[IT] Intervista a Flavio di Starquake Records netlabel (club music, Italia)

Questo mese facciamo due chiacchiere con Flavio, aka FM Harlock, il giovane e determinato admin di Starquake Records, netlabel italiana online da qualche mese e dedita, almeno inizialmente, a sonorità da “club” (nu-disco, electro e compagnia). Se fossi in voi, spenderei due minuti nel riflettere su come Flavio utilizza i nuovi mezzi a disposizione dei nuovi musicisti emergenti per farsi conoscere, mezzi come Soundcloud, che di fatto ha preso il posto del morente MySpace. Se ci si vuole accaparrare gli artisti migliori per la propria netlabel, il talent scouting assiduo e giornaliero su questi social networks è assolutamente obbligatorio 😉

1. Innanzitutto ciao Flavio e benvenuto su “il blog di eldino”! 🙂 Ci racconti brevemente qualcosa di te?

Ho mosso i primi passi nel mondo della musica elettronica inizialmente dal lato organizzativo: in terza media lavoravo per una serata liceale, poi verso i 17 anni mi sono staccato e ho iniziato a proporre eventi miei. Nel frattempo imparavo a mixare, e tre anni fa mi son tolto di dosso i panni di organizzatore per indossare quelli di dj, col nome di FM Harlock. I miei djset erano in principio molto influenzati dalla scena french touch, poi son diventati via via sempre più elettronici, mantenendo comunque un occhio ai suoni nu disco e riuscendo a non farmi contaminare dalla techno-minimal che qui a Torino è stata per un bel po’ di tempo molto in voga. E siamo a oggi, a 22 anni appena compiuti.

2. Come e quando nasce nella tua mente il progetto Starquake Records?

In realtà l’idea mi stuzzicava già ai tempi degli eventi organizzati da me, ma per carenza di mezzi ho lasciato perdere. Nell’ultimo anno mi sono trovato all’interno di un bel collettivo di dj col quale ho partecipato a diverse serate; accorgendomi che la maggior parte di questi produceva i propri pezzi, mi è venuta l’idea di provare a proporre la loro musica anche all’esterno delle mura cittadine, e nell’autunno del 2010 ho iniziato a informarmi per bene e a mettere in ordine le idee per creare una netlabel.

3. Come e quando ti sei avvicinato alla scena netaudio? Oltre ad essere un addetto ai lavori, sei anche un ascoltatore di netlabel music e musica libera in generale?

Prima con MySpace, poi in seguito con Soundcloud. Scarico e suono abitualmente molta musica libera, anche se principalmente ottenuta tramite blog e pagine internet di dj, non direttamente da siti di netlabels.

4. Perché hai deciso di investirci del tempo e porne i principi alla base del tuo progetto Starquake Records? A quali netlabels ti inspiri e/o quale netlabel stimi particolarmente a livello locale/globale?

Fondamentalmente perché la mia idea è che la musica digitale debba essere gratuita, e avendo un po’ di materiale su cui lavorare ho pensato fosse cosa buona e giusta distribuirla su internet e metterla a disposizione di tutti. Come ti dicevo preferisco bazzicare su blog e pagine personali dei djs, anche se ovviamente giro anche per netlabels; la mia preferita è la famosa iD.EOLOGY.

5. Cos’ha di diverso/originale/innovativo Starquake Records rispetto alle altre netlabels secondo te? Quali sono i suoi punti di forza? Starquake Records è un one-man project o hai una cerchia di collaboratori (musicisti, webdesigners..) intorno a te?

Direi nulla, Starquake è appena nata =) Forse l’unica cosa è che non credo ci siano molte netlabel, perlomeno italiane, che si occupino di questo tipo specifico di musica elettronica, infatti quando siamo stati recensiti da un importante blog nazionale siamo stati definiti “innovativi”. Io svolgo il lavoro principale, ma chiedo molti consigli e idee al gruppo di dj di cui ti parlavo prima, e mi affido ad amici più competenti di me in determinati campi (ad esempio grafica per la copertina o correzione del mio inglese scolastico nelle mail).

6. Domanda da 1 milione di $: da addetto ai lavori, pensi che le netlabels possano davvero rappresentare l’evoluzione del music biz tradizionale come lo abbiamo conosciuto finora, o resteranno soltanto delle etichette discografiche “a metà” perché incapaci di sviluppare un modello di monetizzazione efficace e rispettoso di fans e artisti? Pensi che sia lecito pronosticare un ruolo centrale delle netlabels nella genesi nel fenomeno noto come “Musica 2.0” (un’alternativa moderna, web-based e copyright-free del music biz attuale) o probabilmente resteranno soltanto delle realtà di nicchia all’ombra di negozi di digital-download di musica indie come eMusic o Beatport?

Parlando ovviamente soltanto di musica digitale e indie, secondo me sì. La musica prodotta non per guadagnare è genuina e fatta con passione, e le netlabels sono un po’ dei contenitori che la raccolgono, sempre col motivo della passione. Quindi il risultato non può che essere altissimo. Ti racconto una cosa divertente: non avevo ancora rilasciato nulla, e sull’account Soundcloud (che uso per pubblicare le preview delle release) mi arrivò una mail da una società che diceva così: “Abbiamo ascoltato le vostre releases su Soundcloud e vorremmo avervi tra le nostre labels. Potreste essere interessati a vendere la vostra musica su Beatport e sugli altri maggiori portali di musica elettronica? In caso vi manderemo tutti i dettagli dei nostri servizi”. Ora, come può promettere qualità un sito che permette di pubblicare qualsiasi cosa? Addirittura mi si diceva “abbiamo sentito le vostre release”, ma non era possibile! L’avevano quindi mandata a tutti gli account chiamati “Vattelapesca Records”, semplicemente in cerca di soldi. Ho fatto una breve ricerca online, e questi pubblicano su Beatport più di 100 netlabel. Prima o poi questo sistema cadrà (e già si iniziano a sentire i primi scricchiolii). Mi ripeterò, ma la buona musica indipendente è gratuita, e il guadagno dell’artista deve arrivare dalle esibizioni. Compito dell’etichetta è ovviamente promuoverlo, e il mantenimento del sistema può essere finanziato da serate, banner pubblicitari o una parte dei guadagni sui supporti fisici.

7. Com’è il rapporto con gli artisti che pubblicano i loro lavori per te? Solitamente sei tu che contatti loro o loro che contattano te? Produci artisti senza discriminazioni geografiche o hai intrapreso un discorso più orientato alla promozione della musica indie della tua zona?

Essendo la mia netlabel appena nata, non ho ancora la fortuna di ricevere demo, quindi per ora sono io che contatto. Mi affido principalmente alle mani di persone che conosco, e questa sarà la linea principale, perché come già sai l’idea è quella di promuovere il nostro gruppo; ma ad esempio nella prima release “Quaking Stars”, una compilation, ho inserito anche un dj lombardo, uno newyorchese, e una coppia di malesiani e una di algerini, che ho contattato dopo aver sentito dei loro brani in rete e che hanno accettato di collaborare. Tirando le somme, se trovo (o mi si propone) qualcuno che produce musica che mi piace, è ben accetto, da qualsiasi parte del mondo provenga.

8. Hai un atteggiamento “promiscuo” verso il materiale da pubblicare per la tua label o effettui un serio e cosciente filtraggio? Se filtri, in base a quali parametri scegli la musica da pubblicare e quella da scartare?

Innanzitutto deve ovviamente piacermi, e deve anche rimanermi in testa per un po’: per me la buona musica “da club” è quella che continui a ricordarti anche dopo essere uscito da un locale, in mezzo ai centomila brani “unz unz” che hai sentito. Ad esempio, per ora ho pubblicato soltanto una release, e per trovare i 3 pezzi dei djs esteri ci ho messo quasi un mese di web-ascolto pomeriggio dopo pomeriggio, per rintracciare qualcosa di buono da unire alla compilation.

9. Ti occupi anche di promuovere live ed eventi per i tuoi artisti? Se no, perché?

La serata del gruppo c’è già con un altro brand, ora ne stiamo organizzando una che sia proprio a tema “Starquake” per promuovere la netlabel, verso la quale sarà quindi rivolta l’attenzione.

10. Hai qualche gustoso aneddoto relativo alla tua esperienza nel campo del netaudio da raccontare a tutti noi? 🙂

Il primo contatto estero che ho avuto per un pezzo sulla compilation è stato con un dj americano che avevo già sentito e che mi piace particolarmente. Inizialmente dimostrò interesse, ma poi declinò perché “qui in realtà sono abbastanza conosciuto – ed è vero -, e uscire su un’etichetta così giovane, e soprattutto di un altro continente, forse mi danneggerebbe un po’ l’immagine, cosa che è già successa quando sono uscito su una netlabel tedesca di cui si parla un bel po’ – “.Ci rimasi comunque in contatto, e a lavori finiti gli mandai la compilation; dopo un paio di ore mi arrivò una lunga email di complimenti e scuse, completamente costellata di “this is fantastic!” e “fucking awesome!”, e dove inoltre si definiva un “grande fan” e prometteva supporto per il futuro.Parlò poi della compilation su Twitter e sulla sua pagina Facebook definendosi un idiota per aver rifiutato la proposta, e la inserì nella sua top 3 delle release degli ultimi tempi sul suo blog.

Domanda bonus:
11. La tua netlabel pubblica specificatamente musica elettronica: hai intenzione di continuare con l’approccio mono-genere (qualitativamente molto sensato e azzeccato) o pensi di aprirti ad altri generi in futuro? La tua decisione è dettata esclusivamente da gusti personali o c’è dell’altro?

Assolutamente sì, i generi che pubblico sono elettronica e nu-disco, e quelli devono rimanere. Ovviamente poi se trovo qualcosa che mi piace particolarmente si può chiudere un occhio, ma comunque sempre all’interno dei sottogeneri dell’elettronica e della nu-disco; niente dubstep da un lato o french touch dall’altro, insomma. Non a caso mi piace definire la prima release “Quaking Stars” un manifesto, perché ho voluto inserirvi tutte tracce di sottogeneri diversi, che saranno poi quelli trattati in futuro nelle prossime release. Questo sia per gusti personali, sia perché la mia esperienza in campo musicale in quanto addetto ai lavori (in realtà, infatti, a casa ascolto vari altri generi) si è svolta e si svolge tutta in questo ambito, quindi è quella in cui sono un po’ più esperto e so meglio come muovermi.

Ringrazio Flavio per il tempo concessomi e gli auguro di mantenere più a lungo possibile l’entusiasmo e la voglia di bazzicare nell’undergroud digitale di Soundcloud e di blog personali per regalarci numerose releases di buon livello sotto il brand Starquake 😉

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