[IT] You will have to pay something more valuable than money, you will have to pay attention!

27/02/2008

Riporto alcuni estratti di articoli o posts che mi hanno particolarmente colpito e fatto riflettere in questa settimana. Sono in inglese, come il 90% degli articoli in merito alla scena netlabel presenti in Rete (l’altro 10% se lo dividono avidamente lo spagnolo e il tedesco), ma  carinamente riporto la traduzione per chi non mastica la lingua anglofona 🙂

The key word around here is -free-. “Nothing is free!” you’ll say and you are absolutely right. You will have to pay something more valuable than money, you will have to pay Attention.

Traduzione: “La parola chiave in questo campo è -gratis-. “Ma niente è gratis” dirai e hai completamente ragione! Dovrai, infatti, pagare usando qualcosa di maggior valore rispetto ai soldi, ovvero con la tua attenzione!

In italiano non suona bene come in inglese (pay money-pay attention), ma il concetto è chiaro. Questa news su Digg mi ha colpito per due motivi diametralmente opposti: se da un lato è vero che la netlabel music merita molta pazienza e molta attenzione per essere apprezzata fino in fondo e per scremare la merda dalle perle, dall’altro è davvero inumano pensare di poter avere il tempo per prestare la dovuta attenzione a tutto il materiale audio disponibile. Uno dovrebbe fare solo quello nella vita per qualche anno e forse neanche ci riuscirebbe, visto che nascono netlabels in continuazione, rendendo necessario un lavoro di ricerca, download e ascolto continuo nel tempo. Io stesso, pur dedicandoci parecchie ore da svariati anni, ancora posseggo solo il 40% circa di tutta la musica netaudio disponibile per il download (in particolare, ho l’intero catalogo di circa 240 netlabel su più di 600 che dicono ci siano in Rete.. 600 netlabels!!). Fortunatamente, quello che rende coerente l’intera scena è la distribuzione degli ep e degli album in cataloghi, ovvero in monoblocchi compatti e univoci, che rende più facile il tutto. Se ogni release fosse distribuita a sè stante, su un sito personale etc, piuttosto che in un catalogo.. beh ragazzi, penso non starei neanche qui a parlarne ma avrei abbandonato “l’impresa” da un pezzo 🙂

Fonte: http://digg.com/music/Asiluum_The_Free_experimental_Music_Netlabel

Basically, creating a net label is a new form of qualifying the music […] There are so much talented persons and creative musicians worldwide these days that the standard music industry can’t handle all of them, so part of them always supposed to be freely released. […] It’s just an example of the new musical culture, it shows how the “worldwide brain” grows via Internet […]” (Arturs Pavlovskis and Mr. Prolix, founders of the based out of Riga, Latvia netlabel INQB8R).

Traduzione: “Fondamentalmente, una netlabel è un nuovo modo di qualificare la musica […] Ci sono così tante persone e musicisti pieni di talento nel Mondo ai giorni nostri che l’industria musicale convenzionalmente intesa non può gestirli tutti, quindi una parte di loro è comunque destinata a pubblicare la propria musica gratuitamente… […] E’ solo un esempio della nuova cultura musicale e mostra come “l’intelligenza globale” cresca tramite Internet […]” (Arturs Pavlovskis e Mr. Prolix, fondatori della netlabel INQB8R, con sede a Riga, Lettonia).

L’industria musicale attuale è un’industria vetusta e obsoleta, che solo in pauroso ritardo ha iniziato a considerare l’apporto innovativo della Rete come un potenziale bussiness. A mio dire, si è trovata come un’artigiano di fronte all’apertura di una enorme fabbrica piena di macchinari innovativi nella sua area di interesse, e ha scelto di continuare a battere manualmente i chiodi come ha sempre fatto negli ultimi 50 anni, piuttosto di investire in formazione e adeguarsi alla modernità. L’approccio conservativo può continuare a funzionare per un po’, ma non su scala assoluta e in chiave globale come ragiona il mercato della musica. E da qui che si è registrata l’implosione di cui tutti parlano da anni: pirateria, la gente non compra più i dischi, si produce un artista decente ogni 15 merdate commerciali etc.. E come succede dopo ogni implosione, si sono create delle crepe, delle fratture, che hanno permesso a nuove figure commerciali come la Apple (con il suo iTunes Store), come Real Networks o come svariati altri di fare vagonate di soldi in un campo dove fino a pochi anni prima non sarebbe stato neanche possibile andarci a pari (vedi etichette indipendenti). Tra queste crepe, e concludo qui la mia piccola introduzione politicizzata, si è inserita anche la scena netlabel, una realtà che promuove la diffusione del talento musicale gratuito, o meglio, parafrasando l’estratto di cui sopra, che si fa portavoce della “intelligenza globale” che pulsa e si espande in Rete.. e credetemi, è più grande di quanto non si immagini. Se si è aperti e interessati, la Rete offre talmente tanti di quegli stimoli da non farti dormire la notte per la smania di alzarti il giorno successivo e continuare il tuo “saccheggio intellettuale” tramite i tabs del tuo browser. Continuiamo a farci nutrire dalla Rete, ragazzi, perché di pappa buona ce n’è per tutti 🙂

Fonte: http://calm-down-relax.net/2008/01/08/emerging-netlabels-2-inqb8r/

[eldino]


[IT] Come ascoltare gli album in formato ZIP o RAR senza scompattarli (Windows)

25/02/2008

Se siete soliti scaricare molti album in formato .ZIP o .RAR e usate Windows, ma siete stanchi di dover star sempre lì a scompattarli prima di poterli ascoltare, beh.. vi corro in aiuto io con questo piccolo trucchetto 🙂 Penso sia molto utile soprattutto per chi ascolta massicciamente gli album di Jamendo o le releases delle netlabels [1], che nel 99% dei casi, oltre a fornire lo scomodo (se fatto manualmente..) download delle traccie come mp3 singoli, prevedono anche un’utile opzione: “Scarica tutte le traccie + la copertina in un singolo file compresso“. Se siete tra quelli che abusano di quest’ultima, continuate a leggere 🙂

xmplay_plus_netlabels.jpg

1) Scaricate XMPlay 3.4.2 [2], un clone gratuito e molto leggero di Winamp e player simili, che non necessita di installazione (potete quindi portarlo sempre con voi sulla vostra chiavetta USB), e i seguenti plugins (entrambi freeware):

RAR by Ian Luck [3];
ZIP by Ian Luck [4];

2) Scompattate i tre zip e spostate i due plugins (.dll) nella cartella di XMPlay, che a sua volta (ed eventualmente) sposterete dove più vi piace (es. C:ProgrammiXMPlay);

3) Aprite XMPlay… carino no? 🙂 Se la skin di default non vi aggrada, potete scaricarne numerose altre dal sito ufficiale [5], insieme (eventualmente) a numerosi altri plugins (tra cui quelli per ascoltare gli album compressi in formati di compressione meno noti ma validissimi come 7-Zip (.7z) [6]);

xmplay1.jpg

4) Per ascoltare i vostri ZIP o RAR o qualsiasi altro formato di file supportato (mp3, ogg etc), basta trascinarli con una semplice operazione di drag’n’drop nel pannello della playlist a destra, e premere “Play” 🙂

xmplay2.jpg

5) Se ritenete che il programma occupi troppo spazio sullo schermo, potete ridimensionarlo, ottenendo una roba del tipo:

xmplay3.jpg

Non è tenerissimo? 🙂 Non so se vi siano altre soluzioni analoghe per Mac OS X o Linux, ma nel caso siate a conoscenza di qualcosa del genere o al limite di un programma multipiattaforma gratuito che riproduca ZIP e RAR, segnalatemelo/celo con un commento 🙂

Buon ascolto!

Links:
[1] Che cos’è una release?
[2] XMPlay 3.4.2: http://support.xmplay.com/files/xmplay_archive/xmplay342.zip
[3] RAR plugin per XMPlay
[4] ZIP plugin per XMPlay
[5] Sito ufficiale di XMPlay: http://support.xmplay.com
[6] http://support.xmplay.com/file.php?cat_id=1&count_per_page=5

[eldino]


[IT] Puzzle/Psychomania (Radio Incontro) vs eldino: Game Over.

25/02/2008

2vie.jpg

Le nostre strade si separano, quindi il terzo episodio è anche l’ultimo della nostra collaborazione. Ad ogni modo, se vi interessano le netlabels e il sottobosco di argomenti ad esse correlate, continuerete a trovare la professionalità, la coerenza e la completezza d’informazione di sempre su queste pagine.

[eldino]


[IT] Puzzle/Psychomania (Radio Incontro) vs eldino – Episodio Tre (21.02.2008)

23/02/2008

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Come preannunciato nel post [1], ho tenuto una sintetica panoramica sulla netlabel Camomille [2] nella seconda ora della puntata di giovedì 21.02.2008 del programma “P2P” (Puzzle/Psychomania), andato in onda sulle toscane frequenze di Radio Incontro [3].

Il mio intervento è stato supportato “musicalmente” dalle seguenti traccie, che potete liberamente e legalmente scaricare, anzi… che DOVETE scaricare! ;-P Per effettuare il download: tasto destro su “Scarica (mp3)” -> Salva con nome.

T1. Plosive – Dub Chant (cam069, dub alla Leftfield)Scarica (mp3)

T2. Melissa Welch – Stuffing Like Revised (cam076, elettronica triste)Scarica (mp3) (** previsto sulla scaletta ma non andato in onda per un errore tecnico **)

T3. Tang Kai – Fly Away From This Place (cam067, trip-hop)Scarica (mp3)

Gli argomenti di cui ho parlato sono stati i seguenti:

A1. Introduzione sulla Camomille [2], netlabel nata nel 2002; discussione sul suo approccio “slow” ed “easy” alla musica; scelta oculata delle release da pubblicare (1 ogni 2-3 mesi), l’esatto contrario della Clinical Archives [4]; direzione estetica ben precisa.

A2. Il pezzo di Plosive è tratto dalla compilation “Featherfoil” e racchiude i migliori artisti della Camomille. Plosive [5] è un 30enne americano che si interessa di musica elettronica, musica generativa et similia, e ha pubblicato dei brani notevoli anche per la One [6], una netlabel molto interessante di cui è lui stesso il fondatore. Insieme ad un altro ragazzo, che si occupa di animazione, hanno creato dei videoclip molto interessanti reperibili su Youtube cercando “Plosive” (ma va?) o sul sito personale dell’artista (sezione “video”).

A3. Questo brano è tratto dall’omonimo EP di debutto dei Tang Kai, duo costituito da Mikael Fyrek (al suono) e Jenny Tang Kai (alla voce). Fyrek, svedese, faceva parte di un gruppo di tracker music chiamato Fairlight, molto noto nella scena all’inizio degli anni 90, nell’era pre-mp3 e pre-adsl. Molto del suo materiale è ancora reperibile online grazie a Scene.org [7]. Con il confluire della scena tracker nella scena netlabel, Mikael Fyrek ha continuato a pubblicare il suo materiale per quest’ultima, in particolare ha all’attivo un paio di releases per Kahvi [8], qualche traccia singola, e fino a poco tempo fa aveva anche un dominio suo (fyrek.org, ora non più online) da cui scaricare alcuni suoi ottimi pezzi ambient strumentali inediti (che io ho eh eh eh). Di Jenny posso dire solo che ha una bellissima voce 🙂 Come duo, hanno pubblicato due releases per la Camomille e alcuni pezzi singoli qua e là in alcune compilation [9].

Alcune ulteriori traccie che non sono potute rientrare in scaletta:

T4. VS – Silencio (cam096, post-rock intimista) Scarica (mp3)

T5. Radiohead – Street spirit (Vizion remix) (cam050, cover/remix)Scarica (mp3)

T6. Hofuku Sochi – Rakuen Paradies (cam073, space ambient)Scarica (mp3)

T7. Sektor – Road of life (cam072, idm-ambient acqua&sapone)Scarica (mp3)

T8. Sektor – Fog (cam072, ill ambient tipo primi Autechre o AfxTwin)Scarica (mp3)

T9. Spyefex – Far from home (cam050, ambient orchestrale e delicata)Scarica (mp3)

Alcuni ulteriori argomenti che non sono potuti rientrare nella scaletta:

A4. “Stuffing Like Revised” di Melissa Welch è stato uno dei pezzi che la mia copia di iTunes ha più volte ripetuto negli anni. E’ tratto dal suo primo EP, “Sleep-Wake” [10], di sole tre traccie. Ha pubblicato successivamente un altro EP, “Myopic” [11], sempre per Camomille, ma non della stessa qualità a mio dire. All’epoca della pubblicazione di “Sleep-Wake” (2005) aveva solo 16 anni. Quando uscì, ne parlarono in parecchi, sia per il fatto che fosse una ragazza e non un maschietto brufoloso, e sia per l’età, oltre che chiaramente per la qualità eccezionale del suo lavoro.

A5. Il brano dei VS è tratto da una release [12] che vi consiglio di scaricare per intero immediatamente se vi piace il post-rock. Loro sono francesi e hanno prodotto un altro album, con lo stesso titolo del primo ma con 3 traccie in più, scaricabile da Jamendo [13] che include alcune traccie già pubblicate per la Camomille, tra cui questa. Hanno anche un sito [14] tramite il quale potete acquistare una copia fisica del loro cd per 10€, prezzo meritatissimo a mio dire.

Fine dello sproloquio 🙂
Per scaricare la puntata, cliccate col destro qui.

Links:
[1] Promemoria puntata 21.02.2008
[2] Camomille: http://www.camomillemusic.com
[3] Radio Incontro: http://www.incontro.it
[4] La prolificità nella scena netlabel…
[5] Plosive: http://www.plosive.net/
[6] One: http://one.dot9.ca
[7] Fairlight tracker music: ftp://ftp.scene.org/pub/music/groups/fairlight/
[8] Kahvi netlabel: http://www.kahvi.org
[9] Discografia Tang Kai: http://www.discogs.com/artist/Tang+Kai
[10] Melissa Welch – Sleep-Wake EP: http://www.camomillemusic.com/cam076.htm
[11] Melissa Welch – Myopic: http://www.camomillemusic.com/cam090.htm
[12] VS – VS (5 traccie): http://www.camomillemusic.com/cam096.htm
[13] VS – VS (8 traccie): http://www.jamendo.com/fr/album/1683/
[14] Sito dei VS: http://www.vs-music.com/

[eldino]


[IT] Promemoria: eldino in onda domani 21.02.2008 dalle 22.00 :)

20/02/2008

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Si rinnova l’appuntamento mensile con “P2P” (Psychomania/Puzzle) su Radio Incontro, in FM per Pisa e dintorni o in streaming o in podcast il giorno successivo. Fonti interne e attendibili mi dicono che per ragioni tecniche il mio intervento sarà molto breve, ma nonostante questo, cercherò di parlare della netlabel Camomille, uno dei pilastri della scena netaudio. Mi spiace davvero, ma per le ragioni di cui sopra non mi sarà certamente possibile parlarne con la completezza e maniacalità che caratterizza questo blog (avrei bisogno di almeno 60 minuti), che ritengo a sua volta “migliorabile” sotto quel punto di vista, nè mi sarà possibile con un paio di pezzi farvi avere una panoramica “sonora” che possa anche solo lontanamente ambire a prendere un 3++ in pagella. Ascoltatemi, quindi, con la consapevolezza che si tratti di una “minigrafia” piuttosto che di una “monografia” come vorrei che fosse 🙂 Spero (perché di speranza si tratta!), però, di invogliarvi ad andare ad approfondire da voi il tutto o eventualmente a scrivermi una email (il mio indirizzo sta nella pagina “About”) per avere qualche personale suggerimento su cosa scaricare (che sarò lieto di darvi).

Detto questo, vi ricordo che l’url dello streaming è:
http://www.incontro.it/livestream/incontro.asx
Windows Media Player o VLC vanno benissimo per ascoltarci.

I miei altri interventi si terranno, come precedentemente annunciato, nei seguenti giorni:

Martedì 18 Marzo
Giovedì 17 Aprile
Martedì 20 Maggio
Giovedì 19 Giugno
Giovedì 24 Luglio

Il giorno successivo alla puntata (chi mi ascolta in diretta o segue il blog lo sa), pubblicherò un post con la tracklist delle canzoni e la tracklist (o “topiclist”..?) degli argomenti trattati. Questa volta, però, mi sa che saranno entrambe particolarmente povere… 😦

Se vi siete persi le altre puntate, le potete scaricare in formato mp3 dal box “Risorse Multimediali” alla vostra destra. Non mi resta che augurarvi buon ascolto 🙂

[eldino]


[IT] Homework Records (ITA) vs Homework Netlabel (RU)

19/02/2008

Ho appena notato che, oltre alla nostra italianissima Homework Records raggiungibile all’indirizzo:

homework-ita.png

http://www.homeworkrecords.net/

vi è anche un’altra netlabel con lo stesso nome in Russia, chiamata Homework netlabel e raggiungibile all’indirizzo:

homework-ru.png

http://homework.polarnet.ru/

Cominciano ad essere talmente tante queste netlabels che non bastano più i sostantivi… 🙂 Ma gli piaceva così tanto ai rispettivi gestori fare i compiti a casa da piccoli? 🙂

[eldino]


[IT] eldino citato nella puntata #18 della trasmissione radiofonica Walkman!

17/02/2008

walkman.png

Il mio recente articolo tecnico dal titolo “La prolificità musicale nella scena netlabel: un fenomeno che ne intacca la qualità?” [1] è piaciuto particolarmente a Fabio, in arte eniac [2] e co-gestore della netlabel italiana Chews-Z [3], che ne ha parlato nel suo ottimo programma radiofonico “Walkman” [4], recensito entusiasticamente molti mesi fa su questo blog [5].

Chi allora non veleggiava ancora su questi lidi o chi ha bisogno di una breve spolveratina, sappia che Walkman è (penso) la prima trasmissione nata in Italia a trattare esclusivamente il mondo delle netlabels, sia dal punto di vista degli argomenti che delle scelte musicali. Va in onda su un’emittente locale di Torino, ovvero Radio Flash [6], ma per chi non è della zona è disponibile l’onnipresente streaming e un comodissimo podcast in formato mp3, a cui abbonarsi tramite il proprio client di fiducia (iTunes, Juice, XCast etc) – come ha fatto il sottoscritto. Recentemente, Walkman è diventato settimanale, ma senza alterare la sua formula, ovvero quella di proporre ad ogni puntata una selezione di brani pescati tra le releases più recenti.

La puntata in cui viene citato il mio articolo è la #18 di sabato 16 Febbraio 2008 ed è disponibile al seguente url (tasto destro -> salva con nome). Se invece volete abbonarvi al podcast e ricevere automaticamente le nuove puntate quando sono disponibili online, basta che aggiungiate al vostro client il seguente url (senza le virgolette): “http://streaming.top-ix.org/podcast/radioflash/feeds/walkman.xml“.

Ho lasciato sul blog di Walkman un commento sotto al post della puntata in questione [7], ed essendomi venuto, a dire la verità, anche abbastanza prolisso e al gioioso gusto di vetriolo, ho deciso di riportarlo anche su queste pagine, perché penso che funga da ottimo complemento sia per il mio articolo che per quanto detto da Fabio nella puntata. Buona lettura 🙂

Ciao Fabio, ho ascoltato la puntata 18, come faccio da sempre fin dalle primissime puntate 🙂 Mi fa piacere che ti sia piaciuto il mio articolo 🙂 Le mie parole vogliono essere sia una critica feroce verso quelle netlabels che rincorrono la 100sima release pubblicando 20 releases al mese di scarso interesse e sia una guida, un faro per chi si addentra solo ora in questa realtà ricchissima di materiale e si trova spesso spaesato, perché, ovviamente, ancora non sa verso quali lidi dirigere il proprio orecchio per trovare la pappa buona, ma casca come una pera guasta in un bel barile di merda fresca di porcile, e finisce per gettare la spugna dopo 2-3 downloads + relativi ascolti. E questo allontamento di ascoltatori più smaliziati non giova a nessuno, perché:

a) Loro non conosceranno mai le numerose perle musicali che si celano nel mondo del netaudio e personalmente, ciò mi rammarica e mi fa rabbia assai. Un altro direbbe “cazzi loro”! eh no! cazzi nostri, perché è un po’ come leggere un libro, ritenerlo un capolavoro ma non riuscirlo a condividere con il mondo: è frustrante! O almeno per me lo è.

b) Molti di loro potrebbero essere dei potenziali musicisti o amici di musicisti, e quindi potrebbero regalarci dell’altra pappa buona, ancora più delicatamente underground di quella che li ha convinti a distribuire il loro primo EP su una netlabel, ma se beccano l’80% di merda presente nel netaudio world, scappano e svanisce tale ghiotta ipotesi.

c) Più ascoltatori di netlabel music ci sono e più gente acquisterà pian piano una coscienza musicale sana e genuina, indipendente e non mediata dalle scelte di programmatori televisivi e radiofonici; più gente imparerà a distinguere la merda dal caviale, e sarà spinta a procacciarsi il cibo migliore da sola, sia questo surgelato nei negozi o su internet; e magari, pensando utopisticamente e trasversalmente, se un nutrito numero di persone cominceranno ad esigere a gran voce della buona musica, ad un certo punto, presso Contrada Major, qualcuno dirà (in americano) “hey ragazzi, ma forse non è meglio che la finiamo con questa cospirazione planetaria della pubblicazione di dischi con 2 traccie carine e 10 feci?”, e vivremo tutti felici e contenti: ascoltatori, artisti e discografici (“Wow la vendita dei cd è ripartita!” .. chissà perchè…).

Le netlabels sono un po’ come dei djs: effettuano una “selection”, e spetta a noi ascoltatori premiare quelli di loro che immettono e trasmettono cultura con il proprio lavoro, e declassare chi invece non ha ben chiaro, per ignoranza o per abitudine, che selezionare un qualcosa significa apporre un filtro sul bacino di provenienza, significa incanalare il contenuto di un grande lago vulcanico in un canale stretto e rigido, e non semplicemente trasbordarlo in un altrettanto grande bacino. Pubblicare musica su una netlabel, da parte del gestore, deve sempre di più far rima con “scelta”, ovvero saper dire di no agli artisti poco talentuosi, che comunque, nell’era del Web 2.0 e di Rapidshare & similia, non avranno problemi, SE PROPRIO CI TENGONO, a trovare un posto virtuale su cui spiattellare le loro “unreleased tracks” da linkare successivamente sul proprio blog, for fans or masochists only. O ancora meglio, magari impareranno che dividere 100 traccie in 10 albums merdosi è male, mentre sceglierne 50 e pubblicare 5 piccole gemme è bene.

Un gestore di netlabel deve essere un mecenate. Se i Medici avessero “prodotto” tutti i pittorucoli da 4 soldi che si aggiravano nel fiorentino, piuttosto che i più meritevoli tra loro, avremmo avuto il Rinascimento? Secondo me, avremmo ottenuto solo un enorme affresco raffigurante un McDonald enorme e tanti panini tutti perfettamente identici che fuoriescono dal suo grembo e che, a distanza di secoli, non perdono un joule del loro poter calorico o un x del loro sapore (esiste un’unità di misura del sapore?).

Dì no alla fastfoodificazione della musica libera. Scegli Valsoia.. ehm.. scegli bene le tue netlabels 🙂

Saluti,
eldino (https://eldino.wordpress.com)

Links:
[1] La prolificità musicale nella scena netlabel: un fenomeno che ne intacca la qualità?
[2] Eniac’s Homepage: http://www.laminifanzine.it/eniac/
[3] Chews-Z netlabel: http://www.chewz.net/
[4] Walkman: http://walkman-podcast.blogspot.com/
[5] Recensione di Walkman
[6] Radio Flash: http://www.radioflash.to/
[7] Walkman #18: http://walkman-podcast.blogspot.com/…puntata-18.html

[eldino]