[IT] Netlabels & Blogs: una questione d’approccio

Da appassionato e addetto ai lavori, oltre a curare maniacalmente i contenuti del mio blog, seguo (abbastanza in velocità, lo ammetto, e tramite Google Reader) anche tutti gli altri blog sulla scena mondiale che si interessano di netlabels, nuove releases e musica libera in generale.

In questi anni mi è venuto quasi immediato notare come la maggior parte (la totalità?) di questi bloggers seguano tutti la stessa filosofia nella scelta delle releases da segnalare o recensire, ovvero puntano incessantemente alle ultime novità. I più “pigri” si limitano a segnalare le nuove uscite con un bel copia&incolla dei vari comunicati stampa e/o descrizioni prese dai siti delle netlabel (il che lascia ad intendere che spesso ci consigliano musica che non hanno neanche ascoltato…), mentre quelli più smaliziati buttano giù una recensione, affiancandola magari a qualche mp3 selezionato da far ascoltare ai propri lettori.

Questo approccio, che potremmo definire “new entry approach“, è sicuramente utile in entrambi i casi, perchè tiene aggiornati i fan meno “addicted” della scena su una minima parte delle nuove releases uscite, ma impone al blogger un ritmo di pubblicazione molto accellerato ed una serie di contenuti per certi versi “obbligato” e fissato da altri.

Di contro, il mio blog è mosso da un approccio decisamente personale, che mi porta spesso ad alternare releases recenti a releases di qualche anno fa, il tutto con un ritmo un po’ più rilassato, che dà il giusto tempo a me di ascoltare per bene l’album prima di consigliarvelo con dovuta sicurezza e dà il giusto tempo a voi di scaricare/ascoltare/assimilare la recensione musicale precedente. Se da un lato capita spesso che recensisca una release quando già alcuni di voi l’hanno già ascoltata, dall’altro il mio approccio vi porta a conoscere perle sconosciute o passate inosservate in tutto il marasma di pubblicazioni che è il netaudio, o semplicemente mette sotto i riflettori bocconi d’Arte che mai avevano visto suddetta luce pur essendone parecchio meritevoli.

Il mio “personal entry approach” non è ovviamente migliore del “new entry approach“, ma soltanto “differente” (o complementare?), e deriva dal mio personale modo di catalogare prima e ascoltare poi decine di gigabytes di netlabel music per volta.

Era da mesi che volevo scrivere questa breve riflessione e finalmente ce l’ho fatta 😉

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5 Responses to [IT] Netlabels & Blogs: una questione d’approccio

  1. FAbio ha detto:

    concordo in pieno con quanto hai detto 🙂
    Seguo il tuo blog sia per delle chicche che mai avrei ascoltato, perchè hai uno stile tuo, mi hai fatto scoprire te il netaudo e parli non solo di musica ma anche di altro (non sei monotono, l’accento alla “o” mettilo dove ti piace di più 🙂 ).

    e poi, dimentichi una cosa essenziale: mica tutti hanno il bollino “eldino vi impocca” 😉

    Perciò continua così eldino 😀

  2. eldino ha detto:

    @FAbio
    Tra l’altro il bollino “eldino vi imbocca” sta per raggiungere quota 50 puntate 🙂 50 recensioni in quasi 4 anni.. più scelte di così, si muore 😉

  3. gabe ha detto:

    Dove la metti tutta quella musica quando la devi portare in giro?
    Mi spiego: io e un mio amico poco tempo fa parlavamo del fatto che il piu’ grande mp3 player che puoi comprare oggi e’ ancora l’iPod e non supera i 160 Gb. Tu sai se esiste in commercio qualcosa di piu’ grande?
    E inoltre, secondo te quanto sarebbe vasto un mercato per un player da un Terabyte o piu’ se esistesse?
    Tu compreresti un mega lettore con un hard disk gigante e con la possibilita’ di poter ascoltarci sopra flac o qualunque tipo di formato esistente, anche a costo di pagarlo un caro prezzo?

  4. Alberto ha detto:

    Ciao Eldino,
    pensavo sarebbe bello un post su come promuovere una net release sulla stampa specializzata ma non solo, visto che soprattutto le riviste cartacee tendono a snobbare le uscite in formato digitale, anche perchè non esistono supporti fisici da spedire, quindi segnalare un album via internet viene considerato da chi lo riceve, abbastanza fastidioso e l’email viene cestinata facilmente… consiglieresti delle copie promozionali in edizione limitata?
    Non so se hai mai affrontato questo discorso quindi spero di non farti una domanda a cui hai già risposto.
    Complimenti per il blog, lo trovo sempre molto interessante. Ciao.
    Alberto

  5. eldino ha detto:

    @gabe
    Non la porto in giro 🙂 La tengo calda calda sui miei terabyte casalinghi. Sul mio player da asporto (un vecchio iPod Mini da 4gb) la cambio in continuazione, tipo ogni due settimane c’è roba totalmente nuova, per cui non ho questa esigenza di avere 1 tera di musica sempre appresso 🙂

    Però, concordo, un player portatile da un tera sarebbe davvero cool per alcuni, ma penso che se la Apple, con il suo iPod Classic, è ferma a 250gb, ci sarà comunque poca richiesta, che non giustifica ulteriori investimenti in questo senso 🙂 In più, a quanto ne sappia, la Toshiba non ha ancora messo sul mercato hard disk da 1.8′ > 320 Gb, per cui dovrebbero usarne uno da 2.5′, mettendo in vendita un mammuth piuttosto che un lettore mp3 🙂

    Poi personalmente tutto ciò soltanto per portarsi in giro i FLAC è abbastanza ingiustificato, imho, perchè un conto è ascoltarli con il giusto impianto stile-audiofilo a casa (allora ha un senso il lossless), e un conto è ascoltarli con dei banali auricolari 🙂

    Secondo me è uno spreco usare 320 mb del tuo lettorino portatile per soli 60 minuti di musica a qualità lossless, quando in mp3 ce ne entrebbero almeno il quadruplo di minuti a 320kbps, senza che tu senta la differenza 🙂 Transcodifica in mp3 e via!

    Poi se uno vuole il supporto al FLAC per una questione di mera comodità e per non tenere ogni album in due formati allora è un’altro conto, ma per codesta comodità varrebbe la pena spendere 399 euro (o più) per un player portatile da 1 tb? 🙂

    @Alberto
    Non sono molto ferrato nell’argomento, perchè preferisco il blogging (moderno ed in prima linea) al giornalismo “standard” (vetusto e approssimativo), per cui prendi con le pinze ciò che sto per dirti 🙂 Leggo molto anche riviste “tradizionali” e ti posso dire che, quando vogliono, recensiscono tranquillamente uscite “solo digitali”, come è successo per svariate iniziative dei Casino Royale o per l’ultimo album di Fabri Fibra (scaricabile gratis dal suo sito) o per i Radiohead..

    Distribuire copie fisiche delle proprie release potrebbe aiutare certo, specialmente nel circuito underground dedito alla recensione di demo (esempio: l’ottimo free press nazionale “Music Club”), ma dubito che sarebbe utile più di tanto per portare il netaudio e la scena Creative Commons sul giornalismo mainstream, perchè semplicemente, almeno in Italia, non c’è nè cultura nè sensibilità verso queste cose.

    Avere recensioni di musica gratuita su grossi periodici sarebbe come sperare che su Repubblica dedichino quattro pagine ogni giorno ai lolcats o alle immagini di Failblog.org o altre “internettate”, cioè sono due mondi totalmente diversi, che si rivolgono a target totalmente diversi 🙂

    E’ triste, ma purtroppo è così.

    Se prima non si smuove la gente comune, mostrando interesse per musica che non sia soltanto quella vista su MTV o ascoltata durante la sigle de “Le Iene”, non ci sarà mai un “mercato giornalistico” per la musica che piace a noi, a prescindere dalla qualità (indubbiamente superiore) di quest’ultima 🙂

    Quindi prima bisogna “far girare la voce” che c’è ottima musica là fuori, sconosciuta ma legale & gratuita, e magari più in là tirare per il cravattino gli scribbacchini dei giornali 😉

    Ad ogni modo, puoi provare a mandare in giro qualche cd-r: con la redazione di “Music Club” sicuramente avrai qualche riscontro, con riviste più grosse non saprei 😉

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