[IT] Una risposta alla mia lettera aperta alle netlabels italiane ad opera di Sourceform netlabel

sourceform-netlabel-risponde

Trovo solo ora il tempo di pubblicare una risposta al mio post “Una lettera aperta alle netlabels italiane: il clientelismo nell’ambito degli eventi netaudio nostrani”  scritta da Cristian, deus ex machina della giovane netlabel italiana Sourceform.

La risposta risale a qualche settimana fa, ma purtroppo tra viaggi, luculliane cene natalizie, febbre, influenza e svariati altri inconvenienti non avevo avuto il tempo di proporverla. Chiedo venia! La risposta è pubblicata per intero ma in paragrafi, alternati dai miei relativi (e onnipresenti) commenti.

Cristian scrive:
Ciao Eldino,
mi chiamo Cristian e sono il fondatore di sourceform,una netlabel. Ho letto il tuo post riguardo la lettera aperta alle netlabel e devo dire che l’ho trovato molto interessante e con una marcata tendenza all’ “utile”… Nel senso…(la faccio breve) è vero che c’è anche tanta fuffa in giro..e che come sottolinei,viceversa,c’è chi si sbatte. Riferendomi al fatto di trovare poche label che si sbattono per fare live etc… Il tuo discorso non fà una grinza..ma vorrei farti presente un altro caso,se mi permetti. Quando sono stato contattato da alcuni artisti,anche stranieri, per metter sù i loro lavori su sourceform, ho spiegato loro che i lavori dovevano essere lasciati sotto licenza Creative Commons e spiegato loro che i lavori sarebbero stati esclusivi di sourceform per la distribuzione (ma solo quelli di sourceform e non altri lavori che potevano contemporaneamente creare e dare ad altri e sotto le licenze che più preferivano,anche pay.) Intendiamoci…solo quello che loro intendevano pubblicare con me. E consigliato alcuni ritocchi qua e là dove era assolutamente necessario per la linea di qualità che si vuole adottare (e qui non parlo di suoni stile “sourceform” ma di non lasciare un piano suonare letteralmente a cazzo per sei minuti…e non è rag,e non è sperimentale..o non fare il master delle tracce,pattern in palese fuori tempo non voluto..),pochi a dire la verità. Scomparivano. Allora dopo qualche mese riprovavo a contattarli cercando di accertarmi che non fossero rimasti offesi…esclusi la maggior parte,il resto taceva. Magari si portava avanti il discorso..c’era palese interesse e determinazione anche da parte loro…poi anche questi..puff! Ma scusa (riferendomi all’artista) si lavora seriamente e si dà più valore (ovviamente) al tuo lavoro e fai un passo indietro? Come lo valutiamo questo atteggiamento?

Io scrivo:
Ciao Cristian,
ho letto con molto gusto ciò che mi hai scritto e sono rimasto allibito, non pensavo che esistessero anche artisti così “presuntuosi” (oltre che poco talentuosi). La tua volontà a filtrare il materiale da pubblicare e la richiesta di avere in esclusiva quel materiale mi sembrano assolutamente legittime, e non capisco perché agli artisti che ti sono capitati sono sembrate talmente assurde da non ricontattarti più nè risponderti. In particolare, mi ha fatto molto piacere leggere l’esempio che fai (“un piano fatto suonare letteralmente a cazzo per sei minuti”) circa il materiale che ti viene inviato, perchè finalmente trovo conferma in altre persone ciò che sostengo da tempo, cioè che si maschera spesso come “sperimentale” della semplice musica di merda, inutile: uno spreco di bit insomma. Però purtroppo, essendoci a livello più che altro globale (non strettamente italiano), netlabels che pubblicano anche scorreggie a cutoff variabile pur di raggiungere la 100sima-200sima-300sima release in pochi mesi, questa gente (definirli “musicisti” mi sembra eccessivo) ha ragion d’essere e fa pure la schizzinosa. Incredibile. Sono allibito, davvero. Non pensavo esistessero. Ti ringrazio vivamente per avermi scritto queste tue esperienze.

Ma ci rendiamo conto? Ma vogliamo riflettere un attimino più lungo del solito su quanto scritto finora? Cioè sei un disertore della zappa, non hai un minimo di talento musicale, ti atteggi da VIP della “musica sperimentale” quando in realtà hai il senso armonico di un battipanni, e ti permetti di fare pure lo schizzinoso? Non ho parole. Osteggio e contrasto le netlabels che pubblicano merda da anni, ho dimostrato tramite statistiche e diagrammi che ce n’è fin troppa di monnezza nel netaudio, scrivo da sempre su questo argomento rischiando di diventare impopolare presso alcuni sceners italiani (ma me ne fotto!), ma non pensavo davvero che succedessero queste cose. Sono allibito e spero lo siate anche voi. Ma la lettera continua:

Cristian scrive:
Sinceramente non credo di essermi spiegato e posto male…ma ahimè…spero anche di non sbagliarmi. Certo è che devo anche difendere la qualità della mia label..e senza troppo menarsela..ma con la consapevolezza di dover dare dei lavori a dei fruitori che NON devono essere presi in giro. Dovevo forse aggiungere prima che la passione nel farlo è il requisito per farlo? Questo è uno dei motivi perchè a volte alcune realtà faticano o prendono tempo per crescere,ma almeno si spera bene. Questo è il motivo per cui per ora abbiamo solo un lavoro pubblicato,il mio.

Io scrivo:
Io sono il primo ad appogiare le tue scelte (mi batto da anni nei miei articoli contro la bassa qualità e contro l’assenza di filtri da parte di molti gestori di netlabels) e penso che tu abbia fatto bene a comportarti come ti sei comportato. Dare valore alla tua label e non svenderla è il primo passo per rappresentare un’alternativa valida al music biz tradizionale e, nel tuo piccolo, a crearti una fanbase molto agguerrita di appassionati dello stile “sourceform”, che ti seguano e sostengano, online ed eventualmente dal vivo.

La qualità costa sacrificio ma ripaga degli sforzi. E qualche netlabel in Italia lo sa (per fortuna!).

Cristian scrive:
E ovviamente tutto questo è nato per autoprodursi e di produrre i miei amici di culo,che sono poi un fonico ed un altro musicista che con me porta avanti dei dj sets in giro, E siamo un trio che suona insieme e si spera presto di metter su il lavoro prima o poi,come i loro singoli lavori. Ma dato che non siamo musicisti per lavoro capirai come possano prendere i tempi le cose. E ti scrivo appunto per presentarti in un altra sfaccettatura,e spero di non sembrarti presuntuoso..o rompi coglioni.:) L’articolo ripeto, è molto interessante e mi piace proprio…e ho pensato si potesse approfondire un pò di più l’argomento. Ah…dimenticavo…non voglio certo paragonarmi alle maggiori label o netlabel in circolazione ci mancherebbe…alcune hanno ottenuto dei risultati eccezzionali e con lavori della stessa qualità. E non mi pare poco. A presto, Cristian

Io scrivo:
Nel tuo caso, i tuoi collaboratori non li chiamerei affatto “amici di culo”, anzi li definirei parte di un bel progetto, che a giudicare dalle tue parole, ha la giusta carica, la giusta passione e la giusta competenza (tecnica ma soprattutto ideologica, che è molto difficile da avere) per poter evolvere in qualcosa di forte. Nel tuo caso, penso che il fatto che facciate live tra di voi sia un modo per rafforzare il vostro sodalizio artistico, non un modo per sembrare trendy e onnipresenti (come molti altri nella scena netaudio), il che è bello e genuino come approccio.

Per quanto riguarda un approfondimento sull’argomento, la pubblicazione di questa lettera è un primo passo in quella direzione🙂 I miei lettori dovevano assolutamente venire a conoscenza di queste tue parole e così è stato. Vedrò in seguito di proporre ulteriori post in merito visto che c’è l’interesse😉

Se c’è qualcuno che vuole integrare l’argomento con esperienze di prima mano, è invitato a farlo😉 O via email (= post) o via commenti😉

Una risposta a [IT] Una risposta alla mia lettera aperta alle netlabels italiane ad opera di Sourceform netlabel

  1. […] questo aneddoto nel post di qualche giorno fa “Una risposta alla mia lettera aperta alle netlabels italiane ad opera di Sourceform netlabel” . Cristian, curatore della Sourceform netlabel, mi ha poi dato qualche ulteriore e simpatica […]

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