[IT] La chiusura della netlabel tedesca 1bit Wonder e qualche ulteriore appunto della serie “Come aprire una netlabel”

Innanzitutto, se ancora non avete letto il mio corposo articolo in 3 parti sull’argomento “Come aprire una netlabel“, potete rimediare cliccando qui.

Se non conoscete o non avete mai ascoltato il catalogo della 1bit Wonder, magari perché siete relativamente nuovi nella scena netlabel, questa è una buona occasione per scaricarlo tutto, fintanto che è ancora online.

La 1bit Wonder è una netlabel che ha iniziato la sua attività di condivisione e distribuzione di buona musica libera nel recente 2005, contraddistinguendosi subito per una buona cura dei dettagli della propria musica e di ciò che gli gravita intorno. Non ha un genere musicale predefinito, ma sguazza allegramente in più sottogeneri dell’elettronica (ambient, IDM, downtempo..), pur sforzandosi di mantenere una linea qualitativa medio-alta. Tra gli artisti più talentuosi del suo catalogo, cito volentieri: Latex Distortion ([1bit_001] Dis is to late EP, [1bit_018] Shitprickpop), Nicorola ([1bit_003] Bitstick EP) e Endlos ([1bit_021] Das musste ja so kommen…, [1bit_028] Kein Grund zufrieden…).

Nonostante il notevole apprezzamento da parte dei netlabers tedeschi (sia fans che organi di informazione), la 1bit Wonder ha deciso di chiudere i battenti, dandoci un ultimo saluto con la pubblicazione della release #32, uscita a fine marzo 2008. Non sono riuscito a sapere molto di più di quanto non reciti l’annuncio in homepage, che riporto di seguito:

_1bit #032 by Latex Distortion and Gary West will be our last release. Too many other projects have been consuming our time lately, so instead of doing things half-heartedly we decided to quit when it’s best. Thanks for three wonderful years full of love and great music! Our site will remain active for a while and may still serve you as an archive.

Traduzione: _1bit #032 a cura di Latex Distortion e Gary West sarà la nostra ultima release. Troppi altri progetti hanno richiesto il nostro tempo di recente, perciò, invece di fare le cose a metà, abbiamo deciso di smettere fin quando siamo in vetta. Grazie per questi meravigliosi tre anni pieni di amore e grande musica. Il nostro sito rimarrà online per qualche tempo e potrebbe esservi utile come archivio.

Non si sono sbilanciati moltissimo 🙂

Per fortuna, a riprova del profondo consenso che questa netlabel ha saputo crearsi nel tempo presso i cuori dei suoi fans, è intervenuto il blog Thinnerism, con un post-intervista estremamente interessante, che vale la pena leggere a prescindere dalla notizia in sè.

Thinnerism è la migliore risorsa neo-giornalistica sul netlabels & musica 2.0 in chiave “pro”, e non lo nascondo, anche la mia favorita. Non pubblicava un post nuovo da quasi 6 mesi, ama farsi desiderare 🙂 Avevo già parlato di questo sublime blog, in toni anche troppo estatici, qui (in inglese).

Per chi non mastica la lingua di Benny Hill, posso sinteticamente dire che Thinnerism gestisce una serie di posts dal titolo “Netlabel who care” (tradotto: Netlabel che contano), che vista la prematura scoparsa dell’interessata, si è trasformata per l’occasione in “Netlabel who care(d)” (tradotto: Netlabel che contavano). Se dopo sei mesi di silenzio, i tipi di Thinnerism si sono scomodati per parlare della 1bit Wonder, un motivo ci sarà 🙂

Per l’occasione hanno addirittura tirato fuori dal cappello un’interessantissima intervista a Steffen Bennemann e Mirko Schmidt (Dj Mirsch), i due fautori del progetto, che oltre a darci qualche notizia in più sulla loro creatura, forniscono degli spunti di elevata caratura sulla scena netlabel in generale e confermano in toto ciò che ho scritto in merito a “Come aprire una netlabel“. Ho deciso, per cui, di riportarne alcuni estratti, da usare a mo’ di “appendice d’Autore” delle mie parole.

The main reason for doing our own Netlabel was that we had quite a lot of good music around. Through my activities as a DJ I got to know a lot of people who make music – and as I felt that other people should hear this stuff, I was ready to start a new platform for it. Mirsch was one of these producers with many good tracks on his hard drive that never got released. When I told him what I was planning to start, he was on fire immediately.

Traduzione: “La principale ragione che ci spinse ad aprire una netlabel fu il fatto di avere un sacco di musica a disposizione. Tramite la mia attività di DJ avevo conosciuto molti musicisti e volendo far ascoltare la loro musica ad altra gente, decisi di inaugurare una nuova piattaforma appositamente per questo scopo. Mirsch era uno di questi produttori con tante buone traccie sul suo hard disk che non erano mai state pubblicate. Quando gli spiegai cosa avevo intenzione di fare, si esaltò immediatamente.

E se ricordate le primissime righe della parte1/3 del mio articolo, non troverete che conferme nelle parole di Steffen 🙂

Since their first release in February 2005, 1bit Wonder was among the most active Netlabels putting forth a continuous flux on average of 10 releases a year provided by musicians from the Leipzig area such as Kiorda Däkin, Frank Molder, Sven Tasnadi or Kultobjekt. Recruiting their own artists served as a vital factor for a labels integrity.

Traduzione: “Fin dalla prima release, pubblicata nel febbraio 2005, 1bit Wonder è stata una delle più attive netlabels, fornendo fino ad un massimo di 10 releases all’anno, releases a cura di musicisti dell’area di Leipzig (nota: città tedesca) come Kiorda Däkin, Frank Molder, Sven Tasnadi o Kultobjekt. Il recrutare da sè i propri artisti è stato un fattore vitale per l’integrità dell’etichetta.

Puro Vangelo 🙂 Dare un senso di ristrettezza geografica ad una parte del catalogo può trasformare una netlabel in una nuova forma di mecenatismo locale, proiettato però sul mercato globale. Avendo a dispozione una netlabel, si può ambire a puntare i riflettori (musicalmente parlando) sulla propria realtà e sulle band che ne animano l’underground, e che magari altrimenti non otterrebbero neanche un decimo della visibilità datagli dal forte interesse che gravita intorno al netaudio.

In sostanza, Steffen sintetizza uno dei tanti dettagli sul mondo delle netlabels che ai più sfuggono, essendo troppo impegnati a pubblicare giornalmente nuovo letame zippato in preda ad un entusiasmo mistico e cieco.

Steffen […] also works as a resident DJ in the local “Distillery”, a nightclub which enjoys nationwide fame and makes it the ideal playground to test the new and upcoming 1bit Wonder releases and to make contact with new musical talent

Traduzione: “Steffen lavora come dj resident al Distillery, una discoteca locale (nota: di Leipzig), che rappresenta l’ambiente ideale in cui testare le nuove releases e in cui entrare in contatto con nuovi talenti musicali

Vero. In Germania, come più volte ho detto in radio, è da anni ormai che si usa mixare, senza particolari problemi, dischi commerciali, vinili e releases di netlabels. Anzi, vi dirò di più: vista l’alta qualità di certo materiale, specialmente in ambito techno e minimal techno, sono spesso le netlabels ad indicare la “direzione” ai dj/produttori commerciali, e non il contrario! Affascinante!

I guess the Netlabel scene has proven itself as fertile growing ground for good music and young talents, especially in electronic styles. A lot of the younger now-established artists – some of our own artists being among those – have made their first public steps with Netlabel releases.

Traduzione: “Penso che la scena netlabel abbia dimostrato di essere un terreno fertile per la buona musica e giovani talenti, specialmente per quanto riguarda l’elettronica. Molti artisti che adesso sono sotto contratto – inclusi alcuni dei nostri artisti – hanno compiuto i loro primi passi in pubblico con le releases!

E per finire, un punto su cui mi sento di dissentire parzialmente:

The Netlabel scene has seen quite some development over the last decade – but with its lacking barriers for production and publication it will probably never achieve working mechanisms for quality self selection. These lacking barriers are bliss and fate for the scene at the same time – it ensures constant new input, but seen as a whole, we have a permanent input overflow within the system. That’s why the scene will never reach the general public, it will always remain marginal.

Traduzione: “La scena netlabel si è notevolmente sviluppata nell’ultima decade ma con la sua mancanza di barriere riguardo la produzione e la pubblicazione dei contenuti, probabilmente non otterrà mai dei meccanismi efficienti di auto-selezione qualitativa. Queste barriere mancanti sono positive e negative allo stesso tempo: assicurano l’arrivo costante di nuovo materiale, ma visto in generale, abbiamo un overflow permanete all’interno del sistema. Ecco perché la scena non raggiungerà mai il grande pubblico, ma rimarrà sempre marginale.”

Sulla prima parte di ques’ultimo estratto, niente da aggiungere, è ciò che sostengo fermamente io fin dall’inizio di questo blog: la maggior parte delle netlabels (fortunatamente non tutte!) non hanno criteri di selezione ferrei del materiale da pubblicare, non lo filtrano, per cui la qualità dei loro cataloghi è tristemente altalenante. E’ vero che l’assenza di suddette barriere o meccanismi che dir si voglia favoriscono un costante afflusso di demotapes, ma è altrettanto vero che l’80% di questi sono ignobili, il che equivale a dire che se non esistessero, non cambierebbe nulla, anzi sarebbe meglio (meno confusione etc).

Sulla seconda parte mi permetto di essere in disaccordo. La scena netlabel può diventare visibile almeno quanto lo sono le etichette indipendenti, perché ne ha le caratteristiche salienti e in più porta con sè una ventata di novità artistiche e stilistiche che non possono che far bene al mercato. Il problema, semmai, risiede nell’anti-cultura musicale e dell’anti-educazione culturale dei più, che è dura da sconfiggere nonostante chiunque di noi abbia il mondo a portata di browser, specialmente in Italia. In questo, una corretta ed esauriente informazione può aiutare (sono qui apposta), ma anche una buona dose di passaparola non sarebbe male 🙂

In più, abbiamo bisogno di più eventi che parlino di netlabels, più spazi che ne facciano udire la qualità, più persone mosse dalla mia stessa passione che si adoperino allo scopo, come anni fa fecero i primi linuxiani (con i Linux Day etc e i risultati si vedono).

Insomma, diamoci da fare 🙂

Approfondimenti:
Articolo originale su Thinnerism (in inglese).

[eldino]

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2 risposte a [IT] La chiusura della netlabel tedesca 1bit Wonder e qualche ulteriore appunto della serie “Come aprire una netlabel”

  1. […] tutte le releases con un click!“ – “Come aprire una netlabel – parte1/3“ – “La chiusura della netlabel tedesca 1bit Wonder e qualche ulteriore appunto della serie “Come aprir…” – “Netlabels & Denaro: Quattro approcci differenti (Niegazowana, A Quiet Bump, 12rec, […]

  2. […] su Internet Archive“ – “Come aprire una netlabel – parte1/3“ – “La chiusura della netlabel tedesca 1bit Wonder e qualche ulteriore appunto della serie “Come aprir…” – “Netlabels & Denaro: Quattro approcci differenti (Niegazowana, A Quiet Bump, 12rec, […]

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