[IT] Walkman: un podcast sulla netlabel music o una versione estrema del B-Side di Alessio Bertallot?

25/09/2007

Da avido appassionato di trasmissioni radiofoniche quali sono, non potevo non restare coinvolto (come ascoltatore) nella rivoluzione apportata dai podcast [1] nell’ascolto quotidiano di materiale audio registrato.
Prima dell’avvento dei podcast, se volevi ascoltare una trasmissione radiofonica  non avevi molte alternative: o utilizzavi la radio (ammesso che tu potessi ascoltarla quando mandavano in onda ciò che ti interessava) o programmavi qualche gingillo elettronico in modo che la registrasse per te, permettendoti di ascoltarla in seguito.
Essendo io anche perecchio “geek” [2], parecchi anni fa ho trasformato il mio vecchio computer desktop inutilizzato in un server audio, tuttora in funzione e in egregia funzione: si apre ad un’ora X, registra i miei programmi preferiti dalla radio tramite una scheda audio esterna dedicata (per avere il suono più pulito possibile), li salva in formato mp3, tramite alcuni script fatti da me vi aggiunge i tag ID3 e la copertina (anch’essa opera mia) adeguati, e si chiude ad un’ora Y. Quando arrivo a casa, riapro il server e trovo tanti bei files pronti per essere copiati sul mio portatile Apple, importati nel mio iTunes ed ascoltati quando mi pare, con l’ulteriore vantaggio di poter mandare avanti quando c’è la pubblicità 🙂 Comodo no?
Diciamo che grazie a questa idea, nata dal fatto che spesso non sono a casa o non ho il tempo di ascoltare la radio, negli utlimi 3-4 anni ho potuto ascoltare (e archiviare su cd/dvd) il 98% delle puntate dei miei programmi preferiti nei momenti in cui ne avevo voglia. Mi sono fatto la radio-on-demand da solo insomma 🙂
Ora che esistono i podcast, che in un certo senso ho anticipato, posso ampliare i miei ascolti a dismisura: basta un client (nel mio caso l’italianissimo e freeware Xcast [3], per Mac) e il feed giusto.
Tra i tanti podcast che seguo con interesse, ve ne sono alcuni che vengono prima trasmessi in radio e successivamente (solitamente 1-2 giorni dopo) vengono resi disponibili in mp3 per il download gratuito; tra questi: “Versione Beta” da Radio Rai 2 [4] e “Il Disinformatico” con Paolo Attivissimo da Radio Svizzera [5]; altri, invece, nascono solo per il web, direttamente come podcast: tra questi, l’interessantissimo “Walkman Podcast“, a cura di Fabio Battistetti [6].
Ed è proprio di quest’ultimo podcast che voglio parlare in questo post.

Come si legge (in inglese) nella colonna a destra sul sito del programma (traduzione di eldino):

Walkman è un programma radiofonico (in italiano) condotto da Fabio Battistetti, dedicato alla musica prodotta dalle netlabels e alle nuove forme di produzione e distribuzione musicale, trasmesso sottoforma di podcast dal sito di Radio Flash. [..] In Walkman ascolterete artisti e produzioni provenienti dal mondo delle netlabels, con una particolare attenzione verso la musica elettronica, che proprio in questo mondo ha assunto nuovi aspetti, sia a livello musicale che a livello produttivo (parte di quest’ultimo sono lo sviluppo di nuovi software e di nuovi network per la collaborazione e la condivisione). [..]“.

Parliamo, quindi, di un podcast fatto di parlato e di musica di artisti emergenti, scaricabile gratuitamente dai siti delle relative netlabels [7] e  rilasciata spesso sotto l’egida di licenze libere e moderne (quali, ad esempio, le Creative Commons). Si tratta spesso di musica elettronica in tutte le sue forme (dall’IDM al Dub, dalla Minimal Techno alla 8-bit), ma non sono (e spero non saranno) rare alcune incursioni nel rock e nel post-rock, tanto per accontentare un po’ tutti.
Sul sito del programma vengono pubblicate delle esaurienti tracklist, che oltre ad includere titoli ed autori delle traccie ordinate cronologicamente, presentantano anche le coordinate per poter scaricare i brani, oltre ad una sintesi degli argomenti trattati in trasmissione.
Non si potrebbe chiedere di più ad un prodotto gratuito 🙂
Vi dirò, essendo un avido fan di musica libera e in particolare di musica di netlabel da svariati anni, mi fa un po’ strano risentire queste traccie in una trasmissione radio, con uno speaker che le commenta, ma allo stesso tempo è un piacevole ascolto, perchè mi permette di rivalutare alcune releases [8] a cui non ho dato la dovuta importanza o di riscoprire progetti/artisti/netlabel nuovi (anche se ciò avviene più di rado vista la mia immensa collezione di musica libera eh eh eh.. vedere la pagina “eldino’s Netlabel Music Meter” (https://eldino.wordpress.com/my-netlabel-music-meter/) per ulteriori dettagli).
Ciò che mi piace, inoltre, è il fatto che sia parlato in italiano e che ricordi molto da vicino il programma radiofonico “B-Side“, condotto da Alessio Bertallot [9] su Radio Deejay, una delle mie trasmissioni preferite che seguo da anni: sia Walkman che B-Side selezionano musica che solitamente viene “snobbata” dai mass media, nonostante sia di notevole qualità e spesso abbastanza “easy” da ascoltare anche per i non-musicofili. Un’altra analogia si ritrova proprio nella pubblicazione delle tracklists, praticata da entrambi i conduttori sui rispettivi siti, che rispecchia quanto entrambi capiscano la nostra necessità di ascoltatori di avere un riferimento “scritto” a cui appoggiarci quando vogliamo ritrovare alcuni brani trasmessi per riascoltarli sul nostro iPod. La caratteristica che, invece, rende Walkman un gradino sopra a B-Side è il seguente: ascolti il podcast, ti piace un pezzo, rintracci l’url sulla tracklist e al volo lo scarichi dal Web, in maniera gratuita e soprattuto -legale-!
Vedete l’innovazione? La radio aumenta esponenzialmente il suo apporto alla promozione di un artista e, inoltre, favorisce la diffusione di musica dannatamente bella a costo praticamente nullo, sia per l’emittente che per l’ascoltatore. Pensate se il concept di Walkman venisse adottato da radio nazionali ascoltate da milioni di persone al giorno: una rivoluzione! La qualità della musica trasmessa (che attualmente fa pena) crescerebbe esponenzialmente e con essa la cultura e la curiosità degli ascoltatori; in più la radio diventerebbe davvero un mezzo, democratico e meritocratico, di promozione per gli artisti, e non ci deframmenterebbe più i testicoli con le solite 12-15 canzoni ripetute in heavy rotation tutto il giorno, tutti i giorni, in sync con i soliti 12-15 videoclip ripetuti tutto il giorno, tutti i giorni, in heavy rotation su MTV e tv analoghe.
Ma sto divagando 🙂
Ricapitoliamo, piuttosto, pro e contro di Walkman.

Pro:
– scaricabile gratutimente in mp3 tramite un semplice client per podcasts (anche iTunes va benissimo);
– ottima qualità audio: al contrario di molti podcasts, codificati a 56, 64 o 96 kbit/s, Walkman viene rilasciato in formato mp3 a 128kbit/s, bitrate che per un podcast di 1 ora è cosa più unica che rara! Da apprezzare!;
– ottima musica elettronica, scaricabile gratuitamente brano per brano se vi piace;
– gli argomenti trattati in trasmissioni sono abbastanza moderni e un tantino “geek”, ma sono strettamente legati al mondo del Web (che ormai è indispensabile conoscere) e vi permettono di apprendere cose nuove e curiose (insomma, non si parla dell’ultima crema anti-brufoli di Ricky Martin come su alcune radio nazionali);
– molte analogie con l’ottimo B-Side di Alessio Bertallot, anche se riletto in chiave più “estrema” (a livello musicale);
– disponibilità online delle tracklists delle puntate, con titoli e autori delle traccie, nome della netlabel che li pubblica e link diretto: cosa volete di più?;
– cadenza bi-settimanale: non sarà come avere ogni giorno una nuova puntata, ma per un prodotto amatoriale e senza scopo di lucro è sciuramente un apprezzabilissimo sforzo.

Contro/Da Migliorare:
– il parlato è spesso ad un volume più basso della musica, fenomeno fastidiosissimo che ti costringe ogni volta ad alzare ed abbassare il volume per avere un ascolto ottimale ed evitare “picchi” improvvisi di volume;
– gli mp3 sono privi di tag ID3, il che costringe gli ascoltatori più precisi ad aggiungerli da sè, per una consultazione ottimale in iTunes et similia: per la cronaca, quelli che aggiungo io sono: Artista “Fabio Battistetti”, Nome “Walkman #06 (7 Settembre 2007)”, Album “Walkman Podcast”, Anno “2007” e Genere “Podcast”; in più aggiungo una copertina (l’immagine che vedete in alto, che potete usare anche voi se volete) e la tracklist come testo, in modo da averla sempre disponibile con un semplice tasto desto e in modo che mi venga mostrata sul desktop quando ascolto la puntata (usando DesktopLyrics [10], piccolissimo freeware per Mac OS X; vi sono utility analoghe anche per altri sistemi operativi se siete interessati!);
– viene dato ancora troppo poco spazio a rock, post-rock e derivati: vi sono ottime releases di questi generi (se non mi credete, consultate i cataloghi di 12rec (http://www.12rec.net), Sunday in Spring (http://derives.net/sis/main.html) e Sutemos (http://www.sutemos.net/en/), tanto per citarne alcune) che meritano di apparire in Walkman e di ambire ai primi posti dei Netlabel Awards!;
– mi rendo conto che tecnicamente forse è difficile da realizzare, ma secondo me sarebbe molto interessante avere degli ospiti in studio o al telefono, anche solo della scena netlabel italiana/torinese, per approfondire delle tematiche trattate, per venire a conoscenza di alcune curiosità o semplicemente per avvicinare maggiormente i creatori dei contenuti ai fruitori;
– il programma necessita di una sigla di apertura e di chiusura: a quando un contest online in merito? 🙂 Sarebbero le prime sigle al mondo rilasciate sotto licenza Creative Commons, e in un certo senso anche “d’autore” essendo i netlabelists artisti al 100% 🙂

Voto: 8,30/10.

Continua così, Fabio :-).

Approfondimenti:
[1] Definizione di Podcast: http://it.wikipedia.org/wiki/Podcast
[2] Definizione di Geek: http://it.wikipedia.org/wiki/Geek
[3] Sito di Xcast: http://www.getxcast.com/
[4] Sito di Versione Beta: http://www.versionebeta.it
[4] Feed di Versione Beta: http://www.radio.rai.it/radio2/podcast/rssradio2.jsp?id=1550
[5] Sito de “Il Disinformatico”: http://www.attivissimo.net
[5] Feed de “Il Disinformatico”: http://www.rtsi.ch/podcast/rss/Il_Disinformatico.cfm
[6] Sito di “Walkman Podcast”: http://walkman-podcast.blogspot.com/
[6] Feed di “Walkman Podcast”: http://streaming.top-ix.org/podcast/radioflash/feeds/walkman.xml
[7] Definizione di Netlabel: http://it.wikipedia.org/wiki/Netlabel
[8] Una “release” (letteralmente “rilascio”) è solitamente un album o un ep pubblicato sul sito di una netlabel e caratterizzato da un codice identificativo progressivo (es. la netlabel Thinner utilizza per le sue releases i codici THN01, THN02 etc). E’ molto utile per tenere il conto delle releases che abbiamo già scaricato e di quelle che ci mancano. E’ il corrispettivo del codice ISBN dei libri, tanto per fare un esempio.
[9] Sito di Alessio Bertallot, dove pubblica le tracklist di B-Side: http://www.alessiobertallot.it .
[10] Sito di DesktopLyrics: http://homepage.mac.com/julianmayer/desktoplyrics/index.html

[eldino]


[EN] Linux and the Theory of the “Good Enough”

20/09/2007

Before being a blogger and a computer fan, I’m a reader. I read a lot of stuff, using daily my browser (Firefox) and my RSS client (Vienna, for Mac only), or buying (old-skool style) monthly some magazines. I think that only if you read things, you can write (and create) good things yourself. And of course, having some good ideas. One of the most interesting features of Internet nowadays, at least for me, it’s that you can choice the news and the sources you like more. You can do your newspaper yourself, taking some news from blog “A”, some lines from site “B”, some comments from forum “C” etc. This is wonderful 🙂 Expecially when the topics that make you wet are not made by stuff you can easily find outside the web.

One of the many (184 at the moment!) RSS feeds I daily update is provided by Des Traynors blog (http://feeds.feedburner.com/destraynor).
In one of his latest posts, titled “You can’t stop at Good Enough” (http://www.destraynor.com/serendipity/index.php?/archives/155-You-cant-stop-at-Good-Enough.html), the blogger talks about Firefox and about the comments he got from Digg community for his story titled “9 suggested improvements for Mozilla Firefox”.

I use Firefox, pimped with some great extensions I couldn’t live without, on my Mac on daily basis and the only feature I’d really like to have is a drastic memory and cpu usage improvement: Firefox sucks too many resources on Mac! By the way, I don’t want to talk about Firefox, because I mostly agree with Des Treynors. What i’d like to point you to is this little extract from the post I talked about above. We talk about software usability, so dear noobs, it’s nothing to do with the Flip 3D function inside Windows Vista 🙂

Des Traynors says:
“This last group of people, the “these are only minor improvements, already available through plug-ins” group are the ones that just don’t understand that usability is a game of inches. I’ll start a war by saying this, but these people are the reason why an awful lot of open source software is shit. They create a tolerance of things that are “good enough”. The iPod Mini was good enough in August 2005. In fact it was the fastest selling music player that year, and probably would have remained in that position for another year. What did Apple do with it? They retired it and released something that was far better. If you stop at “Good enough”, you’re leaving a big fat “insert better product here” sign above your head. Someday that product will come along and you’ll be wondering where it all went wrong. Every tiny improvement that you don’t make forms a checklist for your competitors. Once that checklist is long enough, you better believe that your days are numbered. You will lose your market share, one user at a time.”

I think he said all 🙂 Open Source software needs to go over the “it works!” or “it’s good enough!” states if it wants to be a real alternative to commercial software. Most open source software must be improved on three aspects:
performances, because open source software is not intended to make hardware vendors richer (like one commercial OS and many commercial software do); open source software is by the side of users, so it has to maximize the users’s productivity also on slower machines, thing that already but partially it does;
graphical user interface, because actually the 90% of open source software GUIs are just unusable and ugly shits, with duplicate menus and misplaced buttons (see Amarok, the dumbest GUI ever, or GIMP);
usability, because it matters! and it makes software nicer to use; commercial softwarehouses add tons of useless functions to every new version of their softwares, often hiding or making highly reacheable the functions we need (see Microsoft Office), because they have to attract consumers and sell tons of copies to live; open source developers don’t have this necessity, so they might focus on the few really needed functions and improve them to the max level!; then they can add new functions.

If developers will follow these guidelines, open source software will win 🙂

[eldino]


[IT] Linux e la Teoria dell’Abbastanza Buono

20/09/2007

Prima di essere un blogger e un appassionato di computer, sono un lettore. Leggo un sacco di roba ogni giorno, usando il mio browser preferito (Firefox) e il mio client RSS (Vienna, solo per Mac), o acquistando in edicola alcune riviste mensili. Sono convinto che solo leggendo molto, puoi creare e scrivere qualcosa di buono. E ovviamente avere delle buone idee. Una delle cose più interessanti di Internet al giorno d’oggi, almeno per me, è che puoi scegliere le notizie e le fonti che preferisci. Puoi crearti il tuo giornale da solo, prendendo alcune notizie dal blog “A”, altre notizie dal sito “B”, alcuni commenti dal forum “C” etc. Tutto ciò è meraviglioso 🙂 Specialmente quando gli argomenti di cui ti interessi non sono esattamente facili da trovare al di fuori del web.

Uno dei molti feed RSS (al momento il mio client ne conta 184!) che aggiorno quotidianamente è quello del blog di Des Traynors (http://feeds.feedburner.com/destraynor).
In uno dei suoi ultimi posts, dal titolo: “You can’t stop at Good Enough” [tradotto: “Non potete fermarvi all’Abbastanza Buono”] (http://www.destraynor.com/serendipity/index.php?/archives/155-You-cant-stop-at-Good-Enough.html), il blogger parla di Firefox e dei commenti che ha ricevuto dalla comunità di Digg per il suo post dal titolo “9 Suggested Improvements for Mozilla Firefox” [tradotto: “9 Migliorie Consigliate per Mozilla Firefox”].

Uso Firefox, pimpato con alcune indispensabili estensioni senza le quali non saprei vivere, sul mio Mac giornalmente e l’unica caratteristica che davvero vorrei è un drastico miglioramento dell’utilizzo della memoria e della CPU: Firefox è proprio uno sprecone di risorse su piattaforma Apple!
Comunque sia, non voglio parlare di Firefox, perchè sono pressochè daccordo con Des Traynors. Ciò su cui vorrei focalizzare la vostra attenzione è un piccolo estratto del sopracitato post. Parliamo di usabilità del software, cari piccoli niubbi, quindi niente a che vedere con la funzione Flip 3D fornita dal vostro Windows VIsta 🙂

Des Traynors scrive [traduzione di eldino]:
“Quest’ultimo gruppo di persone, convinte che “queste sono solo piccole migliorie, già disponibili tramite plug-ins” sono quelli che semplicemente non capiscono che l’usabilità è una questione di dettagli. Inizierò sicuramente una guerra con queste affermazioni, ma questa gente è proprio la ragione per la quale un enorme numero di software open source è una merda. Queste persone sono i sostenitori della cosiddetta Teoria dell’Abbastanza Buono.
L’iPod Mini era “abbastanza buono” nell’Agosto 2005. Infatti, è stato il lettore musicale più venduto in quell’anno, e probabilmente lo sarebbe restato per almeno un altro anno. Cosa fece però Apple? Lo ritirarò e fece uscire sul mercato qualcosa che era enormemente migliore [nota di eldino: si riferisce all’iPod Nano di prima generazione, Settembre 2005, che introduceva un design estremamente sottile, 2-4GB di memoria flash, un schermo a colori e la possibilità di vedere le copertine delle canzoni e leggerne i testi, se presenti]. Se ti fermi all’Abbastanza Buono, lasci un grosso e lampeggiante “Inserisci qui un prodotto migliore” sopra la tua testa.
Un giorno quel “prodotto migliore” arriverà e tu perderai il tuo tempo a capire cosa è andato storto. Ogni piccola miglioria che tu non fai va ad arricchire la lista delle cose da fare dei tuoi avversari. Quando questa lista sarà abbastanza lunga, i toui giorni sono contati. Perderai quote di mercato, un utente dopo l’altro.”

Penso che Des Traynors abbia detto tutto 🙂 Il software open source, se davvero vuole rappresentare un’alternativa concreta al software commerciale (e quindi, superarne le quote di mercato), deve superare gli atteggiamenti attuali, quelli cioè del “Funzionaa!!” o del, richiamandomi al titolo del post, “E’ abbastanza buono così.”
La maggior parte del software open source deve essere migliorato sotto tre aspetti:
performance, perchè il software open source non è inteso per rendere ancora più ricchi i produttori di hardware, al contrario di un noto sistema operativo e di molti applicativi commerciali; il software open source è dalla parte degli utenti, quindi deve massimizzare la produttività degli utenti anche sulle macchine più vecchie, cosa che comunque parzialmente fa;
interfaccia utente, perchè attualmente il 90% delle GUI dei software open source sono semplicemente delle inutilizzabili e antiestetiche, con menu duplicati e bottoni situati nei posti sbagliati (come Amarok o GIMP, tanto per fare due esempi);
usabilità, perchè è importante cazzo! E rende il software più facile da utilizzare; le software house commerciali aggiungono tonnellate di funzioni inutili in ogni nuova versione dei loro programmi, spesso nascondendo o rendendo difficilmente raggiungibili le funzioni di cui abbiamo davvero bisogno (vedi Microsoft Office), perchè devono attrarre consumatori e vendere copie su copie per sopravvivere; gli sviluppatori open source, invece, non hanno questa necessità, quindi dovrebbero focalizzarsi sulle poche funzioni davvero necessarie e migliorarle al massimo; solo dopo aver fatto ciò, dovrebbero aggiungere nuove funzioni.

Se curerà questi aspetti, il software open source vincerà 🙂

[eldino]


[EN] A Web 2.0-style method to obtain the covers of your albums

20/09/2007

1. run iTunes;
2. create a new playlist and copy into it all your songs/albums without cover;
3. export this playlist as text (.txt);
4. point your favourite browser to http://art4itunes.com/getart/uploadtracks.php, upload your .txt there and wait some minutes.. you will get one or more webpages with all the covers you need ready to be downloaded e drag&dropped into iTunes!

The search for some albums, also the famous ones, it could give you some wrong covers. If it happens to you, just search it with other methods 🙂

[eldino]


[IT] Metodo Web 2.0 per ottenere le copertine dei vostri album

14/09/2007

1. aprite iTunes;
2. fate una playlist e copiateci dentro tutte le canzoni/albums senza copertina;
3. esportate il tutto come .txt (testo);
4. aprite il vostro browser su http://art4itunes.com/getart/uploadtracks.php, uppate il vostro .txt, e aspettate qualche minuto.. otterrete una o più pagine con le copertine richieste pronte da scaricare e draggare&droppare in iTunes!

Per qualche album, anche famoso, potrebbe darvi qualche copertina non inerente.. al limite la ricercate con qualche altro sistema 🙂

[eldino]


[IT] Netlabels & Denaro: Quattro approcci differenti (Niegazowana, A Quiet Bump, 12rec, LegoEgo)

14/09/2007

Gestire una netlabel significa duro lavoro, sia per gli artisti che per gli organizzatori, e significa anche costi (banda, registrazione del dominio, etc). Quindi, la domanda da 1 milione di dollari del giorno è… si possono fare soldi con una netlabel?
Cercherò di rispondere a questa domanda descrivendo come 4 diverse netlabels si sono approcciate al problema. Le prime due sono italiane, le altre due internazionali.

Niegazowana (http://www.niegazowana.net)

Uno del team che gestisce la netlabel Niegazowana mi ha scritto una email un po’ di tempo fa, spiegandomi l’idea da cui è partito il loro progetto e chiedendomi di visitare il loro sito.
Il loro obiettivo è di distribuire musica di band emergenti in cambio di un compenso giusto in denaro, che verrà poi diviso equamente tra artisti ed etichetta. Loro mettono a disposizione delle loro bands anche un giovane videomaker, che realizzerà gratuitamente per loro anche dei video promozionali. A mio avviso, l’idea su cui si basa tutto il progetto è valida, ma la sua messa in pratica presenta alcuni errori di calcolo. Ve li elenco:
Niegazowana non è una netlabel nel senso stretto del termine come si legge sul loro sito, perché non distribuisce musica gratuita; forse Niegazowana è una piattaforma per la distribuzione di musica digitale o una etichetta discografica sul web o qualsiasi altra cosa, ma di sicuro non ha niente a che fare con il fenomeno del Netaudio e delle licenze Creative Commons. Le netlabels sono intese per distribuire la musica di artisti emergenti (spesso molto bravi) gratuitamente e sotto licenze libere come le Creative Commons, e per raggiungere il loro obiettivo, basta che la gente scarichi e gradisca il loro lavoro! Ciò significa che il loro è e deve restare un’attività senza fini di lucro, almeno a livello basilare, fatta cioè principalmente per passione e perchè si crede nel valore della musica libera!
Le netlabels rappresentano un’alternativa reale alla musica commerciale, non un modo differente di chiamarla.
– Dicono di applicare un costo giusto, equo alla loro musica ma non credo sia così: gli albums (disponibili nei formati flac e mp3) costano 7 € sul loro sito e 9.99 € sull’iTunes Store. Questi prezzi mi sembrano abbastanza cari e spaventano la gente, anche perché non ci sta il modo di scaricarare gratuitamente qualche pezzo. Se vuoi ascoltare, devi pagare (non considero lo streaming una soluzione decente di ascolto). Quante persone sono disponibili a pagare 7 € per della musica fatta da bands emergenti quando puoi accedere a 200+ GBs della stessa tipologia di musica (spesso ottima) scaricabile gratuitamente dalle altre centinaia di netlabels presenti sul web o da Jamendo? Penso poche. E non parliamo dei 9.99 €! Con 9.99 € puoi comprare sull’Itunes store un sacco di buona musica commerciale o un sacco di vecchi cd nel negozio sotto casa.
A mio avviso e in virtù delle offerte di altre realtà simili, per una release digitale di una band emergente il prezzo equo non dovrebbe superare i 3-4€ per album.

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Voto: 4/10.

A Quiet Bump (http://www.aquietbump.com/)

Questa piccola (solo 7 releases al momento) e giovane netlabel italiana promuove della grande musica du & trip-hop e la distribuisce gratuitamente. Puoi scaricare gli album in mp3 e le copertine ad alta qualità direttamente dal loro server veloce e goderti la loro musica.
Pubblicano pochi album all’anno ma state sicuri che è ottima roba 🙂
Hanno anche un lato commerciale: se ti piace un album che hai scaricato dal loro sito, puoi ordinarlo in formato digipak (cioè su supporto cd con copertina) per soli 5 € + spese di spedizioni. Una cifra irrisoria direi! Guardate lo screenshot: non sembrano molto belli e professionali questi cd? Pagare soli 5 € per una copia su supporto fisico di qualcosa che abbiamo avuto la possibilità di scaricare ed ascoltare con calma, senza nessuna limitazione, credo che sia eccezionale! L’unica nota dolente è che non tutte le release sono ordinabili.

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Voto: 9/10.

12rec (http://www.12rec.net/)

12rec è una delle migliori netlabels in circolazione per quanto riguarda musica rock, post-rock e simili, e mi sono ripromesso di recensirla presto.
L’approccio adottato dalla 12rec è lo stesso di quello adottato da A Quiet Bump: tu puoi scaricare l’intero catalogo gratuitamente, senza nessuna limitazione. Ci sono anche degli interessanti videoclip disponibili. Se ti piace ciò che ascolti, puoi ordinare una copia fisica di ogni release con soli 5-7€ (spese di spedizione incluse!). Spediscono in tutto il mondo senza costi aggiuntivi, anche se gradirebbero che ordinassi almeno 3-4 cds prima di richiedere una spedizione internazionale.

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Voto: 10/10

LegoEgo 2.0 (http://www.legoego.de/)

L’approccio adottato dalla LegoEgo è abbastanza originale ma intelligente: tutto il loro catalogo è scaricabile gratuitamente in formato mp3 a 128 kBit/s (la chiamano “common quality”), in modo che tu possa godertela con calma. Se vuoi una maggiore qualità audio, puoi registrarti sul loro sito e comprare gli mp3 in formato 320 kBit/s (la chiamano “commercial quality”) usando un valido account Paypal. I prezzi variano da 0.5 € a 1 € per traccia.
Il vantaggio di questa soluzione è che puoi comprare solo le traccie che ti piacciono maggiormente, tralasciando il resto, e farti da solo una compilation. Lo svantaggio è che non c’è nessuna possibilità (al momento) di ordinare una copia su cd delle release.

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Voto: 7/10

[eldino]


[EN] Netlabels & Money: four different approaches (Niegazowana, A Quiet Bump, 12rec, LegoEgo)

14/09/2007

Running up a netlabel means hard work, both for artists and label team, and means costs too (bandwidth, domain fee, etc). So today’s 1million dollars question is… can you make money running up a netlabel?
I will try to give you an answer to this question talking about how four netlabels approached the problem. The first two are italian, the others are international.

Niegazowana (http://www.niegazowana.net)

One of Niegazowana team wrote me an email some time ago, explaining me what’s the idea behind their project and asking me to visit their website.
Their goal is to distribute music made by new bands for a right amount of money and divide the earnings equally between artists and label team (= both 50%). They also provide the free creation of promo videoclips, made by a videomaker part of their team. This project is nice as concept but wrong as it has been realized, because:
Niegazowana is not a netlabel in the strict meaning of the term, like they claim, because it doesn’t provide free music; maybe it’s a digital music platform or a web label or whatever else, but surely it has nothing to do with netaudio and Creative Commons movements. Netlabels are intended to promote and spread (often) great music made by new bands/artists for free and under permissive licences (like the Creative Commons ones), so they reach their goal when people download and likes their work! Netlabels represent a real alternative to commercial music, not a different way to call it.
– They claim to apply a fair price to their music but I don’t think so: the albums (available both as flac and mp3) cost 7 € on their site or 9.99 € via iTunes store. These prices are expensive and scare people. How many people are ready to pay 7 € for music made by new bands when you have 200+ GBs of the same music downloadable for free from other netlabels and via Jamendo? Few, I think. And don’t talk about the 9.99 € price tag! With 9.99 € you can buy on iTunes store a lot of good commercial albums or a lot of old, good audio cds on the local stores! I think that a fair and right price could be no more than 3-4 € for an album.

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Rating: 4/10.

A Quiet Bump (http://www.aquietbump.com/)

This little (just 7 releases at the moment) and young italian netlabel promotes great dub & trip-hop music and spread it for free. You can download the albums in mp3 and the high-quality covers directly from their fast server and enjoy the quality of their music.
They publish few stuff yearly but be sure.. it’s good stuff 🙂
They have a “commercial side” too: If you like an album you downloaded from them, you can help artists and label requesting (for just 5 € + shipping costs) a digipak version of it. Yes, you got it: with just 5 €, you get a nice CD copy of the album, with cover, into your mailbox. Great doesn’t it? Watch the screenshot, these CDs look really professional and good! And paying 5 € for a pshysical (not digital!) copy of something you had the possibility to listen without limitations is nothing! The only disadvantage is that not all the releases are available on cd.
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Rating: 9/10.

12rec (http://www.12rec.net/)

12rec is one of the best netlabel around for rock/post-rock music and I hope to review it soon. 12rec’s approach is the same of A Quiet Bump’s one: you can download the whole catalogue for free, without any limitation. There are also a bunch of videoclips available. If you like what you listen, you can order a physical copy of every release available for a price tag of 5-7€ (shipping included). They ship worldwide without any extra costs, but they ask you to order at least 3-4 cds before requesting the worldwide shipping.

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Rating: 10/10

LegoEgo 2.0 (http://www.legoego.de/)

LegoEgo’s approach is kinda original but smart: all their catalogue is freely downloadable as 128 kBit/s mp3 (they call it “common quality”), so you can freely enjoy it. If you want more audio quality, you can register on their website and purchase the 320 kBit/s mp3s (they call it “commercial quality”) using a valid Paypal account. The prices are 0.5-1€ for track *.
The advantage of this apporach is that you can get only the tracks you really like and make a compilation yourself. The disadvantage is that there is any possibility (at the moment) to get the physical versions of the releases available.

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Rating: 7/10

[eldino]