[IT] Cosa ci fai con un Commodore Vic-20 nel 2010?

28/07/2010

Cosa ci fai con un Commodore Vic-20 nel 2010?” – è una domanda che mi pongono spesso quando, con orgoglio e gli occhietti che luccicano, racconto ad amici nativi digitali (e non) del mio Commodore Vic-20, dei vent’anni che mi ha atteso docile e affettuoso nel buio e nel silenzio disarmanti della sua scatola, di come l’ho ritrovato, di come l’ho restaurato e di come gli ho ridato dignità rimettendolo timidamente in funzione.

La domanda è quanto mai lecita, perchè si tratta sempre e comunque di una macchina di ben trent’anni fa, per concezione molto attuale (ai tempi avanguardistica), ma in pratica parecchio distante dall’uso e dagli standard informatici a cui siamo avvezzi di questi tempi. Con un Pentium II puoi sempre farci un dignitoso server casalingo con FreeNAS, ma con un Commodore Vic-20 cosa cazzo ci fai?
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[IT] eldinopensiero: perchè il Commodore Vic-20 era molto più avanzato delle console odierne

28/05/2010

Se avete letto questo post e quest’altro post, saprete che in queste settimane sto smanettando con il mio nuovo giocattolino, un Commodore Vic-20 nuovo di pacca, oltre a divorare tonnellate di scansioni di riviste dell’epoca (Commodore Computer Club, PaperSoft, Radio Elettronica & Computer…). Una delle riflessioni che ho fatto quasi instantaneamente, una volta acquisito un quadro generale ampio e chiaro sull’argomento, è la marcata involuzione che il concetto di console ha registrato dagli anni ’80 ad oggi.

Sappiamo tutti che il Commodore Vic-20 nasceva come home computer economico ed espandibile, ma guardando l’abnorme quantità di giochi disponibili (in relazione al software di altro tipo) e considerando l’uso che ne faceva l’uomo della strada, in realtà veniva percepita ed adoperata come una console. Gli acquirenti acquistavano giochi su cartuccia e floppy in negozio, su cassetta in edicola, se li ricopiavano dai listati pubblicati sulle riviste, ma soprattutto se li creavano da sè.

Il Commodore Vic-20, quindi, trasportava il videogiocatore in una dimensione attiva e non passiva, in cui egli stesso era sia fruitore che creatore. Il videogamer dell’epoca, infatti, era incentivato a crearsi i propri giochi in Basic e a scambiarli con gli amici, e non era limitato a giocare passivamente ai giochi commerciali. L’ambiente di programmazione Basic era lì, a sua completa disposizione, bastava accendere la console, ed il materiale didattico per imparare abbondava come il polline a primavera.
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[IT] Commodore Vic-20 (1981) unboxing

04/05/2010

Ripulendo un vecchio magazzino, ho ritrovato un Commodore Vic-20 nuovo imballato che mio padre mi aveva regalato nel 1988 ma che poi non mi aveva fatto adoperare, perchè non voleva assolutamente mettermi la tv in camera. Avevo cinque anni. Da allora è stato messo in questo magazzino e mai più aperto. Avrei dovuto aspettare molti anni dopo e l’arrivo del mio primo personal computer IBM per creare il mio primo gioco in Basic (1994), però mi dispiace enormemente di non aver iniziato con quel tenerissimo Commodore.

Un questi giorni, un po’ per curiosità e un po’ per la mia innata voglia di apprendere, ho letto molto sull’argomento e ritengo che il Vic-20 fosse decisamente una macchina rivoluzionaria per l’epoca. Era stato concepito per essere estremamente versatile ed espandibile nel tempo, era nato “moderno”, caratteristica che lo rende estremamente divertente da usare anche adesso.

Penso che soltanto i più nerd di voi possano capire la gioia che ho provato quando, collegandolo alla spina della corrente, ho visto la spia “Power” accendersi, e quando, sintonizzando la tv (al momento non dispongo di meglio di una tv Audiola da 5.5′ in B&N), ho visto comparire la mitica schermata “CBM Basic v2 – 3583 Bytes Free” in tutto il suo splendore. Spettacolare ragazzi, semplicemente spettacolare. E’ come aprire uno Stargate direttamente sugli anni ’80. Nell’angolo in basso a destra del case sono presenti degli scarabbocchi a penna, molto probabilmente fatti da me quando ero bambino per customizzare il nuovo giocattolo 🙂 Cercherò di cancellarli a breve. La tastiera inizialmente non funzionava, i tasti erano come “addormentati”, ma premendoli ripetutamente sono riuscito a “risvegliarli” e ho scritto la mia prima routine in Basic del’anno 2010 🙂

Insomma queste e altre sensazioni hanno accompagnato questa scoperta, di cui vi mostro una corposa serie di scatti 🙂 L’idea di pubblicare le foto dell’unboxing (e della messa in funzione) di un computer di trent’anni fa mi ha fatto decisamente sorridere, oltre che ad essere una cosa estremamente nerd 🙂 Per cui, eccovele qua!

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