[IT] Informatica al vetriolo: Flame = Stronzata Ricorsiva (cit.)

Trovo che questa questa piccola eguaglianza, letta in calce ad un interessante articolo sulla stessa linea d’onda del mio recente post su iTunes+Safari, sia sublime, in ottica “nerd” ovviamente (maggiori info sulla Ricorsione le trovate qui). Inoltre, mi rincuora leggere che non sono il solo ad aver notato questa ossessiva passione per il flaming e il trolling da parte di molti connazionali.

Anche se l’Autore dell’articolo suddetto non ha esattamente espresso il concetto nella forma del titolo (la citazione originale è: “flame (stronzata ricorsiva???)” ed è situata all’interno di un discorso di più ampio respiro), mi ha comunque molto colpito, e ho sentito la necessita di rielaborarlo in forma matematica, perché penso riassuma la direzione che sempre più fortemente caratterizza il giornalismo del settore informatico in Italia e quello che gli gravita intorno (commenti, forum etc). La visione “calcistica” del mondo, tipicamente italiana, che porta la gente a scannarsi sotto la bandiera del motto “la mia squadra è più forte della tua” dilaga anche nell’informatica, dando vita ad inutili diatribe. Le “lotte verbali” che prima erano esclusive del calcio e della politica, adesso dilagano anche nel mondo dei sistemi operativi.

Personalmente, da poco tempo ho scelto l’approccio “low power consumption” (a basso consumo di energia) sia per quanto riguarda i computer in sè che per quanto riguarda le discussioni in merito

Per me, una discussione “a basso consumo” avviene quando non vi è un inutile dispendio di energie da parte dei partecipanti in argomentazioni che si sa già a priori che non porteranno mai a niente di costruttivo, ma contribuiscono soltanto a guastarti la giornata e a sputare/ricevere inopportune dosi di veleno gratuito. Io ho scelto di farne a meno, anche perché se tu tifi Inter e io Juve, possiamo litigarci quanto ti pare, con più o meno competenza, ma alla fine tu tiferari Inter e io Juve (è un esempio, il calcio mi è indifferente, ci tengo a precisarlo).

Un approccio LPC alle discussioni informatiche, se svolte con competenza e dopo aver provato con mano ciò di cui si parla, ritengo possa essere un ottimo modo per valorizzare quello che davvero c’è di buono nelle argomentazioni degli interlocutori, lasciando fuori dalla porta il resto. Sarebbe costruttivo, ad esempio, confrontarsi su come i diversi interlocutori abbiano risolto lo stesso problema o portato a termine un determinato task usando software/piattaforme/algoritmi diversi/e, e costruttivamente e oggettivamente discutere sui vantaggi/svantaggi delle rispettive soluzioni, senza fanboyismo. Sarebbe davvero bella un’informatica che prima di essere “open source”, sia “open discussion”… 🙂

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