[IT] Intervista a Jaeck the Bit di Quantum Bit netlabel (electronic, Italia)

Fa caldo, molto caldo, per cui perchè non rinfrescarci (almeno le orecchie) con un po’ di “fredda” musica elettronica? Passo quindi la palla a Jaeck the Bit, gestore della netlabel italiana Quantum Bit, e mentre vi leggete l’intevistina, mi finisco il mio bel frullato ghiacciato di banane e kiwi 😀

1. Innanzitutto ciao Jaeck the Bit  e benvenuto su “il blog di eldino”! 🙂 Ci racconti brevemente qualcosa di te?

Sono un compositore di musica elettronica che ha iniziato nel 1996 a sperimentare su computer col mitico software “Fast Tracker 2” , influenzato nel 1999 all’ etichetta inglese Rephlex ed avvicinatomi al genere Braindance mi sono esibito in luoghi come il Link di Bologna,  i Magazzini Generali di Milano, Il BarFly di Genova, L’anfiteatro Romano di Borgo San Dalmazzo…Oggi porto avanti Quantum Bit Netlabel e mi cimento in musica pseudo-casuale con un software da me ideato che si appoggia al Csound e a sintetizzatori analogici, il tutto utilizzando il sistema operativo Linux/Ubuntu.

2. Come e quando nasce nella tua mente il progetto Quantum Bit Netlabel?

Il progetto Quantum Bit viene immaginato da Jaeck the Bit e Warxx (Marco Tassone) il 24/10/2006 subito  la stesura dei 9 punti del Manifesto STUB che resta tuttora il pilastro portante del nostro concetto di opera e di diffusione. L’intento era e rimane quello di creare una netlabel che dia spazio a lavori attuali e sperimentali in grado di non perdere il loro valore nel tempo ma bensì di acquisirlo, promuovendo artisti liberi e amanti della licenza Creative Commons.

3. Come e quando ti sei avvicinato alla scena netaudio? Oltre ad essere un addetto ai lavori, sei anche un ascoltatore di netlabel music e musica libera in generale?

Ho iniziato ad avvicinarmi alla scena netaudio subito dopo l’introduzione della licenza Creative Commons. Era da temo che aspettavo come artista un modo per tutelare il diritto d’autore senza essere obbligati a passare attraverso la SIAE. Il copyleft è stata la soluzione e l’avvento di siti come archive.org hanno espanso il fenomeno e reso possibile l’upload su server delle opere con tutela CC dando la possibilità a chiunque di aprire una netlabel. Come addetto ai lavori ascolto tutta la discografia che diffondo molte volte per avere sempre ben chiaro il concetto e l’evoluzione di Quantum Bit e darmi stimolo per le produzioni future. I demo degli artisti che mi arrivano tramite email sono un’altra porzione dei miei ascolti.

4. Perchè hai deciso di investirci del tempo e porne i principi alla base del tuo progetto Quantum Bit? A quali netlabels ti inspiri e/o quale netlabel stimi particolarmente a livello locale/globale?

Quantum Bit Netlabel è mossa da motivi di puro idealismo e passione, in questi cinque anni si è andati avanti tra alti e bassi, riducendo le ore di sonno, per evolvere questo progetto al quale è stato dedicato molto tempo e fatica. Non ho nessun rimpianto e ritengo sia stato un buon investimento, d’altronde abbiamo creato il Manifesto STUB e continuiamo a seguirlo. Non ci ispiriamo a nessuna netlabels in particolare, non vogliamo essere influenzati ma muoverci idealisticamente.

5. Cos’ha di diverso/originale/innovativo Quantum Bit Netlabel rispetto alle altre netlabels secondo te? Quali sono i suoi punti di forza? Quantum Bit è un one-man project o hai una cerchia di collaboratori (musicisti, webdesigners..) intorno a te?

Quantum Bit Netlabel viaggia sui propri binari, ha un approccio grafico differente studiato per favorire innanzitutto lo streaming e il download, non offre informazioni superflue  ma solo la sintesi. Sperimenta nuovi metodi di diffusione come i promo degli album in formato CD sottovuoto (misto: audio/video/mp3/foto), i travel cd, il random song player  e il catalogo in PDF autoaggiornante dove è possibile ascoltare e scaricare tutta la nostra discografia con semplici click. Quantum Bit è un progetto portato avanti da Jaeck the Bit affiancato dal contributo di Warxx nella scelta dei lavori e di  Massimiliano Della Ferrera che promuove la netlabel mediante i suoi video.

6. Domanda da 1 milione di $: da addetto ai lavori, pensi che le netlabels possano davvero rappresentare l’evoluzione del music biz tradizionale come lo abbiamo conosciuto finora, o resteranno soltanto delle etichette discografiche “a metà” perchè incapaci di sviluppare un modello di monetizzazione efficace e rispettoso di fans e artisti? Pensi che sia lecito pronosticare un ruolo centrale delle netlabels nella genesi nel fenomeno noto come “Musica 2.0” (un’alternativa moderna, web-based e copyright-free del music biz attuale) o probabilmente resteranno soltanto delle realtà di nicchia all’ombra di negozi di digital-download di musica indie come eMusic o Beatport?

Penso che le netlabels siano già una evoluzione del music biz tradizionale ma solo per chi si è avvicinato a questa realtà, quello che ci manca rispetto alle celebri etichette discografiche è una diffusione alla massa con mezzi quali televisioni e radio, più diretti ed incisivi, anche se a mio avviso hanno la pecca di modellare e proporre il gusto,  nonché modificare la purezza ed il senso della musica. Sicuramente le netlabel restano al momento una realtà di nicchia ma non è da escludere la possibilità che qualcuna emerga modificando le carte in gioco. Tengo a precisare che la  monetizzazione è un concetto che non ci appartiene.

7. Com’è il rapporto con gli artisti che pubblicano i loro lavori per te? Solitamente sei tu che contatti loro o loro che contattano te? Produci artisti senza discriminazioni geografiche o hai intrapreso un discorso più orientato alla promozione della musica indie della tua zona?

Gli artisti della nostra netlabel sono liberi da contratto ed esclusiva, quello che pubblicano rimane di loro proprietà e possono usarlo come meglio credono, anche su altri canali. Alcuni artisti ci contattano, altri li scovo nella rete senza alcun tipo di discriminazione geografica.

8. Hai un atteggiamento “promiscuo” verso il materiale da pubblicare per la tua label o effettui un serio e cosciente filtraggio? Se filtri, in base a quali parametri scegli la musica da pubblicare e quella da scartare?

Tutto il materiale è filtrato sulla base di criteri di qualità, creatività, originalità, concettualità e ricerca proponendo una vetrina composta da molteplici generi legati all’ elettronica, con un occhio di riguardo verso la sperimentazione, l’evoluzione delle nuove tecnologie e la computer-art.

9. Ti occupi anche di promuovere live ed eventi per i tuoi artisti? Se no, perchè?

Nei primi anni la netlabel ha promosso diversi live e showcase tra Cuneo e Torino, oggi con il promotore di eventi (Warxx) residente a Londra la situazione è cambiata e sono gli artisti a procurarsi spazi per i loro live. Un nuovo showcase è la sfida che ci lanciamo per il futuro anche perchè è da poco uscita la nostra prima compilation di artisti vari (The Wave Structure Of Matter) che rappresenta bene il nostro spirito.

10. Hai qualche gustoso aneddoto relativo alla tua esperienza nel campo del netaudio da raccontare a tutti noi? 🙂

Per esperienza vi dico di perseverare e di aprirvi alle potenzialità del web, a volte arrivano sorprese. Sotto la nostra netlabel mediante l’incontro con Sergio Maltagliati sono stati pubblicati alcuni lavori di Pietro Grossi (Venezia, 15 aprile 1917 – Firenze, 21 febbraio 2002)  che è stato un compositore, programmatore, insegnante e violoncellista italiano.
E’ stato un enorme piacere diffondere brani e video del pioniere italiano della musica elettronica e della computer music, colui che ha precorso i tempi, anticipando le teorie e le tecnologie utilizzate per creare e diffondere la musica.

Domanda bonus:
11. La tua netlabel pubblica specificatamente musica elettronica/sperimentale : hai intenzione di continuare con l’approccio mono-genere (qualitativamente molto sensato e azzeccato) o pensi di aprirti ad altri generi in futuro? La tua decisione è dettata esclusivamente da gusti personali o c’è dell’altro?

La nostra netlabel si occupa di elettronica/sperimentale ed intente continuare su questo binario che spazia tra ambient, drone, idm, beasts, dubstep, micromusic, dance hall, psychedelic… Non siamo quindi mono-genere ma seguaci dell’ elettronica e delle sue infiniti varianti.

Ringrazio Jaeck per la simpatia e disponibilità mostrate 😉

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