[IT] Risposta all’articolo “Filesharing illegale di fumetti su Internet: cosa ne pensano Andrea Baricordi, Carmine di Giandomenico e Claudio Calla”

Nell’articolo  “Filesharing illegale di fumetti su Internet: cosa ne pensano Andrea Baricordi, Carmine di Giandomenico e Claudio Calla“, pubblicato qualche settimana fa su Comicsblog.it, l’Autore fa un approfondimento sul tema delle scans usufruendo di tre interviste a tre addetti ai lavori del fumetto nostrano, tra cui Baricordi (ex-Star Comics, ex-GP Publishing, ora in Ronin Manga e Kappa Edizioni), che seguo in molte sue incursioni online ma che personalmente gradisco più come editor che come opinionista.

Come mi aspettavo di primo acchitto leggendo il titolo, queste tre interviste contengono per lo più inesattezze, che è bene fugare per evitare ulteriore disinformazione sull’argomento.

Innanzitutto, bisogna fare delle distinzioni, perchè il mercato delle “scans” disponibili in Italia è abbastanza differenziato, ma lo scenario descritto nell’articolo si fa portavoce di una conoscenza del fenomeno che definire inesatta è un eufemismo.

In Italia sono disponibili tre tipologie di scans di fumetti. Ci sono quelle dei fumetti italiani, fondamentalmente Bonelli e Star Comics, che contano soltanto un paio di serie complete o abbastanza aggiornate (Napoleone, Brendon, Jonathan Steele, Dylan Dog, Nathan Never…), e qualche altra serie di cui è dispobibile soltano una manciata di numeri o le cui scansioni sono ferme da anni (Tex Willer, Julia, Alan Ford..), niente insomma che possa davvero sostituire l’acquisto o intaccarne il mercato. Ad esempio, se vuoi leggere Julia, troverai soltanto le prime decine di numeri online, che non rappresentano neanche un antipasto, avendo la serie superato i centoquaranta volumi. Altre serie, invece, vengono aggiornate così’ lentamente che, quando online esce la scan del volume 70, in edicola c’è il 73, oppure sono scannerizzate talmente con i piedi e prive di qualsiasi forma di photoediting (es. Corto Maltese) che è davvero impossibile leggerle, per cui far passare un fenomeno del genere come qualcosa di altamente pericoloso per gli editori è semplicemente un ennesimo tentativo di creare allarmismo presso chi ne capisce poco o nulla di filesharing.

Ci sono poi le scans dei comics americani, ma in italiano si trova poco o nulla, per lo più qualche volume o ciclo  di storie sporadico, ma è tanta la fatica di trovare un link funzionante o il volume che vorresti leggere “a sbafo”, che ti passa la voglia e lo acquisti. In inglese si trova molto di più, ma in Italia l’inglese è conoscenza di pochi, per cui si taglia fuori, ad essere ottimisti, un buon 70% dei lettori. In più, Marvel e DC hanno dichiarato guerra agli scanlators americani da anni, per cui ci vogliono conoscenze informatiche di medio-alto livello per poter recuperare tutti i volumi di una serie in inglese, perchè scompaiono dalla Rete quasi subito causa lettere cease-and-desist degli editori sopracitati. Spesso, infatti, tocca scandagliare torrent, rapidshare, irc, newsgroup e svariati p2p per trovare il .cbr mancante, e non è raro che la ricerca risulti infruttuosa. Le conoscenze della lingua e le conoscenze informatiche necessarie per leggere comics americani in inglese fa sì che anche in questo caso non rappresentino una perdita economica rilevante per gli editori italiani, che possono continuare a dormire sonni tranquilli.

Ultimo caso, forse quello più diffuso, è quello delle manga scans. Il materiale scansionato o tradotto in italiano è più abbondante che nei due casi precedenti, ma riguarda esclusivamente manga abbastanza commerciali, come One Piece. Al contrario di altri paesi, in Italia c’è un analfabetismo informatico che fa spavento e gli scanlators sono molti di meno, per cui solitamente, invece di scansionare i volumi italiani, si prendono le scans in inglese e le si traduce nella nostra lingua per renderle più appetibili, a riprova che l’inglese è conosciuto da una minima parte dei lettori. Se ciò aumenta il target di questo materiale, di contro differenzia sensibilmente il prodotto “pirata” da quello “cartaceo”, per editing, impaginazione, traduzione, nomi dei personaggi.

Il primo si mostra decisamente più approssimativo, in quanto è una traduzione amatoriale dall’inglese all’italiano basata su un’altra traduzione, a sua volta amatoriale, dal giapponese all’inglese, per cui potete tutti immaginare che scans del genere sarebbe ridicolo considerarle un’alternativa ai manga cartacei, curati da professionisti a partire dal materiale originale giapponese. Le manga scans in italiano possono essere un buon passatempo per il lettore di fumetti occasionale o per chi magari guarda qualche cartone in tv e vuole leggerne il manga, ma è per lo più gente che il fumetto comunque non lo comprerebbe, per cui è tutto tranne che assoluto affermare che “ogni albo letto ‘a sbafo’ è un albo che le case editrici non vendono“.

Con l’avvento della pirateria, infatti, si è sviluppata una forma di pensiero riassumibile con “lo guardo perchè è gratis”, e aggiungerei io “..e perchè è semplice da scaricare/streammare“, che affonda le sue radici in una abbondante pigrizia di fondo che lo stesso Baricordi cita. Prendiamo un film a caso: molta gente lo scarica e lo vede (magari anche a bassissima qualità video) perchè è gratis ed è facile da scaricare, ma se dovesse uscire di casa per andare al cinema a vederlo o da Blockbuster per noleggiarlo, ne farebbe tranquillamente a meno. Ecco perchè l’equazione “1 albo letto a sbafo = 1 albo non acquistato” è veritiera come un ippopotamo volante.

Riassumendo, quindi, se per i bonellidi e i comics americani, la scena delle scans in Italia è talmente piccola da risultare ridicolo soltanto il prenderla in considerazione, per i manga il fenomeno è un po’ più vasto, ma comunque estremamente limitato, in quanto si parla:
a) di un prodotto per editing, traduzione.. etc totalmente diverso dall’edizione cartacea;
b) quasi esclusivamente di scansioni di manga molto popolari e “filo-televisivi“, che strizzano l’occhio per lo più ai lettori occasionali che leggono solo perchè è gratis, e non perchè siano appassionati di fumetto;
c) di una quantità infinitesimalmente piccola di manga scans in italiano sia rispetto ai manga in edicola/fumetteria e sia rispetto alle scans in inglese.

Nei paesi anglofoni il fenomeno delle scans è rilevante, perchè in lingua inglese è disponibile davvero di tutto ed aggiornato all’ultimo capitolo uscito quasi in tempo reale col Giappone, ma in Italia è nulla di più che una nicchia nella nicchia, e fin quando non aumenterà il tasso di conoscenza dell’inglese prima e dell’informatica poi, una delle tesi principali portate avanti nell’articolo, agli occhi di chi è informato sui fatti, resterà il proverbiale pugno di sabbia negli occhi.

Più avanti si legge: “basterebbe far capire anche solo a questa parte del pubblico che un loro passaggio/ritorno ai canali ufficiali (ovvero librerie, edicole, fumetterie) consentirebbe a tutti gli editori di tornare ad abbassare i prezzi e a incrementare la qualità degli albi“. Penso che con questa frase ci si stia riferendo al mercato editoriale di Urano o di Nettuno, non trovate? Sono un lettore di fumetti di qualsiasi nazionalità da quasi vent’anni, e non mi ricordo un singolo episodio, un singolo che sia uno, di abbassamento del prezzo di serie da edicola. Voi ce lo vedete un Sergio Bonelli che abbassa il prezzo di copertina di Dylan Dog con l’incrementarsi dei lettori? E cos’è, scemo? Se è vero ciò che dice Baricordi, cioè che un editore di fumetti guadagna sui margini, diminuire il prezzo di copertina di una serie all’aumentare dei lettori sarebbe la summa dell’idiozia. In vent’anni di fumetto non ho mai, dico mai, registrato un calo di prezzo degli albi, anzi aumentano sempre di più, e non vorremmo davvero dare la colpa alle scans, che è argomento degli ultimi 2-3 anni.

La verità è che è comodo, troppo comodo dare la colpa al filesharing, ed invece nascondere sotto il tappeto il fatto che in Italia si pubblica per lo più pattume, soprattutto nel settore manga. Ormai ogni editor apre una casa editrice di manga per conto suo, e pubblica 8-10-12 serie nuove, il cui unico risultato è solo quello di saturare scaffali di fumetterie, librerie ed edicole, e rendere sempre più difficile per gli appassionati trovare il materiale di qualità. Ormai in Italia ci sono più case editrici di manga che lettori, siamo arrivati al paradosso, ed il bello che aumentano esponenzialmente le serie ma il mercato è sempre quello, il numero di lettori ed il loro budget mensile non cambia.

E’ tutto questo che porta all’aumento del prezzo di copertina senza che vi corrisponda un aumento della qualità delle storie; è tutto questo che allontana i lettori, confusi, smarriti e spesso “traditi” da uscite aperiodiche e serie interrotte dopo tre volumi; è tutto questo che rappresenta la parte “malata” da sanare.

Gli editors, prima di accusare i lettori usando l’ormai stravisto pretesto della pirateria, dovrebbero fare un mea culpa grosso quanto un palazzo e realizzare che è davvero paradossale in Italia avere 50+ uscite manga al mese, prezzo medio 4.90 €, e relative ad opere di cui davvero non importa niente a nessuno.

Ma l’articolo oggetto di questa risposta non è (per fortuna) solo disinformazione, ma vi è anche qualche spunto interessante, che mi fa piacere commentare.

Carmine Di Giandomenico, che conosco solo di nome e di cui non ho avuto il piacere di leggere ancora nulla, dichiara due sacrosante verità:
– “credo anche che alla fine chi vuole leggere un fumetto, sia ancora legato al cartaceo e vuole assaporare la magia dello sfogliare le pagine“: vero, verissimo, ed oltre a sfogliare le pagine, c’è anche il gusto di collezionare i volumi e metterli in bella mostra in casa propria, cosa che con i files non si può fare;
– “se iniziano questi fenomeni il mondo editoriale fumettistico dovrebbe iniziare a guardarsi intorno, a nuove formule di fruibilità“: altrettanto vero e per fortuna qualche timida iniziativa in questo senso si sta già vedendo in Italia, dove alcuni editori hanno già iniziato ad offrire la lettura delle prime manciate di pagine dei nuovi fumetti gratuitamente sul loro sito.

Sembra una cazzata, una feature inutile, ma in realtà non lo è affatto, ed il modo più intelligente di contrastare le scans, queste cattivone! Poter leggere i primi capitoli di una nuova serie gratuitamente, infatti, è conveniente sia per il lettore, che ha la possibilità di valutare l’acquisto senza spendere un euro, sia per l’editore, che può tarare il gusto dei lettori e magari ridurre la quantità di pattume lanciato sul mercato.

Altra idea utile sarebbe quella di rendere disponibile la versione digitale gratuita dei volumi a chi ne acquista la versione cartacea, in modo tale che il lettore pagante possa leggere il proprio fumetto preferito su qualsiasi dispositivo (iPhone, notebook, eBook reader…), e non si senta paradossalmente “inferiore” al lettore non pagante, che la versione digitale se la pappa aggratis.

Coccolare il lettore ed innovare, non criminalizzare, ecco qual’è la soluzione del problema delle vendite. Oltre ovviamente a porre un freno a questo proliferare di fumetti-pattume, e iniziare a fare una severa selezione sulle serie da pubblicare. Basta merda.

Aggiornamento 08/06/2011: Questo mio post è stato citato nei primi secondi della puntata “Manga Scans e Fansub” curato dai tipi di Nanoda come opinione in “controtendenza” diciamo 🙂 Dategli un occhio 😉

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10 Responses to [IT] Risposta all’articolo “Filesharing illegale di fumetti su Internet: cosa ne pensano Andrea Baricordi, Carmine di Giandomenico e Claudio Calla”

  1. Cicciokun ha detto:

    Dico solo una cosa, amo GTO e ho comprato tutte le serie fino all’uscita di Shonan 14 Days: quando sono andato in fumetteria e ho letto “6,90€” sulla copertina ho preso e me ne sono andato indignato! È lo stesso prezzo di Berserk Maximum!!! Tuttavia non ho intenzione di leggerlo online perché lo voglio acquistare e gustare sfogliando, quindi attenderò che finisca e che venga messo di seconda mano su eBay. Appassionato si, cretino no: passo e chiudo con amarezza.

  2. Ryuichi Sakuma ha detto:

    Ciao Eldino, grazie per avermi segnalato questo articolo su Twitter.

    Come ti dicevo lì, sto preparando una puntata di Nanoda TV che uscirà tra qualche settimana, proprio sul fenomeno “pirateria e manga”.

    Ho collezionato dati per mesi, statistiche sia dal web che dalle case editrici e non vedo l’ora di poter far vedere il frutto di tutto questo lavoro.

    Se ti fa piacere, possiamo sentirci via Skype e puoi darmi una mano nell’occasione di quella puntata.
    Il mio nick su skype è Ryuichi79

    Grazie ancora!

    Ciao e alla prossima, un cordialissimo

    🙂

    Ryuichi

  3. eldino ha detto:

    @Ryuichi
    Ti ringrazio per aver letto l’articolo 🙂 Mi piacerebbe sapere, anche brevemente, i punti su cui non sei daccordo 🙂

  4. Ryuichi Sakuma ha detto:

    Ciao Eldino 🙂
    Al volo, riprendo i punti che non concordo con te:
    1) “Le manga scans in italiano possono essere un buon passatempo per il lettore di fumetti occasionale o per chi magari guarda qualche cartone in tv e vuole leggerne il manga, ma è per lo più gente che il fumetto comunque non lo comprerebbe”
    R) Questo va bene solo per un pubblico di una certa età, forse come me, ma non per i “nativi digitali”, cioè quei ragazzi che oggi hanno 13-15 anni e sono nati nell’era di internet. A oltre 800 di loro ho inviato un MP (messaggio privato) su nanoda, chiedendo le loro abitudini sulla lettura dei manga. Ti stupirà sapere che:
    alla domanda “ci sono manga che leggi ESCLUSIVAMENTE tramite scans?” la risposta è stata “sì” su più di 700 ragazzi.
    Successivamente alla domanda:
    “se le scans di questi manga, che leggi ESCLUSIVAMENTE tramite scans, domani sparissero, compreresti il manga originale?”
    più di 640 persone hanno risposto di sì…

    La bellezza di internet è che si può misurare tutto: è possibile anche sapere il traffico che fanno i siti di scans, e addirittura stimare quanto guadagnano da AdSense. (vergognosamente direi, visto che la cosa dovrebbe nascere dai fan per i fan, non per lucrarci sopra…)

    Inoltre dici:
    “In vent’anni di fumetto non ho mai, dico mai, registrato un calo di prezzo degli albi, anzi aumentano sempre di più”
    A me risulta invece che proprio Star Comics abbia lanciato manga in promozione al 50% di sconto, prevedendo un buon numero di vendite 🙂

    Dici
    “Altra idea utile sarebbe quella di rendere disponibile la versione digitale gratuita dei volumi a chi ne acquista la versione cartacea”
    lo sai che gli editori giapponesi fanno pagare per mettere anche solo le PREVIEW (o Sfoglia online, come ci sono su nanoda) dei manga?
    Non gliene frega niente della “pubblicità gratuita ecc”… gli editori, se vogliono la versione digitale anche solo in demo, la pagano, e salata… figuriamoci se possono regalarla 🙂

    Per il resto hai detto delle cose giuste e sacrosante 🙂 Mi farebbe piacere, se sei d’accordo, citare questo articolo nella puntata di Nanoda Tv che ruoterà intorno al mondo delle scans e della pirateria.

    Ci sarà da divertirsi!

    Un cordialissimo

    🙂

    Ryuichi

  5. eldino ha detto:

    @Ryuchi
    Beh sì, sicuramente ho preso in considerazione i lettori della mia età, o comunque con parecchi anni di collezionismo di fumetti alle spalle, i nativi digitali non li ho molto considerati, +1 per te, ottima critica 🙂

    Anche se c’è da dire che i dati in tuo possesso si riferiscono (penso) esclusivamente al mondo manga/manwha, mentre il mio articolo raggruppa manga/manwha, bonellidi e comics americani, il che probabilmente cambia un po’ lo scenario, essendo queste ultime due categorie di fumetto seguite da un target di età decisamente più elevato 🙂

    Non rimembro a quali promozioni della Star ti riferisca, ma se intendi quelle sui primi numeri di nuove serie vendute a 1.90 € invece che a prezzo pieno, beh quelle sono promozioni temporanee, prezzi-lancio diciamo, non è che se, ad esempio, Jiraishin per i primi 20 numeri costa 6.90, poi di colpo si abbassa a 6,50 perchè vende di più 🙂 Questo intendo io, è chiaramente un evento irrealizzabile, al contrario di quanto voglia far intendere Baricordi 🙂

    Sulle preview sul mercato giapponese.. beh, mi insegni che il mercato giappo del fumetto è radicalmente diverso dal nostro, per cui un paragone con il mondo occidentale è un po’ azzardato, ma la scelta delle preview a pagamento resta comunque fallimentare visto che da loro il fenomeno pirateria di manga e anime è e resta decisamente DILANIANTE 😉

    Per quanto riguarda la succosa puntata che stai preparando per me va bene, citami pure senza problemi 🙂 magari qualcun’altro commenterà in calce a questo post, e si potrà allargare la discussione, che è un tema che mi interessa molto (e anche perchè mi sono davvero rotto le palle di tutto questo pattume in edicola!) 😉

  6. sensei 12 ha detto:

    Completamente d’accordo con l’articolo.
    Aggungo anche che se il settore del fumetto è in crisi non è esclusivamente colpa delle scan amatoriali. Certo, forse può esserlo in minima parte, ma non dimentichiamoci dell’incredibile ascesa dei videogiochi (con le relative consolle Xbox, PS3 ecc…), palmari, computerini, iPad ecc… che catturano maggiormente il pubblico rispetto alla carta stampata.
    Con le scan, invece, è possibile anche fidelizzare una nuova fascia di probabili lettori, come è successo con me, per altro.

  7. Ryuichi Sakuma ha detto:

    Ciao Eldino 🙂
    Hai visto la puntata di Nanoda TV dove parliamo di questo articolo? 🙂
    http://www.nanoda.com/manga-scans-e-fansub-nanodatv-s3ep1/

  8. eldino ha detto:

    @ryuichi
    già scaricata, vista e commentata sul vostro sito 😉

  9. Giacomo ha detto:

    Ragazzi, casualmente ho trovato questo forum.
    Premetto che sono un vecchietto di 35 anni che colleziona fumetti da 22 anni: sono cresciuto a bonelli e comics, ho visto nascere e crescere la star comics, l’avvento dei manga, i successi di dylan dog che fece, negli anni 90, da traino ad un mercato fumettistico in continua ascesa (ricordo il fenomeno dei bonellidi di cui lazarus ledd è il caso più eclatante). Sono sempre stato un appassionato di videogiochi e di computer dai primi commodore e dalle prime console.
    Ritengo di essere molto più vicino al pensiero dell’autore del post e credo che l’abbassamento del numero dei lettori non sia dovuto al fenomeno scan. Diciamo che ogni generazione ha le sue distrazioni ed ogni media ha il suo momento d’oro.
    Oggi, e lo vedo con mio nipote che ha 12 anni, è più facile che un ragazzo, nato e cresciuto nell’era internet e nell’era delle console ultra moderne, si avvicina al mondo dei videogiochi piuttosto che quello della lettura, sia esso un fumetto o un romanzo.
    Io ricordo che negli anni 80 avevamo solamente la TV e la lettura, ho imparato a leggere con zagor e martin mystere e da lì, grazie agli almanacchi della bonelli, mi sono avvicinato alla narrativa. I videogiochi avevano anche una parte importante nella mia vita ma ricordo che l’attesa del caricamento dei giochi (si dovevano inserire nel mangianastri) o il costo delle cartucce del nintendo o del sega master system non mi aiutava a farlo diventare il mio passatempo principale.
    Oggi mio nipote cracca la sua console, scarica da internet i giochi con emule e gioca online con altri ragazzi di tokio o new york.

  10. Enrico ha detto:

    Non concordo con la tesi.
    L’equazione albo scaricato = albo non acquistato torna eccome.
    Negli anni 90, durante l’esplosione di Dylan Dog da una parte e del fenomeno manga dall’altra, conoscevo molte persone che, nonostante non fossero appassionati di fumetti, qualche volume per saltuaria lettura lo compravano.
    Con gli anni quei pochi volumi comprati si sono trasformati in scansioni scaricate.
    E riesco a contare almeno una ventina di persone che hanno letto decine di serie manga e guardato non so quante serie tv senza avere mai acquistato nulla. E qui non parliamo di utenti casuali, ma di appassionati. Il “non si paga” è più forte di ogni altra cosa.

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