[IT] eldino in Svezia – EP.06 / Andare al lavoro in monopattino

Penso sia noto a tutti che nei paesi scandinavi, decisamente più civilizzati del nostro, l’automobile sia adoperata in maniera molto meno ossessiva che in Italia, con conseguenti vantaggi a livello ambientale e acustico. Pochissimo traffico nelle ore di punta, ridotto a zero nelle altre fascie orarie, niente strombazzamenti con clacson, niente gente che bestemmia ad ogni semaforo, zero nevrosi quotidiana e aria incredibilmente pulita sono aspetti che colpiscono subito l’italiano attento che si fa un giro da queste parti, inclusa nella capitale Stoccolma che non è esattamente un paesino. E se non usa l’auto, come fa la gente a muoversi e ad andare al lavoro? Con i mezzi pubblici ed in bicicletta, che domande!

La bicicletta in Svezia (come negli altri paesi della Scandinavia) domina sovrana, da pedoni bisogna stare molto più attenti alle biciclette che alle automobili. Neanche il freddo vento polare che soffia all’alba nè la neve fermano gli aitanti ciclisti svedesi, che non rinuncerebbero per nulla al mondo alla propria indipendenza motoria ed eco-sostenibile preferita. Tutto ciò è ovviamente favorito dalla presenza di piste ciclabili su tutto il territorio urbano, spesso persino a doppia corsia (!) e con semafori appositi per i ciclisti (!!), nonchè da parcheggi (coperti e non) per le biciclette e compressori comunali gratuiti (!!!) nei pressi degli stessi per poter gonfiare le gomme. Dulcis in fundo, i treni hanno uno-due vagoni appositamente studiati per chi viaggia con al seguito una bicicletta.

La Svezia, insomma, è un paradiso se si ama pedalare. Il mio essere italiano mi fa certamente apprezzare a dismisura cotanto splendore civile, perchè l’abuso primitivo dell’automobile che impazza in Italia, dove la si prende anche per fare 250 metri e dove l’uso dei mezzi pubblici è visto come l’essere un morto di fame, mi è sempre stato alla sommità dei testicoli (sui coglioni). Non ho mai capito il perchè, se venti persone debbano andare in un posto, si debbano muovere venti automobili, invece di un unico bus. D’altro canto però, il mio essere italiano vede la bicicletta come un qualcosa da teenanger, che si finisce di adoperare a quattordici anni (come nel mio caso), e mi suggerisce che non sia il massimo prenderla per andare al lavoro, arrivando in ufficio tutti sudati. Non parliamo poi quando piove, nevica e via dicendo.

Bocciata la bicicletta, ho optato per un monopattino, un modello per adulti chiaramente, non rosa con i decals di Hello Kitty. Il modello da me scelto è un “Ultrafit Kick Scooter – Black/Silver, 20.5cm Wheel“, acquistato su Amazon.co.uk per una trentina d’euro. La particolarità di questo monopattino, oltre alla robustezza e al peso massimo supportato di 100 kg, sono le ruote in misura non-standard, ovvero ben 205 mm invece dei canonici 80/100. Questo vuol dire che sarà certamente impossibile trovare ruote di ricambio una volta esaurite quelle in dotazione, ma è anche vero che si va decisamente più veloci che su un monopattino standard. Ottimo prodotto se volete la mia opinione, lo uso con soddisfazione da sei mesi per andare al lavoro insieme a mezzi di trasporto pubblico tradizionali (bus e treni), e mi trovo benissimo.

Il monopattino offre numerosi vantaggi rispetto alla bicicletta, che elenco di seguito:

è piccolo e poco ingombrante, per cui lo puoi parcheggiare affianco alla tua scrivania in ufficio, senza doverlo lasciare fuori come una bicicletta, stando con l’ansia che te la rubino;
è ripiegabile e puoi portarlo con te su treni, bus e automobili senza problemi, per cui, se cambia il tempo, puoi agevolmente pianificare un modo più “asciutto” di tornartene a casa, senza doverlo lasciare in ufficio; questa particolarità, in un paese come la Svezia in cui il tempo cambia ogni tre ore, non è da sottovalutare;
non sudi come sulla bicicletta, anzi non sudi affatto, per cui arrivi in ufficio bello pulito e senza ascelle gusto capra tibetana;
– puoi sfruttare a pieno le piste ciclabili e godere del fatto che la Svezia sia una gigantesca pianura;
– ti permette di fare movimento giornaliero, rafforzando le gambe, e di divertirti;
– mi fa risparmiare quei sei-sette minuti al giorno che mi consentono di prendere il treno precedente ed essere a casa prima rispetto a quando vado a piedi;
– necessita di zero manutenzione.

Ovviamente è un mezzo di trasporto studiato per i micro-movimenti, nell’ordine dei 3-4 km al giorno, non come la bicicletta, con cui puoi agevolmente farne molti di più. Inoltre, non si può assolutamente adoperare sull’asfalto eccessivamente bagnato, in caso di pioggia/neve o su strade sterrate et similia, ma quest’ultimo non dovrebbe essere un problema, a meno che non facciate gli agricoltori di mestiere.

Insomma, ve lo consiglio spassionatamente, specialmente se come me lavorate all’estero e in un paese civile 🙂 Ovviamente non usatelo in Italia, dove 10 a 1 che la gente vi considererà dei matti a vedervi andare al lavoro in monopattino, perchè nel nostro Paese sappiamo bene che conta l’apparenza e non la sostanza, e che tutto ciò che è “diverso” è “vergogna”, ma in Svezia il “take it easy” la fa da padrone (deo gratia!), per cui nessuno vi guarderà male nè vi parlerà male alle spalle a vedervi sfrecciare a trent’anni su un monopattino. Al massimo riceverete qualche sguardo incuriosito, della serie: “Mmmh quasi quasi me ne compro uno anche io“, ma nulla di più davvero 🙂

And now, let’s go kickboarding 😉

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