[IT] You will have to pay something more valuable than money, you will have to pay attention!

27/02/2008

Riporto alcuni estratti di articoli o posts che mi hanno particolarmente colpito e fatto riflettere in questa settimana. Sono in inglese, come il 90% degli articoli in merito alla scena netlabel presenti in Rete (l’altro 10% se lo dividono avidamente lo spagnolo e il tedesco), ma  carinamente riporto la traduzione per chi non mastica la lingua anglofona 🙂

The key word around here is -free-. “Nothing is free!” you’ll say and you are absolutely right. You will have to pay something more valuable than money, you will have to pay Attention.

Traduzione: “La parola chiave in questo campo è -gratis-. “Ma niente è gratis” dirai e hai completamente ragione! Dovrai, infatti, pagare usando qualcosa di maggior valore rispetto ai soldi, ovvero con la tua attenzione!

In italiano non suona bene come in inglese (pay money-pay attention), ma il concetto è chiaro. Questa news su Digg mi ha colpito per due motivi diametralmente opposti: se da un lato è vero che la netlabel music merita molta pazienza e molta attenzione per essere apprezzata fino in fondo e per scremare la merda dalle perle, dall’altro è davvero inumano pensare di poter avere il tempo per prestare la dovuta attenzione a tutto il materiale audio disponibile. Uno dovrebbe fare solo quello nella vita per qualche anno e forse neanche ci riuscirebbe, visto che nascono netlabels in continuazione, rendendo necessario un lavoro di ricerca, download e ascolto continuo nel tempo. Io stesso, pur dedicandoci parecchie ore da svariati anni, ancora posseggo solo il 40% circa di tutta la musica netaudio disponibile per il download (in particolare, ho l’intero catalogo di circa 240 netlabel su più di 600 che dicono ci siano in Rete.. 600 netlabels!!). Fortunatamente, quello che rende coerente l’intera scena è la distribuzione degli ep e degli album in cataloghi, ovvero in monoblocchi compatti e univoci, che rende più facile il tutto. Se ogni release fosse distribuita a sè stante, su un sito personale etc, piuttosto che in un catalogo.. beh ragazzi, penso non starei neanche qui a parlarne ma avrei abbandonato “l’impresa” da un pezzo 🙂

Fonte: http://digg.com/music/Asiluum_The_Free_experimental_Music_Netlabel

Basically, creating a net label is a new form of qualifying the music […] There are so much talented persons and creative musicians worldwide these days that the standard music industry can’t handle all of them, so part of them always supposed to be freely released. […] It’s just an example of the new musical culture, it shows how the “worldwide brain” grows via Internet […]” (Arturs Pavlovskis and Mr. Prolix, founders of the based out of Riga, Latvia netlabel INQB8R).

Traduzione: “Fondamentalmente, una netlabel è un nuovo modo di qualificare la musica […] Ci sono così tante persone e musicisti pieni di talento nel Mondo ai giorni nostri che l’industria musicale convenzionalmente intesa non può gestirli tutti, quindi una parte di loro è comunque destinata a pubblicare la propria musica gratuitamente… […] E’ solo un esempio della nuova cultura musicale e mostra come “l’intelligenza globale” cresca tramite Internet […]” (Arturs Pavlovskis e Mr. Prolix, fondatori della netlabel INQB8R, con sede a Riga, Lettonia).

L’industria musicale attuale è un’industria vetusta e obsoleta, che solo in pauroso ritardo ha iniziato a considerare l’apporto innovativo della Rete come un potenziale bussiness. A mio dire, si è trovata come un’artigiano di fronte all’apertura di una enorme fabbrica piena di macchinari innovativi nella sua area di interesse, e ha scelto di continuare a battere manualmente i chiodi come ha sempre fatto negli ultimi 50 anni, piuttosto di investire in formazione e adeguarsi alla modernità. L’approccio conservativo può continuare a funzionare per un po’, ma non su scala assoluta e in chiave globale come ragiona il mercato della musica. E da qui che si è registrata l’implosione di cui tutti parlano da anni: pirateria, la gente non compra più i dischi, si produce un artista decente ogni 15 merdate commerciali etc.. E come succede dopo ogni implosione, si sono create delle crepe, delle fratture, che hanno permesso a nuove figure commerciali come la Apple (con il suo iTunes Store), come Real Networks o come svariati altri di fare vagonate di soldi in un campo dove fino a pochi anni prima non sarebbe stato neanche possibile andarci a pari (vedi etichette indipendenti). Tra queste crepe, e concludo qui la mia piccola introduzione politicizzata, si è inserita anche la scena netlabel, una realtà che promuove la diffusione del talento musicale gratuito, o meglio, parafrasando l’estratto di cui sopra, che si fa portavoce della “intelligenza globale” che pulsa e si espande in Rete.. e credetemi, è più grande di quanto non si immagini. Se si è aperti e interessati, la Rete offre talmente tanti di quegli stimoli da non farti dormire la notte per la smania di alzarti il giorno successivo e continuare il tuo “saccheggio intellettuale” tramite i tabs del tuo browser. Continuiamo a farci nutrire dalla Rete, ragazzi, perché di pappa buona ce n’è per tutti 🙂

Fonte: http://calm-down-relax.net/2008/01/08/emerging-netlabels-2-inqb8r/

[eldino]


[IT] Come ascoltare gli album in formato ZIP o RAR senza scompattarli (Windows)

25/02/2008

Se siete soliti scaricare molti album in formato .ZIP o .RAR e usate Windows, ma siete stanchi di dover star sempre lì a scompattarli prima di poterli ascoltare, beh.. vi corro in aiuto io con questo piccolo trucchetto 🙂 Penso sia molto utile soprattutto per chi ascolta massicciamente gli album di Jamendo o le releases delle netlabels [1], che nel 99% dei casi, oltre a fornire lo scomodo (se fatto manualmente..) download delle traccie come mp3 singoli, prevedono anche un’utile opzione: “Scarica tutte le traccie + la copertina in un singolo file compresso“. Se siete tra quelli che abusano di quest’ultima, continuate a leggere 🙂

xmplay_plus_netlabels.jpg

1) Scaricate XMPlay 3.4.2 [2], un clone gratuito e molto leggero di Winamp e player simili, che non necessita di installazione (potete quindi portarlo sempre con voi sulla vostra chiavetta USB), e i seguenti plugins (entrambi freeware):

RAR by Ian Luck [3];
ZIP by Ian Luck [4];

2) Scompattate i tre zip e spostate i due plugins (.dll) nella cartella di XMPlay, che a sua volta (ed eventualmente) sposterete dove più vi piace (es. C:ProgrammiXMPlay);

3) Aprite XMPlay… carino no? 🙂 Se la skin di default non vi aggrada, potete scaricarne numerose altre dal sito ufficiale [5], insieme (eventualmente) a numerosi altri plugins (tra cui quelli per ascoltare gli album compressi in formati di compressione meno noti ma validissimi come 7-Zip (.7z) [6]);

xmplay1.jpg

4) Per ascoltare i vostri ZIP o RAR o qualsiasi altro formato di file supportato (mp3, ogg etc), basta trascinarli con una semplice operazione di drag’n’drop nel pannello della playlist a destra, e premere “Play” 🙂

xmplay2.jpg

5) Se ritenete che il programma occupi troppo spazio sullo schermo, potete ridimensionarlo, ottenendo una roba del tipo:

xmplay3.jpg

Non è tenerissimo? 🙂 Non so se vi siano altre soluzioni analoghe per Mac OS X o Linux, ma nel caso siate a conoscenza di qualcosa del genere o al limite di un programma multipiattaforma gratuito che riproduca ZIP e RAR, segnalatemelo/celo con un commento 🙂

Buon ascolto!

Links:
[1] Che cos’è una release?
[2] XMPlay 3.4.2: http://support.xmplay.com/files/xmplay_archive/xmplay342.zip
[3] RAR plugin per XMPlay
[4] ZIP plugin per XMPlay
[5] Sito ufficiale di XMPlay: http://support.xmplay.com
[6] http://support.xmplay.com/file.php?cat_id=1&count_per_page=5

[eldino]


[IT] Puzzle/Psychomania (Radio Incontro) vs eldino: Game Over.

25/02/2008

2vie.jpg

Le nostre strade si separano, quindi il terzo episodio è anche l’ultimo della nostra collaborazione. Ad ogni modo, se vi interessano le netlabels e il sottobosco di argomenti ad esse correlate, continuerete a trovare la professionalità, la coerenza e la completezza d’informazione di sempre su queste pagine.

[eldino]


[IT] Puzzle/Psychomania (Radio Incontro) vs eldino – Episodio Tre (21.02.2008)

23/02/2008

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Come preannunciato nel post [1], ho tenuto una sintetica panoramica sulla netlabel Camomille [2] nella seconda ora della puntata di giovedì 21.02.2008 del programma “P2P” (Puzzle/Psychomania), andato in onda sulle toscane frequenze di Radio Incontro [3].

Il mio intervento è stato supportato “musicalmente” dalle seguenti traccie, che potete liberamente e legalmente scaricare, anzi… che DOVETE scaricare! ;-P Per effettuare il download: tasto destro su “Scarica (mp3)” -> Salva con nome.

T1. Plosive – Dub Chant (cam069, dub alla Leftfield)Scarica (mp3)

T2. Melissa Welch – Stuffing Like Revised (cam076, elettronica triste)Scarica (mp3) (** previsto sulla scaletta ma non andato in onda per un errore tecnico **)

T3. Tang Kai – Fly Away From This Place (cam067, trip-hop)Scarica (mp3)

Gli argomenti di cui ho parlato sono stati i seguenti:

A1. Introduzione sulla Camomille [2], netlabel nata nel 2002; discussione sul suo approccio “slow” ed “easy” alla musica; scelta oculata delle release da pubblicare (1 ogni 2-3 mesi), l’esatto contrario della Clinical Archives [4]; direzione estetica ben precisa.

A2. Il pezzo di Plosive è tratto dalla compilation “Featherfoil” e racchiude i migliori artisti della Camomille. Plosive [5] è un 30enne americano che si interessa di musica elettronica, musica generativa et similia, e ha pubblicato dei brani notevoli anche per la One [6], una netlabel molto interessante di cui è lui stesso il fondatore. Insieme ad un altro ragazzo, che si occupa di animazione, hanno creato dei videoclip molto interessanti reperibili su Youtube cercando “Plosive” (ma va?) o sul sito personale dell’artista (sezione “video”).

A3. Questo brano è tratto dall’omonimo EP di debutto dei Tang Kai, duo costituito da Mikael Fyrek (al suono) e Jenny Tang Kai (alla voce). Fyrek, svedese, faceva parte di un gruppo di tracker music chiamato Fairlight, molto noto nella scena all’inizio degli anni 90, nell’era pre-mp3 e pre-adsl. Molto del suo materiale è ancora reperibile online grazie a Scene.org [7]. Con il confluire della scena tracker nella scena netlabel, Mikael Fyrek ha continuato a pubblicare il suo materiale per quest’ultima, in particolare ha all’attivo un paio di releases per Kahvi [8], qualche traccia singola, e fino a poco tempo fa aveva anche un dominio suo (fyrek.org, ora non più online) da cui scaricare alcuni suoi ottimi pezzi ambient strumentali inediti (che io ho eh eh eh). Di Jenny posso dire solo che ha una bellissima voce 🙂 Come duo, hanno pubblicato due releases per la Camomille e alcuni pezzi singoli qua e là in alcune compilation [9].

Alcune ulteriori traccie che non sono potute rientrare in scaletta:

T4. VS – Silencio (cam096, post-rock intimista) Scarica (mp3)

T5. Radiohead – Street spirit (Vizion remix) (cam050, cover/remix)Scarica (mp3)

T6. Hofuku Sochi – Rakuen Paradies (cam073, space ambient)Scarica (mp3)

T7. Sektor – Road of life (cam072, idm-ambient acqua&sapone)Scarica (mp3)

T8. Sektor – Fog (cam072, ill ambient tipo primi Autechre o AfxTwin)Scarica (mp3)

T9. Spyefex – Far from home (cam050, ambient orchestrale e delicata)Scarica (mp3)

Alcuni ulteriori argomenti che non sono potuti rientrare nella scaletta:

A4. “Stuffing Like Revised” di Melissa Welch è stato uno dei pezzi che la mia copia di iTunes ha più volte ripetuto negli anni. E’ tratto dal suo primo EP, “Sleep-Wake” [10], di sole tre traccie. Ha pubblicato successivamente un altro EP, “Myopic” [11], sempre per Camomille, ma non della stessa qualità a mio dire. All’epoca della pubblicazione di “Sleep-Wake” (2005) aveva solo 16 anni. Quando uscì, ne parlarono in parecchi, sia per il fatto che fosse una ragazza e non un maschietto brufoloso, e sia per l’età, oltre che chiaramente per la qualità eccezionale del suo lavoro.

A5. Il brano dei VS è tratto da una release [12] che vi consiglio di scaricare per intero immediatamente se vi piace il post-rock. Loro sono francesi e hanno prodotto un altro album, con lo stesso titolo del primo ma con 3 traccie in più, scaricabile da Jamendo [13] che include alcune traccie già pubblicate per la Camomille, tra cui questa. Hanno anche un sito [14] tramite il quale potete acquistare una copia fisica del loro cd per 10€, prezzo meritatissimo a mio dire.

Fine dello sproloquio 🙂
Per scaricare la puntata, cliccate col destro qui.

Links:
[1] Promemoria puntata 21.02.2008
[2] Camomille: http://www.camomillemusic.com
[3] Radio Incontro: http://www.incontro.it
[4] La prolificità nella scena netlabel…
[5] Plosive: http://www.plosive.net/
[6] One: http://one.dot9.ca
[7] Fairlight tracker music: ftp://ftp.scene.org/pub/music/groups/fairlight/
[8] Kahvi netlabel: http://www.kahvi.org
[9] Discografia Tang Kai: http://www.discogs.com/artist/Tang+Kai
[10] Melissa Welch – Sleep-Wake EP: http://www.camomillemusic.com/cam076.htm
[11] Melissa Welch – Myopic: http://www.camomillemusic.com/cam090.htm
[12] VS – VS (5 traccie): http://www.camomillemusic.com/cam096.htm
[13] VS – VS (8 traccie): http://www.jamendo.com/fr/album/1683/
[14] Sito dei VS: http://www.vs-music.com/

[eldino]


[IT] Promemoria: eldino in onda domani 21.02.2008 dalle 22.00 :)

20/02/2008

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Si rinnova l’appuntamento mensile con “P2P” (Psychomania/Puzzle) su Radio Incontro, in FM per Pisa e dintorni o in streaming o in podcast il giorno successivo. Fonti interne e attendibili mi dicono che per ragioni tecniche il mio intervento sarà molto breve, ma nonostante questo, cercherò di parlare della netlabel Camomille, uno dei pilastri della scena netaudio. Mi spiace davvero, ma per le ragioni di cui sopra non mi sarà certamente possibile parlarne con la completezza e maniacalità che caratterizza questo blog (avrei bisogno di almeno 60 minuti), che ritengo a sua volta “migliorabile” sotto quel punto di vista, nè mi sarà possibile con un paio di pezzi farvi avere una panoramica “sonora” che possa anche solo lontanamente ambire a prendere un 3++ in pagella. Ascoltatemi, quindi, con la consapevolezza che si tratti di una “minigrafia” piuttosto che di una “monografia” come vorrei che fosse 🙂 Spero (perché di speranza si tratta!), però, di invogliarvi ad andare ad approfondire da voi il tutto o eventualmente a scrivermi una email (il mio indirizzo sta nella pagina “About”) per avere qualche personale suggerimento su cosa scaricare (che sarò lieto di darvi).

Detto questo, vi ricordo che l’url dello streaming è:
http://www.incontro.it/livestream/incontro.asx
Windows Media Player o VLC vanno benissimo per ascoltarci.

I miei altri interventi si terranno, come precedentemente annunciato, nei seguenti giorni:

Martedì 18 Marzo
Giovedì 17 Aprile
Martedì 20 Maggio
Giovedì 19 Giugno
Giovedì 24 Luglio

Il giorno successivo alla puntata (chi mi ascolta in diretta o segue il blog lo sa), pubblicherò un post con la tracklist delle canzoni e la tracklist (o “topiclist”..?) degli argomenti trattati. Questa volta, però, mi sa che saranno entrambe particolarmente povere… 😦

Se vi siete persi le altre puntate, le potete scaricare in formato mp3 dal box “Risorse Multimediali” alla vostra destra. Non mi resta che augurarvi buon ascolto 🙂

[eldino]


[IT] Homework Records (ITA) vs Homework Netlabel (RU)

19/02/2008

Ho appena notato che, oltre alla nostra italianissima Homework Records raggiungibile all’indirizzo:

homework-ita.png

http://www.homeworkrecords.net/

vi è anche un’altra netlabel con lo stesso nome in Russia, chiamata Homework netlabel e raggiungibile all’indirizzo:

homework-ru.png

http://homework.polarnet.ru/

Cominciano ad essere talmente tante queste netlabels che non bastano più i sostantivi… 🙂 Ma gli piaceva così tanto ai rispettivi gestori fare i compiti a casa da piccoli? 🙂

[eldino]


[IT] eldino citato nella puntata #18 della trasmissione radiofonica Walkman!

17/02/2008

walkman.png

Il mio recente articolo tecnico dal titolo “La prolificità musicale nella scena netlabel: un fenomeno che ne intacca la qualità?” [1] è piaciuto particolarmente a Fabio, in arte eniac [2] e co-gestore della netlabel italiana Chews-Z [3], che ne ha parlato nel suo ottimo programma radiofonico “Walkman” [4], recensito entusiasticamente molti mesi fa su questo blog [5].

Chi allora non veleggiava ancora su questi lidi o chi ha bisogno di una breve spolveratina, sappia che Walkman è (penso) la prima trasmissione nata in Italia a trattare esclusivamente il mondo delle netlabels, sia dal punto di vista degli argomenti che delle scelte musicali. Va in onda su un’emittente locale di Torino, ovvero Radio Flash [6], ma per chi non è della zona è disponibile l’onnipresente streaming e un comodissimo podcast in formato mp3, a cui abbonarsi tramite il proprio client di fiducia (iTunes, Juice, XCast etc) – come ha fatto il sottoscritto. Recentemente, Walkman è diventato settimanale, ma senza alterare la sua formula, ovvero quella di proporre ad ogni puntata una selezione di brani pescati tra le releases più recenti.

La puntata in cui viene citato il mio articolo è la #18 di sabato 16 Febbraio 2008 ed è disponibile al seguente url (tasto destro -> salva con nome). Se invece volete abbonarvi al podcast e ricevere automaticamente le nuove puntate quando sono disponibili online, basta che aggiungiate al vostro client il seguente url (senza le virgolette): “http://streaming.top-ix.org/podcast/radioflash/feeds/walkman.xml“.

Ho lasciato sul blog di Walkman un commento sotto al post della puntata in questione [7], ed essendomi venuto, a dire la verità, anche abbastanza prolisso e al gioioso gusto di vetriolo, ho deciso di riportarlo anche su queste pagine, perché penso che funga da ottimo complemento sia per il mio articolo che per quanto detto da Fabio nella puntata. Buona lettura 🙂

Ciao Fabio, ho ascoltato la puntata 18, come faccio da sempre fin dalle primissime puntate 🙂 Mi fa piacere che ti sia piaciuto il mio articolo 🙂 Le mie parole vogliono essere sia una critica feroce verso quelle netlabels che rincorrono la 100sima release pubblicando 20 releases al mese di scarso interesse e sia una guida, un faro per chi si addentra solo ora in questa realtà ricchissima di materiale e si trova spesso spaesato, perché, ovviamente, ancora non sa verso quali lidi dirigere il proprio orecchio per trovare la pappa buona, ma casca come una pera guasta in un bel barile di merda fresca di porcile, e finisce per gettare la spugna dopo 2-3 downloads + relativi ascolti. E questo allontamento di ascoltatori più smaliziati non giova a nessuno, perché:

a) Loro non conosceranno mai le numerose perle musicali che si celano nel mondo del netaudio e personalmente, ciò mi rammarica e mi fa rabbia assai. Un altro direbbe “cazzi loro”! eh no! cazzi nostri, perché è un po’ come leggere un libro, ritenerlo un capolavoro ma non riuscirlo a condividere con il mondo: è frustrante! O almeno per me lo è.

b) Molti di loro potrebbero essere dei potenziali musicisti o amici di musicisti, e quindi potrebbero regalarci dell’altra pappa buona, ancora più delicatamente underground di quella che li ha convinti a distribuire il loro primo EP su una netlabel, ma se beccano l’80% di merda presente nel netaudio world, scappano e svanisce tale ghiotta ipotesi.

c) Più ascoltatori di netlabel music ci sono e più gente acquisterà pian piano una coscienza musicale sana e genuina, indipendente e non mediata dalle scelte di programmatori televisivi e radiofonici; più gente imparerà a distinguere la merda dal caviale, e sarà spinta a procacciarsi il cibo migliore da sola, sia questo surgelato nei negozi o su internet; e magari, pensando utopisticamente e trasversalmente, se un nutrito numero di persone cominceranno ad esigere a gran voce della buona musica, ad un certo punto, presso Contrada Major, qualcuno dirà (in americano) “hey ragazzi, ma forse non è meglio che la finiamo con questa cospirazione planetaria della pubblicazione di dischi con 2 traccie carine e 10 feci?”, e vivremo tutti felici e contenti: ascoltatori, artisti e discografici (“Wow la vendita dei cd è ripartita!” .. chissà perchè…).

Le netlabels sono un po’ come dei djs: effettuano una “selection”, e spetta a noi ascoltatori premiare quelli di loro che immettono e trasmettono cultura con il proprio lavoro, e declassare chi invece non ha ben chiaro, per ignoranza o per abitudine, che selezionare un qualcosa significa apporre un filtro sul bacino di provenienza, significa incanalare il contenuto di un grande lago vulcanico in un canale stretto e rigido, e non semplicemente trasbordarlo in un altrettanto grande bacino. Pubblicare musica su una netlabel, da parte del gestore, deve sempre di più far rima con “scelta”, ovvero saper dire di no agli artisti poco talentuosi, che comunque, nell’era del Web 2.0 e di Rapidshare & similia, non avranno problemi, SE PROPRIO CI TENGONO, a trovare un posto virtuale su cui spiattellare le loro “unreleased tracks” da linkare successivamente sul proprio blog, for fans or masochists only. O ancora meglio, magari impareranno che dividere 100 traccie in 10 albums merdosi è male, mentre sceglierne 50 e pubblicare 5 piccole gemme è bene.

Un gestore di netlabel deve essere un mecenate. Se i Medici avessero “prodotto” tutti i pittorucoli da 4 soldi che si aggiravano nel fiorentino, piuttosto che i più meritevoli tra loro, avremmo avuto il Rinascimento? Secondo me, avremmo ottenuto solo un enorme affresco raffigurante un McDonald enorme e tanti panini tutti perfettamente identici che fuoriescono dal suo grembo e che, a distanza di secoli, non perdono un joule del loro poter calorico o un x del loro sapore (esiste un’unità di misura del sapore?).

Dì no alla fastfoodificazione della musica libera. Scegli Valsoia.. ehm.. scegli bene le tue netlabels 🙂

Saluti,
eldino (https://eldino.wordpress.com)

Links:
[1] La prolificità musicale nella scena netlabel: un fenomeno che ne intacca la qualità?
[2] Eniac’s Homepage: http://www.laminifanzine.it/eniac/
[3] Chews-Z netlabel: http://www.chewz.net/
[4] Walkman: http://walkman-podcast.blogspot.com/
[5] Recensione di Walkman
[6] Radio Flash: http://www.radioflash.to/
[7] Walkman #18: http://walkman-podcast.blogspot.com/…puntata-18.html

[eldino]


[EN/IT] Rapidshare Blogs Roundup – 16/02/2008

16/02/2008

rapidshare_blog.png

[Italiano]
Se non sapete cosa sia un Rapidshare Blog, leggete il mio articolo in proposito al seguente url: [1]. Ricordo che non si tratta di materiale sotto licenze libere tipo Creative Commons, ma di materiale per lo più coperto da Diritto D’Autore, il cui download è perseguibile ai sensi di legge, quindi siete avvertiti 🙂

[Italiano/English]

1. Indie Hit Listhttp://indiehitlist.blogspot.com/
Indie Rock, Indie Pop etc – Host(s): Rapidshare, Zshare, Sharebee, Sendspace..

2. Trip-Hop Xhttp://triphopx.wordpress.com/
Trip-Hop – Host(s): Rapidshare

3. Kapritskahttp://kapritska.blogspot.com/
Post-Rock, Electronic – Host(s): Mediafire, Rapidshare, Sendspace

4. En:Mixedhttp://www.enmixed.com/
Electronic, Dubstep, Grime, Club, Vinyls – Host(s): Rapidshare, Depositfiles, Zshare..

5. Umanuvemhttp://umanuvem.blogspot.com/
Electronic, Experimental, Noise, Legal Demos & EPs – Host(s): Zshare, Last.fm, Archive.org..

Links:

[1] Cos’è un Rapidshare Blog?


(** Nota legale: Quanto scritto in questo articolo ha esclusivamente valore educativo e divulgativo. L’Autore non si assume nessuna responsabilità sull’utilizzo che il lettore potrebbe fare di suddette informazioni. **)


[IT] Cos’è un “Rapidshare Blog”?

14/02/2008

rapidshare_logo.png

Un “Rapidshare Blog” (spesso noto anche come “music blog” o “mp3 blog“) è un sito web dedito esclusivamente alla pubblicazione di links a materiale protetto da Diritto d’Autore, quasi sempre album musicali completi. Questi siti sono detti “blog” esclusivamente perché utilizzano per comodità le più note e rinomate piattaforme di blogging, come Blogger [1], WordPress [2] etc. Ogni post contiene sempre uno o più links a siti di hosting gratuito di file di grandi dimensioni, come appunto il famosissimo Rapidshare [3] o MegaUpload [4], da cui poter agevolmente prelevare il file richiesto. Questi siti di hosting prevedono sempre una forma di utilizzo gratuita, supportata economicamente grazie agli introiti della pubblicità e all’introduzione di alcune limitazioni (no download simultanei, no uso di download manager, attesa di un tot di minuti prima di poter scaricare un altro file…), e una forma di utilizzo commerciale senza nessuna limitazione di sorta, previo pagamento di un abbonamento giornaliero, settimanale, mensile o annuale tramite Paypal e sistemi di pagamento similari.
Oltre al link al file, che è l’elemento principale di ogni Rapidshare Blog, spesso l’Autore aggiunge la copertina e la tracklist, se si tratta di un album, o alcune informazioni aggiuntive, se si tratta di un altra tipologia di file.
I Rapidshare Blog più avanzati e curati prevedono links multipli agli stessi files, in modo da permettere all’utente la scelta dell’hosting gratuito preferito da cui effettuare il download, e in modo da minimizzare i tempi di attesa tra il download di un file ed un altro. Spesso i files più voluminosi (come i film completi) vengono divisi in numerosi parti utilizzando la funzione di splitting integrata in WinRAR (il .rar è uno dei formati compressi più in voga sulla rete) o programmi freeware appositamente concepiti per dividere i files voluminosi in parti più piccole (es. HJsplit).
Sui Rapidshare Blog c’è, ovviamente, uno 0,0001% del materiale che potreste scaricare usando altri metodi (eMule, BitTorrent etc) ma ciò che li rende comodi e innovativi è il fatto che vi evitano di dover consultare decine di recensioni musicali online o riviste del settore prima di scaricare roba attinente ai vostri gusti.
Mettiamo, ad esempio, che siate dei fan del post-rock: basta che troviate uno o più blog che linkano album di musica post-rock e vi basterà fare un’unica operazione per ottenere i files che vi interessano, cioè visitare il blog, mentre usando altri metodi dovreste: consultare siti/riviste di settore, leggere delle recensioni, aprire il vostro client P2P, cercare i files che vi interessano, attendere che parta il download etc. Sui Rapidshare Blogs, invece, c’è qualcuno che fa queste operazioni per voi, ovvero l’Autore, che si presuppone sia un fan come o più di voi di quel/quei genere/i musicale/i. Se vi piace un album postato su uno di questi blog, è molto probabile che vi piacciano anche gli altri 🙂 In sostanza: pirateria con una forte dose di community intorno 🙂

Ecco alcune delle numerose comunità di amanti del “rapidsharing“, per approfondire:
Rapidshare Links: http://rapidsharelinks.org
Italian Mega Link: http://italianmegalink.blogspot.com
Best Rapidshare Source: http://www.brs2008.tk
Evoluzionized: http://evolutionized.co.uk/forum

Per una selezione dei migliori Rapidshare Blogs musicali, compilata da me medesimo e aggiornata periodicamente, cliccate qui.

Links:
[1] Blogger: http://www.blogger.com
[2] WordPress: http://www.wordpress.com
[3] Rapidshare: http://www.rapidshare.com
[4] MegaUpload: http://www.megaupload.com

(** Nota legale: Quanto scritto in questo articolo ha esclusivamente valore educativo e divulgativo. L’Autore non si assume nessuna responsabilità sull’utilizzo che il lettore potrebbe fare di suddette informazioni. **)

Aggiornamento 16/02/2008: 5 rapidshare blogs di musica qui.

Aggiornamento 16/06/2008: Altri 5 rapidshare blogs di musica qui.

[eldino]


[EN/IT] Tutorial: How-to fix MPEG videos #2: the Mac way

12/02/2008

streamclipicon.gif

[English]
1. Download and install the freeware MPEG Streamclip [1];
2. Apple+O to open the damaged MPEG vid;
3. Apple+F to Repair the Damaged Timecode.. wait some seconds to end the process;
4. Try to play the video to test if it works well now;
5. Apple+S to save it with another name.

You’re done 🙂 Thx alexora and renato for this tip.
The tutorial #1 of the serie (for Windows only) is available at the following url: [2]. Ah I forgot… MPEG Streamclip is available for Windows as well, so this tutorial is also for you, PC user 🙂

[Italiano]
1. Scarica e installa il freeware MPEG Streamclip [1];
2. Mela+O per aprire il video MPEG danneggiato (Archivio -> Apri File)
3. Mela+F per riparare il Timecode danneggiato (Composizione -> Ripara Interruzioni Timecode).. aspetta qualche secondo in modo che finisca il processo;
4. Prova a riprodurre il filmato per vedere se funziona correttamente adesso;
5. Mela+S per salvarlo con un altro nome (Archivio -> Registra col nome);

Fatto 🙂 Grazie alexora e renato per la segnalazione!
Il primo tutorial della serie (solo per Windows) è disponibile al seguente url: [3]. Ah dimenticavo… MPEG Streamclip è disponibile anche per Windows, quindi se non avete un Mac, potete comunque usufruire di questo ottimo programmino 🙂

Links:
[1] MPEG Streamclip (Mac/Windows): http://www.squared5.com/
[2] How-to fix MPEG videos #1
[3] Come riparare i filmati MPEG danneggiati #1


[IT] Le mie releases preferite in pillole #9: Frigida Records (rock & derivates)

10/02/2008

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La Frigida Records [1] conta, al momento in cui scrivo, ben 70 releases [2] per un totale di quasi 3 Gb di musica gratuita e legale. Spazia un po’ tra tutti i generi, ma nel suo catalogo vi è una notevole percentuale di materiale rock e relativi sottogeneri (indie rock, post-rock, acoustic rock, cantautorato etc), soprattutto di origine latino-americana (che ha una delle scene musicali underground più interessanti e in espansione a livello netlabel!), e secondo il mio personale parere, è anche il genere musicale con cui raggiunge le più alte vette qualitative. Ecco le releases che ho maggiormente gradito.

[fri005] Portatile Room Mobile – Vol. 1
Questa releases rappresenta un evento inusuale nel mondo del netaudio: trattasi, infatti, di un album completamente costituito da covers di brani di band molto note. Le canzoni originali vengono rese in una chiave rock molto intimista e “seventies”, che a tratti potrebbe facilmente ricordare molti gruppi indie rock recenti. Questa release mi piace molto, lo ammetto. E’ una release da ascoltare quando volete giustamente farvi i “cazzi vostri”, quando cioè siete voi e la vostra musica preferita. Tutta la release è di inusuale qualità (sia dal punto di vista dell’arraggiamento che dalla frizzante originalità della selection delle canzoni), e in più i testi (essendo famosi) sono facilmente reperibili sulla Rete, cosa che non accade nella scena netlabel “pura”, dove bisogna scrivere agli autori e sperare nel loro buon cuore. Cos’è del buon rock senza la comprensione delle sue parole? Tutti i brani sono da favola, ma se proprio devo suggerirne qualcuno: “Everything Counts” (originale dei Depeche Mode), “Close to Me” (originale dei The Cure), “Yesterday Once More” (originale dei The Carpenters) e “Caroline No” (originale dei Beach Boys). In più, ascoltate attentamente la versione estremamente dilatata nel tempo di “All Tomorrow Parties” e approfittatene per procurarvi la discografia dei The Velvet Underground, autori originali del brano. Voto: 5/5.

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[fri008] Leumann – Jupiter Lander
Eccoci giunti ad un EP di buon post-rock, niente di eccelso eh!, però “No Hay Agua Ni Plantas” e “Se Pierde La Seal” meritano un ascolto o due…. o tre? Voto: 3,5/5.

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[fri013] Suipacha – El Fin Es El Comienzo EP
Ancora post-rock! Di questa release consiglio solo: “Flamin Sheeps“, dal sapore molto umido e riverberato. Ricorda i meravigliosi The London Apartment della netlabel Sutemos [3], che vi invito a recuperare tramite la mia recensione [4] se ancora siete tra i pochi masochisti a non averlo ancora fatto. Dopodichè, visto che ci siete e avete già scaricato l’intera release, dedicate un paio di minuti all’ascolto di “Nikolai Cryp“… cosa vi ricorda? Dai dai dai che lo avete sulla punta della lingua… allora? Ma sì! Giusto! La dolcissima “Creep” dei Radiohead, cantata in questo caso tipo in reverse o in qualche analogo metodo simil-satanico. Una cover utile per lo più a stupire gli amici. Voto: 5/5 (solo traccia “Flamin Sheeps“).

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[fri017] Dyin Emotion – Caught in Another World
Semplicemente meraviglioso, come ho avuto modo di scrivere privatamente via email all’Autore. Indie rock acustico di enorme dolcezza e emotività. “Caught in Another World” è semplicemente una canzone d’amore come è da un po’ che non se ne scrivono, e se ne leggete il testo (fortuna che io ho avuto ;-P) non riuscirete a non percepire un grande cuore d’innamorato aperto e colorato 🙂 Ad un certo punto, il ritornello recita: “A bliss… to stand on our own feet / is what we need to last, / is what we hope to find here, / to find here… ” (traduzione: “Una grande gioia… per restare in piedi da soli / è ciò di cui abbiamo bisogno / è ciò che speriamo di trovare qui / di trovare qui…”)… una bella ventata di speranza e positività 🙂 Se amate il genere, non potrete non ritrovarvi a canticchiare questo brano! Stupenda anche la cover di “Pearly“, dei Radiohead e “Try Song“. Un EP eccellente. Voto 5/5 & lode.

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[fri020] Schizbreak – This Is What I Can Do
Rock con spruzzi di elettronica. Mi ricorda le prime cose acerbe dei Blur e qualche sonorità dei primi dischi dei Subsonica, ma forse mi sbaglio. Molto carino nel complesso e dalle evoluzione non scontate. Voto 4/5.

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[fri023] Dedos de Osito – Osito City
Post-rock melodico e con cantato femminile in spagnolo. Sicuramente gli Sigur Ros hanno avuto una notevole influenza su questa band. Voto 4/5.

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[fri025] Bronko Yotte – Piensa En Mi Cuando Duermas
Hip-Hop con cantato in spagnolo e atmosfere jazzy e ricercate. Molti artisti hip-hop dell’overground americano dovrebbero prendere spunto dai suoni e dai beats di questi artisti underground, se non altro perché penso che siamo tutti un po’ stufi di sentirli rappare su casseruole e citofoni. Un bel piano su una batteria simil-r’n’b è sempre gradevole, cosa che non si può dire dei citofoni in loop. Voto: 4/5.

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[fri027] Verdeoscuro – Ep y Simples
Rock con cantato maschile in spagnolo! L’album è tutto di buona qualità e senza cadute di stile. La mia traccia preferita è “Dos veces“, dalla struttura post-rock e dagli echi “dubbosi”. Voto: 4/5.

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[fri034] Natural City – Dancing in Bloomington
Acoustic rock con venature folk e indie. Bella la voce di lui. Peccato siano solo 4 traccie. Voto: 4/5.

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[fri038] MmoomM – Under construction
Il tappeto di archi sintetici dell’intro del primo, intenso brano “I am a Human Being“, ci catapulta senza precauzioni in questa eccellente release di 8 traccie, a cavallo tra ambient, darkwave, space ambient e world music. Le voci del suddetto pezzo ricordano dei lamenti o dei richiami di matrice arabeggiante, mentre gli archi si inspirano a qualche timbrica Autechre-iana o FutureSoundOfLondon-iana. Un altro dei miei brani preferiti è “Rushing Down The Stairs Pt.I“, affascinante e ampio come un paesaggio lunare: un suono elettronico intenso ed evocativo si sviluppa su un beat macinato e sincopato, per finire con un sample del battito del cuore dopo soli 1:53 minuti. Voto: 3,5/5 con punte di eccellenza nei due brani citati (5/5).

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[fri042] Dzr:P – Songs for Megan
Quando i Mùm incontrano i Matmos…. e restano entrambi coinvolti in un incidente stradale. Voto: 3/5.

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[fri047] Piscis – In the Room of a Singer
Musica ambient/soundscape. Non sono un patito del genere, semmai un detrattore, ma non nego che mi sono incantato ad ascoltare questi 2 brani. Voto: 3/5.

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[fri050] Valentin Fal – Valentin Fal EP
EP di debutto (solo 3 traccie) di una band di rock elettronico o forse lievemente post-rock? Carino, qualunque genere esso sia.. Voto: 4/5.

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[fri052] Mario Rustom – Listo
Segnalo solo la traccia “Aunque“, un trip sonoro tra minimal techno e dub-ambient di quella che meriterebbe un dolby surround e un materassino che si muova in sync con le onde sonore per essere apprezzata in pieno. Che atmosfera, gente.. Woooooosh! Voto: 4/5 (solo traccia citata).

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[fri057] Nax – Fin (Lamento Espacial En El Centro Del Remolino)
Rock espanol sghembo 🙂 Molto carine le ultime due traccie: “Contaminarte+Naranjas Y Limones” e “Lamento Espacial En El Centro Del Remolino“. Voto 3,5/5.

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[fri060] RDI: Crucifixion Project – Salvation Disorder No. 1
Questo album è un pugno allo stomaco, però di quelli che dopo averli ricevuti sei contento (ne esistono? boh!). Giochi di parole a parte, qui si parla di musica industrial/darkwave di soddisfacente fattura, dalle ritmiche curate e dai synth molto “fat”, ovvero dal suono “grasso”.. grrr! Interessanti: “Decreptitude“, “Cries of the Unloved“, “Machine“, “Lost” e “Twisted Fantasy“. Voto: 4/5.

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Links:
[1] Frigida Records: http://www.frigidarec.com/catalog.htm
[2] Cos’è una release?
[3] The London Apartment: recensione
[4] Sutemos netlabel: http://www.sutemos.net/en


[IT] La prolificità musicale nella scena netlabel: un fenomeno che ne intacca la qualità?

09/02/2008

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La scena netlabel [1], essendo dedita principalmente alla pubblicazione e alla promozione di musica elettronica, è legata a doppio-filo allo sviluppo e all’evoluzione dei cosiddetti “software musicali“, ovvero quegli applicativi per computer finalizzati alla produzione di musica. Questa tipologia di software è in giro da parecchi anni, ma è solo grazie all’aumento esponenziale delle risorse di calcolo individuali, e al conseguente calo dei prezzi, che ha subito un vero e proprio boom, sia per quanto riguarda la qualità audio ottenibile, e sia per quanto riguarda la loro diffusione di massa.

La possibilità di poter disporre di un elevato numero di traccie audio/midi, l’infinita scelta di sintetizzatori/campionatori/drum machines/effetti virtuali, la facilità nel reperire campioni audio pre-confezionati o nel registrarne di propri, e la diffusione di siti e comunità sull’argomento, ha fatto nascere in molti non-musicisti la voglia sopita di suonare, o meglio: di produrre brani.
Sono stato nella scena dei produttori di elettronica “homemade” e “one-man project” [2] per anni e posso garantirvi che quando produci musica in uno studio “virtuale”, ovvero totalmente basato sul software, non è raro completare un brano dopo sole 4-5 ore di lavoro, tempistica impensabile per una band in senso “classico” (voce, basso, chitarra e batteria). E non è altresì raro dilettarsi nella produzione di brani che non appartengono al tuo genere preferito, magari subito dopo aver messo le tue mani su un nuovo “giocattolo virtuale” (un sequencer, un effetto, un synth etc) appena uscito.

Ricordo, ad esempio, che pur essendo io un produttore di IDM oscura e ricercata, specialmente nei ritmi (complessi e potenti) e nelle parti melodiche (sognanti, ipnotiche e dalla timbrica originale), quando misi le mani sul synth FM7 [3], mi persi per giorni nel comporre suites ambient di 20 minuti, vista la bontà di alcuni suoi presets (modificati da me ad-hoc). Inoltre, spesso producevo brani jazzy, acid techno, future samba, trip-hop e quant’altro solo perché avevo voglia di ascoltare qualcosa del genere che mi piacesse, ma che non trovavo nè sulla Rete nè sui dischi, e che quindi ero costretto a crearmi da solo. Ma questo cosa centra? Centra! Perché è proprio la giocosità e la voglia di sperimentare intrinseca nel vero musicista elettronico che lo porta ad essere prolifico e a prodigarsi nei generi musicali più disparati. Qualsiasi fenomeno (l’uscita di un nuovo plugin VST o di un nuovo sequencer software, l’acquisto di un registratore minidisk, la scoperta di un rumore nella vita quotidiana che suonerebbe bene come “rullante” a 135bpm etc) può inspirare il produttore elettronico e spingerlo a capofitto nel tunnel della prolificità artistica.

Questo capita sia agli artisti “homemade”, bravi o meno bravi che siano, sia agli artisti “sotto contratto”, solo che nel secondo caso, essendoci interessi economici di mezzo, si tende a filtrare molto la merda (anche se non abbastanza a mio dire), mentre nel primo caso no, perché il loro lavoro viene distribuito gratis (netlabels, siti personali degli artisti, myspaces, jamendo etc), senza nessun filtro qualitativo tra l’hard disk dell’artista e gli hard disks degli ascoltatori (eccetto in alcune netlabels di indubbia qualità che non mi stancherò mai di citare, come Thinner, iDeology, Camomille, Aerotone, Sunday In Spring etc), e quindi se ti piace è bene, altrimenti ti arrangi. Un po’ come con Linux insomma! Un discorso comprensibilissimo (ma non giustificabile!) dal punto di vista dei gestori di netlabels, che spesso puntano a rimpolpare nel minor tempo possibile i cataloghi delle loro neonate “creature” per renderli numericamente uguali o superiori a quelli delle netlabels veterane, il tutto però a scapito della qualità (non potrebbe essere altrimenti). La Thinner e la Camomille, ad esempio, sono presenti sulla scena da tanti anni, eppure hanno raggiunto la 100sima release solo da poco, mentre una netlabel come la Clinical Archives [4], che è una “pischella”, si sta avvicinando velocemente a questo traguardo: coma mai? Beh pubblicando 10 releases al mese, anche il sito del mio dentista può raggiungere velocemente la 100sima release ;-P

La prolificità musicale degli artisti che decidono di condividere gratuitamente il loro lavoro diventa, quindi, un’arma a doppio taglio nella scena netlabel: se da una parte, permette loro di essere presenti, con lo stesso moniker o con moniker diversi, nei cataloghi di più netlabels, aumentando esponenzialmente l’audience a cui si rivolgono e la possibilità di farsi conoscere, dall’altro alimentano questo perverso gioco di “rimpolpamento veloce” e di “fastfoodificazione” di un fenomeno, quello delle netlabels, che nasce, concettualmente, dal rigetto dell’appiattimento creativo della musica “tradizionalmente intesa” [5], che ha portato, come saprete, alla comune convinzione che un album composto da sole 2 traccie carine e da 10 merde sia una cosa “normale”. Ma se pensiamo a molti dischi degli anni ’70-’90, che erano belli “tutti”, dalla prima all’ultima traccia, beh.. tanto normale non è. E sia chiaro: non mi riferisco ai “Best Of”… ;-P

La prolificità musicale è un fenomeno che alla fonte presenta un alto tasso di genuinità e spontaneità creativa, e che permette ad un artista, che so, di musica techdub, di poter dedicarsi, quando è inspirato, anche alla musica ambient o allo space-rock, perché gli va e perché gli strumenti musicali che “suona” (o fa suonare?), ovvero quelli virtuali, semplicemente glielo permettono. Quindi, se siete ancora nuovi della scena “netaudio”, non sprecate energia nel sorprendervi (negativamente) di questo fenomeno, perché non è questo l’artefice della bassa qualità di molte produzioni gratuitamente scaricabili; semmai, impiegate la suddetta energia nell’evitare e nel boicottare quel marasma di netlabels il cui obiettivo sembra solo essere quello di intasare il loro account su Internet Archive [6], valorizzando e supportando economicamente, invece e se possibile, tutte quelle realtà che al contrario pongono come primo obiettivo la pubblicazione di ottima musica libera: magari non avranno molto materiale in catalogo (si pensi alle poche releases delle superlative Aerotone e A Quiet Bump), però siete sicuri che scaricando qualcosa da loro non troverete merda, ma ottimo cibo per le vostre orecchie, cibo che ormai anche nei più forniti negozi di dischi faticate a trovare, o almeno così capita a me.

La prolificità musicale, inoltre, è un fattore che, quando inizi a riempire metà di un capiente hard disk esterno di sola musica di netlabels [7], dà organicità e coerenza ad un fenomeno che sulla Rete sembra voglia restare frammentanto e granulare (poche netlabels collaborano tra loro, poche uniscono le loro forze per riuscire a promuovere eventi che individualmente sarebbe impossibile fare, nessuna collabora con i pochi siti di informazione in merito fornendo materiale in anteprima da recensire etc), e ciò accade perché ritrovare lo stesso artista (esempio: Sascha Mueller [8]) in quasi ogni netlabel ti restituisce una sensazione di “piacevole familiarità“, molto simile a quella che si prova quando si entra in un luogo nuovo ma accogliente come i luoghi che frequentiamo di solito.

Questa familiarità ti suggerisce che un legame tra tutte queste micro-etichette, tra tutti questi “microcosmi risuonanti” esiste, ed è dato proprio dai loro artisti, talentuosi o meno che siano, che fanno sì che almeno offline, nelle corpose librerie di iTunes che intasano le vostre periferiche locali di archiviazione, la scena netlabel sia un unico, ciclico macrouniverso….

…e fatemi passare l’atmosfera da fantascienza apocalittica che ho dato all’ultimo paragrafetto 🙂

In soldoni, ben venga la prolificità, ma si tenga presente che non tutto deve per forza essere pubblicato e condiviso, se si ha a cuore la qualità e la fidelizzazione del pubblico; l’audience delle netlabels è sì dotato di connessione a banda larga always-on, ma non è obbligato a sprecare il proprio tempo e la propria banda per scaricare roba di qualità infima 🙂

Links:
[1] Cos’è una netlabel?
[2] Band costituite da un solo musicista tuttofare.
[3] Native Instruments FM7: http://www.noise.it/Negozio/dettaglio.aspx?id=1776
[4] Clinical Archives: le migliori releases secondo eldino
[5] Legata, cioè, ad un supporto fisico, a logiche di mercato, a etichette discografiche, a canali distributivi etc.
[6] Internet Archive (http://www.archive.org) fornisce a qualunque netlabel che ne faccia richiesta infinito spazio web e infinita banda per le proprie releases.
[7] Come nel mio caso ;-P. Si veda: eldino’s Netlabel Music Meter.
[8] Sascha Mueller: http://www.sonicwalker.com/artists/sascha-muller/

[eldino]