[IT] Intervista a Giando di Diavoletto netlabel (Italia)

L’editoriale di questo mese è dedicato alla Diavoletto netlabel, di cui abbiamo intervistato il fondatore Giando. La Diavoletto è una netlabel italiana che -udite udite!- si dedica a sonorità rock e già per questo merita un applauso, visto che nel panorama netaudio italiano rappresenta palesemente una rarità 🙂 Ma un’altra cosa che mi ha fatto molto piacere sapere è che il quartier generale della Diavoletto è nel Sud della Penisola, ovvero in Basilicata: il fronte sudista del netaudio italiano è in crescita 🙂 Ottimo! Ma ciancio alle bande e via al tanto atteso momento mensile dedicato alle chiacchiere da bar 🙂

1. Innanzitutto ciao Giando e benvenuto su “il blog di eldino”! 🙂 Ci racconti brevemente qualcosa di te?

Grazie per il benvenuto. Mi chiamo Giando Carbone, vivo in Basilicata e sono un chitarrista con diverse esperienze in gruppi rock con annessi live e tentativi di registrazioni autoprodotte, da qualche tempo ho intrapreso un’esperienza solista sotto lo pseudonimo di Aftershock registrando un album con il mio pc. Diciamo che oltre a suonarla ed ascoltarla mi diverte anche registrarla la musica e il mondo dell’home recording mi offre un grande aiuto.

2. Come e quando nasce nella tua mente il progetto Diavoletto?

Credo che, seppur in forma embrionale, il progetto sia sempre stato presente nella mia mente.  Ho sempre avuto una curiosità molto forte nei confronti di gruppi e artisti poco conosciuti, diciamo pure di nicchia, ben lontani da logiche commerciali e per questo molto liberi da un punto di vista artistico/creativo. Stavo cercando una netlabel interessata alla mia musica quando sono stato fulminato dall’idea di crearne una tutta da me. E così ecco Diavoletto.

3. Come e quando ti sei avvicinato alla scena netaudio? Oltre ad essere un addetto ai lavori, sei anche un ascoltatore di netlabel music e musica libera in generale?

Non c’è un quando in particolare, come tutti penso sia stato un processo abbastanza scontato partito con gli mp3 e passato attraverso piattaforme dedicate, una su tutte myspace. E in questo “movimento digitale” è stato naturale veder comparire le netlabels. Sicuramente un’azione necessaria che serve a mettere anche un po’ di ordine. Ascolto molta musica libera e releases di netlabel, in particolare americane. Sono anni che mi ritrovo a canticchiare motivi di persone completamente sconosciute.

4. Perchè hai deciso di investirci del tempo e porne i principi alla base del tuo progetto Diavoletto? A quali netlabels ti inspiri e/o quale netlabel stimi particolarmente a livello locale/globale?

Fondamentalmente Diavoletto ha un unico principio alla base ovvero “la musica è arte e l’arte è gratis”. La mercificazione della musica non produce niente di positivo e strangola l’arte, la creatività. Diavoletto è un “orecchio” attento che capta suoni buoni, originali e creativi offrendo a questi la possibilità di farsi conoscere. E’ stata creata una rete capillare attorno al progetto (facebook,myspace,youtube) in maniera tale da sfruttare una visibilità maggiore. E i primi dati stanno dando ragione a questa linea. Allineata ai principi delle netlabels Diavoletto vuole offrire agli artisti la possibilità di farsi conoscere promuovendo il più possibile le loro opere. Per quel che riguarda la seconda parte della domanda posso dirti che ci sono molte netlabels valide, io apprezzo molto quelle americane ma stimo in particolare due netlabels italiane per originalità e architettura: Inv3rno e Rudimentale, davvero molto valide anche se propongono un genere che non è il mio.

5. Cos’ha di diverso/originale/innovativo Diavoletto rispetto alle altre netlabels secondo te? Quali sono i suoi punti di forza? Diavoletto è un one-man project o hai una cerchia di collaboratori (musicisti, webdesigners..) intorno a te?

Abbiamo dei gruppi veramente validi, degli artisti e non è un discorso di parte. Le loro opere mi hanno colpito al primo ascolto e credo che in molti saranno di quest’opinione dopo aver ascoltato. La qualità, il non essere banali e una buona produzione sono i punti sui quali lavora Diavoletto. Stiamo studiando diverse possibilità per dare l’opportunità alla netlabel di “staccarsi” dal web e divenire sempre più reale. Abbiamo pensato a delle serate in cui si avvicendano due o più artisti dell’etichetta, una sorta di Diavoletto-tour ma anche l’idea di organizzare in qualche dove un festival tutto nostro non sarebbe male. In futuro sarebbe interessante produrre dei filmati in cui i gruppi si raccontano e parlano della loro musica e poi unirli in un documentario, ma dobbiamo fare ancora tanta strada. Al momento Diavoletto è un one-man project e questo one-man sarei io, mi sono occupato un po’ di tutto, dal web designer ai rapporti con i gruppi. Però il progetto ha destato interesse in molte persone appassionate come me che mi stanno dando una mano, parlo ad esempio di Donatello Pietragalla (front man dei Celestialshock) che si sta attivando molto, tanto da considerarlo ormai a pieno ritmo nello staff.

6. Domanda da 1 milione di $: da addetto ai lavori, pensi che le netlabels possano davvero rappresentare l’evoluzione del music biz tradizionale come lo abbiamo conosciuto finora, o resteranno soltanto delle etichette discografiche “a metà” perchè incapaci di sviluppare un modello di monetizzazione efficace e rispettoso di fans e artisti? Pensi che sia lecito pronosticare un ruolo centrale delle netlabels nella genesi nel fenomeno noto come “Musica 2.0” (un’alternativa moderna, web-based e copyright-free del music biz attuale) o probabilmente resteranno soltanto delle realtà di nicchia all’ombra di negozi di digital-download di musica indie come eMusic o Beatport?

La domanda è impegnativa! J Stiamo vivendo un periodo di transizione che ci porterà verso la completa digitalizzazione della musica. In questo scenario o fenomeno “Musica 2.0”  è logico immaginare un ruolo primario delle netlabels ma è ancora più logico pensare alla traslazione delle grandi etichette in netlabels. Credo, dunque, che fra qualche anno le netlabels avranno una crescita esponenziale ma bisogna comunque vedere come si comporteranno le majors, se si faranno spazio sgomitando o se, intelligentemente, incorporeranno le netlabels più valide. Staremo a vedere. Molto interessante sarà anche l’aspetto economico, la monetizzazione efficace e rispettosa di fans e artisti. Non so come sia possibile conciliare entrambe le cose, la musica libera con la moneta, anche qui dico che bisognerà attendere.

7. Com’è il rapporto con gli artisti che pubblicano i loro lavori per te? Solitamente sei tu che contatti loro o loro che contattano te? Produci artisti senza discriminazioni geografiche o hai intrapreso un discorso più orientato alla promozione della musica indie della tua zona?

C’è un rapporto di stima e amicizia, alcuni di loro sono miei amici da diversi anni, NK, ad esempio, con il quale ho suonato insieme nei Periodiati oppure Mauro Correale, bassista dei Malatja, un gruppo che non ha bisogno di presentazioni. Con gli altri ci stiamo conoscendo pian piano, tutti ragazzi straordinari oltre che dotati di grande talento. Attualmente i gruppi/artisti vengono contattati direttamente da Diavoletto, molti gruppi li conosciamo e seguiamo da anni, da qui è molto più semplice contattarli e cercare di instaurare un rapporto di fiducia. Questo mi ha portato, volontariamente o involontariamente non saprei, a contattare gruppi della mia zona. Per ora va bene così, è una decisione conveniente anche sotto un aspetto logistico, penso a festival o serate varie. Sono però in contatto con gruppi sparsi un po’ in tutta Italia per cui credo che il giro molto presto dovrebbe allargarsi. In futuro mi piacerebbe inserire in catalogo anche gruppi stranieri, in fondo è anche questo il bello di una netlabel.

8. Hai un atteggiamento “promiscuo” verso il materiale da pubblicare per la tua label o effettui un serio e cosciente filtraggio? Se filtri, in base a quali parametri scegli la musica da pubblicare e quella da scartare?

Un’altra domanda impegnativa…Vengono applicati dei filtri nella scelta degli artisti e loro opere da pubblicare. Oltre al genere, Diavoletto è una netlabel rock/indie/grunge, mi baso molto sull’originalità e la qualità della musica prodotta dagli artisti. Ricollegandomi alla domanda di prima e non per vanto credo che gli artisti della Diavoletto siano tutti qualitativamente validi. Non per altro ma i Malatja sono un gruppo conosciuto in tutto il sud Italia e hanno tre album all’attivo, The Personagg ha vinto l’Italia Wave Basilicata 2008, i Celestialshock  e Dottor Panico hannno un’originalità e delle linee melodiche da invidiare, NK è un valido chitarrista, anche se lui si definisce “uno che suona la chitarra”. Tra gli artisti della Diavoletto il più scarso sono io.

9. Ti occupi anche di promuovere live ed eventi per i tuoi artisti? Se no, perchè?

E’ una cosa che mi piacerebbe fare ed alla quale sto lavorando. Cercheremo di inserire la netlabel in un circuito di locali e festival in modo da far esibire a rotazione gli artisti. Ma quello che conta fondamentalmente è la promozione sul web.

10. Hai qualche gustoso aneddoto relativo alla tua esperienza nel campo del netaudio da raccontare a tutti noi? 🙂

Diavoletto è una netlabel appena nata, per cui ancora non ho un bagaglio di aneddoti da cui attingere, posso però dirti una cosa. Nel momento in cui ho deciso di creare l’etichetta ho cominciato a cercare in rete qualche notizia, sia tecnica che legale, su come impostare il lavoro. Mi sono imbattuto in una guida molto pratica su come creare una netlabel, ovvero questo blog. Non sarà un vero e proprio aneddoto ma mi piace l’idea di un’intervista proprio dal blog che mi ha aiutato ad impostare Diavoletto.

11. La tua netlabel pubblica specificatamente musica rock/indie/grunge: hai intenzione di continuare con l’approccio mono-genere (qualitativamente molto sensato e azzeccato) o pensi di aprirti ad altri generi in futuro? La tua decisione è dettata esclusivamente da gusti personali o c’è dell’altro?

Non credo possa essereci in futuro un’apertura verso altri generi, anche perché non m’intendo di altri generi, ho sempre ascoltato questo tipo di musica. In fondo il Diavoletto è sempre stato rock.

Ringrazio Giando per la sua disponibilità, simpatia e gli ottimi spunti forniti 🙂

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Una risposta a [IT] Intervista a Giando di Diavoletto netlabel (Italia)

  1. […] la Diavoletto Netlabel che vi presentai in un’intervista turbofotonica qualche tempo fa? Ecco, questa è una simpatica release tratta dal suo catalogo. Netlabel italiana e band italiana […]

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