[IT] Informatica al vetriolo: Blogosfera italiana? Una massa di idioti dediti al copia & incolla di post altrui per ricavarci qualche soldo tramite Adsense.

04/04/2009

ghacks_cloning

(notare link nella barra di stato in basso – clicca per ingrandire)

Iscrivetevi al feed di aggregatori di notizie come Il Bloggatore e leggete tutte le news per qualche giorno. Noterete che l’80% dei blogs iscritti non postano contenuti originali, no no, troppo difficile scrivere qualcosa di nuovo e personale, ma si limitano a copiare ed incollare (o tutt’al più a tradurre) posts di bloggers e blogs “seri”, che lavorano sodo ogni giorno per contribuire alla crescita contenutistica della Rete e per condividere con gli altri le proprie conoscenze ed esperienze .

Ma oltre a creare un enorme confusione e a trasformare la blogosfera italiana in un enorme ammasso di duplicati, rendendo davvero difficile la ricerca di notizie originali a chi legge, questa gentaglia sotto-sviluppata cosa fa? Infarcisce le proprie pagine di banner Adsense, perchè è giusto, ce lo hanno insegnato a scuola che se non guadagni con il lavoro altrui e senza fare un cazzo, sei uno sfigato e non sei assolutamente un italiano doc. In questo sono daccordo col ministro Brunetta, per quanto non abbia la sua stessa fede politica: questa gente inutile bisogna farla morire di fame. Punirne cento per gratificarne uno.

Qualcuno dirà: ma si parla “solo” di un post! Eh no cari miei, avendo sempre copiato e mai scritto una sola riga di vostro pugno, non potete sapere quante ore di lavoro ci vogliono per completare un singolo tutorial. E visto che non lo sapete, ve lo dico io: ce ne vogliono molte. Delinea l’idea, butta giù la bozza, leggila, rileggila, correggila, scatta gli screenshot, tagliali con photoshop, impagina tutto, pubblicalo, inserisci i links, ricontrolla tutto…. ore di lavoro spesso non retribuito (non tutti vogliono banner nel proprio blog..), appunto.
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[IT] Informatica al vetriolo: qualche considerazione a caldo su Windows Vista

22/09/2008

Da qualche settimana ho iniziato ad usare Windows Vista, un sistema operativo che fin da prima della sua uscita sul mercato non ha goduto di una buona fama presso il popolino, informatizzato e non. Ma ogni buon informatico, tempo permettendo, penso debba avere lo stimolo naturale a provare tutto il nuovo software disponibile nelle sue aree di interesse, e ciò vale ancor più quando si parla di sistemi operativi di grosso impatto sul mercato e sul mondo del lavoro, futuro o presente che sia. Ho sempre voluto provare Vista e non ne ho mai fatto mistero nè qui nè nel mio giro di amicizie nerd, e finalmente è giusta l’occasione tanto attesa. Devo dire che mi aspettavo peggio. Mi spiego meglio. Su una macchina di qualche anno fa, dove gira da anni il glorioso Windows XP SP2 (promemoria: devo trovare il tempo di updatare al SP3), non lo installerei, neanche nella remota possibilità che ci funzioni, considerate le sue ingenti richieste hardware. Non è solo una questione di buon gusto, ma semplicemente peggiorei il mio workflow, affaticando una macchina vecchiotta per fare le stesse cose che faccio più velocemente con XP. Su una macchina nuova, invece, mi dà gusto usarlo e testarlo, perché il distacco da XP non è così netto come fu tra 98SE e XP, e alcune soluzioni sono molto gradevoli se usate con un hardware recente sotto il cofano.

Vista è il successore naturale di XP, anzi, diciamo che è una versione accessoriata di XP con un decoratore di finestre più “spinto” graficamente (trasparenze, effetti etc) e qualche soluzione di usabilità copiata pari-pari da Mac OS X e -udite udite!- da Nautilus di Gnome. Da Mac OS X ha copiato, tra gli altri, il menù della gestione dell’autoplay, la barra delle cartelle preferite a sinistra in Esplora Risorse e Spotlight (sia come concetto che come posizionamento della barra di ricerca all’interno di Esplora Risorse). Da Nautilus ha copiato palesemente la navigazione “a blocchi” all’interno di Esplora Risorse (es. Computer > Documenti > Immagini).

Senza soffermarmi ulteriormente sugli scopiazzamenti, pratica a cui la Microsoft non è certamente nuova avendo basato il suo impero sullo scimmiottamento delle innovazioni altrui (= di Apple?), volevo invece descrivervi una serie di sensazioni che ho avuto durante le prime ore di utilizzo del sistema.
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[IT] Informatica al vetriolo: qui si racconta di come dei fanatici messeri della congrega di Linux-Qaeda risposero al villano che non ne condivideva l’ideologia…

12/08/2008

Alcuni giorni fa ho dedicato un capitolo della serie di post provocatori “Informatica al vetriolo” allo spicchio più fanatico e talebano della userbase italiana di utenti Linux. Molte persone hanno commentato, un numero anomalo per gli standard di questo blog, che notoriamente tratta argomenti un po’ di nicchia (almeno in Italia, dove la cultura open si limita al software.. sigh!) rispetto, che so, ad un blog su Ubuntu o sulle gioie del Fantacalcio. Uno degli aspetti che mi ha fatto più riflettere di questo, come dire, “esperimento mediatico”, è stata la ricorrente accusa mossami dai commentatori di non conoscere Linux, di non averlo mai provato e via discorrendo.

Come dire: Non condividi parte dell’ideologia che muove gli amanti di Linux e software libero? Non vuoi aderire alla nostra setta? Ok, allora non lo hai mai provato.

Uhauhauhauhauhauhuahua ma cos’è? Siamo all’asilo nido? Specchioriflessoilpalloneèmioetunoncigiochipiù? Questa è una delle più ottuse considerazioni/equazioni che mi sia capitato di sentire/leggere negli ultimi tempi, almeno in campo informatico – eppure di blog e siti, italiani ed inglesi, ne leggo quotidianamente eh! (155 feed RSS nel mio Google Reader, in crescita)! – ma conferma a pieno il senso del mio post precedente.

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[IT] Informatica al vetriolo: perché nessuno si lamenta che il firmware del frigorifero è “proprietario”? (ovvero: l’ipocrisia dei linuxiani medi)

08/08/2008

Sento/leggo spesso gente che usa Linux perché crede nel software aperto che rende liberi e belli, gente che sacrifica l’efficienza del proprio workflow quotidiano in nome di un’ideologia, gente che spende più ore per installare/far funzionare un software rispetto a quelle che utilizza per essere produttivo con quel software… linuxiani per ideologia piuttosto che per intelligenza e raziocinio insomma.

Il linuxiano medio, quello convinto e attivista come un pilota di Al Qaeda, quello appena sopravvissutto ad un bel lavaggio di cervello ad opera del guru fancazzista Stallman (di cui ho acquistato anni fa “Software Libero Pensiero Libero”), può essere riassunto nel seguente dialoghetto:

Utente Windows:Perché usi Linux e non Windows?
Utente Linux:Perché il codice sorgente di Linux è aperto e usandolo mi sento libero.
Utente Windows: Cosa significa che il il codice sorgente è aperto?
Utente Linux:Significa che su Linux puoi modificarti i programmi secondo le tue esigenze, puoi scriverti da solo i drivers etc, cose che su Windows non puoi fare perché è un sistema operativo proprietario.
Utente Windows:Hai mai messo mano al codice di un software open-source?
Utente Linux: No.
Utente Windows: Hai mai scritto un driver?
Utente Linux: No.
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[IT] Informatica al vetriolo: Linux, fstab e la voglia di montare un hard disk all’avvio di Ubuntu senza intaccare i file di sistema

28/07/2008

Volevo rendere partecipi i più nerd tra voi di questa piccola riflessione sull’usabilità dei sistemi operativi, che trae inspirazione da una discussione che ho avuto un paio di settimane fa con l’amico linuxiano D@nselm.

Piccola premessa: su uno dei miei computer ho un dual-boot Windows XP – Ubuntu 8.04: la distro in questione, forse per ragioni di sicurezza (integrare nativamente il supporto in scrittura su volumi NTFS è utilissimo ma non noob-friendly al 100%), non monta all’avvio la mia partizione Windows, il che è abbastanza noioso per almeno 3 motivi: Google Desktop non ne indicizza i contenuti fin quando non la monto, non ho subito a disposizione i miei dati e.. cazzo, voglio la mia partizione sul desktop!

La breve discussione di cui sopra è nata dal fatto che, non essendoci un’opzione apposita da spuntare, mi è venuto spontaneo porre la seguente domanda “Come faccio a montare automaticamente all’avvio la mia partizione Windows in Ubuntu? Faccio uno script in Bash e lo metto all’avvio di Gnome?“. Prontamente l’amico D@anselm mi ha suggerito di modificare il file “fstab“, aggiungendogli una riga (contenente alcune informazioni che personalmente non conosco) relativa alla partizione da montare. Ignoro il reale vantaggio (a livello pratico, non tecnico-filosofico) di questo approccio rispetto invece ad un semplice script contenente il comando “mount /media/partizione”, visto che il risultato (agli occhi dell’utente) è uguale, ma vedo invece lo svantaggio dell’approccio fstab.

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[IT] Informatica al vetriolo: quando un’osservazione semplice-semplice, a tratti ingenua, ti fa riflettere…

13/07/2008

Vi segnalo un post talmente semplice e spensierato dal sembrare, in una prima analisi, anche abbastanza “fra le nuvole” e fuori dal mondo: si intitola “Io voglio un PC con questi componenti pre-installati. Secondo voi chiedo troppo?” e pone, in sostanza, la seguente domanda: perchè preinstallare un’inutile trial di Norton Antivirus valida per 60 giorni su ogni pc piuttosto che utilissimi programmi open-source come OpenOffice, Thunderbird, Firefox, PidGin, VLC e via dicendo, che farebbero la gioia di ogni utente alle prime armi?

Ovviamente la risposta si chiama “politica di mercato” (la Norton foraggia i costruttori in modo che inseriscano il loro lentissimo antivirus sui loro pc e la Microsoft fà qualche pressioncina di troppo affinché sulle loro copie fiammanti di Windows Vista non via altro browser che l’arrancante Internet Explorer), lo sappiamo tutti e non è neanche troppo celata come politica, ma ipotizziamo che per un attimo non sia così e che sia possibile, andando in un qualsiasi discount, comprare un portatile o un desktop con suddetti software disponibili out-of-the-box. La vostra windows-experience non sarebbe migliore?

Ragionate un attimo da niubbi, non da pro (“che mi frega? ci metto un attimo a scaricarli e ad installarli”): non avete mai avuto un vostro pc finora, non avete idea di cosa sia “VLC” o “PidGin” o “Inkscape“, non avete ancora attivato un contratto ADSL a casa etc.. non vi sarebbe utile poterli provare out-of-the-box? Non sareste più contenti di usare il pc? Io penso di sì…

La Apple invece lo aveva già capito da tempo e tuttora di serie ti fornisce, oltre al suo sistema operativo, anche una sfilza di meravigliosi programmi per la creatività e la produttività individuale (GarageBand, iMovie, iWeb etc). Le aziende che vendono pc, invece, ti preistallano Norton Antivirus che la tua produttività la peggiora, vista la sua lentezza e i continui popup che ti chiedono gentilmente di sborsare qualche decina di dollari per comprare il programma, più svariate altre inutilities. Linux, infine, ti dà tantissime applicazioni, forse troppe, peccato che sia molto difficile trovarlo pre-installato su un pc da discount.

Sicuramente è una cazzata, ma mi ha fatto riflettere l’ingenuità con cui questo articoletto ha posto una domanda la cui risposta dovrebbe essere realtà da anni, ma che ancora nel 2008 sembra fantascienza.


[IT] Informatica al vetriolo: BLING BLING BLING! Haters Invaders!!! Insert Coin!! – Parte 2/2

07/07/2008

Parte 1/2

Di nuovo..perché questo post? Perché magari non ci avete fatto caso. O perché questo fenomeno dell’odio gratuito dovrebbe farvi riflettere, con le dovute proporzioni, su come stiamo messi in Italia. O semplicemente perché mi piacerebbe che l’informatica fosse vissuta in maniera serena e condivisa, che fosse un’esperienza costruttiva per tutti a prescindere dal sistema operativo o dall’modello di alimentatore che si sceglie, che si proponesse come uno scambio propositivo di vedute e di critiche oculate, e non come critiche puramente soggettive e spesso dettate da una profonda carenza di competenza.

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