[IT] Lo spam invade Twitter! Ecco come distinguere gli spammer dai followers!

07/11/2009

Twitter è ogni giorno più popolare, per cui diventa sempre di più un bocconcino interessante per chi opera nel lucroso mondo dello spam. Avendo un account Twitter piuttosto popolare, spesso mi capita di ricevere via email la notifica che l’ennesimo follower ha iniziato a seguire i miei tweets, come potete vedere dallo screen seguente:

twitterspam01

Innanzitutto, sappiate che su Twitter molti dei followers con ammiccanti nomi femminili sono spammers. Per capire se AnnetteHot è davvero una donzella interessata ai vostri cinguettii o un brufoloso spammer russo, basta visitare il suo profilo:

twitterspam02

In questo caso il nostro spammer ha speso persino 10 minuti del suo tempo per personalizzare il suo account, non male! Ha trovato anche una foto credibile di una ragazza da usare come sfondo! Wow. Ma non facciamoci ingannare! Basta cliccare sul sito web in alto a destra per ritrovarci in un finto blog, anche questo di discreta fattura, nei cui posts si nota un piccolo script che mostra la città da cui siamo connessi (ovviamente è basata sul traceroute del nostro indirizzo ip e non è totalmente precisa nel caso di piccole località! Primo campanello d’allarme!) ed una scritta in inglese (ma come, scrivi in inglese ma vivi ad Ancona? Drin drin drin, secondo campanello d’allarme!):
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[IT] Torrents & eMule vs Rapidshare: la rivincita dei file rari

10/05/2009

Se siete abbastanza pratici di informatica e smanettate da tanto tempo, saprete che ci sono svariati modi, più o meno validi, per scaricare materiale (pressochè illegale) dalla Rete: http, ftp, IRC, torrents, eMule (inteso interfaccia semplice per accedere alle reti eDonkey e KAD)… e soprattutto questi ultimi due sono diventati la massima espressione (dal punto di vista del numero degli utenti e della quantità di files scambiati) di una tecnologia di scambio files chiamata “Peer To Peer“, dove ogni utente che ha accesso al network condivide dei files e scarica quelli condivisi da altri.

Il concetto che accomuna i torrents con eMule è il concetto di fonti o di “seeds” (semi): più gente condivide lo stesso file e più la velocità di download e le possibilità di completare lo scaricamento di quel file aumentano per tutti. Questo inevitabilmente permette a chi ricerca file molto famosi/comuni/richiesti (es. l’ultimo album di Britney Spears) di raggiungere velocità di download impressionanti e di completare il file in pochissimo tempo, ma fa bestemmiare chi invece necessita di file rari (es. un bootleg acustico di un artista sconosciuto), che avendo poche fonti impiegano mesi per essere completati o semplicemente restano incompleti perchè i seed smettono di condividere quel file (cosa che avviene piuttosto spesso con i torrents, anche dopo poche ore dall’apparizione sugli appositi portali) o spariscono nel nulla o ci sono tanti di quegli utenti in fila che neanche lasciando eMule acceso per settimane si riesce a scaricare più dei pochi byte dell’header del file.

Capirete quindi che il peer2peer per come è stato ideato non garantisce uguali diritti a file comuni e a file rari, ma sopratutto non ti dà nessuna garanzia che quel determinato file poco richiesto resti disponibile nel tempo, il che è purtroppo una oggetiva mancanza sotto il punto di vista strettamente culturale. Non poter più recuperare un determinato file negli anni sminuisce due dei maggiori vantaggi della digitalizzazione dei documenti: la non-deperibilità del documento e la facilità distributiva.
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[IT] Informatica al vetriolo: Blogosfera italiana? Una massa di idioti dediti al copia & incolla di post altrui per ricavarci qualche soldo tramite Adsense.

04/04/2009

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(notare link nella barra di stato in basso – clicca per ingrandire)

Iscrivetevi al feed di aggregatori di notizie come Il Bloggatore e leggete tutte le news per qualche giorno. Noterete che l’80% dei blogs iscritti non postano contenuti originali, no no, troppo difficile scrivere qualcosa di nuovo e personale, ma si limitano a copiare ed incollare (o tutt’al più a tradurre) posts di bloggers e blogs “seri”, che lavorano sodo ogni giorno per contribuire alla crescita contenutistica della Rete e per condividere con gli altri le proprie conoscenze ed esperienze .

Ma oltre a creare un enorme confusione e a trasformare la blogosfera italiana in un enorme ammasso di duplicati, rendendo davvero difficile la ricerca di notizie originali a chi legge, questa gentaglia sotto-sviluppata cosa fa? Infarcisce le proprie pagine di banner Adsense, perchè è giusto, ce lo hanno insegnato a scuola che se non guadagni con il lavoro altrui e senza fare un cazzo, sei uno sfigato e non sei assolutamente un italiano doc. In questo sono daccordo col ministro Brunetta, per quanto non abbia la sua stessa fede politica: questa gente inutile bisogna farla morire di fame. Punirne cento per gratificarne uno.

Qualcuno dirà: ma si parla “solo” di un post! Eh no cari miei, avendo sempre copiato e mai scritto una sola riga di vostro pugno, non potete sapere quante ore di lavoro ci vogliono per completare un singolo tutorial. E visto che non lo sapete, ve lo dico io: ce ne vogliono molte. Delinea l’idea, butta giù la bozza, leggila, rileggila, correggila, scatta gli screenshot, tagliali con photoshop, impagina tutto, pubblicalo, inserisci i links, ricontrolla tutto…. ore di lavoro spesso non retribuito (non tutti vogliono banner nel proprio blog..), appunto.
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[IT] Tutorial: come creare una newsletter e/o una mailing-list gratuitamente e velocemente usando GMail

22/03/2009

Finora per gestire una newsletter o una mailing list erano necessari software appositi e spesso abbastanza costosi, ma con l’avvento dell’estrema usabilità di Google e del suo servizio di posta elettronica gratuita GMail è un gioco da ragazzi farlo!

Per usare le funzioni di GMail basta un qualsiasi browser ed una connessione ad Internet, per cui non siete più legati ad un sistema operativo specifico, Windows o Mac o Linux che sia, ma potete gestire la vostra newsletter o mailing list ovunque vi troviate.

Questo tutorial, accessibilissimo anche per gli utenti meno esperti, si basa sull’uso delle funzionalità “gruppi di contatto” ed “compositore di messaggio” della webmail di Google (GMail). Potete registrare un account gratuito e accedere da questa pagina: http://mail.google.com.

1. Per prima cosa, dobbiamo procurarci una serie di indirizzi e-mail di persone interessate a partecipare alla nostra mailing list o newsletter: possiamo farlo di persona o tramite un form di iscrizione da mettere sul nostro sito web;

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[IT] Riflessioni in compresse degluttibili: la comicità ai tempi dell’user generated content (Spitty Cash, Immanuel Casto, Mega64)

13/01/2009

Era da un po’ di tempo che mi girava in testa questa piccola riflessione e volevo rendervene partecipi con un breve post. Da anni ormai la (pochissima) tv che guardo non mi fa ridere, sia i film che i programmi comici italiani mi fanno davvero rimettere: la creatività finisce spesso ai minimi storici, i meccanismi della battuta ovvi e scontati che neanche ai saldi.., gente che si definisce “comico” in realtà io lo definirei “disertore della zappa” (mi riferisco in particolare a quel trio di “comici” che lavora anche per un noto operatore telefonico, veramente un insulto all’intelligenza umana).

Quando vedo le performances televisive di questa gente resto veramente allibito (per dirlo con un emoticon: O_O) di come facciano ad essere dove sono e di come facciano dei miei coetanei a riderci (per fortuna non tutti, ho imparato presto a filtrare le mie amicizie). Di contro, pur non essendo un Youtube-addict, a volte incappo in alcune persone davvero geniali, che o per meriti o per la loro idiozia intrinseca (in senso buono) mi fanno spaccare dal ridere.

Youtube è davvero una fucina di talenti e dimostra ancora una volta quanto sia salutare il Web 2.0 e l’user generated content per il nostro cervello. Cadendo i filtri commerciali e le amicizie di culo proprie dei mass media tradizionali, il rapporto comunicativo diventa bilaterale ovvero tra utente ed utente in primis, e tra autore e fruitore in secundis. Ciò libera la creatività e la genialità da qualsiasi briglia… ed io mi esalto :-D

Di seguito alcuni esempi esemplificativi, italiani ed esteri. Chiedo scusa anticipatamente ai miei lettori abituali se di seguito sarò molto molto trash e non serio come al solito :-D
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[IT] Come creare un buon blog d’autore – Parte 2/2

25/08/2008

…Parte 1/2…

Per creare un blog d’autore e settoriale (l’elenco inizia nella Parte 1/2):
- trattate argomenti di cui avete diretta esperienza, di cui parlare con cognizione di causa: i post compilativi e i copia&incolla lasciano il tempo che trovano;
- preparatevi mentalmente a ricevere delle email di chiarimento sugli argomenti che trattate etc: rispondete gentilmente e con completezza, tenendo presente che un blog d’autore è una risorsa per la comunità e nell’era di Internet ha un ruolo divulgativo fondamentale;
- usate i tags con coerenza: un uso sbagliato, potrebbe creare confusione negli umani e nei motori di ricerca;
- dividete i posts in più parti se sono troppo lunghi: li renderete maggiormente digeribili;
- uno dei metodi più consolidati per aumentare la leggibilità di un post è quello di dividerlo in piccoli paragrafetti di 4-5 righe e separarli con una linea vuota: vi consiglio di usarlo quando possibile ;-) ;
- usate il grassetto, il corsivo, i colori e quant’altro possa aiutare i vostri lettori a leggervi, ma stabilite una regola e seguitela sempre (es. grassetto per concetti importanti, corsivo per vostre considerazioni, rosso per il codice…): cambiando questa regola di volta in volta creereste solo confusione nel vostro pubblico; Leggi il seguito di questo post »


[IT] Come creare un buon blog d’autore – Parte 1/2

22/08/2008

Prima di imbarcarmi nella mia prima esperienza di blogger settoriale e professionale, ho adeguatamente scandagliato la Rete alla ricerca dei trucchi e dei segreti su questa nuova forma di giornalismo, onde fornire ai miei lettori una risorsa che nulla avesse da invidiare ad un quotidiano o ad un magazine cartaceo. Dopo un anno dall’apertura di questo blog su netlabels, musica libera, musica 2.0 e applicazioni dell’informatica alla fruizione/distribuzione di contenuti multimediali in ambito home e worldwide, ho deciso di recuperare dalla mia memoria alcuni di quei trucchetti, integrarli con la mia esperienza e riportare tutto in un lungo post (diviso in 2 parti).

Mi pare onesto, “fair” come dicono gli inglesi, ri-condividere ciò che ho appreso e approfondito grazie alla condivisione altrui.

Per creare un blog d’autore e settoriale:
- decidete a priori (=su carta) i 2-3 argomenti-cardine del vostro blog e fate in modo che siano in qualche modo correlati tra loro, in modo che, ad esempio, gli appassionati dell’argomento A possano comunque leggiucchiare anche i posts sugli argomenti B e C;
- pubblicate i posts su questi 2-3 argomenti-cardine con costanza, in modo da fidelizzare il vostro pubblico; potete senza problemi pubblicare anche posts di altro tipo (in fondo il blog è vostro), ma fate in modo che i posts “di settore” siano più numerosi rispetto alle divagazioni (in modo da non infastidire e allontanare i vostri visitatori assidui);
- scrivete posts originali ed esaustivi, che possano incrementare e non duplicare i contenuti già presenti in Rete; fate altrimenti solo se volete esporre un parere interessante, una critica motivata o un approfondimento; in ogni caso, accertatevi che le vostre motivazioni siano sensate e non semplici infantilismi del tipo “mi piace” o “non mi piace” (questi lasciateli agli asili…);

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[IT] Quando i siti di free hosting fanno oooh…ehm, sclerano ;-)

26/06/2008

Il captcha di Rapidshare al sapore di gatto:

Non so quanto sia funzionale questa originale forma di captcha che si sono inventati i ragazzi del superlativo Rapidshare, ma di sicuro a volte hai bisogno di un master in Enigmistica per decifrare lettere e gatti ;-) Infatti, per far partire il download devi digitare nell’apposito campo in basso le quattro lettere/cifre che nel captcha nascondono un gatto. Geniale, niente da dire ;-) Ma non esattamente comodo!

Ho parlato di Rapidshare e di come usarlo per scaricare tanta musica (non libera) nei seguenti posts.

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[EN/IT] Rapidshare Blogs Roundup – 16/06/2008

16/06/2008

[Italiano]
Se non sapete cosa sia un Rapidshare Blog, leggete il mio articolo in proposito. Ricordo che non si tratta di materiale sotto licenze libere tipo Creative Commons, ma di materiale per lo più coperto da Diritto D’Autore, il cui download è perseguibile ai sensi di legge, quindi siete avvertiti :)

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[IT] Come migliorerei Twitter…

19/05/2008

Come saprete se avete letto questo post, sono un utilizzatore occasionale di Twitter, e come per ogni altra cosa (non strettamente informatica), solo usandola creativamente, attivamente, interattivamente e non subendola passivamente, se ne possono vedere i limiti, ammesso che ve ne siano.

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[IT] Riflessioni in compresse deglutibili: La blogosfera d’Autore

29/03/2008

Quando scoppiò la diatriba tra giornalisti e bloggers sull’autorevolezza dei blogs come fonte d’informazione, una delle tesi sostenute dalla prima categoria era quella secondo cui non esiste una blogosfera d’autore. In altri termini, i bloggers non sono autorevoli come alcuni giornalisti della vecchia guardia, che danno una particolare impronta ai propri articoli etc. Da piccolo, sentivo spesso gli “adulti” parlare di quanto amassero gli articoli di un determinato giornalista piuttosto che di un altro (erano i tempi di Indro Montanelli e soci…), ma da quando sono diventato adulto non ho pienamente capito ciò a cui si riferissero. Sarà perchè da allora è cambiato parecchio il modo in cui ci si “nutre” di informazione o sarà perchè dei miei interessi non ne parlano certamente sui giornali o sui periodici (che, ad ogni modo, persevero nell’acquistare), o comunque quando capita, si tratta sempre di un surrogato approssimativo e goliardico dell’argomento, ovvero di un tentativo goffo da parte di un non-addetto ai lavori di produrre qualcosa che possa soddisfare un’ampia platea di non-addetti ai lavori. Questo provoca, inevitabilmente, un risultato poco credibile, superficiale e ricco di imprecisioni, almeno agli occhi di un appassionato. Provate ad immaginare un trafiletto sulle netlabels scritto, che so, da un giornalista di “Leggo” o “Metro” o “Gente“, e avrete un’idea abbastanza tangibile della superficialità a cui mi riferisco. Tenendo presente ciò, l’assenza di una blogosfera d’Autore è una gran cazzata. Se ci riferiamo allo stile di scrittura e alla grammatica, ok, ci può stare che un blog sia scritto in maniera più amatoriale di un “pezzo” di un famoso giornalista, così come è plausibile che un articolo di attualità o di approfondimento di qualità sia più realistico trovarlo a pagina 4 di un quotidiano piuttosto che nella tag cloud di un blog. Ma a livello di contenuti, non ci sta paragone. Tolta l’informazione intesa come cronaca-attualità-spettacolo-sport, sui giornali c’è davvero poco o niente rispetto a quanto offre Internet, dove qualsiasi nicchia ha il suo flusso costante di notizie e novità. In più, spesso è Internet la fonte principale da cui attingono i pennivendoli, per cui come è possiile che l’articolo sia “d’Autore” se non lo è la fonte da cui è tratto? Semmai è l’opposto, in quanto è raro trovare un articolo che abbia un valore aggiunto rispetto al post o ai posts o ai forums da cui trae “ispirazione”. Nella blogosfera spesso scrivono persone direttamente interessate dall’argomento (es. il blog di uno sviluppatore che parla del suo software o il blog di un hacker che ti spiega come sproteggere un dispositivo), quindi vi sono poche altre persone che potrebbero fornire uguale completezza. Non si tratta di gente che legge, riassume e riscrive per denaro. In molti blogs (sia chiaro, non mi riferisco a quelli che si limitano ad embeddare filmati di Youtube con quattro cazzate scritte sotto o ai blogs personali), la completezza e la coerenza contenutistiche sono sempre garantite, perché è proprio nell’interesse di chi scrive farlo, che non riceve nessun compenso per il suo lavoro, ma che scrive prima di tutto per il piacere personale di mettere a disposizione quello che sa agli altri. Potrebbe anche farne a meno e passare il suo tempo libero facendo altro, ma invece lo fa, perché ne sente il bisogno. Un giornalista non-freelance, invece, lo stipendio lo prende uguale, a prescindere dalla qualità di ciò che scrive.

E poi, per ritornare al discorso dell’autorevolezza e dell’impronta specifica che alcuni giornalisti danno ai propri scritti.. beh, io la ritrovo anche in alcuni blogs che seguo, che mi piacciono anche per quello. Prendiamo Thinnerism, il blog sulle netlabels a cura della Thinner: ha uno stile e delle idee affini alle mie, nonchè mi fornisce degli ottimi spunti di riflessione, mi dà quello che vorrei mi fosse offerto con una ricchezza di dettagli che solo chi ha davvero esperienza e cognizione di causa può dare. Per cui lo seguo e lo ritengo autorevole. Ma potrei anche citare il blog di Joel on Software, o Stacktrace, o Coding Horror, o per certi versi anche il sovraesposto blog di Beppe Grillo. Queste, insieme ad altre, nei loro campi d’interesse sono tutte risorse autorevoli, perché competenti, dettagliate e con una direzione concettuale ben marcata. Da un buon articolo deve trasparire ciò che pensa l’Autore, perché se è competente ci sarà un motivo per cui la pensa così, quindi già nell’andare a ricercare suddette ragioni usando altre fonti, ci si arricchisce. Un buon articolo non è un blah blah blah senza arte nè parte, che non capisci come la pensa chi scrive perché l’articolo si conclude con un periodo del tipo: “…è un fenomeno dannoso, ma in fondo è anche positivo che ci sia.”. O è dannoso o è positivo. E’ un’esemplificazione estrema, ma penso che voi tutti possiate verificarne l’autenticità da soli. La blogosfera di qualità esiste, ma non la trovate comodamente dal vostro edicolante: dovete cercarvela nelle maglie della Rete.

[eldino]