway Sync Free, ma se non lo avete fatto, non fatelo! E’ un software davvero penoso, e vi piego brevemente perchè.
Mi serviva un software freeware per sincronizzare automaticamente ogni notte alcune cartelle dal mio pc al mio NAS (Network Attached Storage, un hard disk di rete), ovviamente il tutto per scopi di backup. Ho installato Allway Sync Free 9.2.2 e ho speso più di due ore di tempo per configurare 7-8 jobs di sincronizzazione, uno per cartella. Dopo aver testato il tutto, ho pianificato i backup nelle ore notturne e per un paio di giorni ha funzionato egregiamente.
Ma dopo questo breve periodo, Allway Sync ha smesso di funzionare e mi è apparso il seguente messaggio:
“Attenzione, rilevato eccesso di utilizzo rispetto a tipiche esigenze personali. Si prega di acquistare Allway Sync Pro o di inserire la chiave di registrazione della licenza, se ne siete già in possesso. Sarete in grado di continuare ad usare la versione gratuita quando le statistiche di utilizzo negli ultimi 30 giorni sarà ritornato a livelli moderati. [..]“
Quando l’ho letto, mi sono girati i coglioni non poco. Sia per la pratica commerciale scorretta da parte della software house che produce suddetto tool dichiarato gratuito per uso personale e sia perchè avevo speso ore per configurare tutto ad-hoc invano.
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Pubblicato da eldino
28/08/2009
Non tutti i videogiocatori sono interessati agli ultimi titoli, bensì vorrebbero giocare on-the-road ai vecchi titoli per sala giochi e console vintage. Sotto quest’ottica, qual’è la migliore console portatile attualmente sul mercato? Chi è esclusivamente interessato al retrogaming (come me) che console deve acquistare?
Vediamole brevemente caso per caso!

Sony PSP (Playstation Portable)
La Sony PSP, previa installazione di un custom firmware, e viste le ottime caratteristiche hardware (CPU da 333Mhz, schermo LCD da 4′), è da considerarsi la console per retrogaming attualmente sul mercato col miglior rapporto qualità/prezzo. E’ capace di emulare alla perfezione (o quasi..) qualsiasi console e piattaforma di gioco uscita sul mercato fino alla Playstation 1 (inclusa). L’unica pecca è che se i vostri giochi arcade non giravano su schede come CPS1, CPS2 e Neogeo (per cui esistono gli stupendi emulatori CPS1PSP, CPS2PSP, MVPSP di nj), e non furono pubblicati per qualche console casalinga, non potrete emularli. Vi è un primitivo porting del MAME, chiamato “PSPMAME4ALL”, ma non viene aggiornato da anni, ed è praticamente impossibile trovare delle rom pacchettizzate in una versione compatibile. PSPMAME4ALL è davvero un emulatore penoso, e ammesso che riusciate, con moltissima fatica, a trovare/crearvi le rom giuste, potreste emulare al massimo giochi molto vecchi come Pac-Man. In attesa che qualche programmatore volenteroso aggiorni PSPMAME4ALL, tocca purtroppo ammettere che la PSP non può essere ancora definita la console portatile per retrogaming definitiva, anche se ci si avvicina molto, visto che molti giochi da sala giochi furono pubblicati anche per console casalinghe, che sono praticamente tutte emulate (per PSP esistono ottimi emulatori di: NES, SNES, Gameboy, Gameboy Color, Gameboy Advance, Sega Megadrive etc… qui trovate una guida abbastanza esaustiva agli emulatori disponibili per PSP).
PRO:
emula il 70-80% dei retrogames usciti fino alla Playstation 1 (inclusa), schermo ampio, cpu potente, ottimi controlli, ottimo rapporto qualità/prezzo.
CONTRO:
non è semplicissimo installare il custom firmware, non esiste un emulatore decente del MAME per giocare ai videogiochi usciti solo in sala giochi.
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8-Bit, Geeky Stuff, Hardware, Idee, News, Opinioni Tecniche, Opinions, PSP, Tests, Tutorials | Messo il tag: 8bit, arcade, console, custom firmware, Dingoo A320, emulatori, EZ Flash IV, flashcard, GameBoy Micro, Gamepark GP2X e Wiz, homebrew, mame, MAME4ALL, Nintendo DS Lite, OpenPandora, retrogamer, retrogaming, roms, Sony PSP |
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19/08/2009

JDownloader è disponibile in due versioni: una stabile, per il grande pubblico (quella che in genere utilizziamo noi utenti) e una instabile, solo per sviluppatori, detta “nightly build“.
Tutte le nuove funzioni vengono prima testate a fondo sulla “nightly” e poi, quando raggiungono la maturità, vengono inserite nella versione stabile.
Se vogliamo testarle in anteprima, possiamo installare la versione nightly seguendo questo preve tutorial:
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Pubblicato da eldino
16/08/2009

La maggior parte dei ventilatori economici che si trovano in commercio consumano dai 40 ai 60 watt (il consumo è riportato sulle confezioni), il che mi pare un tantinello eccessivo per avere un po’ di fresco quando lavoro davanti al pc, per cui mi sono inventanto una soluzione nettamente più parsimioniosa a livello di consumi.
Requisiti:
- ventilatore USB;
- adattatore USB-corrente;
In particolare, ho utilizzato un alimentatore per iPod della Apple (Apple USB Power Adapter) e un ventilatore Trust Mini USB Fan NB-1200p.
Il ventilatore, che è la parte fondamentale del progetto, lo potete acquistare al Mediaworld o in catene analoghe per un prezzo compreso tra 7.90€ e 9.90€. Acquistatelo di marche note ed evitate quelli cinesi che si trovano a pochi euro alle fiere dell’elettronica: fanno un casino bestiale ed è impossibile dopo pochi minuti lavorarci vicino.
Per rendere “da tavolo” il ventilatore USB ho utilizzato un alimentatore Apple per iPod che già possedevo, ma voi potete usarne uno di una marca qualsiasi (si trovano dai 5.90 € in sù sul mercato) oppure utilizzare un hub USB o la porta USB di un pc o di una stampante, qualora li aveste sulla scrivania.
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28/07/2009
Obiettivo della guida
Mantenere Windows XP SP3 (o altro sistema operativo principale) sull’SSD interno dell’Asus eeePC (o altro netbook), ed installare le varie versioni di Linux che si vuole testare/usare su schede SD/SDHC da cui fare il boot usando il card reader integrato (o un card reader USB). Le distribuzioni Linux sarà possibile usarle in modalità “live” (= Unetbootin) dalle schedine oppure installarle “fisicamente” sulle schedine, con tanto di Grub, swap e Home. Il vantaggio di usare schede SD/SDHC invece di pennette USB (o hard disk esterni) sussiste nel fatto che non sporgerà niente dal vostro eeePC durante l’uso e che potranno essere utilizzate a mo’ di “cartucce” intercambiabili, stile console.
Introduzione
Come sapete, ogni modello di Asus eeePC uscito è dotato di un comodo lettore di schede SD/SDHC integrato, da cui si può fare il boot tenendo premuto ESC all’apertura del portatilino (quando appare la schermata Asus, per intenderci) e scegliere “Card Reader” dal menù che appare.
Il lettore integrato di memory card per la maggior parte degli utenti rappresenta un modo economico, semplice e veloce per aumentare la capacità di storage del portatile, specialmente dei modelli dotati di SSD (Solid State Disk). Infatti, basta acquistare una simpatica scheda SD o SDHC (possibilmente Classe 6, le più veloci) e ficcarci i propri dati dentro, ne esistono tagli fino a 32 Gb, e costano davvero poco.
Io stesso ho acquistato una SDHC Classe 6 Trascend da 8 Gb con 19,90 € all’Ipercoop per espandere il piccolo SSD da 4Gb del mio Asus eeePC 701.
Schede SD/SDHC come “cartucce”?
Al di là della memorizzazione spicciola dei dati ingombranti però, le schede Secure Digital possono essere usate per installarci sopra e testare sistemi operativi Linux-based (Ubuntu, Puppy Linux, gOS..), senza intaccare il sistema operativo installato sull’hard disk del portatile, e senza occupare le porte USB (come avverrebbe facendo la stessa cosa con una penna usb). Un po’ come se le schede SD/SDHC fossero l’analogo delle “cartucce” delle vecchie console Nintendo.
Per pochi euro si possono portare a casa delle carinissime schede SD/SDHC da 2 o 4 Gb che per un sistema operativo Linux sono anche troppo, oppure si possono riciclare schede SD/SDHC che già possedete, ma che non utilizzate più perchè di tagli troppo piccoli (128Mb, 256Mb, 512Mb) e ormai troppo poco capienti anche per essere usati con una fotocamera, me che sono ancora valide per alcune distro essenziali (tipo Puppy Linux, Geexbox, Damn Small Linux..).
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Pubblicato da eldino
22/07/2009
Se avete una grossa libreria musicale (per intenderci: nell’ordine dei 400-500-600gb ed oltre di musica) e avete speso mesi per organizzarla alla perfezione nel vostro iTunes (tag corretti, classificazioni, copertine..), saprete anche voi che non conviene aggiornare la vostra copia del noto jukebok Apple appena esce una nuova versione, ma conviene sempre aspettare qualche settimana prima di farlo (così gli altri utenti faranno da cavie al posto vostro), oppure aspettare che esca una versione che introduca delle funzioni che effettivamente vi servono o che vi interessano prima di aggiornare.
Ad esempio, non è fondamentale installare una nuova minor release di iTunes se aggiunge soltanto il supporto ad un nuovo dispositivo (iPod, iPhone, AppleTV…) che voi non possedete, ma diventa interessante farlo se aggiunge una nuova funzionalità relativa alla visualizzazione o all’organizzazione dei brani.
Un approccio conservativo di questo genere limiterà esponenzialmente la possibilità che l’aggiornamento di iTunes sputtani qualcosa nella vostra libreria, e automaticamente ne gioverà il vostro tempo libero e la vostra salute.
Detto ciò, questo approccio conservativo è quello che personalmente ho adottato io da anni, e difatti fino a qualche settimana fa sul mio desktop non avevo ancora testato le versioni 8.x di iTunes, ma ero rimasto alla vetusta 7.7.
Aggiornando, ho notato una cosa che mi faceva piacere condividere con voi, specialmente se state per aggiornare anche voi dalla versione 7.x alla versione 8.x.

iTunes 8.x, all’avvio, crea le miniature per tutti gli album che avete in libreria. Questo avviene perchè dalla versione 8.0 in poi, iTunes ha notevolmente ampliato il ruolo delle copertine, prima principalmente usate solo in Coverflow, mentre dalla 8.0 in poi la fanno da padrone anche nella nuova visualizzazione a griglia.
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25/06/2009
Introduzione
Quando quasi due anni fa uscì Mac OS X 10.5 (Leopard), lessi molto sulle nuove funzioni introdotte e sulle migliorie apportate rispetto a Mac OS X 10.4 (Tiger), il sistema operativo che montava il mio piccolo iBook G4 12′ 1.33Ghz con 1.5Gb di RAM e 40Gb di hard disk. Lessi molto, ma non mi venne la voglia di provarlo, sopratutto perchè non mi andava di rischiare di spendere tempo e soldi per installare un nuovo sistema operativo, per poi ridurmi a fare con l’iBook le stesse cose che ci facevo prima usando Tiger, solo più lentamente.
Passarono i mesi ed il mio iBook G4 venne “scalciato” dal suo ruolo di macchina principale da un desktop assemblato da me e con sù sopra Windows Vista, il male! L’iBook mantenne soltanto la sua posizione di predominio nell’ambito dell’impaginazione di testi e nella redazione di presentazioni, non essendoci ancora programmi per Windows che lontamente uguagliano l’usabilità e la potenza di Apple Pages e Apple Keynote.
Qualche settimana fa, a causa della mia innata curiosità e voglia di apprendere, mi è venuta la voglia di updatare il mio Mac, principalmente per imparare Leopard (Tiger lo conosco meglio di Windows), ma anche per ridare uno spazio nella mia quotidianità informatica al mio cucciolo bianco abbandonato in una skin Tucano da ormai troppi mesi.
Di seguito, il resoconto della mia esperienza, sottoforma di tutorial
Se anche voi possedete l’ultimo modello di iBook G4 12′ uscito prima l’avvento dei Macbook e siete indecisi se installare o meno Leopard, questo è il tutorial che fa per voi
Fra poco uscirà Snow Leopard (Mac OS X 10.6) e molti faranno l’update, svendendo su eBay la loro copia retail di Leopard (Mac OS X 10.5), per cui questo tutorial potrebbe ridiventare attuale per chi voglia aggiornare il proprio vecchio Mac con Tiger spendendo quattro becchi 
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25/05/2009

Per esigenze personali e per il mio futuro lavorativo, ho iniziato da qualche settimana ad imparare REALbasic, un linguaggio di programmazione tanto di nicchia quanto interessante, perchè pensato per lo sviluppo di applicazioni multi-piattaforma (con un click compila la stessa applicazione per Windows, Linux e Mac) e finalizzato a ridare al programmatore la gioia di programmare e la possibilità di focalizzarsi sulle funzioni del software, piuttosto che perdere tempo a cercare i “;” dimenticati qua e là, o correggere le variabili scritte con un case errato (es. “NumeroCasuale”, invece di “numeroCasuale”).
Dovendo imparare un nuovo linguaggio mi sono dovuto dotare del materiale didattico necessario, che nel caso di REALbasic, vista la sua bassa diffusione, non è moltissimo per chi è alle prime armi. Oltre al manuale utente e alla documentazione fornita con l’IDE, sono riuscito a procurarmi il libro più recente sull’argomento, “Beginning REALbasic: From Novice to Professional” (Apress), scritto da Jerry Lee Ford Jr e pubblicato nel 2006, in formato digitale (pdf).
Beh, dopo aver iniziato a studiarlo, sono rimasto talmente colpito dalla chiarezza espositiva e dalla praticità dei capitoli, che arrivato neanche a metà del libro ho deciso di acquistarlo in formato cartaceo, perchè l’autore ha fatto un buon lavoro e merita davvero di essere retribuito.
Il libro non è reperibile in Italia e non è mai stato tradotto in italiano, per cui tocca per forza ordinarlo all’estero ed in inglese, poco male
Su alcuni siti europei mi sarebbe costato circa 40 euro più spese di spedizioni, mentre alcuni dei venditori americani iscritti al sistema PlayTrade (una sorta di eBay ma senza costi di commissione assurdi) lo vendevano per molto meno.
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19/05/2009

Se avete una copia di Windows Vista Business sul vostro pc, vi accorgerete presto che di base non è capace di riprodurre i dvd, perchè la Microsoft, con la sua solita politica dell’inusabilità, ha incluso il codec MPEG2 apposito per il playback dei dvd soltanto nelle versioni Home Premium e Ultimate, ma non nelle versioni Basic e Business (anche se quest’ultima costa 400 euro e quindi di più della Home Premium… mah.. 400 euro di sistema operativo e non posso vedere un dvd… e poi ci lamentiamo di Ubuntu…).
Comunque, polemiche a parte, ci sono dei sistemi alternativi per ovviare a questo problema, commerciali (es. plugins per Windows Media Player, software completi come PowerDVD…) e gratuiti, che saranno i soli che prenderò in considerazione, perchè onestamente, non esiste che io spenda denaro aggiuntivo per compiere un azione basilare come riprodurre un dvd, che su un sistema operativo come Mac OS X (ad esempio) è incluso nei 129 euro del prezzo.
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