[IT] Come inviare un ssd OCZ in garanzia

14/01/2013

Come scrivevo qualche post fa, anche gli SSD (Solid State Disk) muoiono. Implacabilmente, inesorabilmente ed improvvisamente. Per lo meno, OCZ offre ben tre anni di garanzia del produttore sulla serie Vertex 2, per cui ok, se l’ssd muore perdiamo tempo e dati, ma per lo meno non i soldi. Prima di procedere quindi, controllate da quanti anni di garanzia è coperto il vostro SSD, leggendo in calce alla pagina del prodotto. L’elenco dei prodotti OCZ è disponibile qua.

Non mi soffermerò su come riconoscere se l’SSD va effettivamente inviato in garanzia o meno. Dico soltanto che nel mio caso l’SSD è morto subito dopo aver “risvegliato” il mio Macbook Pro da uno standby, così, in un modo banale durante una giornata qualsiasi. La “morte” del controller, a giudicare dai vari forum che parlano degli SSD della OCZ, è abbastanza frequente e non ci si può far nulla lato-utente per porvi rimedio. Se vi trovate in un caso come il mio, ovvero che l’SSD diventa irriconoscibile e illeggibile da parte di qualsiasi sistema operativo e dal bios, allora si tratta sicuramente di un SSD morto per il quale va aperto un ticket RMA. Il link per farlo è il seguente, mentre la FAQ sulla procedura è disponibile qua (indispensabile leggerla!).

Una volta ottenuto il numero RMA, possiamo procedere con quello che è il reale scopo di questo breve tutorial, ovvero guidarvi nella procedura di invio di un ssd ad OCZ, ed in particolare mi soffermerò su come imballare il prodotto e su come spedirlo risparmiando. L’ufficio RMA di OCZ per l’Europa infatti è uno solo e localizzato in Olanda, per cui, il costo della spedizione di un pacchetto dall’Italia all’estero è decisamente elevato se non si ricorre a qualche stratagemma.
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[IT] Come inviare un hard disk guasto (ma in garanzia) alla Western Digital: la guida completa

10/11/2010

Introduzione:
Proprio qualche settimana fa avevo cominciato a notare strani comportamenti sul mio computer desktop (cartelle da decine di gigabyte che sparivano, Windows che non si arrestava correttamente, errori NTFS a ripetizione nel visualizzatore degli eventi, lo Scandisk che partiva ad ogni avvio pur dopo una chiusura corretta del sistema e che recuperava ogni volta grosse quantità di dati nella cartella found.000…), che, dopo una serie di controlli preliminari (formattazione e reinstallazione di Windows, Scandisk approfondito, Memtest sui banchi di ram, verifica delle firme digitali dei files di sistema…), si sono rivelati essere causati dall’hard disk, un WD15EADS della Western Digital acquistato appena sei mesi prima, per cui ancora pienamente in garanzia (che -ricordiamolo- per questi modelli è di 3 anni, come si legge in questa tabella).

Ma l’esperienza informatica non basta, bisogna essere sicuri al 100% che il prodotto sia difettoso prima di mandarlo in garanzia, onde evitare seccanti perdite di tempo e denaro. Anche per questo scopo, la Western Digital si rivela essere una ditta molto seria e fornisce un’utility gratuita, Data Lifeguard Diagnostic, che permette di eseguire due test, uno sbrigativo (“Quick Test“) e uno più approfondito (“Extended Test“) sul proprio disco. Entrambi questi test restituiranno, in caso di guasti o difetti, dei codici d’errore, che confrontati con questa tabella, ti diranno se il disco è da cambiare o meno.
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