[IT] Informatica al vetriolo: perché nessuno si lamenta che il firmware del frigorifero è “proprietario”? (ovvero: l’ipocrisia dei linuxiani medi)

Sento/leggo spesso gente che usa Linux perché crede nel software aperto che rende liberi e belli, gente che sacrifica l’efficienza del proprio workflow quotidiano in nome di un’ideologia, gente che spende più ore per installare/far funzionare un software rispetto a quelle che utilizza per essere produttivo con quel software… linuxiani per ideologia piuttosto che per intelligenza e raziocinio insomma.

Il linuxiano medio, quello convinto e attivista come un pilota di Al Qaeda, quello appena sopravvissutto ad un bel lavaggio di cervello ad opera del guru fancazzista Stallman (di cui ho acquistato anni fa “Software Libero Pensiero Libero”), può essere riassunto nel seguente dialoghetto:

Utente Windows:Perché usi Linux e non Windows?
Utente Linux:Perché il codice sorgente di Linux è aperto e usandolo mi sento libero.
Utente Windows: Cosa significa che il il codice sorgente è aperto?
Utente Linux:Significa che su Linux puoi modificarti i programmi secondo le tue esigenze, puoi scriverti da solo i drivers etc, cose che su Windows non puoi fare perché è un sistema operativo proprietario.
Utente Windows:Hai mai messo mano al codice di un software open-source?
Utente Linux: No.
Utente Windows: Hai mai scritto un driver?
Utente Linux: No.

Avete mai pensato al fetido rigurgito di intolleranza dei linuxiani verso il cosiddetto “software proprietario“, un’entità malefica uscita dal profondo di qualche dungeon oscuro? Se non lo avete fatto, pensateci. Proprietario è un software che non è accompagnato dal relativo codice sorgente. Un po’ come il firmware del frigorifero, il firmware del videoregistratore, il firmware della televisione, il firmware delle console, il software della centralina dell’automobile, il sistema operativo del vostro cellulare e via discorrendo. Se ogni linuxiano fosse coerente con la propria fede (perché di religione si tratta!), non dovrebbe avere suddette comodità, perché essendo “proprietarie”, ti rendono meno libero, e lo fanno ogni santo giorno, visto che fanno parte della vita di ognuno di noi, forse di più del computer.

Eppure questo smandrappamento di palle avviene solo in informatica. Sarà perché col computer puoi fare il galletto idealista ma mettere mani al firmware di un frigorifero non è esattamente roba su cui rischieresti uno sputtanamento in salsa Synaptic? Nessuno si è mai lamentato di non avere i sorgenti del firmware del frigorifero e non ha mai accusato, che so, la Ariston o la Samsung di non distribuirli, cosa che invece il 3% della popolazione mondiale fa quando accusa aziende come Microsoft o Apple.

Dalle mie parti si chiama ipocrisia.

Non è una critica all’open-source, che fa parte della mia quotidianità, ma è una critica a chi ne fa uso per motivi ideologici piuttosto che ragionevoli. Se uno mi dice di usare Linux perché è potente, perché ha una shell con i contro-cazzi, perché rende nuove macchine obsolete per altri sistemi operativi, perché su Linux vi è un particolare programma che non esiste altrove etc, ok, massimo rispetto, ma se mi dice che lo fa perché si sente più libero… scusa se non ti chiamo amore.

La domanda da un milione di dollari è: perché “no al software proprietario” sul proprio computer ma “sì al software proprietario” in tutto il resto? Cos’è, quando vi serve, il software proprietario non vi fa venire così tanta orticaria? 😉

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57 Responses to [IT] Informatica al vetriolo: perché nessuno si lamenta che il firmware del frigorifero è “proprietario”? (ovvero: l’ipocrisia dei linuxiani medi)

  1. ... ha detto:

    Ma tu stai proprio sotto… dopo il think different che non c’è più da quando la apple si comporta peggio della ms, ecco la reazione dei fanboy irrazionali della palla bacata. Fatti disinstallare i programmi dall’iphone, che almeno sarai più produttivo!

  2. eldino ha detto:

    Mi aspettavo una risposta un po’ meno superficiale 😉 cmq grazie per l’intervento.

  3. piergiu ha detto:

    grande, bell’articolo, mette in evidenza il fatto che ci sn i fanatici anche nel mondo “virtuale” se cosi lo vogliamo definire.
    secondo me molte teste sn state lavate, magari potevano essere più produttive e creare cose fantastiche….
    …che poi non ha senso lodare ne quello o quell’altro o altro ancora sistema operativo…
    l’importante è astrarre dai dettagli, e avere skills, capacità, sia di ragionare che operare, sia in informatica che negli altri campi….questi fanatismi sono fini a se stessi, nascono e muoiono…..l’importante è anche non storpiare il concetto di fondo delle cose…

    non penso che sti fanatici si sbattano per sapere la ricetta della kinder fetta al latte dalla ferrero……..però magari se la pappano e si stanno zitti ahahah

    saludos

  4. ryuu ha detto:

    forse non hai compreso il concetto di liberta’ espresso dalla fsf… e meno male che hai anche il libro. Sai, i libri si leggono!

    😀

  5. eldino ha detto:

    @piergiu:
    meno male che qualcuno ha compreso il senso del mio articolo 🙂 phew! 🙂

  6. manu ha detto:

    io invece il senso di questo articolo non lo capisco molto, va beh, hai conosciuto qualcuno che usa linux e non è una cima, che è pure ipocrita, e allora?
    mi sembra che mediamente il genere umano non sia molto più evoluto, fare notare che esistono persone di questo tipo anche tra i linuxiani significa scoprire l’acqua calda
    a meno che tu prima credessi che i linuxiani fossero diversi e ora ne sia rimasto deluso
    ma caro mio, tutto il mondo è paese

  7. eineki ha detto:

    Il mio frigorifero il firmware non ce l’ha!

    Al contrario quando l’ho comprato nella confezione c’era uno schema che descrive l’apparecchio in modo che qualunque tecnico possa metterci le mani, non solo quelli della casa madre.
    Si tratta di un modello della zoppas e la presenza dello schema è stata uno dei parametri della scelta, così come il televisore dei miei che è della Mivar e che ho riparato più volte proprio perché avendo lo schema di funzionamento (specifiche) è bastato recuperare qualche integrato ed un saldatore.

    Nel mio caso, però l’obiettivo è quanto più software libero possibile, quanti meno drm si riesce a fare. Ovviamente ognuno vede la cosa in maniera diversa. A me l’unica cosa che non hai preso in considerazione è l’ipocrisia di chi afferma di apprezzare il software proprietario e poi, uso un eufemismo, non rispetta la licenza che ha approvato al momento di comprare (perché il software proprietario lo comprano tutti quelli che lo utilizzano, non è vero?).

  8. gallochri ha detto:

    come ho sentito dire non ricordo dove, l’intelligenza sulla terra è una costante e la popolazione sulla terra sta aumentando….. penso valga la stessa considerazione per gli utilizzatori di sistemi liberi….

  9. massimo valerio ha detto:

    In parte si può condividera il tuo articolo ma per la maggior parte penso che il caldo di agosto fa male.
    Io sono uno che non sa mettere le mani su un Kernel ma
    io non dico che la Bellucci è brutta solo perchè non me la posso trombare.
    Io uso linux per tutti i buoni motivi che hai elencato nella seconda parte
    ma lo adoro anche perche è libero .
    Si non ci so mettere le mani ma conosco amici che lo sanno fare e di cui mi fido
    che mi aiutano a farlo e un giorno spero di riuscirci da solo.
    é poi piccole parti si posso modificare senza troppa scienza e il fatto che sia libero te lo permette.
    E poi basta darsi mazzate tra colori che condividono la stessa causa:
    la lotta si fa contro chi è contro il software libero non contro chi non condivide a pieno la personale idea di software libero.
    W Stallman se non c’era lui eravamo ancora tutti a toccarci da soli in bagno tra le nostre pippe mentali mentre ora un pò più di felicità gira tra i nostri pc e spero pure presto tra i nostri frighi.
    un saluto a tutti

  10. ilmirk ha detto:

    Direi che semplicemente non hai mai provato linux…Tutto qui.
    Non è una questione di religione, te lo assicuro. Almeno, per alcuni è cosi, ma per molti altri no.
    Io pensavo che sta cosa della libertà fosse una bella storia tirata su da quei fanatici (appunto) che volevano tirare acqua al proprio mulino. In realtà ho scoperto che, utilizzando il mac piuttosto che windows, in certi casi mi sento parecchio “stretto”. E’ bello non aver problemi di licenza, limitazioni d’uso ecc ecc.
    Poi credo che di solo software libero, purtroppo al momento non si può vivere, se sei un professionista coi controcazzi. Ma per un utente normale, che legge solamnte la posta, va su internet, fa qualche giochino spastico e usa office (e quindi: meglio open office no?) linux, in alcune sue distro, è più che ottimo. Fai te, lo usa mio fratello! E’ come se una capra imparasse ad abbaiare! 😀
    Ciao, a presto

    mirko

  11. bohtont ha detto:

    Io sono un utente GNU/Linux, ma non uso solo quello, uso senza problemi anche Windows XP…
    GNU/Linux, una volta conosciuto è molto più semplice da usare rispetto a Windows e molto più funzionale.
    Windows anche quando lo si conosce da sempre tanti problemi: crash improvvisi e ripetuti, virus, spyware, trojan-horse…

  12. unfromatted ha detto:

    Io sono utente GNU/Linux. in particolare utente Ubuntu, ammetto che ho iniziato ad usare Linux per ideologia ed anche oggi in parte lo uso per quello, questo non vuol dire che con Windows mi troverei meglio ma continuo ad usare Linux.
    Io credo che tu abbia frainteso degli aspetti della fsf, un software aperto non mi deve per forza aiutare in modo diretto: se uso ubuntu che è a codice aperto ed una persona sviluppa un’applicazione per ubuntu riuscirà certamente a renderla più compatibile avendo a disposizione anche il codice sorgente.
    Questo non avviene sui frigoriferi (chi sviluppa applicazioni per frigoriferi?).
    su telefoni è già più probabile ora infatti stanno nascendo telefoni aperti (vd. Openmoko, Android…).
    Inoltre c’è un fattore molto importante oltre all’idea del software libero: i $oldoni: un software proprietario tendenzialmente costa, un software libero tendenzialmente è gratuito, e quando succedono cose come la faccenda Mandriva-Microsoft per i computer che sarebbero andati in africa la cosa diventa abbastanza importante visto che la non abbondano certo di soldi…
    spero di essermi spiegato più o meno bene, e spero che tu capirai che l’ideologia è parte fondamentale del software.

  13. natas ha detto:

    io penso che il problema si ponga su tutti quegli apparecchi che, nell vita quotidiana, possono, se usati in maniera viziosa, ledere alla tua privacy o obbligarti a fare talune scelte piuttosto che altre. La gente si batte per avere un software freeware sul cellulare, perchè ci puo’ scrivere le sue applicazioni o perchè, insieme al supporto della community, puo’ dormire sonni tranquilli perchè sa che, telefonate a parte, il suo telefono non logga magari le sue conversazioni (la prima cosa che mi è venuta in mente). Quando i frigoriferi, in base al loro contenuto, contatteranno la casa madre per stilare dei report sui gusti culinari dei suoi proprietari e quando il ferro da stiro riconoscerà tessuti e marche stirate e stirerà meglio un prodotto di marca piuttosto che un altro, vedrai che anche tu, che sei poco incline alle osservazioni, ti batterai per conoscerne tutte le funzioni nascoste.

    Anche se il tuo interlocutore X non ha mai scritto un driver o visto un sorgente, puo’ andare su google e cercare qualcuno che l’ha fatto per lui… e in seguito avrà la libertà di valutare cosa usare. libertà, quello che manca nel software proprietario.

  14. natas ha detto:

    ho scritto freeware invece che open 🙂 scusa

  15. Aleks ha detto:

    Beh, questo articolo mi pare dettato da una ideologia molto vicina alla religione, proprio quella che in apparenza sembra voglia criticare. La libertà non è ideologia, ma scelta. Se tu preferisci esserne privato, nessuno te l’impedisce. Ma criticare chi la pensa diversamente fa pensare alla storia della volpe e dell’uva.

    Di solito alle conclusioni si arriva attraverso un ragionamento, si chiama processo razionale. Molto spesso, come in questo caso, si parte da una conclusione desiderata e si piega la realtà in modo da farla coincidere con essa. Questa operazione produce affermazioni al limite del ridicolo.
    Il firmware del frigorifero? Hai idea di che cosa stai parlando?

    Gli elettrodomestici più evoluti si basano al massimo su sistemi embedded appositamente sviluppati dai produttori di componenti elettronici, la cui modifica richiede apposite apparecchiature di analisi. Solitamente non ci sono licenze specifiche da accettare all’acquisto dell’elettrodomestico e non sono presenti clausole che impediscano la modifica. Il software di base si può ottenere acquistando i componenti dai produttori su cui è codificato.
    Gli schemi elettrici, invece, generalmente sono disponibili tra la documentazione allegata. In questo modo ognuno è libero di effettuare da solo le riparazioni o rivolgersi ad un tecnico specializzato. Alla fine è questo il senso della libertà del free software.

    Per farla breve la storia del firmware degli elettrodomestici è una grossa stupidaggine. Buona solo per chi non riesce a capire il senso della libertà nel software ed in qualunque altro ambito.

    Ne hai sentito parlare solo nel software? Naturale: in altri ambiti non esistono pratiche immorali come quelle delle licenze proprietarie dei programmi. La libertà non è ideologia, e se lo fosse sarebbe l’unica scelta possibile. Ideologia è questo articolo, è la (presunta) scelta di essere privati della libertà.
    Se tu fossi coerente dovresti utilizzare solo elettrodomestici blindati di produttori che ti obbligano a rivolgerti ai propri centri di assistenza. Come quelle automobili su cui è impossibile cambiare l’olio al motore senza l’intervento di tecnici autorizzati dalla casa.

  16. Teo ha detto:

    Caro Eldino,
    io credo che il tuo articolo sia volutamente provocatorio e che sotto sotto tu sia un grande stimatore di linux.
    Tanto piu’ che il tuo articolo è scritto proprio su un piattaforma come wordpress che è notoriamente opensource.
    Se così non è vero almeno cerca di essere coerente e vai a postare su http://www.live.com.
    Credo che il problema dei firmware sia un pochino diverso.
    Io compro un frigo il cui scopo e’ quello hardware di farmi il freddo.
    Il sistema operativo ha lo scopo di far girare altri software. Ma non solo i software microsoft.

    Comunque bell’articolo.
    Ciao

  17. urturino ha detto:

    1. Il software libero non è una religione
    2. Io uso gnu/linux perché è migliore di Windows non solo perché ha il codice sorgente libero.
    3. Per poter usufruire dei vantaggi del open source non c’è bisogno di metter mano in prima persona al codice sorgente. Poi quando arriverà il Trusted Computing pure da te capirai cosa significa avere un sistema operativo libero.

    P.S io sarei felicissimo se la Lottomatica rilasciasse i sorgenti dei propri terminali (visto che usano linux)

  18. daviez ha detto:

    caro Eldino.

    non hai la minima idea della potenza di linux,
    potenza data dal fato di essere open-source.

  19. daviez ha detto:

    caro Eldino.

    non hai la minima idea della potenza di linux,
    potenza data dal fato di essere open-source.

  20. deviantdark ha detto:

    Hai ragione.
    Il software libero non ha futuro. E chi lo usa è solo un anarchico idealista terrorista.
    Stallman non ha capito un cavolo di come funziona la tecnologia, e peggio di lui sono i suoi presunti adepti che si spacciano per liberatori del mondo quando invece sono solo dei perdenti.

    Ci voleva un post come questo, per far capire alla gente quanto si possa esser produttivi con un software proprietario, quanto ci si possa sentire a casa quando un giorno scopri che la tua copia di windows originale e strapagata è in realtà contraffatta, stando a quanto sostiene il WGA.
    La liberà è usare l’iPhone 3G come un telefono per mandare SMS [a una persona alla volta, ci mancherebbe!] e per chiamare i tuoi amici, ma guai a te se provi a inviare un file via bluetooth a un altro dispositivo o se provi a fare copia/incolla dei file presenti nel tuo telefono rivoluzionario!

    Questa è la vera libertà, sia a casa che al lavoro.
    E tutti quelli che usano Linux non hanno capito niente di come funziona il mondo. Sono dei poveracci senza neanche 1000€ per comprarsi un MacBook o 2000€ per farsi il più “libero” MacBook Air.

    Vaglielo a spiegare ce la libertà è tutt’altra cosa.

    p.s.: Non so se si nota, ma il mio commento era ironico. Poi il discorso che hai inventato tra un utente windows e un utente linux è a dir poco imbarazzante. Mette il luce cose stereotipate e poco attinenti con la realtà.
    Prova DAVVERO a chiedere a uno che usa Linux perché lo fa. NESSUNO ti dirà mai che è perché può accedere da sé al codice sorgente, ma nella maggior parte dei casi perché il suo PC funziona. E basta.
    E meglio che con Windows.

  21. ugaciaka ha detto:

    Secondo il mio modesto parere: hai scritto questo articolo solo per avere notorietà.

    -Sì: esiste gente che conosco che usa windows e parla bene di linux (che mi smazza le balle perché glielo installi, ma dopo così si vanta di aver risolto questo e quello). Ma non è la maggioranza. E poi chi se ne frega delle opinioni di questi? Prenditela solo con questi personaggi

    -Sì: avere i firmware di tutto non sarebbe male, ma chi ha detto che non gli vogliamo se possono contribuire al miglioramento della mia lavatrice (guarda le macchine fotografiche canon…degli hacker hanno sviluppato un firmware migliore di quello proprietario)

    -Sì: io ho motivi idelogici e ANCHE razionali per usare linux. Io penso che una distro GNU/linux (ideologia+prove concrete) sia meglio di windows o apple e dunque la uso.

    E’ anche meglio perché è libera e se ho bisogno di fixare un bug mi rivolgo direttamente al gestore del pacchetto (via mail o via forum), oppure al vero e proprio programmatore (come la storia delle webcam dei portatili asus all’incontrario). Non so programmare, non ho mai tradotto un wiki, effettivamente non ho mai dato una mano concreta nello sviluppo del Software Libero ma idelogicamente sono da questa parte…

  22. Giorgio Beltrammi ha detto:

    Hai mai provato, installato, configurato un sistema Linux?
    Hai usato un sistema Linux a fondo per almeno 6 mesi?
    Hai acquistato tutti programmi che usi sulla tua piattaforma?
    Hai provato a ridare vita ad un pc con un sistema Linux?

    Se la risposta alle domande è No, perchè rompi il ca**o con articoli del genere?
    Se la risposta alle domande è Si, perchè rompi il ca**o con articoli del genere?
    Se le risposte variano, perchè rompi il ca**o con articoli del genere?

    Cosa vuoi dimostrare? Cosa stai cercando di dire e chi vuoi convincere?

    Se ti trovi bene con il tuo sistema, che te ne frega di noi che usiamo altri sistemi?

    Dai, fa così, vai in bagno, apri l’acqua – non troppo calda – fai una bella doccia, spegni il pc e vai a fare un giro.

    Ciao 🙂

  23. Maurizio ha detto:

    Eldino sei un dipendente della Microsoft?
    Altrimenti non mi spiego il tuo attacco alla comunità Linux.

    Linux non è solo una filofia ma è anche praticità!
    E’ un sistema sicuro e stabile, sono due anni che lo uso e non tornerei mai più a windows.

  24. guiodic ha detto:

    Leggendo l’articolo mi pare che tu non abbia molto chiaro il concetto di firmware e di software in generale. Studia meglio.

  25. guiodic ha detto:

    poi, detto onestamente, parli di musica libera e di creative commons.. ma sai questi concetti da dove sono nati? Lo sai che tutto nasce dall’intuizione di Stallman, compreso CC e Wikipedia?

  26. Kenshemo ha detto:

    il nostro amico ha fatto un bel post provocatorio che stranamente è finito su 12 aggregatori specializzati in open e ha smesso di rispondere ai commenti quando sono diventati negativi

    bravo questa è convinzione delle proprie idee

  27. […] Ieri uno dei post più quotati dei blog di WordPress era il seguente: [IT] Informatica al vetriolo: perché nessuno si lamenta che il firmware del frigorifero è “propr… […]

  28. ombra ha detto:

    Condivido pienamente la frase “non posso dire che la bellucci sia brutta solo perché non me la posso trombare” e la metterò nel mio frasario quotidiano. In risposta invece all’articolo. MacOsX è basato su FreeBSD che prende spunto dichiaratamente da ciò che la comunità open source sviluppa.
    La stessa Apple recentemente ha acquistato CUPS (server di stampa nato sotto l’ambito GNU/Linux) e pensa un po’ gli aggiornamenti, le aggiunte, la risoluzione dei problemi di questo server è gestito al 30% da Apple e al 70% dalla comunità.
    Quindi il pensiero della condivisione dei codici sorgenti non è sbaglito, e non si può parlare di ipocrisia perchè buona parte degli utenti linux passa il tempo a compilare applicazioni piuttosto che usarle. MAgari lo fa perché questo è uno stimolo ad imparare cose nuove…

    C’è chi nel proprio tempo libero gioca a WOW sotto MacOsX/Windows e chi compila applicazioni e reinstalla distribuzioni sotto linux.

  29. J.F. ha detto:

    Utente Windows: “Hai mai scritto un driver?“
    Utente Linux: “No, ma ho creato un mio tema Gnome e uno per KDE. Ho tradotto il software nella mia lingua, ho fatto vedere agli altri che cosa può fare il mio sistema operativo, ho risposto alle domande nei forum e ho tenuto anche dei talk nel mio LUG di provincia.
    Utente Windows:…

  30. Daniele ha detto:

    @Kenshemo: il bello è che l’evoluzione dei commenti ha anche messo in palese evidenza i molteplici vantaggi del software libero, soprattutto per gli utenti NON sviluppatori (quelli che non mettono mano al codice e non scrivono driver, per intenderci). E’ possibile che questo stesso articolo, che IMHO analizza la questione in maniera altamente superficiale, abbia rafforzato in molti la convinzione che il modello di sviluppo open source porti a vantaggi tecnici concreti, o addirittura rotto l’indifferenza di qualche utente che finora non si era mai posto il problema.

    Volendo fornire uno spunto di riflessione in più potrei dire anch’io qualche banalità: in fondo i software non sono altro che “soluzioni originali di un problema tecnico”, perchè intestardirci a risolvere migliaia di volte gli stessi problemi solo perchè le rispettive soluzioni non vengono rese pubbliche? E se la soluzione trovata fosse spunto per l’individuazione di una nuova soluzione, analoga ma migliore? E perchè rifiutare l’aiuto di chi, volontariamente, per interesse personale nel risolvere il nostro stesso problema, volesse migliorare la nostra soluzione?

    E poi non vedo tutta questa IPOCRISIA: chi è in grado di comprendere ed apprezzare i vantaggi dell’open source sarebbe d’accordissimo nel proporre firmware per frigoriferi a codice aperto. Infatti anche questo mette in luce la superficialità dell’articolo: si dice che gli utenti Linux vogliono a tutti i costi software libero sul proprio PC ma se ne sbattono del software proprietario che viene installato sugli altri dispositivi. Fra gli esempi proposti vi è anche quello dei telefoni cellulari: mai sentito parlare del Neo FreeRunner (il c.d. Telefoninux)? Mai letta la notizia (che in poche ore ha fatto il giro del mondo) che Nokia, dopo aver acquistato Symbian (il SO più diffuso a livello smartphone) ha deciso di aprirne i sorgenti?

    Chi è il vero ipocrita? Chi parla di ciò che non conosce oppure chi predica i vantaggi di un progresso tecnologico in TUTTI I CAMPI fondato sulla collaborazione e sulle immense potenzialità collaborative offerte dal Web? 0_o

  31. eldino ha detto:

    @tutti:
    rispondo ora ai commenti perché non ho tutti i giorni l’accesso ad internet come penso la maggior parte di voi.

    @ryuuu:
    forse non hai compreso il concetto di liberta’ espresso dalla fsf… e meno male che hai anche il libro. Sai, i libri si leggono!

    si leggono? ma dai! che antico che sei! pensavo si usassero come fermacarte. leggere non significa condivere ciò che c’è scritto, almeno non per tutta la vita. anni fa lo condividevo, dopo ho cambiato idea su molti punti e ho sviluppato un pensiero un po’ più pragmatico ed più orientato al lavoro e meno alle ideologie. 😉

    @manu
    il mio post parla infatti di linuxiani medi, fanboys e similia. massimo rispetto per i guru della shell.

    @eineki
    hai anche programmato la centralina della tua auto? 🙂 cmq sia, in percentuale rispetto a tutti gli utenti linux italiani, che valore hai? 0,00001%?

    @ilmirk
    direi semplicemente che ti sbagli. l’intero blog tratta di contenuti liberi, di musica libera e rilasciata in creative commons, se ci avessi dato un’okkiata anche veloce lo sapresti. Uso Linux dal 2002, ho iniziato con Mandrake e poi man mano le ho provate un po’ tutte. Ora un un sistema Ubuntu 8.04. Il fatto che sia contrario in parte all’ideologia che sta dietro linux non significa che sia uno che nn lo ha mai visto.

    @unfromatted
    vero, l’ideologia fa parte del software, ma entro certi limiti e coerentemente con l’atteggiamento che una persona tiene nel resto della vita. esempio stupido. vuoi sentirti libero al bar? bevi open cola invece di coca-cola..

    @Teo
    Io stimo linux come software, non come frutto e movente di fanatismo. E’ questo che la maggior parte di chi ha commentato non ha compreso. La mia non è una critica al mondo linux in quanto software, ma in quanto mondo di fanboys. Se daste un’occhiata al blog prima di sparare a zero, sapreste di cosa parlo e le cose per cui mi batto 🙂

    @urturino
    “2. Io uso gnu/linux perché è migliore di Windows non solo perché ha il codice sorgente libero.”
    se lo usi per questo motivo e perché ti rende più produttivo, allora non sei uno di quelli a cui è indirizzato questo post e siamo sulla stessa linea d’onda 🙂

    @deviantdark
    se prima di sproloquiare, avessi dato una letta al titolo del post, sapresti che fa parte di una serie di post chiamata “Informatica al vetriolo” proprio per i toni sarcastici e provocatori 😉

    @ugaciaka
    “Secondo il mio modesto parere: hai scritto questo articolo solo per avere notorietà.” <- secondo me ti sbagli di grosso. Non essendoci banner su questo blog, io non ci guadagno un euro se viene cliccato. Questo blog mi costa molte ore di lavoro non retribuite e in Italia è l’unica fonte di informazione su un argomento di nicchia (i posts su Linux rappresentano solo divagazioni), per cui fidati, se volessi la noterietà, farei il succhiacazzi da m*ria de fil*ppi.

    @Giorgio Beltrammi
    Sì, sì, sì sì. E lo faccio da anni. Se leggessi il blog, sapresti che mi occupo anche di router, dove installo l’ottimo dd-wrt. Cerca “Fonera” e vedi. Se pensi che una persona che la pensa diversamente da te “rompa il cazzo”, non hai molto rispetto per l’opinione altrui. Invece di insultare e spalare merda sul prossimo, prova a controbbattere con argomentazioni sensate e toni civili, magari ne può nascere un dibattito un po’ meno scurrile, che ne dici? 🙂 ciao

    @Maurizio
    Se lavorassi alla Microsoft, userei Linux a casa 😀 Non è un attacco, è un post sarcastico per far riflettere e creare un dibattito costruttivo. mi dispiace che solo 3-4 commentatori lo abbiano colto..

    @guiodic
    grazie dell’invito, lo seguirò 🙂

    @Kenshemo
    infatti. e ora che sono su 12aggregatori, sono diventato ricco e giro in Bentley. LoL. Non ho risposto subito perché non ho internet tutti i giorni.

    @J.F.
    Ottimo commento, finalmente un po’ di buon senso 🙂 Ecco, quello che scrivi rappresenta lo spirito giusto, ma quanti dei linuxiani che hanno commentato, hanno mai contribuito al mondo linux?

  32. eldino ha detto:

    @Daniele
    mai sentito parlare del Neo FreeRunner (il c.d. Telefoninux)? Mai letta la notizia (che in poche ore ha fatto il giro del mondo) che Nokia, dopo aver acquistato Symbian (il SO più diffuso a livello smartphone) ha deciso di aprirne i sorgenti?

    Certo che ne ho sentito parlare, ne abbiamo tutti sentito parlare. Ma in Italia mi sembra che siano pochissimi quelli che lo hanno acquistato. Tutti ne parlano o ci bloggano sopra ma in tasca hanno un bel Nokia N70 blindatissimo e lentissimo. Come mai? Mancanza di soldi o di coerenza? 🙂 Persino pollycoke (http://www.pollycoke.net), che sembra essere il blogger-faro della comunità linux-ubuntu italiana gli ha dedicato 40 posts e poi, alla richiesta se volesse partecipare ad un gruppo d’acquisto, ha carinamente rifiutato.

    Uno che usa linux perché lo fa sentire libero, di certo non dovrebbe avere un N70 in tasca. Imho.

  33. Matteo ha detto:

    io ho iniziato a usare linux per rabbia, quando mi hanno mandato una canzone per msn e windows ha deciso che, cliccando il link di msn per aprire il file, doveva cancellarla come “file sospetto”. quando ho visto che non c’era possibilità di togliere questa utilissima protezione da bambini dell’asilo, ho eradicato windows dal mio HD. è stato il pretesto che cercavo. odio non avere il controllo di ciò che uso.

    in questo senso, detto francamente, del firmware del frigo e del videoregistratore chissenefotte finchè svolgono le loro funzioni così come mi sono utili. ma sul proprio pc magari non è tanto da scemi il volersi sentire “liberi” con linux, magari senza saper mettere mano al kernel; ma almeno, se un giorno vuoi farlo, sai che basta studiare un po’ di cose e lo potrai fare. su windows no.

    [commento scritto rapidamente, scusate l’incomprensibilità]

  34. bergs ha detto:

    A parte che si stima che Linux prenderà piede nei cellulari, il problema di fondo è molto semplice: il firmware di un elettrodomestico fa solo quello e molto spesso non è collegato alla rete- escludiamo il cell, che secondo tutte le novità attuali si farà conquistare da Linux (vedi solo Nokia che acquista Trolltech! GNOME che sviluppa un interfaccia per cell, società che cooperano per sviluppare Linux per cell e via discorrendo)- ad ogni modo il punto è quello dell’elasticità: la lavatrice lava, la TV ti fa vedere i programmi, il PC ti fa leggere mail, consultare il conto in banca, acquistare su eBay, ricevere posta, navigare su Internet, ascoltare musica, vedere video e foto, programmare, produrre documenti importanti o meno, memorizzare gli impegni sul calendario, accedere alla rubrica, salvare copie di backup di dati importantissimi su piu supporti, e dio solo saprà quali altre cose si fanno col PC! Il PC è molto più elastico, quindi ancora prima di confutare o meno ciò che dici (ne parlo nel mio blog proprio ieri) ti fermo dicendo che secondo me gli esempi non centrano niente con quel che stai dicendo. Come le persone di cui parli te sono religiosamente integraliste, lo sembri pure te.

  35. bergs ha detto:

    @matteo:
    credi che mettere mano al kernel significhi “studiare un pò”? Eheh.. io aggiungo “un pò tantissimissimo, se prima non ci si ferma”. 😉

  36. Marco ha detto:

    Secondo me sei solo uno stronzo che blatera alla ricerca del sofismo perfetto per giustificare l’ osservazione del dito e non della luna… Il vero problema non è che il sw opensource è modificabile da me linuxiano medio, il problema è che il closed source rallenta con i suoi brevetti e con la mancanza di documentazione la crescita e lo sviluppo di tutto l’ “indotto” informatico creando così notevoli svantaggi all’ utente… In genere dove c’è il monopolio c’è qualcosa che non va, e il closed source non fa nulla per aumentare la concorrenza… Cmq mi spiace sarai anche un bravo provocatore ma come giornalista, articolista, pubblicista, bloggatore non sei un granchè!

  37. Kenshemo ha detto:

    @eldino

    è una settimana che il tuo articolo gira su bongolinux (ogni 2 pagine ce lo trovi) dai confessa che hai scritto un articolo volutamente provocatorio e/o superficiale per portare accessi e sopratutto commenti

  38. cheo ha detto:

    Potrei scrivere tante cose ma quoto in pieno deviantdark, che ha scritto esattamente quello che penso…non sono un talebano del software libero, ne conosco i limiti ma soprattutto la potenza….non ho mai perso mezza pagina di lavoro con linux…al contrario di windows del quale sono stato utilizzatore per più di 10 anni.

  39. eldino ha detto:

    @Kenshemo
    Puo’ girare anche ogni mezzora (a me non sembra comunque, nei feeds mi è arrivato solo una volta), ma sempre che non ci guadagno niente 🙂 Non capisco davvero perché uno debba per forza pensarla come voi. Cercate di essere un po’ open mind prima di essere open source..

    @cheo
    E’ proprio la gente come te quella che rende grande il software libero e che lo rende comparabile sul campo con le alternative proprietarie, non chi lo usa perché non ritiene gli sviluppatori degni di essere pagati o perché lo usa esclusivamente per ideologia e propaganda. Se lo usi perché ti rende più produttivo a parità di tempo rispetto al resto o ti permette di fare cose che il resto non ti permette di fare, hai la mia stima e non sei tra le persone che attacco con questo post.

  40. innovatel ha detto:

    Io uso Linux da anni e mi trovo molto ma molto meglio! Il fatto che il codice sorgente sia libero è un vantaggio e questo ha portato alla crescita da parte di molta gente della qualità del software e delle nuove funzionalità.

    Se il mio frigor funziona bene non mi interessa avere il codice sorgente anche perchè non ho dati sensibili sulla mia privacy da difendere. Se invece nel mio computer ho dei dati sensibile o cose personali preferisco che il codice sia ben sistemato e controllato da più persone esperte (concettualmente anche da tutti) per garantire una maggiore sicurezza.

  41. damagedbrain ha detto:

    Ok, come si tocca linux ai linuxiani si vanno a toccare i nervi scoperti di chissà quali denti…

    Facili attacchi a parte, qui non si tratta di cosa sia meglio, se di open source o se programmi proprietari, qui si tratta anche di qual’è il mestiere che fate.
    Se siete dei programmatori e potete vivere solo grazie allo sviluppo di software fermatevi a riflettere: se ognuno può aggiornarsi il software (che voi avete sviluppato dopo attente analisi del problema) con dei tentativi fatti nei ritagli di tempo gli scenari he si possono delineare sono due:
    1) il software ritoccato gira, e voi avete perso un cliente quindi questo mese si fa pranzo con gli affettati;
    2) il software ritoccato non funziona, il cliente vi chiama e voi passate i prossimi tre mesi a cercare un problema che non avete la più pallida idea da dove sia uscito…. (perchè lui non confesserà mai di averci messo le mani)

    Conclusione, è facile fare i fighetti e gli idealisti finchè la pagnotta la porta a casa papà, ma quando tocca a voi che fate? open source o un pasto caldo tutti i giorni?

    ciao ciao 🙂

  42. innovatel ha detto:

    @ damagedbrain -> io sono un programmatore … ma se devo scegliere tra il software proprietario che viene copiato e quello libero scusa ma preferisco quello libero …

  43. damagedbrain ha detto:

    @innovatel -> il software che si copia è peggio del software che si riscrive? e poi cosa copi un software personalizzato? è un concetto un pò strano… comunque contento te 🙂

  44. innovatel ha detto:

    @damagedbrain -> sbaglio o l’argomento principale era il sistema operativo? Quello non credo che mamma Microsoft te lo faccia personalizzato come puoi arrivare a fartelo con linux …

  45. damagedbrain ha detto:

    @innovatel -> va bene anche per il sistema operativo, se tu lo modifichi come ti serve ed io me lo modifico come mi serve, quali sono i programmi che ci possono girare adesso? evviva la compatibilità… a meno che tutti noi non abbiamo il tuo stesso sistema operativo modificato da te… evviva l’open source con il software tutto uguale…
    Secondo me ti stai addentrando in un territorio abbastanza spigoloso… 🙂
    ciao ciao

  46. […] al villano che non ne condivideva l’ideologia… Alcuni giorni fa ho dedicato un capitolo della serie di post provocatori “Informatica al vetriolo” allo spicchio più fanatico e […]

  47. Aleks ha detto:

    Prendo atto che non hai risposto alla mia rilevazione di ipocrisia di questo post.

  48. eldino ha detto:

    @Aleks
    Non sei il solo a cui non ho risposto, perché su 40 commenti non si può mica rispondere a tutti, ma solo a quelli che, nel bene o nel male, fanno osservazioni originali e che fanno riflettere e a volte, ricredersi su ciò che si è scritto, o che spingono a colmare le proprie lacune tramite un dovuto approfondimento. Ad ogni modo, visto che sembri tenerci, ti rispondo ora, e in modo meno sintetico rispetto alle altre mie risposte.

    1.
    Il problema della libertà da te posto, innanzitutto: io sono libero perché uso quello che mi pare a prescindere da un’ideologia che me lo detta, non uso solo il software che Stallman ritiene libero (spesso Stallman il fancazzista ha un punto diverso anche rispetto a Torvalds, che è un lavoratore e che come persona stimo maggiormente). E pago anche o dono 5euro via paypal, quando quel software mi piace, mi rende piacevole lo svolgimento di quel task e l’uso dell’hw (con cui senza software, ci fai ben poco). Io col computer ci lavoro, non ci gioco a World of Warcraft e non passo il mio tempo ad installare pacchetti e compilare sorgenti, e avendo molte cose da fare durante il giorno davanti allo schermo, scelgo i software non per la licenza con cui vengono distribuiti o se hanno o meno il codice aperto (che non guarderò mai, non perché non ne ho le competenze, ma perché non me ne fotte – solo che io ho il coraggio di ammetterlo, mentre la maggior parte dei linuxiani no: non lo fanno ma dicono di farlo. tsk), ma per l’usabilità prima di tutto, e per la produttività, per come è stato concepito il software, per la stabilità, per la semplicità di installazione, per l’innovazione etc. Io non mi adatto al software, è il software che fa quello che voglio io. Non esiste che perdo 3 ore di tempo a compilare un sorgente o 5 ore a spulciare nei forum per risolvere un problema di drivers quando altrove non è necessario. A livello didattico è utilissimo, a livello di utente produttivo non lo è. E’ come se dopo aver comprato un’auto, tu debba perdere 5 ore di tempo per farla partire.

    Se un software mi permette di svolgere quello che mi serve in poco tempo e con molto piacere da parte mia, lo scelgo e senza problemi lo pago, se ha un prezzo. Se invece è free, appena ho 5 € liberi (di + non posso), li dono via paypal, come ho fatto per l’estensione di Firefox, DownEmAll. Il software non è una questione di prezzo o ideologia per me, ma di efficienza. L’ideologia, questo parolone!, la applico a campi ben più seri della vita, come le relazioni amicali, la correttezza verso chi ti richiede un servizio, etc, insieme ad un’altra grande capacità umana, la coerenza, che dovrebbe andarci a braccetto, ma se così fosse, tutti gli utenti linux per ideologia dovrebbero avere un OpenMoko in tasca, non un Nokia o un Samsung chiusi come la figa di una vergine. Ecco l’ipocrisia. Eppure nel telefonino, oggi giorno, ci sono più dati personali che altrove…

    2.
    Il problema tecnico che tu poni, quello degli schemi elettrici, fuoriesce dall’argomento del post, perché le mappe circuitali, facendo un paragone con i pc, corrispondono all’hardware, non al software. Il cosiddetto “livello dei dispositivi” che tanto sta a cuore a Tanenbaum. A livello hardware, tutti gli assemblati sono open: compri il pezzo, lo plugghi alla mobo e via. Quando parlo di firmware intendo il software interno, quel minuscolo sistema operativo embedded che è ormai ovunque. Pensa ai cellulari se ti risulta meno chiaro il paragone di quanto risulti a me. Il Symbian o simile di un cellulare puoi modificarlo? No. Eppure non mi pare che viviate così male senza questa possibilità.

    3.
    “Ideologia è questo articolo, è la (presunta) scelta di essere privati della libertà.”

    Solitamente, grandi giornalisti ed opinionisti, comprovati dalla Storia, affermano che chi si riempe la bocca di questa parola, “libertà”, è proprio colui che vuole privarcene (vedi berluska). Stessa cosa fai tu, nelle ultime frasi del tuo commento, perché mi privi della libertà di scegliere tra closed o open. Io uso tranquillamente software open e software closed insieme, e mi ritengo più libero di te se usi solo software libero perché l’ideologia te lo impone. Questo mio essere multipiattaforma fa decadere per definizione la tua infondata accusa di parteggiate per il software closed, oltre a rendermi molto più produttivo di te, se usi solo linux (io ho 4 computer con 4 os distinti).

    “Se tu fossi coerente dovresti utilizzare solo elettrodomestici blindati di produttori che ti obbligano a rivolgerti ai propri centri di assistenza.”

    Io uso quello che mi fa+ comodo in base alle mie esigenze e ciò che c’è di meglio sul mercato. Se una lavatrice blindata è la migliore per le mie esigenze, io me ne fotto che debba inviarla a Milano se si rompe, capisci? Perché nel tempo, usandola, avrò risparmiato acqua, avrò lavato meglio i panni, avrò consumato meno energia e non ci avrò preso incazzature. Capisci ora? Ecco perché sono più libero di te. Io ho il meglio dei due mondi, tu hai il meglio e il peggio di un mondo solo.

    4.
    “Naturale: in altri ambiti non esistono pratiche immorali come quelle delle licenze proprietarie dei programmi.”

    Non so che lavoro tu faccia, ma se lavori dovresti sapere che l’esperienza e la professionalità di un lavoratore ha un costo e un prezzo. I software proprietari esistono perché vi sono degli investimenti di denaro a monte, ed è giusto che, se il prodotto è valido, l’autore ci guadagni. Se qualcuno ti privasse della libertà di guadagnare sul tuo lavoro, come la prenderesti? Non penso bene. E’ una pratica immorale perché qualcuno te lo ha inculcato in testa. La “proprietarietà” esiste ovunque, da sempre, perché è un modo, più o meno valido, di tutelare i propri investimenti. Se tu ditta di auto cinese copi il design di una Porsche, senza aver sborsato un euro ai designer che la Porsche ha ingaggiato per crearlo, è giusto che la Porsche ti porti in tribunale e ti apri il culo a fisarmonica. Non è immorale, è giusto. Poi che il software libero sia un’ottima cosa, non si discute, ma NON PUOI PRETENDERE CHE NON ESISTI SOFTWARE CLOSED: questo atteggiamento si chiama tirannia.

    Spero di essere stato esaustivo.

  49. ombra ha detto:

    non capisco perché. mentre poi fai un articolo provocatorio contro gli utenti linux, definindoli tutti decelebrati perché votati all’ideale dell’opensource, non puoi accettare le repliche degli accusati su quali sono le motivazioni che loro scelgono nell’uso di questo sistema.

    Di sicuro ci sono software closed che non hanno un vero rivale nel mondo open source. Ma il titolo del tuo post parla di utenti linux, quindi di utenti che scelgono un sistema operativo che possanno sostenere direttamente, anche semplicemente facendo dei banali test delle applicazioni senza essere programmatore, quindi essere parte attiva nella realizzazione di un programma. Non hai parlato di persone che aderiscono alla free software foundation. Parli di Linus e Stallman come se esprimessero gli stessi concetti. Forse c’è un po’ tanta confusione alla base.

    I software closed esistono e molte distribuzioni di Linux sanno benissimo di non riuscire a farne a meno, perché questi usano brevetti depositati che altrimenti sarebbero violati, percui ti danno la possibilità o meno di installare un sistema completamente free o di usare un sistema che DEVE imporre licenze d’uso.

    Se così non fosse dovremmo accontentarci di ciò che Microsoft o Apple decidono di farci utilizzare e dei prezzi che queste vogliono applicare.
    Se a te sembra corretto che un utente che a casa usa il computer per la navigazione internet, la posta elettronica, o la stesura di alcuni documenti o fogli elettronici, debba sborsare 300 € di licenza di Vista + 400 € di licenza di office (i prezzi sono indicativi, ma sono molto vicini alla realtà), beh allora si, linux è veramente una truffa e tutti quelli che lo usano sono le persone peggiori di questo pianeta… 😀

    Certo che se vogliamo truccare le carte in tavola e dire che vista e office li scarichi… allora non è neache sostenibile il paragone.

    E giusto un piccola parentesi pour parler. Apple vende l’iphone mantenendosi il 30% del costo della applicazione, e si riserva il diritto e la facolta di escludere a suo piacimento una applicazione dall’appStore, cosìché chi se l’è comprata si vede esclusa la possibilità di effettuare dei semplici aggiornamenti. O addirittura apple può cancellare da remoto una applicazione che ritiene non valida sul telefonino. Ah naturalmente ciò non funziona per chi hacker l’iphone, ma si rientra nel discorso di prima di cambiare le carte in tavola…

  50. damagedbrain ha detto:

    @ombra
    Senza entrare in facili polemiche:
    “Se a te sembra corretto che un utente che a casa usa il computer per la navigazione internet, la posta elettronica, o la stesura di alcuni documenti o fogli elettronici, debba sborsare 300 € di licenza di Vista + 400 € di licenza di office”

    Se a te sembra corretto che se io compro una macchina che posso usare solo la domenica la pago 8.000 euro…

    che significa? il lavoro dei programmatori deve essere pagato,

    Se a te sembra corretto che io possa mangiare a fine mese…

    fine flame

    😉

  51. ombra ha detto:

    se devo utilizzare la macchina hai diverse alternative:
    1) noleggiarla
    2) prendere un usato a meno di 8000 €
    3) prendere una macchina da 50000€
    4) rubarne una (che equivale all’utilizzo di un software senza licenza)

    il vantaggio è che hai lo possibilità di scegliere… se nel mondo informatico non esistesso alternative libere non potresti scegliere e se già ora microsoft impone i prezzi, come si comporterebbe se non avesse rivali? (ovvero il petrolio costa caro, ma continuamo ad acquistarlo perché non abbiamo alternative)

    A me sembra corretto che tu mangi almeno tre volte al giorno e non solo a fine mese, e tutti noi programmatori a fine mese necessitiamo di uno stipendio… ma non mi sembra che Linus Torvalds faccia la fame, quindi esistono mercati anche per i sistemi operativi linux. (come d’altra parte dimostrano le varie organizzazioni quali Canonical, SUSE, Mandriva….)

    Mi sembra esagerato dire che l’utente linux medio sia ipocrita perché comunque compra il frigorifero con software closed ed eccessivo il tono di tutto il post. L’utente linux utilizza un sistema operativo che sa di poter personalizzare, gli piace passare il suo tempo a compilare programmi o cercare moduli del kernel migliori.
    Alcuni di questi lo fanno per professione (i server linux non sono poi così pochi e ci sono molti sistemi fax voip telefonici o di videosorveglianza per citarne alcuni basati su linux) e altri lo fanno per passione… e le passioni non possono essere criticate, guardare le partite di calcio per me è una perdita di tempo e di denaro, per altri è la cosa migliore che si possa fare…

  52. eldino ha detto:

    @ombra
    Il problema non sono io, io uso sia linux che windows che mac os x senza problemi, ma chi, in nome di una presunta “libertà”, vorrebbe che tutto il mondo software fosse open, perché open è bello. Ok, open è bello, sono daccordissimo, ma ci deve essere anche il resto, perché:
    a) è proprio di un mercato sano avere della concorrenza;
    b) solo confrontandosi con delle alternative che hanno dei corposi investimenti e delle pratiche commerciali dietro, che il software libero può migliorare e dimostrare che il suo modello è altrettanto valido, e che, a babbo, puoi procurarti del buon software.

    Se tutto fosse open, non ci sarebbe così tanta spinta a migliorarsi, così come accadrebbe se ci fosse solo Microsoft, cosa che finora non è mai avvenuta, perché prima che linux esistesse o fosse mainstream, c’era Apple, c’era Sun, c’era Unix, c’era Atari, c’era BeOS, per cui, se proprio ti faceva schifo Windows 3.1, avevi un’alternativa, magari non gratis, ma l’avevi, per cui eri libero. Libero di scegliere. I linuxiani che critico io e a cui è diretto questo post (inclusi molti che hanno commentato in maniera offensiva e immatura) sono proprio persone che non prevedono questa libertà di scelta. Open = bello, proprietario = merda, asilo-style. Uno (non dico chi perché gli ho già procurato troppi click) ha più volte affermato che non vuole pagare il software per principio, ti dico tutto…

    Poi se vuoi farne una questione di soldi, ok 400€ per un pc per molte famiglie possono rappresentare una bella spesa, ma non sono i 73€ di Windows Home Basic OEM (o gli 86€ di Home Premium – prezzi da Kelkoo) a fare la differenza, per cui Linux non contribuisce molto in questo senso. In più contaci che per una famiglia che non ha mai avuto un pc è sicuramente meglio un computer che lo accendi e appare il logo di Vista piuttosto che schermo nero perché devi procurarti una distro linux, configurarla, sperare che vada con il tuo hw, rompere il cazzo ad un amico smanettone per far andare tutto o pagare un tecnico per farlo.. alla fine windows costa di meno, di soldi e di salute. Se sei smanettone è davvero a costo zero (di soldi, non di tempo), se non lo sei i tuoi “400€” di Vista sono ben spesi alla fine. Il tutto ovviamente vale se compri un pc senza linux preinstallato, ma eccetto Dell e qualche portatile Acer, o l’eeePC, non mi pare ce ne siano molti ai vari Mediaworld o Euronics sottocasa. Per il momento.

    “Se così non fosse dovremmo accontentarci di ciò che Microsoft o Apple decidono di farci utilizzare e dei prezzi che queste vogliono applicare.”

    Perché, quando compri un frigo decente, non ti accontenti di cosa offrono le 5-6 marche migliori che li producono? Ti sei mai lamentato? Non penso che ti sia mai venuto in mente di assemblartelo da solo e scrivere il piccolo automa che lo faccia funzionare. Idem per un cellulare. Idem per un videoregistratore. Con un computer, siamo tutti bravi a fare gli idealisti della domenica, ma è nella vita di tutti i giorni che dobbiamo mostrare coerenza.

    Vuoi sentirti “libero” in salsa open-source? Usa Linux senza hacks di software proprietari (tipo schede wifi non supportate, niente codec non liberi (= no mp3), niente Wine etc), ascolta solo musica distribuita in Creative Commons, usa un telefono con un OS libero sopra (es. open moko), usa un router con dd-wrt, mangia e bevi equisolidale, costruisciti da solo il frigorifero e via dicendo. Così non sei ipocrita, ma hai tutta la mia stima, perché la tua ideologia la segui in tutto e per tutto, non solo quando ti conviene o per fare il galletto-propagandista stile bar.

    Se invece vuoi usare Linux con coerenza ma senza sacrifici, usalo per le sue potenzialità e quando effettivamente è migliore rispetto al resto.
    Anche in quel caso avrai la mia stima e sarai un portatore sano di software open-source.

    “A me sembra corretto che tu mangi almeno tre volte al giorno e non solo a fine mese, e tutti noi programmatori a fine mese necessitiamo di uno stipendio… ma non mi sembra che Linus Torvalds faccia la fame, quindi esistono mercati anche per i sistemi operativi linux. (come d’altra parte dimostrano le varie organizzazioni quali Canonical, SUSE, Mandriva….)”

    Certo, ma se ci fossero “solo” questi mercati, si capovolgerebbe il discorso? No, perchè siete di parte. Ancora una riprova del fatto che chi propugna ciecamente l’open source come unica via, vuole privarci di scegliere. Perché un programmatore non deve avere possibilità di scriversi il suo software da zero, blindarlo e venderlo? E fare molti più soldi di quanti gliene passerebbe Canonical per fixare i bug di software altrui?

  53. koteko ha detto:

    Premetto che la discussione e’ molto interessante e meriterebbe approfondimenti molto maggiori. Per ora, mi limito a commentare quest’ultima affermazione:

    “Certo, ma se ci fossero “solo” questi mercati, si capovolgerebbe il discorso?”

    Sarebbe interessante scoprirlo. Proviamo con qualche scenario ipotetico.

    Se tutto il software domani venisse licenziato sotto GPL e fossero aboliti di botto i brevetti software, la prima cosa a succedere credo sarebbe un copiacopia generale.

    Nel marasma, potrebbero sorgere quindi delle Entita’ Parassitiche che copierebbero solamente il codice spacciandolo poi per il proprio. Ma quanto saprebbero garantire assistenza ad alto livello, quindi come personalizzazione e ottimizzazione, in confronto all’azienda produttrice o alle aziende partner?

    Potrebbero quindi cominciare ad analizzare il codice, con ovvi costi, e scrivere della documentazione interna. Ogni modifica, pero’, grazie alla GPL, dovrebbero renderla pubblica, e l’azienda originale potrebbe copiarla a costo zero: essa avrebbe gia’ i suoi clienti, la sua notorieta’, e ora anche sviluppatori gratis: dovrebbe solo fare un po’ di pubblicita’ ricordando a tutti chi ha creato all’inizio il software, e per l’Entita’ Parassitica comincerebbe a diventare dura.

    Inoltre nelle comunita’, che si allargherebbero a macchia d’olio, gli “idealisti” spiegherebbero a tutti qual’e’ l’azienda che si e’ comportata peggio, creando (poiche’ nella nostra ipotesi a scala mondiale e totale) evidenti squilibri di mercato a favore dell’originale.

    Allora, l’EP potrebbe trasformarsi in un’Entita’ Concorrente: parto dal tuo codice, ma lo modifico, anche pesantemente, investo, pubblicizzo, vendo e faccio assistenza a basso costo.

    Ne beneficierebbe il prodotto finale e l’utente, perche’ potrebbe scegliere tra due prodotti sempre piu’ differenti (un po’ come le distribuzioni linux, in ambito enterprise il paragone e’ chiaramente Red Hat vs Novell) e su costi su vendita e di assistenza minori.

    Ed entrambi beneficierebbero di tutte le attivita’ accessorie. Se una delle due aziende ne compra un’altra, l’altra puo’ comunque godere i benefici dello sviluppo.

    A questo punto non converrebbe piu’ essere Grandi Aziende tutto fare, ne tantomeno comprare altre aziende (soldi sprecati, tanto potrei comunque inglobare il loro software).

    Si verrebbe a creare un sistema equilibrato, di equilibri forzati, fatto di aziende di media grandezza che si concentrano su particolari obiettivi e prendono il resto, FINANZIANDOLO perche’ costerebbe loro di piu’ creare un reparto interno per fare lo stesso lavoro.

    Quindi, ad albero, ognuno avrebbe il proprio compenso e ci sarebbe moltissima concorrenza orizzontale su settori particolari, ad esempio tre aziende che concorrono per la migliore assistenza del prodotto X, l’azienda che produce X farebbe del suo meglio per tenersi buone le tre aziende di assistenza di prima che lo finanziano, e per farlo deve essere migliore (nell’ottica dei suoi finanziatori) del prodotto Y e Z. etc etc 😉

    Chiaramente sono scenari ipotetici, e utopici perche’ non ci sara’ mai SOLO gpl. Ma credo fosse questa l’idea finale di chi ha pensato il software libero, questo l’ecosistema finale che vorrebbe nel mondo del software. Tutto il contrario della piattezza, ma concorrenza spietata e grandissima in ogni minimo ambito, per aumentare esponenzialmente le possibilita’ tecnologiche della propria epoca.

    Ciao!

  54. sphinx ha detto:

    Solo ora ho trovato questo interessantissimo post e devo dire che,pur da sostenitore di Gnu/Linux e dell’open source in generale,sono d’accordo con quanto hai scritto.
    Quello che molti forse non hanno capito è che parli del “linuxiano medio”…

    Quello che parte a spada tratta contro chiunque usi/nomin Microsoft,windows,ballmer,gates…etc etc etc…che si riempe la bocca di parole come libertà,monopolio…quello che si sente figo perchè lui conosce la Verità!
    Che nomina Stallman e poi scopri che nel suo pc usa skype (perchè lo usano i miei amici) che virtualizza msn,office…che usa i driver proprietari per la scheda video…
    In poche parole un ipocrita.

    Bravo,davvero un bell’articolo

  55. eldino ha detto:

    @sphinx
    ti ringrazio, sono contento che esista qualcuno in grado di andare un po’ più a fondo quando legge un articolo 🙂 anche io uso Linux dal 2000, sono un Madriva user trapiantato in Ubuntu perchè ha repository molto più forniti. Ubuntu è davvero una distro divertente, ore di divertimento 🙂 ciao!

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