[IT] Vuoi promuovere la musica Creative Commons? Organizza un bel DAAP Party!

1. Introduzione
Il mio post relativo al protocollo DAAP (*LINK*) non è un post fatto a caso.
Il mio intento era introdurre tale protocollo per poi scrivere una serie di post su alcune idee che lo riguardano.
Una di queste è organizzare un DAAP Party, per il quale ho fatto il piccolo manifesto che vedete in basso:

daap_party_poster.jpg

2. Cosa e per chi
L’idea di base è invitare molta gente dotata di un portatile con chipset wi-fi in un luogo dotato di tavoli, e permettergli di ascoltare e/o far scoltare la propria musica installando sul loro computer, se non già presente, un player compatibile col protocollo DAAP. Ecco la lista dei software compatibili, presa da Wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_software_using_Digital_Audio_Access_Protocol):

daap_software-list.jpg

Come vedete, c’è ampia scelta per tutte le piattaforme =) E alcuni non necessitano neanche di installazione, quindi possono essere usati anche da una penna usb =)

3. Come e da chi
Principalmente, io organizzerei un DAAP Party per promuovere musica Creative Commons e per favorire la nascita di nuove amicizie in base ai comuni gusti musicali, mentre i gestori di una netlabel potrebbero organizzarlo per promuovere la musica dei propri artisti con una spesa davvero contenuta.
Ecco l’hardware necessario:
* un router wi-fi, possibilmente che supporti il protocollo 802.11g (più veloce del 802.11b);
* un computer desktop, anche vecchiotto, capace di far girare Firefly Media Server e capace di immagazzinare qualche decina di GB di musica Creative Commons sul suo/sui suoi hard disk, connesso via Ethernet al router;
* un computer portatile con chipset wi-fi per ogni partecipante (non fornito dagli organizzatori).

4. Client o Server?
Ad ogni partecipante sarà chiesto se voglia solo ascoltare la musica condivisa degli altri o voglia a sua volta condividere gli mp3 presenti sul proprio computer. Il secondo approccio è ovviamente consigliato, ma non obbligatorio. In base alla sua risposta, gli organizzatori gli forniranno un software solo client o client/server, se non ne fosse già dotato. Probabilmente gli utenti Linux avranno già a disposizione un software compatibile con il protocollo DAAP installato nella propria Linux-box, tipo Banshee, Amarok o Rhytmbox, così come gli utenti Mac avranno iTunes.
Sarà poi chiesto ad ogni partecipante di rinominare la propria condivisione con il proprio nome o nick, in modo che sia facile per altri risalire a chi ascolta cosa e fare amicizia.

5. Perchè Firefly Media server?
Perchè installare sul desktop Firefly e non, ad esempio, Tangerine o daapd?
Perchè Firefly Media Server:
1. gestisce molti formati alternativi come Ogg Vorbis o FLAC e li converte in mp3 su richiesta, in modo che anche i partecipanti dotati di iTunes, che non supporta (nativamente) formati diversi dall’mp3, possano ascoltare la musica Creative Commons;
2. è semplice da utilizzare e configurare: basta dirgli in quale cartella sono situati i file audio e avviare il server, e lui provvederà al resto!
3. è multipiattaforma, quindi potrebbe permettere agli organizzatori di riutilizzare come server qualsiasi computer a loro disposizione, a prescindere dal sistema operativo installato.

Il primo punto è particolarmente importante. Se, infatti, dal server condividessimo file in formati differenti dall’mp3, gli utenti iTunes non sarebbero in grado di riprodurli. Gli organizzatori, volendo usare un software diverso, dovrebbero quindi riconvertire tutti gli Ogg Vorbis o i FLAC in formato mp3, con conseguente perdita di tempo/cicli di CPU. Usando Firefly tale problema non esiste, perchè provvede lui, su eventuale richiesta di un client iTunes, a transcodificare on-the-fly in mp3 il file scelto.

6. Problemi
1. Se il DAAP Party è pubblico e un partecipante intende condividere della musica protetta da copyright, gli organizzatori dovranno fargli firmare un foglio in cui egli sottoscrive di essere a conoscenza dei pericoli legali legati a tale pratica, di prendersi le proprie responsabilità etc etc.
2. Se qualche partecipante utilizza iTunes 7.0 o superiore, per via di alcune limitazioni introdotte da Apple nel protocollo DAAP, potrà ascoltare la musica condivisa dagli altri ma non potrà far ascoltare la sua da chi NON usa iTunes 7.0 o superiore. Una possibile soluzione a questo problema potrebbe essere quella di fargli installare un software alternativo per la sua piattaforma.
3. Il protocollo DAAP originale è stato concepito per supportare massimo 5 indirizzi IP unici nella stessa subnet locale nell’arco di 24 ore. Ciò significa che non potranno partecipare al DAAP Party più di 4 persone (1 indirizzo IP è dedicato al server con musica Creative Commons). Non ho avuto modo di testare, non avendo 6 computer a disposizione, se tale limite sia valido anche per le implementazioni “open” del DAP, perchè se così non fosse, basterebbe che nessun partecipante usi iTunes.

7. Possibili Implementazioni
1. I gestori di una netlabel possono organizzare un DAAP Party per promuovere la musica dei propri artisti;
2. Gli organizzatori di un Linux Day possono fornire durante le giornate dell’evento un servizio DAAP ai partecipanti, per promuovere l’ascolto e il download (tramite alcuni player per Linux tipo Banshee è possibile copiare i brani dalla condivisione DAAP al proprio computer con un semplice drag & drop…) di brani gratuiti e liberi, magari come supporto ad una discussione in merito alle licenze libere, al copyleft etc;
3. Un bar o un pub può allestire un servizio DAAP per quei clienti che si portano sempre con se il proprio notebook:
etc..

8. Conclusioni
Credo di aver dato abbastanza spunti, quindi mi piacerebbero commenti o email in merito =) Questo post, come tutti gli altri del mio blog, è rilasciato sotto licenza Creative Commons, perciò se in futuro organizzerete un DAAP Party, fatemelo sapere =)

9. Webography
“iTunes”: http://www.apple.com/itunes/overview/
“Banshee”: http://banshee-project.org/Main_Page
“Amarok”: http://amarok.kde.org/
“Firefly Media Server for Linux and Windows”: http://www.fireflymediaserver.org/
“Firefly Media Server for Mac”: http://www.rokulabs.com/firefly
“MyTunes and OurTunes software page”: http://www.saveourtunes.com

[eldino]

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5 risposte a [IT] Vuoi promuovere la musica Creative Commons? Organizza un bel DAAP Party!

  1. claudio ha detto:

    ciao
    faccio il dj e ultimamente sta aumentando il mio interesse per la musica cc
    nella prossima stagione stiamo organizzando delle serate al linux club di roma
    con mix musicali eslusivamente cc . la tua idea di daap party mi piace molto e vorrei
    portarla durante la serata
    vorrei cercare di rendere possibile al pubblico di downloadare il pezzo che sente nel mix
    praticamente subito considerando che il locale è fornitodi wireless ma ha anche alcune postazioni in lan
    se hai qualche idea in merito…
    ti faccio sapere gli sviluppi e se realizzeremo il daap party
    puoi vedere il calendario delle serate
    su blog.libero.it/etnoart

    ciao
    grazie
    claudio

  2. eldino ha detto:

    Ciao 🙂
    Beh innanzitutto puoi schiarirti le idee venendomi a trovare al 1° DAAP Party italiano che si terrà a Firenze il 26 e il 27 ottobre (cioè fra pochi gionir).. Maggiori info nel post: https://eldino.wordpress.com/2007/10/17/it-1%c2%b0-daap-party-26-27-ottobre-2007-firenze/
    Leggiti soprattuto i link agli miei post in merito, dove sono spiegate le attrezzature necessarie etc..
    Per quanto riguarda la tua idea, penso che sia geniale e credo di poterti/vi aiutare.. Mandami una mail che ne discutiamo meglio 🙂 L’indirizzo lo trovi nella pagina “About” 🙂
    E non smettere d iinteressarti di musica cc 🙂
    Ciao ciao a presto
    eldino

  3. Alypo Team ha detto:

    Ciao Eldino,

    trovo che il Daap party sia una bellissima iniziativa per poter far conoscere le licenze creative commons ed il loro potenziale.

    Nel nostro piccolo abbiamo creato http://www.alypo.com che un pò come te vuole cercare di far affermare le licenze creative commons come nuovo standard giuridico, abbattendo tutti gli intermediari e facendo parlare direttamente gli artisti con i fans.

    Dimmi che pensi

    Un saluto

  4. eldino ha detto:

    @Alypo
    L’idea è indubbiamente originale, perchè rielabora alcune nuove tendenze e recenti esperienze in fatto di Web 2.0 e condivisione/vendita di contenuti indipendenti.

    Alypo mi sembra un mashup tra Jamendo, Lulu e LegalTorrent, con una spruzzata di pagamenti elettronici via Paypal. Sono sicuramente colpito positivamente dal vostro progetto, soprattutto perchè
    l’adozionde della figura unica di creatore/proprietario/distributore dell’opera è sempre più indispensabile per chi vuole bypassare gli arruginiti meccanismi della distribuzione tradizionale, e l’idea alla base del vostro sito aiuta molto l’artista meno “internet-friendly” in questo senso.

    Ma ad un’analisi più approfondita, oltre al servizio di tracking e di intermediazione con paypal, non offite molto altro giusto? Perchè la gente dovrebbe darvi 1 euro per il servizio di tracking quando può caricare il proprio .torrent su siti estremamente più popolari come Mininova, LegalTorrents o usare tracker gratuiti come OpenTracker?

    Daltronde ok, dà 1 euro a voi e appare sul vostro portale, ma comunque deve continuare a tenere la propria opera in condivisione nel proprio client torrent e il pc acceso e connesso più tempo possibile per seedare i files… una bella rottura di cazzo e sicuramente non alla portata di tutti.

    Per cui tanto vale che metto il torrent su altri portali e costo zero. Oppure mi faccio un mio sito personale e la gente scarica la mia opera via http.

    Una soluzione, a mio dire, migliore sarebbe quella di consentire l’upload delle opere sul vostro server piuttosto che il mero ruolo di tracker: una volta che l’utente paga la somma richiesta (ovviamente molto bassa, perchè con 20 euro/all’anno ti fai il tuo dominio e ciao), voi provvedete a consentirne il download (anche via torrent) a tempo indefinito.

    Questo sì che sarebbe un servizio! L’artista paga ed al resto ci pensa il vostro portale, non che deve tenere il pc sempre connesso a tempo indefinito, anche perchè come sapete molti provider (italiani e non) filtrano il torrenting durante la giornata, per cui un modello di bussiness basato sui torrent è destinato a fornire velocità di upload (e quindi di download) irrisorie, al limite dello snervante.

    Infine, nel mondo Creative Commons, lo dico in base ad anni di esperienza, i download delle opere non sono tanti, se ti va bene un album lo scaricano in 600 in un arco di tempo molto ampio, per cui con così pochi seed, ci vorrà un’eternità a scaricarlo….

    Finora ho descritto la scena dalla parte dell’uploader, ma dalla parte del downloader non è tanto più rosea, perchè su un file con pochi seed rischio di pagare e completare il file dopo settimane, oppure vedermelo terminare a metà perchè non è assicurato il seeding.

    Una persona che paga, anche solo 1 euro, ha bisogno di garanzie, non di favole. Se paghi per un download, devi essere messo in grado di portarlo a termine in un tempo ragionevole. Questa garanzia Alypo, per come è strutturato attualmente, non la offre.

    Ripeto, almeno una versione completa e sempre online dei files dovrebbe risiedere sui vostri server.

    Senza dilungarmi ulteriormente: l’idea è forte, ma fa rivista in alcuni punti chiave secondo me 🙂

    Saluti,
    eldino

  5. Alypo Team ha detto:

    Le tue critiche sono senza dubbio interessanti ed a cui abbiamo già pensato ma pensiamo che si debba partire per gradi.

    Provo a rispondere a tutti i tuoi appunti:

    – per ora il servizio è abbastanza scarno. Trovo disdicevole creare una corazzata quando non sai se hai pensato ad una cazzata o ad un qualcosa di funzionante. Se le cose prenderanno piede implementeremo altre features

    – il nostro servizio è totalmente legale, si basa solo su licenze cc e ti consente di gestire l’opera come vuoi. Metterlo su tracker molto famosi da un lato ti da immediata notorietà (cmq ti devono sempre trovare) ma sei in mezzo a milioni di file illegali e devi sempre sperare nella pubblicità indiretta.

    – è vero che una persona può metterlo sul propri sito e farlo scaricare ma spero che diventeremo conosciuti e che si saranno più file che in un sito personale. Far partire una nuova idea ha sempre questo guaio: è nuova e quindi ha bisogno di materiale, ma senza materiale nessuno viene. E’ dura ma con passione spero di farlo conoscere. Dopo tutto perchè devo uplodare un file in youtube, potrei farlo su di un blog ma Youtube ha rotto la spirale che dicevo prima ed è quello che deve fare Alypo (speriamo di farcela).

    – la prima fase del progetto si rivolge già a chi mastica di torrent. Addetti ai lavori o semplici appassionati quindi tenere i file online lato artista è una scelta voluta. Preferisco avere un piccolo gruppo di persone fedeli che tantissmi cialtroni incompetenti. E’ chiaro che se il servizio crescerà la familiarità del servizio verrà di conseguenza

    – usare solo licenze creative commons è una scelta doverosa visto che utilizzo il bittorrent. So bene che sono ancora una piccola parte nel mondo ma crescono vertiginosamente e preferisco essere previdente e raccogliere i frutti fra qualche anno. E poi è più belle evangelizzare le persone verso qualcosa di nuovo.

    Ti ringrazio per il confronto ed il tempo che ci hai dedicato nella tua analisi conta molto, perchè si migliora sempre.

    Non ho la presunzione di avere inventato il vaso di pandora ma è un tentativo per rendere utile una tecnologia e permettere ad un pò di persone di pubblicare le proprie opere senza bussare a nessun produttore etichetta casa editrice.

    Se fallirò sarà stata una bella esperienza se andrà avanti cercherò di migliorarla.

    Se ti va fai un pò di passaparola altrimenti verrò di nuovo a trovarti e leggere le tue idee.

    Un saluto

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