[IT] Kosmonaut – Photon (drum & bass – dubstep, 2010) / [iD.058]

26/01/2013

Concepito come un doppio EP di sei traccie ognuno, metà dubstep e metà drum & bass, “Photon” rappresenta in realtà due facce della stessa moneta, da offrire in tributo a Sua Maestà Bassline, regina delle Basse Frequenze. Sì, in questo impressionante lavoro di Kosmonaut sono i bassi a condurre il gioco, per cui dotarsi di un subwoofer degno di questo nome è quanto mai d’obbligo prima di procedere all’ascolto.

id058_frontcover

Tracklist:

01 – Distanz
02 – Fluxosphere
03 – Phesa
04 – Relais
05 – Sol
06 – Model
07 – Artemise
08 – Cuse
09 – Anthala (feat. Laurie Webb)
10 – Opcode
11 – Flowers
12 – Slicrom
Leggi il seguito di questo post »


[IT] La frammentarietà di Soundcloud rappresenta un limite per la sua crescita?

22/01/2013

soundcloud_logo

Su Soundcloud ho da sempre avuto un parere contrastante: se da un lato ne ho sempre criticato alcune scelte “tecniche” (e la nuova, pesantissima interfaccia grafica dotata di funzione “endless scrolling” introdotta recentemente non è un miglioramento in tal senso…), dall’altro ne ho sempre apprezzato l’eccellente capacità di porsi come “incubatore” di nuovi sottogeneri e sonorità underground, che proprio su piattaforme sociali come questa nascono e hanno modo di farsi conoscere al pubblico più attento della Rete.

Soundcloud nasce in risposta ad un’esigenza che tutti i producers di musica elettronica hanno sperimentato sulla propria pelle almeno una volta nella vita, ovvero la voglia impellente di far ascoltare immediatamente a qualcuno il proprio, nuovissimo pezzo appena ultimato e caldo-caldo di “Export” da Ableton Live. Se fino a qualche anno fa si chiedeva un parere alle cerchie di amici “virtuali” che ci si era creati negli anni su forum specializzati e canali IRC, spammando il link al proprio pezzo come se non ci fosse un domani, adesso con Soundcloud si fa molta meno fatica. Si carica il proprio pezzo lì, a volte anche incompleto (“draft”, “alpha version” e “beta version” pullulano come funghi), ci si prepara un caffè e si attende che le funzioni social della piattaforma facciano il resto.

Con Soundcloud, essere ascoltati non è più un’impresa, non è più necessario spammare in giro, non è più necessario avere conoscenze in merito a servizi gratuiti di hosting, upload, ftp e quant’altro. Il commento è dietro l’angolo, basta che l’utente segua la semplicissima (rispetto ad altri servizi) procedura di registrazione del sito ed è pronto a scrivere frasi virili  (come l’evergreen: “my rubix cube fell off my desk and solved itself”) in corrispondenza del minuto 1:13 del vostro pezzo dubstep, quando entra in scena il tanto atteso drop” di basso spaccandovi il subwoofer (e prevedibilmente anche gli ammenicoli dei vicini di casa di sesso maschile). Non è neanche più così complicato come prima collaborare con qualche altro producer in giro per il mondo o accaparrarsi la cantante più in voga del momento nell’underground per una parte vocale o ottenere un remix chillwave. Tutti si iscrivono a Soundcloud, tutti si incontrano su Soundcloud, tutto gira intorno a Soundcloud, tutto nasce su Soundcloud.
Leggi il seguito di questo post »


[IT] Sun Glitters – It’s Snowing and The Girls Are Singing (chillwave, 2012)

18/01/2013

Non ho mai fatto mistero della mia passione per il genere chillwave e per uno dei suoi maggiori esponenti, Sun Glitters, di cui non ho mai potuto recensire nulla in quanto ha finora pubblicato albums più o meno a pagamento su Bandcamp. Questo recentissimo “It’s Snowing and The Girls Are Singing” segna un cambio di rotta e viene rilasciato totalmente gratis, forse un regalo per tutti i fan, o semplicemente un’eccezione per Natale. Quale che siano le ragioni di Sun Glitters, si tratta di una release di indubbia qualità, da scaricare ASAP come dicono gli inglesi 🙂

sunglitters_-_its_snowing

Tracklist:
01 – Loving Poem by JemInEye vs Sun Glitters
02 – He waits for me (feat. Deborah Lehnen)
03 – Is it (feat. Nicole Millar)
04 – Run (feat. CoMa)
05 – As I Sleep (feat. And Then)
06 – Koskaan (feat. Anna-Maria Marjamaki)
07 – Inside (feat. Ours Ghost)
08 – Breathe In (feat. bvitae)
09 – Life In A Ferris Wheel (feat. CoMa)
10 – Surullinen (feat. Anna-Maria Marjamaki)
11 – Turning (feat. Steffaloo)
Leggi il seguito di questo post »


[IT] Come inviare un ssd OCZ in garanzia

14/01/2013

Come scrivevo qualche post fa, anche gli SSD (Solid State Disk) muoiono. Implacabilmente, inesorabilmente ed improvvisamente. Per lo meno, OCZ offre ben tre anni di garanzia del produttore sulla serie Vertex 2, per cui ok, se l’ssd muore perdiamo tempo e dati, ma per lo meno non i soldi. Prima di procedere quindi, controllate da quanti anni di garanzia è coperto il vostro SSD, leggendo in calce alla pagina del prodotto. L’elenco dei prodotti OCZ è disponibile qua.

Non mi soffermerò su come riconoscere se l’SSD va effettivamente inviato in garanzia o meno. Dico soltanto che nel mio caso l’SSD è morto subito dopo aver “risvegliato” il mio Macbook Pro da uno standby, così, in un modo banale durante una giornata qualsiasi. La “morte” del controller, a giudicare dai vari forum che parlano degli SSD della OCZ, è abbastanza frequente e non ci si può far nulla lato-utente per porvi rimedio. Se vi trovate in un caso come il mio, ovvero che l’SSD diventa irriconoscibile e illeggibile da parte di qualsiasi sistema operativo e dal bios, allora si tratta sicuramente di un SSD morto per il quale va aperto un ticket RMA. Il link per farlo è il seguente, mentre la FAQ sulla procedura è disponibile qua (indispensabile leggerla!).

Una volta ottenuto il numero RMA, possiamo procedere con quello che è il reale scopo di questo breve tutorial, ovvero guidarvi nella procedura di invio di un ssd ad OCZ, ed in particolare mi soffermerò su come imballare il prodotto e su come spedirlo risparmiando. L’ufficio RMA di OCZ per l’Europa infatti è uno solo e localizzato in Olanda, per cui, il costo della spedizione di un pacchetto dall’Italia all’estero è decisamente elevato se non si ricorre a qualche stratagemma.
Leggi il seguito di questo post »


[IT] Come installare la stampante Ricoh Aficio MP2000 su Mac

02/01/2013

La stesura di un post apparentemente banale come questo si è resa necessaria a causa dell’incredibile scarsità di supporto da parte di Ricoh per gli utenti Mac. I driver delle varie stampanti Aficio, infatti, sono accompagnati da istruzioni decisamente carenti e confusionarie, che rendono l’installazione di una stampante (un’operazione banale, almeno su Windows) decisamente frustrante.

Nello specifico, ciò che Ricoh non vi dice è che il driver PPD che avete appena scaricato dal loro sito è valido soltanto se la vostra stampante Ricoh monta una scheda Postscript o è nativamente capace di interpretare questo linguaggio. In caso contrario, il driver che avete scaricato è totalmente inutile e, nell’andare a stampare un documento, possono verificarsi risultati inattesi. La mia Ricoh Aficio MP2000, ad esempio, stampa una prima pagina con un codice del tipo:

%!PS-Adobe-3.0 %APL_DSC_Encoding: UTF8 %APLProducer: (Version 10.8.2 (Build 12C6 …

e poi sputa fuori fogli bianchi fin quando non la si stacca dalla corrente.

Come risolvere il problema ed installare correttamente la vostra Ricoh Aficio MP2000 sul vostro Mac? Vediamolo insieme!
Leggi il seguito di questo post »