[IT] Come trovare lavoro all’estero – Thinking out-the-box – Pt.2/2

19/11/2011

Prima parte qua

Segati Monster e compagnia, segato Linkedin cosa rimane? E’ presto detto. Se avete letto i post precedenti della serie “Come trovare lavoro all’estero” (questo e questo) e se ci avete pensato un pò sù, avrete già un’idea del paese o dei paesi più compatibili con la vostra professionalità e con le vostre esigenze di vita. Bene, è proprio da questo che partiremo.

Mettiamo caso che piaccia anche voi la Svezia, che vi siate già informati sul costo della vita (sui blogs, sui gruppi di Facebook, su Italians in Fuga…), che magari l’abbiate già visitata di persona e che ne abbiate studiato la geografia usando strumenti come Google Maps. Ottimo, dovreste avere già abbastanza informazioni per iniziare la ricerca di un buon lavoro. Così come in Italia, anche negli altri paesi ci sono aree più o meno care, aree più o meno vivibili, aree più o meno industrializzate, aree meglio o peggio servite dai mezzi pubblici (a meno che non abbiate la macchina o intendiate acquistarne una), aree meglio o peggio collegate con il resto del mondo. Questi penso siano i parametri principali da considerare per identificare regioni, città e aree urbane dove possiate trovare sia un buon lavoro che un futuro sereno.
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[IT] Come trovare lavoro all’estero – Thinking out-the-box – Pt.1/2

16/11/2011

Se una persona mediamente o scarsamente alfabetizzata a livello informatico decidesse di cercare lavoro all’estero, quale sarebbe il suo primo pensiero? Iscriversi a portali molto noti di e-recruitment come Monster, impostare un agente di ricerca e attendere che offerte di lavoro più o meno inerenti al proprio profilo professionale arrivino automaticamente nella propria email. Questo è il tipico modo di pensare “inside-the-box“, cioè un modo di pensare aderente a quello che fa la massa, e a noi (me?) de “il blog di eldino” non piace.

Quelli che vi proporrò oggi sono un paio di consigli per cercare lavoro decisamente efficaci che seguono la filosofia di pensare “out-of-the-box“, ovvero fuori dagli schemi. Userò la Svezia, paese in cui lavoro, come esempio, ma le idee che vi esporrò sono valide per qualsiasi paese del mondo civilizzato.

Voi attualmente vi trovate in Italia e volete trovare lavoro all’estero. Non avete amici o parenti nel/nei paese/i che vi interessano che vi possano ospitare, per cui l’unico mezzo a vostra disposizione è la Rete. E’ uno strumento potentissimo, ma bisogna conoscerlo a fondo per poterne trarne vantaggio. Iscrivetevi pure a Monster e siti analoghi, ma 10 a 1 che non troverete nessun lavoro valido su queste piattaforme. Vi spiego brevemente perchè.
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[IT] Come trovare lavoro all’estero – Come scrivere curriculum vitae e cover letter

13/11/2011

Al contrario dell’Italia, dove spesso non è neanche necessario avere un curriculum, ma basta soltanto essere presentati dall’amico politico per ottenere un lavoro, all’estero invece la situazione è differente. Oltre al curriculum vitae, infatti, è necessario disporre anche di una cover letter, ovvero una semplice lettera di presentazione, lunga massimo una pagina, dove ci si rivolge al datore di lavoro (o più specificatamente, all’ufficio o al responsabile delle Risorse Umane) e gli si spiega chi si è, perchè si è interessati a quella job offer e quale valore aggiunto si potrebbe apportare per l’azienda.

La lettera chiaramente deve avere nell’intestazione il vostro indirizzo, quello del datore di lavoro, una data ed un corpo (generalmente costituito da tre-quattro brevi paragrafi e dai saluti). In Internet si trovano milioni di tutorial e di esempi che spiegano bene come impostare una cover letter, per cui non mi dilungherò su questo aspetto, basta che googliate per “cover letter tutorial” o “cover letter examples” e otterrette gazillioni di risultati. I consigli che vi darò sono invece più personali.
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[IT] Come trovare lavoro all’estero – Documentarsi prima per non essere scontenti dopo! – Pt.1/2

01/11/2011

Decidere di fare un re-boot della propria vita e andare a lavorare all’estero non è una cosa semplice e non è per tutti. Non è per demotivarvi, ma semplicemente per mantenervi con i piedi per terra. Badate bene: l’entusiasmo è necessario, anzi indispensabile, ma è fondamentale associargli una forte dose di buon senso.
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