[IT] Intervista a Pietro di Ladder Underground (jungle, Italia)

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Oh bischero! Oh che tu fai!“…E’ proprio dalla bella Toscana, una delle regioni d’Italia più attenta alla innovazioni in Arte come l’Emilia Romagna, che proviene la netlabel che vi presento oggi, la Ladder Underground. Ancora agli albori e con un’unica release all’attivo, ma ricca d’entusiasmo. Andiamo a conoscerla meglio 🙂

1. Innanzitutto ciao Pietro e benvenuto su “il blog di eldino”! 🙂 Ci racconti brevemente qualcosa di te?

Ciao a tutti! Mi chiamo Pietro, sono il principale ideatore della netlabel, ho quasi 20 anni e sono originario della provincia di Pisa in Toscana. All’età di 14 anni ho ricevuto in regalo una batteria e l’ho suonata per circa 4 anni andando a lezione e divertendomi con i miei amici. Poi, per il poco tempo che gli dedicavo, ho abbandonato anche se segretamente nel mio garage ogni tanto la rispolvero! La passione per la musica ce l’ho avuta fin da piccolo… ma grazie a questo strumento ho imparato ad apprezzare il tempo e la parte ritmica in generale, caratteristica fondamentale di ogni traccia di qualsiasi genere! dal rock sono passato velocemente all’ Hip-Hop e al beatmaking, con il pc ho iniziato timidamente a produrre qualche base per i miei amici e..da lì ho iniziato il mio percorso da producer. In pratica penso di aver toccato qualsiasi genere con FL Studio, anche se non sono mai stato pienamente soddisfatto dei miei lavori! Infatti il mio ruolo è principalmente quello di promuovere la netlabel e trovare nuovi artisti!

2. Come e quando nasce nella tua mente il progetto Ladder Underground?

Se devo dirla tutta, fino a poco tempo fa questa era solo un idea che mi frullava in testa ma che non pensavo possibile; poi, quando un giorno di quest’inverno ne parlai con un mio amico e riscontrando successo.. mi sono semplicemente detto.. perchè non provarci? Al massimo tra un pò chiudiamo tutto e amen festa finita! 🙂 il sito era praticamente già pronto da ottobre 2012.. ma è a inizio anno quando alcuni artisti mi hanno passato dei pezzi da poter pubblicare che mi sono detto ”Sì, è fatta cominciamo! ”.

3. Come e quando ti sei avvicinato alla scena netaudio? Oltre ad essere un addetto ai lavori, sei anche un ascoltatore di netlabel music e musica libera in generale?

Tramite il web, essendo un grande ascoltatore della musica reggae-dub, mi sono imbattuto nella popolarissima Jahtari e da li ho iniziato a conoscere tutta la scena netaudio. Ogni qualvolta capito in un sito di una netlabel di un genere che mi interessa scarico qualche release a caso e ogni tanto rimango a bocca aperta dalla qualità dei lavori, assolutamente non inferiore a molte cose che si trovano a pagamento. Jahtari, LCL e A Quiet Bump sono le netlabel che più ascolto!

4. Perchè hai deciso di investirci del tempo e porne i principi alla base del tuo progetto Ladder Underground? A quali netlabels ti inspiri e/o quale netlabel stimi particolarmente a livello locale/globale?

Inanzitutto io credo nella musica libera da vincoli e soprattutto libera da costi. Il paragone lo si può fare con un pittore ad esempio. Se ami Picasso, ti fanno pagare per vedere un suo quadro sul web? No, assolutamente!! L’arte è libera di essere ammirata. Se poi lo supporti veramente, e vai in un suo museo allora li sarai fiero di pagare per vedere dal vivo le sue opere e magari acquistare una riproduzione fedelissima del tuo quadro preferito. Io credo che oggi i musicisti possono benissimo guadagnare attraverso i concerti e la vendita di CD originali. Ormai con l’avvento di internet, dove è possibile trovare gratuitamente qualsiasi cosa, il copyright, la siae e tutte queste assurdità burocratiche sono pezzi di storia. La società si vuole evolvere, evolvere, evolvere… ma poi non rinnova mai queste regole diventate veramente ”antiquate” per i miei gusti. Ladder Underground diffonderà via web i propri pezzi sempre e solo GRATUITAMENTE. Gli artisti in questo modo potranno farsi pubblicità in maniera molto rapida. Poi, se una persona apprezzerà il nostro lavoro, nulla vieta che venga ad un nostro futuro evento e ci supporti veramente acquistando merchandising e facendo una donazione. Il nostro progetto non è nato a scopo di lucro. Non ci ispiriamo in particolare a nessuno se non alle vecchie etichette primi anni ’90 oldschool jungle/techno/rave. Una netlabel che stimo veramente, è la Jahtari, che ho già citato prima.

5. Cos’ha di diverso/originale/innovativo Ladder Underground rispetto alle altre netlabels secondo te? Quali sono i suoi punti di forza? Ladder Underground è un one-man project o hai una cerchia di collaboratori (musicisti, webdesigners..) intorno a te?

Una differenza che fino ad adesso non ho trovato in nessuna netlabel che conosco è il nostro genere musicale, veramente molto raro in una netlabel. Un nostro punto di forza potrebbe essere il nostro formato di release (molto adatto al nostro stile musicale): un vinile Side A + Side B in formato digitale! Due traccie alla volta hanno più possibilità di essere ascoltate attentamente e apprezzate rispetto a valangate di cd rilasciati settimanalmente, no? Ladder Underground è principalmente mandato avanti dal sottoscritto, ma mi lascio più che volentieri consigliare dai miei artisti (senza i quali non esisterebbe il progetto) e dai miei amici che condividono gli stessi miei gusti in ambito musicale. Inoltre sto lavorando con un artista locale perchè mi dia il suo contributo nel disegno delle copertine delle future release.

6. Domanda da 1 milione di $: da addetto ai lavori, pensi che le netlabels possano davvero rappresentare l’evoluzione del music biz tradizionale come lo abbiamo conosciuto finora, o resteranno soltanto delle etichette discografiche “a metà” perchè incapaci di sviluppare un modello di monetizzazione efficace e rispettoso di fans e artisti? Pensi che sia lecito pronosticare un ruolo centrale delle netlabels nella genesi nel fenomeno noto come “Musica 2.0” (un’alternativa moderna, web-based e copyright-free del music biz attuale) o probabilmente resteranno soltanto delle realtà di nicchia all’ombra di negozi di digital-download di musica indie come eMusic o Beatport?

Bella domanda, impossibile rispondere penso. Ci sono veramente troppe variabili e forse è ancora troppo presto per capire veramente se questa è la giusta strada da percorrere. Io ci credo. Con la crisi attuale molti produttori stanno rilasciando sempre più materiale in modo gratuito e molti dj che prima vedevo snobbare a priori questo tipo di musica, adesso si affacciano con curiosità verso questo mondo. Certo per una artista di una netlabel ad oggi è impossibile arrivare a guadagnare le stesse cifre di un artista di un etichetta a pagamento. Quando tutta la gente smetterà di guardare e ascoltare solo musica passata su MTV, forse la nostra realtà di nicchià potrà espandersi e diventare davvero un fenomeno globale. Purtroppo ancora credo sia troppo presto.

7. Com’è il rapporto con gli artisti che pubblicano i loro lavori per te? Solitamente sei tu che contatti loro o loro che contattano te? Produci artisti senza discriminazioni geografiche o hai intrapreso un discorso più orientato alla promozione della musica indie della tua zona?

Fino ad adesso, chiaramente, ho contattato io stesso musicisti locali che conoscevo per convincerli ad entrare in questo progetto. La netlabel è principalmente nata per promuovere e far conoscere artisti del posto (ce ne sono veramente tanti e molto bravi) ma, come potrete notare nel sito alla sezione info, noi non chiudiamo la porta in faccia a nessuno quindi se qualcuno ci volesse spedire una demo, noi sicuramente l’ascolteremo e valuteremo se fa al caso nostro o no. Non è mia intenzione rilasciare tonnellate di musica ogni settimana, ma poche-ma-buone tracce che dj, fans, e chiunque potrà apprezzare con calma!

8. Hai un atteggiamento “promiscuo” verso il materiale da pubblicare per la tua label o effettui un serio e cosciente filtraggio? Se filtri, in base a quali parametri scegli la musica da pubblicare e quella da scartare?

Come ho già detto, è necessario sempre filtrare qualcosa, altrimenti, invece di una netlabel, aprivo un forum dove ognugno pubblicava quello che voleva! Comunque non ho parametri specifici (apparte il genere ovviamente, siamo una netlabel oldschool), diciamo che scelgo in base ai miei gusti personali, a ciò che ritengo di ottima qualità. Importante è parlare con il musicista e lavorare insieme sulla release.

9. Ti occupi anche di promuovere live ed eventi per i tuoi artisti? Se no, perchè?

Certo, l’organizzazione di eventi live fa parte del nostro progetto. E’ uno dei pochi metodi di guadagno per l’artista e, perchè no, anche per la netlabel 🙂

10. La tua netlabel pubblica specificatamente musica Oldschool: hai intenzione di continuare con l’approccio mono-genere (qualitativamente molto sensato e azzeccato) o pensi di aprirti ad altri generi in futuro? La tua decisione è dettata esclusivamente da gusti personali o c’è dell’altro?

Come potrete notare, la nostra prima release è di genere Jungle. Ma sul nostro sito non c’è scritto ”Jungle Made in Tuscany”, bensì ”Old School Made in Tuscany”. Siamo affascinati da qualsiasi genere primi anni 90, quindi, anche se la jungle/drum’n’bass è il genere che più ci rappresenta, di sicuro ci apriremo in un futuro non troppo lontano a qualche sonorità un pò più techno oldschool o rave! Il nostro non è un progetto statico.

Ringrazio Pietro per il tempo concessomi 🙂
…occoddue, “quasi 20 anni“… comincio a diventare vecchio per bloggare sulle netlabels, tra un po’ tocca mollare la presa e fare spazio alle nuove leve 😉

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3 risposte a [IT] Intervista a Pietro di Ladder Underground (jungle, Italia)

  1. ladderunderground ha detto:

    grazie Eldino, alla prossima! noi ti seguiamo sempre!

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