[IT] Come taggare i brani: un vademecum essenziale per gestori di netlabels

Negli ultimi 3-4 anni ho scaricato, ascoltato, ordinato ed archiviato numerosi GBs di musica di netlabel [1] ed, essendo una persona maniacalmente precisa e con una forte tendenza verso la bellezza insita nell’ordine, ho accumulato una notevola esperienza nel campo del tagging dei file audio, pratica di cui la maggior parte delle netlabel non sembra curarsi.
Per i meno tecnici, quando parlo di “tagging” mi riferisco all’inserimento di tutte quelle informazioni (artista, titolo della canzone, titolo dell’album etc..) che possono essere salvate all’interno di un file musicale (mp3 [2] o altro formato audio), in modo da accompagnarlo nel suo viaggio nei meandri della Rete e dei nostri iPods. Queste informazioni sono fondamentali, in quanto ci vengono mostrate mentre ascoltiamo i brani. Un brano senza tags corretti è, a mio dire, come un libro a cui sia stata estirpata od omessa la copertina: possiamo leggerne il contenuto ma non sapremmo mai chi l’ha scritto, come si intitola, chi l’ha pubblicato, in che anno è uscito etc, almeno non a colpo d’occhio. Semplicemente abominevole ed antiestetico. Penso che se amate davvero la musica in formato digitale, non potete convivere con tags incorretti o assenti.

Ho deciso di scrivere questo piccolo ma essenziale vademecum per i gestori delle varie netlabels che ancora non hanno ben compreso l’importanza dei tags, e purtroppo sono parecchi. Certo, potrete sicuramente continuare a distribuire i vostri brani nella forma “Track01.mp3, Track02.mp3” etc o nella forma “titolotraccia06.mp3”, “titolotraccia03.mp3” etc, e sicuramente nessuno si lamenterà, ma la musica che proponete, per quanto gratuita e di buona qualità, sarà sempre e comunque un qualcosa di incompleto ed impreciso. Se invece volete migliorare il vostro progetto, allora continuate a leggere 🙂

Ecco i miei consigli:

1.
Importate tutti i brani in un lettore/gestore multimediale che vi permetta una visione d’insieme ed una gestione avanzata delle vostre releases, in modo da farvi rendere conto subito e senza errori di ciò che non va prima di uploadare la vostra ultima uscita sul sito della vostra netlabel. Una netlabel è basata sul concetto di release e ciò dovete averlo sempre in mente quando producete un album o un ep di un nuovo artista emergente. Ogni pubblicazione, prima di essere singolo, album o ep è una release, cioè è caratterizzata da un codice cronologico che ne permette la rapida ed univoca identificazione da parte dei vostri utenti. E ciò vi sarà più chiaro man mano che il vostro catalogo di releases crescerà e man mano che nasceranno sempre più netlabels.
A tale scopo potete usare svariati software, tra cui i seguenti freeware/open source:
iTunes (Windows/Mac) [3]: stabile, semplicissimo da usare, supporta a pieno il “batch tagging” [4] e vi permette di embeddare anche testi e copertine; l’ideale per netlabel che rilasciano musica solo in mp3; se invece rilasciate anche/solo in altri formati audio (Ogg, FLAC) guardate altrove, perchè iTunes non li supporta.
MusikCube (Windows) [5], sulla falsariga di iTunes (come tutti i software nella categoria “lettore/gestore multimediale” del resto), ma molto più veloce nel caricamento/salvataggio di grandi librerie musicali, in quanto utilizza un database SQLite come backend invece che un file XML come fa iTunes; consigliato se disponete di un computer vecchio o di un catalogo ricco o di entrambi; supporta moltissimi formati audio; originale ed efficace la funzione “Auto-Capitalizing” che permette di sistemare alcuni problemi di tagging automaticamente (es. trasfomare “ARTISTA” nel più corretto “Artista” con un click); musikCube è dotato anche di una comoda funzione per ricavare alcuni tags dal nome del file senza che voi digitiate niente.
Amarok (Linux): supporta molteplici formati audio, però solo tramite il download di appositi codecs a parte, Linux-style; ha un supporto delle copertine penoso e non supporta il batch tagging, il che rende estremamente frustrante taggare anche solo 2-3 album; da usare se non avete a disposizione di meglio.
….e svariati altri, tra cui: Rhythmbox (Linux), Listen (Linux), Songbird (Windows/Mac/Linux) etc.

Al limite, in condizioni di emergenza, potete anche utilizzare la funzione “Visualizza per Dettagli” di Windows XP, anche se funziona solo nel caso in cui gli mp3 (niente Ogg o FLAC) risiedano nella stessa cartella e su un hard disk (per ovvi motivi prestazionali).

2.
Strutturate il tag “Album” nella seguente forma: “[codice_release] TitoloAlbum” (es. “[THN118] Thinner Compilation Vol 223” ), in modo tale che, ordinando tutte le release per “Album”, le vediate elencate contemporaneamente in ordine alfabetico per netlabel e in ordine cronologico per release, oltre ovviamente a fornire all’utente un’idea chiara di quale release si sta ascoltando al momento. Taggando le release solo con il titolo dell’album le rendereste solo album separati, senza un reale filo conduttore tra loro, e ciò non è conforme al concetto di netlabel come aggregatore di produzioni musicali gratuite.

some_releases_sorted_by_album.png

Gli utenti che gestiscono la loro musica con i lettori elencati sopra o simili, apprezzeranno particolarmente questo approccio.

3.
Fate in modo che la precisione adoperata nel tagging dei vostri mp3 sia presente anche nei nomi dei file.
Per esperienza, posso affermare con certezza che, nel caso delle release delle netlabel, lo schema di rinomina più efficace è il seguente:

[codicerelease]_numerotraccia_nomeartista_-_titolobrano.mp3

(es. [THN030]_MrOighto_-_03_-_FatBit.mp3). L’uso di “[“,  “]” e “_” (al posto degli spazi) è a vostra discrezione, ovviamente. Se decidete di usare le parentesi, usate le quadre e non le tonde, che vengono convenzionalmente adoperate in caso di remix (es. “Micheal Balls – Penis (Vagina DeepHouse remix)”).
Nelle sue caratteristiche fondamentali questo schema è il migliore, perchè l”utente potrà tranquillamente scaricare tutte le release nella stessa cartella (es. “Musica/Thinner”) senza effettuare una suddivisione in sottocartelle (es. “Musica/Thinner/THN001”, “Musica/Thinner/THN002” etc), e ciò non causerà alcun disordine: i brani, infatti, resteranno ordinati per release in ordine cronologico automagicamente; se, invece, usassimo uno schema che non preveda il “codicerelease” all’inizio, si creerebbe solo una cartella piena di file allo stato brado, senza nessun senso.

Se usassimo lo schema (abbastanza comune):

[codicerelease]_nomeartista_-_numerotraccia_-_titolobrano.mp3

avremmo releases ordinate ottimamente nel caso di album/EP dello stesso artista ma releases sballate nel caso di compilations, perchè verrebbero ordinate in ogni sistema operativo per artista (sbagliato!) invece che per numero di traccia (corretto!); potreste anche omettere il nome dell’artista dal primo schema senza problemi, ma io vi consiglio di metterlo, in modo tale che l’utente, facendo una ricerca per l’artista “x” nel suo sistema operativo, possa ottenere in un lampo tutti gli mp3 da lui composti; anche avendo tutti i tag corretti, tale risultato non potrebbe essere ottenuto altrimenti, perchè allo stato attuale nessuna funzione di ricerca dei moderni sistemi operativi è capace di includere tra le fonti di ricerca anche i tag ID3.

Dopo aver taggato correttamente i file musicali, vi sono dei software capaci di rinominarli secondo uno schema che fissate voi una volta sola. Vi consiglio caldamente di adoperarne qualcuno, perchè semplificano di gran lunga il lavoro.. non vorrete rinominare gli mp3 uno ad uno vero? Per tale scopo vi consiglio di provare i seguenti freeware:
TagScanner (Windows) [6]: rinomina i file mp3 e ogg in maniera eccezionale, oltre ad avere tante altre funzioni; consigliatissimo!
Tritag (Mac) [7]: non ai livelli di Tagscanner, ma rappresenta i migliore programma gratuito di questo genere tra i pochissimi disponibili per Mac OS X; rinomina solo mp3.

Happy tagging 🙂

Links/Approfondimenti:
[1] L’esatto numero di GBs aggiornato lo trovate alla pagina “eldino’s Netlabel Music Meter” (https://eldino.wordpress.com/my-netlabel-music-meter/).
[2] I tag dei file mp3 sono detti, in gergo tecnico “Tag ID3”: http://it.wikipedia.org/wiki/ID3_tag
[3] iTunes: http://www.apple.com/it/itunes/
[4] Per “batch tagging” si intende la possibilità di selezionare tutti i brani di una stessa release e di digitare il nome dell’album, dell’artista ed altri tag comuni una sola volta. Indispensabile.
[5] musikCube: http://www.musikcube.com/page/main
[6] Tagscanner: http://www.xdlab.ru/en/index.htm
[7] Tritag: http://www.feedface.com/software/tritag.html

[eldino]

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7 Responses to [IT] Come taggare i brani: un vademecum essenziale per gestori di netlabels

  1. fede muertepop ha detto:

    Salve =)
    aggiungerei qualcosa, oltre ai tag(e spero di essere nella lista nera di quelli che non li usano =) ),dicevo aggiungerei qualcosa anche sul bitrate…
    spesso si incontrano release con mp3 a diversi bitrate, e quando l’ascolti si sente…
    Per le nostre release usiamo il 192 kbps che ha un buon rapporto dimensione file/qualità suono
    =)

    saluti
    fede

  2. eldino ha detto:

    Ovvio.. 192kbits sono ottimi per rapporto qualità/peso. Personalmente sento gl iartefatti di compressione a 128kbits ma dopo i 160-192kbits non sento nessuna differenza con i cd.. 🙂 Ottima scelta per il bitrate .-)

  3. eldino ha detto:

    Ah per quanto riguarda i tag.. il post è un ottimo spunto per iniziare dalle vostr prossime muerte-releases 🙂 facciamo vedere che anche in Italia facciamo le cosine per bene 🙂 Ciao ciao!

  4. […] Per utilizzare in modo efficiente il release code all’interno del vostro player multimediale, vi consiglio di dare una letta ai suoi benefici, spiegati dettagliatamente nel seguente post dedicato al tagging. […]

  5. […] in maniera coerente. Ho già parlato dell’annoso problema del tagging e del nome dei file qui e perciò non mi dilungo ulteriormente. Vi consiglio solo di non sottovalutarli, perché sono […]

  6. […] alla 5.0). Se volete approfondire, ho già parlato di questo magnifico software gratuito in “Come taggare i brani: un vademecum essenziale per gestori di netlabels” e in “La pratica del […]

  7. […] il miglior tool per taggare in massa è senz’altro TagScanner (approfondimento: qui), imparate ad usarlo e sarà tutto più […]

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