[IT] Intervista a klez di Theft Records netlabel (Italia)


Ancora non ha pubblicato la sua prima release, ma noi (io?) de “il blog di eldino” siamo già sul pezzo come sempre! Ecco a voi un simpatico scambio di domande e risposte tra me e klez, fondatore di una nuova netlabel italiana dal nome inequivocabile (se si sa l’inglese): Theft Records. Buona lettura🙂

1. Innanzitutto ciao klez e benvenuto su “il blog di eldino”!🙂 Ci racconti brevemente qualcosa di te?

Ciao🙂 Sono klez (‘k’ minuscola d’obbligo), ho 23 anni, nato a Venezia ma sempre vissuto a Mestre, poco distante. Mi interesso di musica più o meno da quando mia madre mi ha insegnato qualche accordo per tastiera, in terza media, e l’anno successivo ho cominciato a produrre musica elettronica. Non sono un vero e proprio musicista, dato che i miei pochi esperimenti con strumenti musicali si sono ridotti allo ‘strimpellare’, e sicuramente non ho un’educazione musicale formale. Però ho un buon senso del ritmo, cosa che mi ha aiutato molto a imparare a fare il dj. Ogni tanto suono in un “locale” di Mestre (politicamente molto orientato, ma questa è un’altra storia) chiamato Tuttinpiedi.

2. Come e quando nasce nella tua mente il progetto Theft Records?

Per Natale mi sono fatto un regalo: il libro di Matt Mason “Punk Capitalismo” (orribile traduzione del titolo originale “The Pirate’s Dilemma”), che racconta di come la cultura “pirata” abbia rivoluzionato e influenzato la cultura di massa (basti pensare al punk, o ai pionieri dell’Hip-Hop). E mi sono detto che anch’io volevo fare la mia parte per lasciare il segno, per far crescere la scena netaudio e aiutare gli ascoltatori a trovare un’alternativa alla musica mainstream. In realtà avevo già ideato qualcosa qualche mese fà, con il progetto Underwater Records, che non ha mai visto la luce per la mia pigrizia nel webdesign. Così per Theft Records mi sono affidato a Blogspot e ad un tema già pronto.

3. Come e quando ti sei avvicinato alla scena netaudio? Oltre ad essere un addetto ai lavori, sei anche un ascoltatore di netlabel music e musica libera in generale?

Più che avvicinarmi alla scena netaudio mi ci sono proprio schiantato contro. Io e il mio socio dell’epoca (Potter, ora Aerol, conduttore di “An Emotion Called Trance” su Radio Ca Foscari) cercavamo un modo per far conoscere la nostra musica, e ci siamo imbattuti nell’archivio audio del network CNET (ora, se non sbaglio, parte di last.fm). Abbiamo visto che era pieno di musica e abbiamo scaricato un sacco di roba, ma, dati i termini di licenza molto vaghi, ci siamo sempre posti il problema di usarla nei nostri dj-set senza incorrere nelle ire di mamma SIAE. Così abbiamo continuato a cercare, fino a che, leggendo un articolo su Linux Pro ho scoperto le licenze Creative Commons. Con questo termine in mano Potter/Aerol ha trovato Jamendo e cercando i siti di alcuni artisti di Jamendo ci siamo imbattuti nei cataloghi delle netlabel. Ed ora eccomi qui a gestire una netlabel ed attingere alle releases su archive.org🙂

4. Perchè hai deciso di investirci del tempo e porne i principi alla base del tuo progetto Theft Records? A quali netlabels ti inspiri e/o quale netlabel stimi particolarmente a livello locale/globale?

Come detto sopra ho deciso di investirci del tempo per fare la mia parte e, un po’ egoisticamente, anche per avere più visibilità. Spero un giorno che qualcuno guadagni a sua volta visibilità attraverso Theft Records. Per quanto riguarda l’ispirazione, non mi rifaccio a nessuna netlabel particolare.D’altro canto stimo molto il lavoro di alcune netlabel, ad esempio la 8bitpeoples. Mi è piaciuto molto anche il lavoro svolto da Ektoplazm per aver provato a promuovere un genere abbastanza di nicchia come la psytrance.

5. Cos’ha di diverso/originale/innovativo Theft Records rispetto alle altre netlabels secondo te? Quali sono i suoi punti di forza? Theft Records è un one-man project o hai una cerchia di collaboratori (musicisti, webdesigners..) intorno a te?

Theft Records è ancora in fase di avviamento. Ma le idee su come differenziarla ce le ho bene in testa. Per prima cosa, a differenza delle netlabel che conosco, non intendo far entrare nello staff solo musicisti/produttori, ma anche video maker, graphic artists e, perché no, un network di promotori locali che si occupino di far conoscere Theft Records e i suoi artisti in giro per il mondo, magari anche tramite operazioni di guerrilla marketing. Inoltre mi piacerebbe costruire intorno alla netlabel un brand che ci faccia riconoscere a prima vista, magari tramite qualche tipo di merchandising (che so, adesivi, magliette e altre cose che si possono realizzare on demand attaverso alcuni siti internet specializzati). Poi uno dei pilastri del progetto è il remix/riutilizzo di altra musica Creative Commons per creare nuove releases (costruire sulle spalle dei giganti🙂 ) nonché l’incoraggiare artisti esterni a prendere del nostro e rielaborarlo. Per la cronaca, una delle prime release di Theft Records sarà un mio remix di un brano di T-Pain, Take Your Shirt Off.

6. Domanda da 1 milione di $: da addetto ai lavori, pensi che le netlabels possano davvero rappresentare l’evoluzione del music biz tradizionale come lo abbiamo conosciuto finora, o resteranno soltanto delle etichette discografiche “a metà” perchè incapaci di sviluppare un modello di monetizzazione efficace e rispettoso di fans e artisti? Pensi che sia lecito pronosticare un ruolo centrale delle netlabels nella genesi nel fenomeno noto come “Musica 2.0” (un’alternativa moderna, web-based e copyright-free del music biz attuale) o probabilmente resteranno soltanto delle realtà di nicchia all’ombra di negozi di digital-download di musica indie come eMusic o Beatport?

Per cominciare vorrei parafrasare una frase di Linus Torvalds: “Music is like sex: it’s better when it’s free”. Detto questo, per il clima culturale che vige al giorno d’oggi, specialmente in Italia, non credo che siamo ancora pronti per assistere ad un boom della musica libera. A mio parere non è colpa delle netlabel (non in toto, almeno). Finché la gente si accontenterà della cultura di massa veicolata dai principali mezzi d’informazione e non imparerà a cercare una forma di cultura più alternativa, il fenomeno netmusic rimarrà relegato nell’underground (il che non è per forza un fatto negativo, dipende dai punti di vista). D’altro canto, se da parte loro gli artisti, soprattutto in contesti locali, imparassero a organizzarsi invece di creare releases indipendenti, probabilmente il fenomeno netaudio riceverebbe nuova linfa. Direi che gli artisti locali sono molto apprezzati nella propria zona, quindi sarebbe un modo per far conoscere ai loro fan la musica libera, alimentando così un circolo virtuoso che porti alla ribalta l’intera scena. Per quanto riguarda la questione ‘monetizzazione’, beh, non sono un economista (almeno per ora). Ma sono certo che, come progetti a basso budget sono diventate società milionarie (Google e Facebook, per dirne un paio), anche le netlabel potrebbero riuscire a creare un business intorno a sé. La questione è: come restare ‘puri’ quando comincia a circolare denaro? Credo dipenda molto dalle coscienze di chi questo denaro lo dovrà amministrare.

7. Com’è il rapporto con gli artisti che pubblicano i loro lavori per te? Solitamente sei tu che contatti loro o loro che contattano te? Produci artisti senza discriminazioni geografiche o hai intrapreso un discorso più orientato alla promozione della musica indie della tua zona?

Ora come ora l’unico artista affiliato a Theft Records sono io. Ma in linea di massima preferirei che fossero gli artisti a venire da me. Mi sentirei a disagio a chiedere loro di pubblicare lavori con me. Ma mai dire mai. Ho acquistato molta più fiducia in me stesso negli ultimi anni, quindi magari nel giro di qualche mese potrei sentirmi pronto per fare scouting tra gli artisti unsigned. Farò un giro su Jamendo🙂 Riguardo alle discriminazioni geografiche… beh, più sparsi siamo, meglio è. Trovo che l’internazionalità sia una buona carta da giocare.

8. Hai un atteggiamento “promiscuo” verso il materiale da pubblicare per la tua label o effettui un serio e cosciente filtraggio? Se filtri, in base a quali parametri scegli la musica da pubblicare e quella da scartare?

Il primo requisito fondamentale per poter pubblicare su Theft Records è l’accettazione in tutto e per tutto dei nostri Principi, che si possono riassumere in “la cultura deve/vuole essere libera”. Per il resto vorrei dare spazio ad artisti emergenti piuttosto che a big della scena (ammesso che vogliano pubblicare con noi).

9. Ti occupi anche di promuovere live ed eventi per i tuoi artisti? Se no, perchè?

Vista la natura internazionale del progetto sarà difficile promuovere localmente live ed eventi di artisti collegati a Theft Records. La maggior parte della promozione locale verrà affidata agli stessi artisti e ad eventuali promoter locali. Ovviamente se un nostro artista parteciperà ad eventi pubblicheremo sui nostri canali (principalmente il blog, ma in futuro magari Facebook e Twitter) tutti i dettagli necessari.

10. Hai qualche gustoso aneddoto relativo alla tua esperienza nel campo del netaudio da raccontare a tutti noi?🙂

Più che un aneddoto, un ringraziamento alla scena netaudio/netlabel. Lo scorso dicembre si teneva un piccolo evento a Mestre ed io ero il dj della serata. Una settimana prima dell’evento il portatile mi è caduto dal divano, con conseguente danneggiamento dell’hard disk. Inutile dire che la mia collezione di musica (netaudio e non) era tutta là, e non avevo alcun backup. In un tour-de-force di due notti ho scaricato tutta la techno che son riuscito a trovare su archive.org, tirando giù alla fine qualcosa come 11 ore di musica. Insomma, la musica libera mi ha salvato il fondoschiena. E, dato che non ho preso un soldo dall’evento, sono anche riuscito a non infrangere etica e leggi😛

4 risposte a [IT] Intervista a klez di Theft Records netlabel (Italia)

  1. klez scrive:

    Un piccolo update. Abbiamo la nostra prima release🙂
    Per scaricarla http://theftrecords.blogspot.com/2010/02/trep00-klez-piraghetto.html .
    Buon ascolto e ancora grazie ad eldino😉

  2. Acrimonio scrive:

    ciao, ho appena scoperto il tuo blog e lo sto leggendo con molto interesse. Sono un musicista per passione, e dal giorno in cui ho finito il primo “demo” (molto, molto tempo fa) mi scontro con la mia incapacità nel contattare una netlabel o nell’autopromozione in genere. Ho il mio myspace, ho la pagina soundcloud, ho il dannato Facebook, ho il sito fatto in casa. Ho tanta, tanta musica, e ho una buona rassegna stampa su giornali nazionali, ma non riesco ad orientarmi per trovare una netlabel e pubblicare un EP. hai consigli? hai scritto qualcosa a riguardo? come si fa a valutare l’attendibilità di una netlabel? ovviamente le release sono in esclusiva e quindi si corre il rischio che il proprio lavoro rimanga un RAR che rimane in rete, non ascoltato…un incubo! esiste un modo su internet dove trovare una lista di netlabels italiane, o per farsi trovare da loro? il mio genere è trip-hop, con influenze dubstep negli ultimi tempi. ti sarei grato se tu potessi illuminarmi, e credo che la risposta interessi a molti. grazie. Andrea “acrimonio” aiazzi (progetto: Lux Departure)

  3. eldino scrive:

    Ciao Andrea,
    quello che chiedi tu è un po’ un nodo gordiano, difficile da sbrogliare così su due righe🙂 Le netlabel italiane sono più di una 50ina e sono per lo più orientate a “musica” sperimentale (noise, field recordings etc), mentre quelle straniere sono più di 800.. fare una cernita in tutto questo marasma andrebbe a penalizzare sicuramente qualcuno.

    Quello che mi sento di dirti onde limitare l’eventualità che il tuo rar resti inascoltato è quello di rivolgerti a netlabel grosse e apprezzate a livello globale, con un catalogo di tutto rispetto a livello qualitativo, tipo la Thinner, la aerotone, la aaaah.records, la Ideology.. insomma, netlabels che creano una forte aspettativa ogni qual volta esce una nuova release, come mostrato in questo grafico della aaaah records: http://twitpic.com/15m80z .. Quel “boom” di visite mostrato in figura si è verificato appena hanno annunciato su Twitter l’uscita del nuovo EP della magnifica Entertainment for the Braindead, più volte recensita anche su queste pagine.

    E’ buona norma ovviamente che tu prima ne ascolti l’intero catalogo e ne legga il manifesto d’intenti (se disponibile) per vedere se codeste netlabel sono affini al tuo suono e alla tua visione della musica.

    Alternativamente, puoi iscriverti a Twitter, prendere nota delle netlabels comprese nella lista “netaudio people” (http://twitter.com/eldino/netaudio-people), e mandargli ad ognuna un messaggio privato con il link al tuo album, e poi quando ti arrivano tutte le richieste di pubblicazione, puoi scegliere tra queste🙂

  4. Acrimonio scrive:

    grazie mille, davvero!

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