[IT] Gameboy Pocket vs Gameboy Color

25/07/2013

Gameboy_Pocket_vs_Gameboy_Color

Vi avevo raccontato mesi fa di aver acquistato un Gameboy Pocket, ricordate? Ecco, successivamente ho acquistato anche un Gameboy Color, altro tassello mancante nella mia infanzia e nel mio curriculum vitae da retrogamer.

Ho speso un po’ di ore giocando con entrambi, specialmente all’ottimo shooter “Solar Striker” reperibile su eBay a pochi spicci, e devo ammettere che il Pocket è leggermente superiore al Color. In primis, per l’ergonomia: il Pocket è più compatto e squadrato, mentre il vano batterie del Color è più bombato, rendendo meno piacevole impugnarlo. In secundis, il tasto on/off del Pocket è situato dove qualunque appassionato di Gameboys si aspetterebbe di trovarlo, ovvero in alto a sinistra, mentre nel Color è stato spostato sul lato destro, una decisione alquanto fastidiosa.
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[IT] Rolemusic – Straw Fields (8-bit music, 2011) / [enrmp262]

06/11/2012

La musica e la cultura 8-bit sono da sempre radicate in me, e quando mi imbatto in album come questo “Straw Fields“, il mio cuore non può che perdere qualche battito! Lui si chiama Rolemusic, è spagnolo e ha decisamente una marcia in più rispetto alla maggior parte delle releases di musica chiptune uscite negli ultimi due anni sulla scena netaudio globale.

Tracklist:
01 – Spell
02 – Leafless Quince Tree
03 – Straw Fields
04 – Yellow Dust
05 – Poppies
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[IT] Cosa ci fai con un Commodore Vic-20 nel 2010?

28/07/2010

Cosa ci fai con un Commodore Vic-20 nel 2010?” – è una domanda che mi pongono spesso quando, con orgoglio e gli occhietti che luccicano, racconto ad amici nativi digitali (e non) del mio Commodore Vic-20, dei vent’anni che mi ha atteso docile e affettuoso nel buio e nel silenzio disarmanti della sua scatola, di come l’ho ritrovato, di come l’ho restaurato e di come gli ho ridato dignità rimettendolo timidamente in funzione.

La domanda è quanto mai lecita, perchè si tratta sempre e comunque di una macchina di ben trent’anni fa, per concezione molto attuale (ai tempi avanguardistica), ma in pratica parecchio distante dall’uso e dagli standard informatici a cui siamo avvezzi di questi tempi. Con un Pentium II puoi sempre farci un dignitoso server casalingo con FreeNAS, ma con un Commodore Vic-20 cosa cazzo ci fai?
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[IT] OMG! La t-shirt di Pac-Mac da Oviesse a 9.95 euro!

04/07/2010

Facendo un giro nel reparto uomo del negozio Oviesse (o OVS Industry) locale, vedo spuntare dei pixeloni familiari da un cumulo di magliette. Vado a vedere e… OMG! la maglietta di Pac-Man! Da appassionato di retrogaming e cultura 8-Bit, non potevo non comprarla al volo 😀

Marca “Black Market – What’s Today?“, prezzo 9.95 euro.


[IT] Datassette 1530 Model C2N per Commodore Vic-20 (1981) unboxing

01/06/2010

Come avete visto e letto in questo post, in queste settimane sto smanettando con un glorioso Commodore Vic-20 (anche se non come vorrei, avendo pochissime decine di minuti di tempo libero). Ad ogni modo, senza una periferica di scrittura e lettura dati, non si può andare tanto lontano, per cui mi sono accaparrato su eBay per una manciata di euro (su per giù pari al costo di un toast e una Fanta… sull’Autogrill.) un Datassette 1530 Model C2N, una delle unità di archiviazione più lente che la storia dell’Informatica ricordi (trasferisce dati a 50 bytes al secondo.. sì, bytes!) 😀

Purtroppo non è un’unità in “mint conditions“, infatti la scatola è un po’ rovinata dalla parte superiore e vi è un po’ di nastro isolante sul cavetto dati, però è funzionante e visto il prezzo che l’ho pagata mi accontento 😀 Non vedo l’ora di segarmi a colpi di LOAD e STORE su nastro 😀 Ma nel mentre, vi lascio ad un breve unboxing fotografico, che farà pulsare a ritmo di musica 8bit i vostri cuoricini nostalgico-nerdosi 😀
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[IT] eldinopensiero: perchè il Commodore Vic-20 era molto più avanzato delle console odierne

28/05/2010

Se avete letto questo post e quest’altro post, saprete che in queste settimane sto smanettando con il mio nuovo giocattolino, un Commodore Vic-20 nuovo di pacca, oltre a divorare tonnellate di scansioni di riviste dell’epoca (Commodore Computer Club, PaperSoft, Radio Elettronica & Computer…). Una delle riflessioni che ho fatto quasi instantaneamente, una volta acquisito un quadro generale ampio e chiaro sull’argomento, è la marcata involuzione che il concetto di console ha registrato dagli anni ’80 ad oggi.

Sappiamo tutti che il Commodore Vic-20 nasceva come home computer economico ed espandibile, ma guardando l’abnorme quantità di giochi disponibili (in relazione al software di altro tipo) e considerando l’uso che ne faceva l’uomo della strada, in realtà veniva percepita ed adoperata come una console. Gli acquirenti acquistavano giochi su cartuccia e floppy in negozio, su cassetta in edicola, se li ricopiavano dai listati pubblicati sulle riviste, ma soprattutto se li creavano da sè.

Il Commodore Vic-20, quindi, trasportava il videogiocatore in una dimensione attiva e non passiva, in cui egli stesso era sia fruitore che creatore. Il videogamer dell’epoca, infatti, era incentivato a crearsi i propri giochi in Basic e a scambiarli con gli amici, e non era limitato a giocare passivamente ai giochi commerciali. L’ambiente di programmazione Basic era lì, a sua completa disposizione, bastava accendere la console, ed il materiale didattico per imparare abbondava come il polline a primavera.
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[IT] Come mi sono fatto da solo una spilletta di Space Invaders!

22/05/2010

Amare le spillette circolari (pins) e la cultura 8-bit allo stesso tempo può dar vita ad una combo devastante, specialmente nel caso di nerd come me, che desiderano sin da piccoli portare a far pipì al parco l’alieno di Space Invaders piuttosto del proprio cane. Tra l’altro ho rigiocato proprio in questi giorni alla versione per Commodore Vic-20 di Space Invaders (che era in realtà un clone non-autorizzato dal nome “Vic Avenger”) e -cazzo!- non lo ricordavo così difficile, non riesco a passare il primo livello! Ma ritorniamo in-topic.

Qualche giorno fa, facendo le pulizie di Primavera, ho ritrovato tre spillette di Dragonball semplicemente oscene, e mi sono detto: “Perchè buttarle?” e ho deciso di riciclarle! Così, mi sono procurato il seguente materiale:

– spillette pins (ovviamente!);
– 2 bombolette di colore acrilico spray (una per il fondo e una trasparante opaca per proteggere il disegno – 3 € ciascuna al Brico);
– un foglio di carta vetrata;
– un paio di guanti di lattice usa e getta;
– pennarelli, matita, stencil etc;

e ho dato il via alle danze! Chiaramente le mie nuove spillette doveva in qualche modo dire qualcosa di me… per cui perchè non disegnarci l’alieno di Space Invaders di cui parlavo poc’anzi? 😀 Detto, fatto! Il risultato finale lo potete ammirare nella foto d’apertura! L’alieno fa la sua porca figura insieme alle altre pins attaccate alla mia borsetta, non trovate? Ghghgh 😀

E visto che ho l’animo gentile, in questo veloce resoconto fotografico vi spiego come ho fatto a creare una pin così fashion 🙂
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