[IT] Come installare la stampante Ricoh Aficio MP2000 su Mac

02/01/2013

La stesura di un post apparentemente banale come questo si è resa necessaria a causa dell’incredibile scarsità di supporto da parte di Ricoh per gli utenti Mac. I driver delle varie stampanti Aficio, infatti, sono accompagnati da istruzioni decisamente carenti e confusionarie, che rendono l’installazione di una stampante (un’operazione banale, almeno su Windows) decisamente frustrante.

Nello specifico, ciò che Ricoh non vi dice è che il driver PPD che avete appena scaricato dal loro sito è valido soltanto se la vostra stampante Ricoh monta una scheda Postscript o è nativamente capace di interpretare questo linguaggio. In caso contrario, il driver che avete scaricato è totalmente inutile e, nell’andare a stampare un documento, possono verificarsi risultati inattesi. La mia Ricoh Aficio MP2000, ad esempio, stampa una prima pagina con un codice del tipo:

%!PS-Adobe-3.0 %APL_DSC_Encoding: UTF8 %APLProducer: (Version 10.8.2 (Build 12C6 …

e poi sputa fuori fogli bianchi fin quando non la si stacca dalla corrente.

Come risolvere il problema ed installare correttamente la vostra Ricoh Aficio MP2000 sul vostro Mac? Vediamolo insieme!
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[IT] Un’alternativa gratuita a Foobar per Mac OS X? Clementine!

03/10/2012

Su Mac OS X, chi lo usa da anni lo sa, non c’è mai stata molta scelta di players musicali come su Linux o Windows, così come di software in generale. Adesso con il Mac Store (inorridisco) ci sta qualche app in più, rigorosamente a pagamento, ma da queste parti siamo più propensi al software freeware e a quello open-source, per cui cerchiamo il più possibile di evitare l’esborso di denaro e l’uso del computer a mò di videoregistratore 🙂

Su Windows apprezzo molto Foobar, che sostituisce spesso e volentieri iTunes quando voglio ascoltare musica “fuori libreria“, come album occasionali e non ancora adeguatamente taggati. Foobar è leggero, velocissimo, playlist-based e con un’interfaccia pulita e compatta, oltre ad avere moltissime altre funzioni extra, e si avvia con un doppio click.
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[IT] La batteria dei nuovi Macbook Pro inizia a deteriorarsi dopo i primi 1000 cicli di ricarica. Vediamo in soldoni cosa significa ed in quanti anni di uso si traduce

25/03/2011

Quello che vedete in foto è uno screenshot del System Profiler del mio vetusto iBook G4 1.33 Ghz da 12′. La batteria che monto attualmente ha quattro anni e qualche mese, ed il portatile è stato usato parecchio in mobilità e poco sulla scrivania, per cui penso che quanto leggerete qui di seguito siano osservazioni più che realistiche.

Lo screenshot ci comunica che in quattro anni e mezzo di utilizzo assiduo in mobilità, i cicli di ricarica sono stati 336. Essendo una batteria al litio di “vecchia” concezione, il deterioramento tipico di questi prodotti è iniziato fin da subito, riducendo la sua capacità massima dai 4400 mAh originari ai 1449 attuali, con una perdita di 2951 mAh, traducibile in 5 ore di autonomia (inizialmente il mio iBook reggeva tranquillamente le 5 ore e mezza di uso intenso, adesso muore dopo neanche 40 minuti di uso light e con wireless spento).

Teoricamente, come riportato anche da MacRumors anni fa, la batteria dell’iBook dovrebbe mantenere l’80% della carica originaria fino a 300 cicli, ma in realtà non è proprio così, le 5 ore di utlizzo diventano utopia molto cicli prima.
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[IT] Undelete rm -f: come recuperare i files cancellati su Linux e Mac OS X

07/07/2010

Il noto comando


rm -f

è uno dei comandi più pericolosi che possiate digitare in un terminale *NIX o inserire in uno script Bash. Questo comando, infatti, cancella i files richiesti senza chiedere nessuna conferma all’utente, ma soprattutto: senza nessuna possibilità (ufficiale) di recuperarli.

Il famoso comando “undelete” di MS-Dos, che ha salvato molte volte il culo a numerosi sys-admin di tutto il mondo, su piattaforma *NIX non esiste, non è stato concepito, proprio non c’è.

Ciò rende l’uso errato di rm -f piacevole come un chiodo acciaioso inserito nello stesso culo di cui sopra.
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[IT] Come creare una penna USB bootable partendo da un’immagine ISO in Mac OS X

13/06/2010

Al momento in cui scrivo, non esiste una versione dell’ottimo UNetBootin per Mac, nè tantomeno un’alternativa, per cui, se avete necessità di “spiattellare” un’immagine ISO di una qualsiasi distribuzione Linux su una pennetta USB da cui successivamente fare il boot, dovrete ricorrere al Terminale e alla fidata linea di comando.

Certo, potreste provare a farlo con la funzione “Ripristina” di Utility Disco, usando l’immagine ISO (montata) come sorgente e la penna USB come destinazione, ma se il filesystem dell’immagine ISO (come succede praticamente sempre) è l’ISO 9660, riceverete un bell’errore di tipo “Impossibile convalidare la sorgente – errore 254“, errore che dipende dal fatto che i filesystem di sorgente e destinazione non sono compatibili fra loro. E visto che non è possibile formattare in ISO 9660 una drive USB, l’unica alternativa che vi rimane è quella che vi illustro ora (Fonte: Renevanbelzen).

1. Rinominate l’immagine ISO della vostra distribuzione Linux da .iso a .dmg (es. ubuntu-10.04-server-i386.iso -> ubuntu-10.04-server-i386.dmg), tasto-destro -> Mostra Informazioni e prendete nota del percorso in cui si trova (es. /Users/Giovanni/Desktop);
2. collegate la vostra penna USB al Mac: abbiate cura di backuppare i dati in essa contenuti e di formattarla in FAT32 con Utility Disco prima di procedere;

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[IT] Differenza tra l’uptime di Windows Vista e quello di Mac OS X in fase di standby

16/01/2010

Dopo aver tribolato perecchie ore per far funzionare la sospensione (ovvero lo “standby”) sulla mia macchina con Windows Vista, l’ho subito sostituita allo spegni-accendi sistema per via della sua immane comodità. Interrompi il lavoro che stai facendo e senza modificare nulla del tuo workspace sospendi la macchina; premi il pulsante d’accensione e riprendi il lavoro esattamente da dove lo avevi lasciato. Indispensabile.

Però ho notato che, al contrario di quanto accade durante lo sleep di Mac OS X, l’uptime di Windows Vista non tiene conto delle ore che il computer passa in sospensione, bensì soltanto delle ore che effettivamente la macchina è in funzione.

Ad esempio, in questo preciso momento la mia macchina è accesa da circa 4 giorni, ma l’uptime segna soltanto 0d 14h 21m 55.s, come riporta il fido script Samurize che ho sul desktop.
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