[IT] Come aprire una netlabel – Parte 2/3

…continua…

2. Nozioni di Webdesign, Funzionamento di Internet, codifiche audio, grafica, creatività a 360 gradi;

Questo secondo punto è importantissimo, perché non si può pretendere di gestire efficientemente un progetto multi-strato com’è quello di una netlabel senza tali requisiti. Ne verrebbe fuori, nella migliore delle ipotesi, un sito caotico e sconslusionato, di difficile e frustrante usabilità, e il materiale audio così presentato finirebbe solo negli hard disk dei più tenaci (come il sottoscritto), ovvero di coloro che sopperiscono, tramite le proprie conoscenze informatiche, alla disorganizzazione dell’ideatore/fautore della netlabel, e che puntano ad avere TUTTO ciò che viene pubblicato, a prescindere dalla qualità (e tempo permettendo!). Non è raro imbattersi in siti di netlabels la cui sezione “releases” si presenta come un vero e proprio insulto all’usabilità del web. Nel caso specifico, si definisce “usabile” una pagina web che permetta all’utente di raggiungere il suo scopo (scaricare gli mp3 e la copertina) in meno click possibili e senza intravedere, neanche in lontananza, l’isola di “Frustrazione”.

Due esempi di inusabilità (per capire perché ho giudicato le seguenti pagine inusabili, provate a scaricare tutte le releases una dietro l’altra e quantificate da 1 a 10 il grado di frustrazione che tale procedura vi crea): Ogredung (ITA), Filthy Little Angels (UK), Lepers (ITA).

Se non siete pratici di HTML, PHP e cugini, potete ridurre notevolmente il vostro lavoro utilizzando uno dei numerosi CMS (Content Management System) open-source disponibili gratuitamente sul web: basta scaricarne uno, caricarlo sul proprio spazio web, configurarlo e aggiungere i contenuti. Esempi di CMS: Joomla, Drupal, PunBB. E se pensate sia limitante e “ingabbiante” utilizzare un CMS, perché ritenete che non vi assicuri la possibilità di dare un look unico al vostro sito, ritengo che dobbiate ricredervi: guardate il sito di 8bit Collective, che è una sorta di proto-netlabel dedicata alla musica 8bit e apprenderete fino a che punto di personalizzazione possono essere portati questi software. Il sito citato ha usato PunBB (che è più un motore per forum che un cms) per creare un vero e proprio portale, con sezioni ben distinte e ben visibili, dinamico, con uno schema di colori accattivante etc. Semplicemente stupendo.

Vi sconsiglio di usare un motore per blogs (come WordPress.org) o di usare una piattaforma di blogging (WordPress.com, Blogspot, Splinder), perché un blog non vi permette l’equi-visibilità dei contenuti. Su un blog i contenuti più vecchi, infatti, tendono ad essere molto meno visibili di quelli più nuovi (e quindi in prima pagina). L’equi-visibilità si ottiene quando sono necessari lo stesso numero/tipo di clicks/azioni per raggiungere tutti i contenuti della stessa tipologia ed è indispensabile quando si progetta un catalogo di releases. Se la release #10 è raggiungibile in 2 clicks a partire dall’homepage, mentre per scaricare la release #1 ci vogliono 20 clicks o una serie scroll di pagina+clicks su “Previous Posts” (come in uno degli esempi di inusabilità citati sopra), significa che raggiungere la release #1 sarà molto più frustrante per l’utente e quindi ciò la renderà potenzialmente meno visibile.

Le nozioni di grafica, che spaziano da un’infarinatura generale sui vari formati grafici disponibili alla capacità di adoperare Photoshop o simili, sono essenziali per dotare di una copertina e/o di un booklet le vostre release. In generale, vi sono tre approcci principali:
copertine non coerenti;
copertine coerenti;
nessuna copertina.

Nel primo caso non vi è un filo logico tra le varie copertine del catalogo, il che capita se a creare le proprie copertine sono gli artisti stessi o comunque persone di volta in volta differenti. Ciò non significa che le copertine siano antiestetiche, anzi, spesso sono molto curate, ma non rendono a pieno l’idea di “release“. Esempi: Kahvi, 12rec.

Nel secondo caso, invece, le copertine seguono lo stesso stile e la stessa impostazione nel tempo, il che, a mio dire, è l’approccio migliore, perché rende graficamente l’idea di “release” come parte di un “catalogo”. E’ un dettaglio, ma penso valga la pena dirlo. Esempi: Thinner, TestTube.

Il terzo caso è un aborto, nel senso che vi sconsiglio vivamente di non seguirlo. Una “release”, in fin dei conti è un album, un cd virtuale e come tale necessita di una copertina che lo rappresenti visivamente. In più, è anche un modo carino per completare un lavoro e presentarlo al pubblico. Quindi datevi da fare in questo senso. Se nel vostro giro di amicizie non c’è nessuno adatto/propenso allo scopo, cercate il vostro uomo online. Siti come DeviantArt o Flickr sono pieni, rispettivamente di disegnatori e fotografi, che mettono in mostra il proprio talento: basta qualche scambio di e-mail per accaparrarvi il meglio, gratis. Esempi di netlabel che (purtroppo) seguono l’approccio no-covers: Hexawe, Tilt Recordings.

Oltre a queste linee programmatiche, cercate, se possibile, di esportare le vostre copertine nei formati JPEG o PNG, molto più adatti a lavori di stampo fotografico o comunque a colori, e con un buon rapporto qualità dell’immagine/dimensione del file. La netlabel 8-Bit Records ha scelto di utilizzare il vetusto formato GIF, ma nel suo caso la scelta non è dettata da una scarsa conoscenza nel campo, bensì dalla precisa volontà di ricreare la particolarità low-fi dei loro suoni 8bit (= musica fatta con o ad imitazione di vecchi chip audio, come quelli dei Gameboy). Il GIF, infatti, dà una tipica “sgranatura” all’immagine che, se abbinata ad una forte dose di pixel art, può essere dannatamente vicina al concetto di “8bit.” Se volete limitarvi all’essenziale, create solo la parte frontale della copertina e fate sì che abbia uguale larghezza/altezza (es 200x200px, 300x300px etc). Questa è una sorta di convenzione non scritta adottata da molti siti web e store di musica online, oltre ad essere esteticamente perfetta quando si va ad embeddare la copertina nei file audio (tipo con iTunes, Amarok, Windows Media Player etc). La minima dimensione per avere una qualità visiva sufficiente è 200x200px, anche se io consiglio o 400x400px (come fa la Thinner) o 600x600px (come sull’iTunes Store). Se avete a disposizione i mezzi e le risorse umane, potete altresì disegnare il retro della copertina (quello con l’elenco dei brani, l’anno di pubblicazione etc) o addirittura un intero booklet… non ci sono limiti alla fantasia e alla qualità, dipende tutto da voi 🙂

Altro requisito fondamentale è la conoscenza dei formati audio con cui andrete a distribuire la musica della vostra netlabel. Ho già scritto un articolo in merito, per cui non mi dilungo oltre e vi invito a leggerlo, cliccando qui. Dopo aver codificato i vostri brani o averli già ricevuti nel formato scelto (piccola parentesi: se scegliete di distribuire musica in un formato X, usate sempre quello, e non fate melting pots di generi: creano confusione e frustrazioni nei meno pratici con computers e codecs. Due netlabels che usano questo approccio: Smell The Stench e 20kbps), vi consiglio di aprirli in un player che vi dia una visione d’insieme dell’intera release o dell’intero catalogo (es. iTunes, Amarok ma anche Foobar) e taggarli in maniera coerente. Ho già parlato dell’annoso problema del tagging e del nome dei file qui e perciò non mi dilungo ulteriormente. Vi consiglio solo di non sottovalutarli, perché sono importantissimi, e stanno come una bella cornice sta ad un bel dipinto.

Concludo il paragrafo con il sottolinearvi, se ancora non si fosse capito, che aprire e gestire una netlabel necessità di notevole creatività, apertura mentale e idee. Non è un qualcosa che si fa in base a formule o principi, ma è qualcosa che si evolve in base all’abilità di dare/ricevere/rielaborare stimoli di chi la guida. Se ritenete di possedere tutto ciò e un interesse onnivoro verso tutto ciò che vi circonda, probabilmente la vostra netlabel è già pronta al 50%; se invece non possedete queste caratteristiche, il mio invito è quello di dedicare il vostro tempo ad altro.

3. Molto tempo libero da dedicarci e da trascorrere in Rete;

Il titolo dice tutto. Una netlabel di qualità necessita di tanto tempo. Avete bisogno di tempo per fare il sito, caricarlo sul vostro spazio web, aggiornarlo, modificarlo, migliorarlo, testarlo. Avete bisogno di tempo per farlo conoscere in Rete, per pubblicizzarlo su forums e risorse di settore, per curare le pubbliche relazioni via email e per rispondere agli eventuali fans. Avete bisogno di molto tempo per preparare adeguatamente le releases da pubblicare. Avete bisogno di tempo per cercare i nuovi artisti. E via discorrendo.

Scordatevi di ottenere risultati sufficienti con un’oretta di lavoro al giorno, almeno agli inizi. E scordatevi di ottenere buoni risultati in molti degli aspetti che caratterizzano l’universo netlabel se non sapete piegare la Rete ai vostri piedi. Se a mala pena sapete aprire un pc, beh, è duro dirlo, ma avrete bisogno del quadruplo della passione e perseveranza per dare forma alla vostra idea.

Oltre a ciò, vi consiglio vivamente di approfondire gli aspetti legali del netaudio, ovvero di andarvi a leggere attentamente le licenze Creative Commons, come funzianano, quali moduli fanno per voi (Attribution, No-Commercial etc) e così via. Infine, vi suggerisco di essere avidi consumatori di netlabel music a vostra volta, perché ci sta un sacco di musica di qualità nel mondo del netaudio e ascoltarla vi potrebbe aiutare parecchio nel tarare la bilancia del vostro gusto e delle vostre aspettative.

Inoltre, percorrere più strade possibile vi potrebbe indicare nuovi spazi al di fuori di Internet in cui ciò che proponete potrebbe risultare “vendibile” o almeno darvi la possibilità di ripagarvi le spese, oltre che, chiaramente, di espandere a dismisura il vostro bacino d’utenza, ciò che, in sostanza, gli inglesi chiamano “fanbase“.

…continua…

English traslation (thx to David) is available here.

[eldino]

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7 risposte a [IT] Come aprire una netlabel – Parte 2/3

  1. luca ha detto:

    come sempre ottima….ora aspetto la terza parte 😉

  2. […] [IT] Come aprire una netlabel – Parte 3/3 …continua… […]

  3. Envisioning Toad ha detto:

    […] Wow, and this is just Part One of Three. I guess for homework I have to go and visit as many “good” netlabel sites as I possible can and start looking at them. Eldio has a few listed in his post and I know a few as well. Should be interesting. Next up, Part Two of Eldino’s Come aprire una netlabel. […]

  4. […] Two of Eldino’s Come aprire una netlabel covers the techincal aspects of operating a netlabell from web design, audio, graphics and […]

  5. […] delle releases, queste sconosciute! Nel post “Come aprire una netlabel – Parte 2/3” sintetizzavo così […]

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