[IT] La frammentarietà di Soundcloud rappresenta un limite per la sua crescita?

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Su Soundcloud ho da sempre avuto un parere contrastante: se da un lato ne ho sempre criticato alcune scelte “tecniche” (e la nuova, pesantissima interfaccia grafica dotata di funzione “endless scrolling” introdotta recentemente non è un miglioramento in tal senso…), dall’altro ne ho sempre apprezzato l’eccellente capacità di porsi come “incubatore” di nuovi sottogeneri e sonorità underground, che proprio su piattaforme sociali come questa nascono e hanno modo di farsi conoscere al pubblico più attento della Rete.

Soundcloud nasce in risposta ad un’esigenza che tutti i producers di musica elettronica hanno sperimentato sulla propria pelle almeno una volta nella vita, ovvero la voglia impellente di far ascoltare immediatamente a qualcuno il proprio, nuovissimo pezzo appena ultimato e caldo-caldo di “Export” da Ableton Live. Se fino a qualche anno fa si chiedeva un parere alle cerchie di amici “virtuali” che ci si era creati negli anni su forum specializzati e canali IRC, spammando il link al proprio pezzo come se non ci fosse un domani, adesso con Soundcloud si fa molta meno fatica. Si carica il proprio pezzo lì, a volte anche incompleto (“draft”, “alpha version” e “beta version” pullulano come funghi), ci si prepara un caffè e si attende che le funzioni social della piattaforma facciano il resto.

Con Soundcloud, essere ascoltati non è più un’impresa, non è più necessario spammare in giro, non è più necessario avere conoscenze in merito a servizi gratuiti di hosting, upload, ftp e quant’altro. Il commento è dietro l’angolo, basta che l’utente segua la semplicissima (rispetto ad altri servizi) procedura di registrazione del sito ed è pronto a scrivere frasi virili  (come l’evergreen: “my rubix cube fell off my desk and solved itself”) in corrispondenza del minuto 1:13 del vostro pezzo dubstep, quando entra in scena il tanto atteso drop” di basso spaccandovi il subwoofer (e prevedibilmente anche gli ammenicoli dei vicini di casa di sesso maschile). Non è neanche più così complicato come prima collaborare con qualche altro producer in giro per il mondo o accaparrarsi la cantante più in voga del momento nell’underground per una parte vocale o ottenere un remix chillwave. Tutti si iscrivono a Soundcloud, tutti si incontrano su Soundcloud, tutto gira intorno a Soundcloud, tutto nasce su Soundcloud.

Ma un aspetto di Soundcloud su cui non si sono ancora viste evoluzioni è la “frammentarietà“. Sì, avete letto bene, Soundcloud è frammentario, perchè l’unità di misura minima in voga sulla piattaforma è il singolo pezzo, non l’album, l’ep o la playlist. Artisti su artisti che hanno cinque, dieci, quindici, trenta pezzi sul proprio account Soundcloud totalmente slegati l’uno dall’altro, buttati lì un po’ a caso, senza un filo logico o un concept a legarli insieme. Questo rende davvero difficile seguire il loro lavoro e la loro crescita creativa, rende difficile l’ascolto ad un livello di profondità ed immersione maggiore di quello offerto dallo streaming occasionale e dal mouse clicking distratto e emotivo.

Un audiofilo neanche accenderebbe il proprio impianto stereo, neanche scalderebbe un terzo delle valvole in suo possesso per ascoltare una manciata di pezzi buttati lì alla rinfusa in attesa di attenzioni, in attesa che il senso logico glielo dia l’ascoltatore. Nei templi dell’ascolto musicale non-occasionale ed un attimino più serio, l’unità di misura minima è l’album, la collezione di brani per eccellenza, la vetrina che l’artista ha allestito per convincerci del suo genio. Invece su Soundcloud regna l’anarchia.

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A questa frammentarietà si è provato a dare una “limatina” con la funzione “Sets“, nient’altro che una playlist condita con le visualizzazioni delle forme d’onda ed incapsulata in un fashionissimo webplayer, adoperata anche dai Mouse on Mars per le releases della loro neonata netlabel. Ma ragazzi, davvero pensate che si possa fruire del vostro lavoro a queste condizioni? Davvero pensate che io abbia così tanti clicks da perdere per scaricare e aggregare tutti i pezzi della vostra release, quando a voi non sarebbe costato nulla inserire il link ad un archivio zip contenente tutto l’ambaradan? Perdonatemi, ma sarebbe come chiedere di giudicare l’opera omnia di un pittore adoperando un cesto di figurine adesive invece che su un pregiato e rilegato catalogo a colori.

La frammentarietà di Soundcloud rappresenta evidentemente un profondo limite alle potenzialità della piattaforma, e le precludono il cosiddetto “boom” e l’accesso alle orecchie degli ascoltatori più esigenti, che spesso si vedono costretti a dover scaricare certosinamente i brani e assemblarli in compilations homemade come si faceva ai tempi delle cassette magnetiche, per poi poterle finalmente ascoltare con la dovuta calma (ed indipendentemente dalla vitalità della propria connessione internet) sul proprio riproduttore musicale di fiducia. O almeno io faccio così’ quando il lavoro di alcuni artisti che devo assolutamente ascoltare non è disponibile in nessun’altra forma.

Questo lavoro di aggreggazione dovrebbe farlo l’artista emergente di turno in realtà, e Soundcloud dovrebbe fornirgli degli strumenti per farlo e più validi rispetto ai “Sets” nella forma in cui li conosciamo adesso. In punto di forza della piattaforma è di sicuro quello di essere un ottimo “sketchpad sonoro” nel quale non vi siano confini che possano distrarre l’artista dal vortice creativo che lo pervade, ma questo.. beh vedete.. questo ne rappresenta anche il più grosso limite.

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3 risposte a [IT] La frammentarietà di Soundcloud rappresenta un limite per la sua crescita?

  1. federicorg ha detto:

    Beh, direi che come altre volte mi trovo pienamente d’accordo con quanto espresso, nel caso specifico proprio sull’argomento frammentarietà… Nel mio caso mi ha allontanato pressoché completamente, un completo marasma di brani buttati lì in un’accozzaglia informe… Forse una frase un po’ pesante la mia, ma appunto non è mia intenzione voler fare l’altezzoso che pretende l’ep o album patinato, ma almeno un po’ di impegno da parte di chi fa musica… l’impegno di fare un progettino che vada almeno al di là della pausa caffè tra una versione alfa ed una beta…
    Può andar bene come piattaforma da usare come triangolazione sui vari social, si piazza un brano lì e poi lo si condivide sui vari facebook. Un’azione di questo tipo è agevolata e può risultare utile. Fermo restando quanto detto prima però…

    • eldino ha detto:

      @federicorg
      Esatto, a livello di condivisione è sicuramente un tool utile, ti dà il tanto agognato “link” da condividere con amici e conoscenti, però non molto più di quello, non sfrutta tutto il potenziale che ha come piattaforma!

  2. ufficio-stampa&promozione ha detto:

    Reblogged this on AG CommunicationS and commented:
    Qualche info e delucidazione su Soundcloud

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