[IT] Come trovare lavoro all’estero – Thinking out-the-box – Pt.1/2

Se una persona mediamente o scarsamente alfabetizzata a livello informatico decidesse di cercare lavoro all’estero, quale sarebbe il suo primo pensiero? Iscriversi a portali molto noti di e-recruitment come Monster, impostare un agente di ricerca e attendere che offerte di lavoro più o meno inerenti al proprio profilo professionale arrivino automaticamente nella propria email. Questo è il tipico modo di pensare “inside-the-box“, cioè un modo di pensare aderente a quello che fa la massa, e a noi (me?) de “il blog di eldino” non piace.

Quelli che vi proporrò oggi sono un paio di consigli per cercare lavoro decisamente efficaci che seguono la filosofia di pensare “out-of-the-box“, ovvero fuori dagli schemi. Userò la Svezia, paese in cui lavoro, come esempio, ma le idee che vi esporrò sono valide per qualsiasi paese del mondo civilizzato.

Voi attualmente vi trovate in Italia e volete trovare lavoro all’estero. Non avete amici o parenti nel/nei paese/i che vi interessano che vi possano ospitare, per cui l’unico mezzo a vostra disposizione è la Rete. E’ uno strumento potentissimo, ma bisogna conoscerlo a fondo per poterne trarne vantaggio. Iscrivetevi pure a Monster e siti analoghi, ma 10 a 1 che non troverete nessun lavoro valido su queste piattaforme. Vi spiego brevemente perchè.

I portali mondiali di e-recruitment sono innanzitutto sovraffollati di persone, e una buona parte di essi hanno skills nettamente più avanzate e specifiche di voi, per cui, a meno di possedere skills particolari, non riuscirete neanche ad ottenere una job interview, se non per posti come operatori di call center o similari. Le (poche) offerte di lavoro interessanti che appaiono su questi siti web spariscono subito, per cui noterete ben presto che le offerte di lavoro che girano sono sempre le stesse. Come mai? In genere, perchè pagano troppo poco (alcune al limite dello sfruttamento, come una notissima multinazionale informatica che mi offrì 600 euro + buoni pasto per dodici ore di lavoro al giorno come programmatore “indiano” a Milano) o perchè richiedono requisiti troppo alti per ciò che offrono.

Questi portali, a mio modesto avviso, vanno a nozze con l’attuale movimento da me ribattezzato “Schiavismo 2.0” (in Italia soprattutto). Offerte come “cercasi laureato in Informatica, min 2 anni di esperienza, conoscenza di quattro-cinque tecnologie e frameworks, max 25 anni” per contratti a termine determinato o a progetto come programmatore , senza nessuna prospettiva, senza nessuna garanzia, senza nessuna opportunità di carriera, e soprattutto per mille euro al mese. Ammesso e non concesso che tu riesca a trovare un genio del genere, almeno gliene devi offrire di 2000 euro al mese. C’è una discrepanza enorme tra ciò che è la realtà e ciò che le aziende richiedono. Ecco perchè, se ci fate caso, sui portali più noti di e-recruitment, girano sempre le stesse offerte. E’ come se io cercassi un dinosauro di piccola statura e bella presenza da inserire come receptionist in un parco divertimenti.

In più, spesso le job offers mancano delle informazioni più importanti, come tipologia di contratto offerto, salario, luogo di lavoro, specialmente in Italia (all’estero sono più precisi in questo senso, ma non tutti). Per cui, il succo è che, se volete trovare impieghi “umani”, l’uso di questi portali non rappresenta la strada giusta. Potreste optare per l’approccio Linkedin, che sulla Rete in numerosi tutorial è descritto come un modo sensazionale per trovare lavoro, ma la mia esperienza mi insegna che è soltanto fumo negli occhi.

Badate bene, può essere comodo e professionale mantenere un profilo Linkedin, ed inserirne il link sul proprio curriculum, ma, sempre a mio modesto avviso, non è sicuramente il modo corretto per trovare il vostro prossimo lavoro. Ammesso che attualmente abbiate già un lavoro in Italia, a meno che non si tratti di una azienda nel campo IT molto lungimirante, nel vostro network di amicizie avrete pochissima gente, a sua volta senza nessun contatto degno di nota. Presumibilmente, nel vostro attuale profilo Linkedin avrete qualche collega di lavoro, un paio di colleghi universitari, qualche amico nerd e poco altro. Nessun contatto utile insomma a farvi arrivare a chi offre lavoro. Per contattare la gente che conta su Linkedin bisogna sborsare il cash e farsi l’account premium, e non penso proprio che si ottengano risultati degni di nota, le persone che contano non hanno il tempo di respirare, figurarsi di leggere le stronzate che gli scriverete su Linkedin via posta privata, per cui risparmiamoci i soldi e andiamo oltre.

(continua..)

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