[IT] Intervista a Bist di NoisyBeat Netlabel (minimal techno, Italia)

Siamo in piena estate, ma il vostro instancabile inviato dal mondo del netaudio non conosce vacanze e vi regala una simpatica intervista con Bist di NoisyBeat Netlabel, una realtà tutta italiana devota (principalmente) alla cassa minimal :) Enjoy :D

1. Innanzitutto ciao Bist e benvenuto su “il blog di eldino”! :) Ci racconti brevemente qualcosa di te?

Io sono fondamentalmente un dj, mi sono appassionato a questo mondo negli anni ’90 quando ero ancora un ragazzino,ho iniziato con la musica dance di quei tempi, per poi passare alla techno di Detroit, all’house di Chicago e pian piano all’elettronica in generale. Dal 2000 in poi ho iniziato ad approcciarmi alle produzioni musicali con l’aiuto di laptop e software per poi smanettare con strumenti analogici come synths e drum machines. Così sono nate le prime tracce e collaborazioni anche con amici musicisti.

2. Come e quando nasce nella tua mente il progetto Noisybeat?

Avevo in mente il progetto già nell’inverno del 2007, ma si è sviluppato definitivamente alla fine del 2008. C’era l’esigenza sia da parte mia che da parte di altri amici che collaborano con la netlabel, di unirci, confrontarci e far conoscere la nostra musica in modo diverso. Volevamo essere indipendenti e liberi di pubblicare quello che ci piaceva, senza imposizioni e senza lo sfruttamento della SIAE, delle etichette e dei distributori, e valorizzando artisti soprattutto della zona casertana che nonostante ottime idee e progetti musicali di qualità non avevano visibilità.

3. Come e quando ti sei avvicinato alla scena netaudio? Oltre ad essere un addetto ai lavori, sei anche un ascoltatore di netlabel music e musica libera in generale?

Qualche anno fa mandando in giro delle mie demo, fui contattato da alcune netlabels, che tra l’altro pubblicarono dei miei EP, subito rimasi affascinato da questo mondo.  Mi piaceva l’idea della musica libera, del download gratuito, delle release curate in tutti i particolari con tanto di copertina. Ancora oggi sono un grande appassionato di netaudio, mi piace ascoltare e scaricare le nuove releases, scovare nuove netlabels, nuovi artisti, anche per confrontarmi e prendere spunti.

4. Perchè hai deciso di investirci del tempo e porne i principi alla base del tuo progetto Noisybeat? A quali netlabels ti inspiri e/o quale netlabel stimi particolarmente a livello locale/globale?


Purtroppo il tempo da investirci non basta mai e a volte per altri impegni è molto poco, ma la passione verso la musica e questo mondo mi porta a fare di tutto per curare questo progetto nel miglior modo possibile. Sono varie le netlabels che stimo, ma ce ne sono due in particolare che devo citare: la spagnola NuLogic da cui abbiamo imparato molto e la campana AQuietBump, da cui abbiamo ricevuto dritte e consigli fondamentali quando abbiamo iniziato.

5. Cos’ha di diverso/originale/innovativo Noisybeat rispetto alle altre netlabels secondo te? Quali sono i suoi punti di forza? Noisybeat è un one-man project o hai una cerchia di collaboratori (musicisti, webdesigners..) intorno a te?

La caratteristica importante di NoisyBeat è quella di pubblicare musica elettronica a 360 gradi, non esiste un unico genere, si spazia tra techno, deep, tech-house, dub, dubstep, IDM, ambient, electro etc etc…Penso che il punto di forza sia proprio questo, anche perché si attira un pubblico più vasto. NoisyBeat è un laboratorio musicale fatto da diversi artisti: siamo partiti in tre della zona, poi ci siamo ritrovati in tanti, da ogni parte d’italia e anche dall’estero. Urge citare gli sloveni Damolh33, l’inglese Dieter Stijl, i nostrani Kreyk, Lulù, Opak, Dubbemo, Plastic Penguin, F.Attack e i casertani miei stretti collaboratori Gaudio ed Elibear, spero di non dimenticare nessuno. C’è un’ottima intesa tra di noi, anche per quanto riguarda il fattore grafico. Per esempio molti artisti sviluppano personalmente le cover della release, altre volte invece ci affidiamo ad amici fotografi e grafici.

6. Domanda da 1 milione di $: da addetto ai lavori, pensi che le netlabels possano davvero rappresentare l’evoluzione del music biz tradizionale come lo abbiamo conosciuto finora, o resteranno soltanto delle etichette discografiche “a metà” perchè incapaci di sviluppare un modello di monetizzazione efficace e rispettoso di fans e artisti? Pensi che sia lecito pronosticare un ruolo centrale delle netlabels nella genesi nel fenomeno noto come “Musica 2.0″ (un’alternativa moderna, web-based e copyright-free del music biz attuale) o probabilmente resteranno soltanto delle realtà di nicchia all’ombra di negozi di digital-download di musica indie come eMusic o Beatport?

Le netlabels sono qualcosa di innovativo e positivo, molti pensano che un domani possano avere un ruolo centrale nel music biz, ma  la strada é ancora lunga, soprattutto in Italia, dove c’è una concezione sbagliata delle netlabels, associano le Creative Commons e i free downloads alla scarsa qualità, senza neanche informarsi e ascoltare le pubblicazioni. Nell’ambito della musica dance-elettronica Beatport é diventato l’oracolo dei djs, qualsiasi uscita molto spesso viene acquistata anche se non piace o in alcuni casi anche senza ascoltare, fattore molto negativo. Bisognerebbe istruire le persone e far capire che la musica free delle netlabels non é sinonimo di scarsa qualità, anzi forse é anche migliore, dato che gli artisti lavorano in tutta libertà, senza imposizioni stilistiche e tecniche. Partendo da questo presupposto poi si può arrivare a qualcosa in futuro.

7. Com’è il rapporto con gli artisti che pubblicano i loro lavori per te? Solitamente sei tu che contatti loro o loro che contattano te? Produci artisti senza discriminazioni geografiche o hai intrapreso un discorso più orientato alla promozione della musica indie della tua zona?

Siamo partiti con l’intenzione di valorizzare e far conoscere musica e artisti della zona di Caserta, provincia e Campania in generale, ma poi con il passare del tempo,ricevendo demo e richieste sempre più interessanti è nato un gruppo fatto di artisti nazionali ed internazionali. Siamo spesso in contatto soprattutto via web, a volte sono io che richiedo delle nuove release, in altri casi sono loro che me le propongono. Inoltre siamo sempre aperti e disponibili verso qualsiasi artista senza nessun tipo di discriminizione geografica.

8. Hai un atteggiamento “promiscuo” verso il materiale da pubblicare per la tua label o effettui un serio e cosciente filtraggio? Se filtri, in base a quali parametri scegli la musica da pubblicare e quella da scartare?

Ho sempre cercato di affidarmi alle sensazioni, molte volte ho ricevuto delle tracce di ottima qualità, fatte bene, ma che non mi davano emozioni, altre volte invece tracce con mastering non ottimali, ma di grande impatto e con ottime sonorità. Ad ogni modo oggi siamo a un punto in cui la musica degli artisti che già fanno parte della netlabel ha delle caratteristiche ben precise, lo stile di ognuno è inconfondibile, la qualità è ottima, quindi a priori già mi aspetto grandi lavori. C’è fiducia e stima reciproca.

9. Ti occupi anche di promuovere live ed eventi per i tuoi artisti? Se no, perchè?

Le serate live ed eventi collegati alla netlabel sono fondamentali per  farsi conoscere sempre di più, anche da un pubblico diverso da quello del web e degli addetti ai lavori. Inoltre, sarebbe importante per un piccolo sostenimento economico, fondamentale per far continuare a vivere il progetto. Noi ci abbiamo provato, ma fondamentalmente non abbiamo avuto e non ci sono state date grandi possibilità. Abbiamo cercato di fare qualche serata nella nostra zona, che purtroppo è abbastanza particolare, perchè piccole realtà come la nostra vivono all’ombra di grosse organizzazioni. Locali e djs  si basano soprattutto su eventi commerciali e modaioli, di conseguenza il pubblico segue questa scia e le situazioni underground vengono quasi sempre snobbate. Ad ogni modo, abbiamo fatto qualche serata in ambienti più di nicchia con livesets e djsets con musica prettamente di NoisyBeat netlabel, ma anche qui c’è stato qualcuno che ha cercato di metterci i bastoni tra le ruote: purtroppo in una piccola provincia come la nostra c’è sempre chi vuole avere il primato di un party piuttosto che di un evento, evitando ogni forma di collaborazione e scambio musicale. Purtroppo anche negli ambienti underground, locali e organizzatori hanno quasi sempre l’obiettivo del guadagno. Ma insisteremo ancora, con la speranza di provare anche al di fuori della nostra zona, inizialmente nel napoletano dove la situazione non cambia di molto, ma le possibilità sono maggiori. Però dei primi passi ci sono stati, infatti ultimamente abbiamo fatto uno showcase a Roma, grazie a degli amici di una web-radio indipendente (Nartraradio Roma), i riscontri sono stati positivi, speriamo di riuscire a far conoscere la nostra musica anche in altri posti d’italia.

10. La tua netlabel pubblica specificatamente musica elettronica/sperimentale: hai intenzione di continuare con l’approccio mono-genere (qualitativamente molto sensato e azzeccato) o pensi di aprirti ad altri generi in futuro? La tua decisione è dettata esclusivamente da gusti personali o c’è dell’altro?

Per il momento punteremo sempre sulla musica elettronica, in tutte le sue forme, generi e sottogeneri, e con quella vena sperimentale e underground che per noi é fondamentale.

Rigraziamo Bist, che nonostante il sole cocente di questi giorni, ha avuto la forza psico-fisica di rispondere alle mie domandine impertinenti :)

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3 risposte a [IT] Intervista a Bist di NoisyBeat Netlabel (minimal techno, Italia)

  1. Bist scrive:

    Grazie a te eldino !
    é stato un piacere ;)

  2. Alien scrive:

    Interessante , mi fiondo sul sito e vado a farmi un’idea :) !

  3. RAFFDM scrive:

    ANCHE IO VADO SUL SITO MI MANCANO GLI ULTIMI ALBUM :)

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