[EN] Lenovo M30-70: the first thing to do? Get rid of Windows 8.1!

19/02/2015

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I don’t think I’m the only one out there who thinks that Windows 8.1 is crap, do I? In my opinion, Windows 8.1 is a totally confusing and misconceived operating system, but I think that also Microsoft has the same opinion as I do, since they rolled back a lot of things in the new Windows 10. Anyway, my shiny Lenovo M30-70 shipped with a licensed copy of Windows 8.1. Before getting rid of it, and installing whatever else operating system you wish, it’s a good practice to create a recovery disk on an usb pendrive. Since you paied for the OS, and you could need that license in the future (ex. to reinstall it before selling it, to upgrade to Windows 10 for free), it’s -warmly- recommended that you backup it. Do it as soon as possible. In my case, Windows 8.1 run for like 20 minutes before I started the procedure, that you can find here. Be aware that you’ll need a pendrive with a size of at least 16 gb, and the recovery disk will take approximately 12 Gb of it. It could be a good idea to backup D: as well, since it contains all the drivers in one place, as I wrote here.

As alternative, you could also avoid to create / backup anything, and stick with the hidden recovery partition available on the computer, but I honestly think is a waste of space to keep that there. I definitely suggest to create a recovery disk on a pendrive (they are very cheap nowadays), backup D:, and then get rid of all the five (!) partitions available on the machine, and create 1-2 partition(s) from scratch according to your needs. In my case, I booted the computer from a Windows 7 pendrive, I deleted the pre-existing partitions and I created two new partitions (100 gb for operating system and programs, and ca. 350 gb for the data). I think that this partition scheme is much better than the default one 😉


[IT] “il blog di eldino” citato in una tesi di laurea!

23/12/2012

tesi_giovanni

 

Giovanni, novello laureato in “Comunicazione artistica e multimediale” presso l’Università di Teramo, mi segnala di aver citato alcuni miei articoli (pagg. 80-81-82) nella sua tesi di laurea dal titolo “Nuove Forme di Diffusione della Musica: il Free Download“, disponibile gratuitamente qua.

Fa sicuramente molto piacere essere citati in una tesi di laurea, anche io lo feci a mio tempo con alcuni bloggers che stimo perchè diffondono conoscenza per il solo piacere di farlo come me, ma ciò che mi colpisce in particolare è che finalmente inizia a “girare la voce” in ambienti, come quello accademico italiano, in genere decisamente lontani dalla realtà del nostro tempo. Le nostre università, anche in corsi di laurea che teoricamente dovrebbero essere all’avanguardia come “Ingegneria Informatica“, si mostrano in realtà relativamente poco al passo con in tempi, e non è inusuale trovarsi in situazioni nelle quali gli studenti hanno informazioni e conoscenze più aggiornate rispetto ai docenti da cui, in teoria, dovrebbero apprendere. Ciò ci fa sentire frustrati, fuori luogo, impoveriti, e chi si è trovato ad avere a che fare con docenti che neanche sanno cosa sia il Web 2.0, può capirmi perfettamente.

Fa piacere, dicevo, che si inizi a parlare di netaudio, free download, autoproduzioni e musica libera anche in questi ambienti, che ci siano ancora studenti che non si piegano alla logica del “scrivo una tesi di laurea su ciò che mi propone il docente per farsi bello in commissione” ma che abbiano il coraggio di osare, di raccogliere gli inputs che la Rete offre e di scrivere qualcosa di fortemente personale, attuale, magari di nicchia, ma daltronde why not? Lo svantaggio è che probabilmente non si verrà capiti dalle masse, il vantaggio è di dimostrare di avere una personalità.

Fa piacere leggere una tesi piena di termini attuali, che fanno parte del nostro quotidiano, come “p2p”, “mp3”, “copyleft” etc, e che non siano invece frutto di elucubrazione mentali di ricercatori e scribbacchini vari, che riempiono le proprie pubblicazioni pseudo-scientifiche di francesismi e latinismi al fine di darsi un tono e restare nel Libro Paga delle nostre università!

Fa piacere, infine, che i “segnali” che mando nella Rete vengano colti da qualcuno e che allo stesso modo si propaghino ulteriormente, che ci sia qualche ettaro di terreno fertile per questi semi e che spero veder fiorire un giorno. Il copyright tradizionale è obsoleto e va cambiato, ma l’unico modo per farlo dal basso è parlarne, parlarne, parlarne.

Un grazie a Giovanni per la segnalazione e per il suo lavoro 🙂


[IT] Risposta all’articolo “Filesharing illegale di fumetti su Internet: cosa ne pensano Andrea Baricordi, Carmine di Giandomenico e Claudio Calla”

28/04/2011

Nell’articolo  “Filesharing illegale di fumetti su Internet: cosa ne pensano Andrea Baricordi, Carmine di Giandomenico e Claudio Calla“, pubblicato qualche settimana fa su Comicsblog.it, l’Autore fa un approfondimento sul tema delle scans usufruendo di tre interviste a tre addetti ai lavori del fumetto nostrano, tra cui Baricordi (ex-Star Comics, ex-GP Publishing, ora in Ronin Manga e Kappa Edizioni), che seguo in molte sue incursioni online ma che personalmente gradisco più come editor che come opinionista.

Come mi aspettavo di primo acchitto leggendo il titolo, queste tre interviste contengono per lo più inesattezze, che è bene fugare per evitare ulteriore disinformazione sull’argomento.

Innanzitutto, bisogna fare delle distinzioni, perchè il mercato delle “scans” disponibili in Italia è abbastanza differenziato, ma lo scenario descritto nell’articolo si fa portavoce di una conoscenza del fenomeno che definire inesatta è un eufemismo.
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[IT] Vuoi rilasciare il tuo album in download gratuito su Bandcamp? D’ora in poi devi pagare!

28/11/2010

Che Bandcamp fosse un servizio da boicottare, lo sostengo fin dai tempi del post “Netlabels on Bandcamp: the rise of anti-usability“, ma nonostante i miei sforzi argomentativi, molte (troppe) netlabel e molti (troppi) musicisti indipendenti l’hanno adottata come piattaforma di riferimento per pubblicare i propri lavori gratuiti. Ma se a nulla sono valse le mie argomentazioni sull’inusabilità del servizio per noi fans e addetti ai lavori, spero almeno che il fattore economico procuri un effetto maggiore.

Il blogger Drizzi di NetMusic Life, infatti, mi fa notare con le seguenti parole, il cambiamento di policy tariffaria di Bandcamp avvenuto a settembre:

” […] si trova a fare i conti con il rinnovamento di Bandcamp, che oltre ad aumentare le proprie tariffe sui brani in vendita (per alcuni utenti troppo elevate) ha deciso di dare a ogni artista 200 download gratuiti  e quando questi si saranno esauriti, l’artista (o label) dovrà pagare per un blocco di crediti di download gratuito. In pratica, se io carico un album su Bandcamp e lo rilascio gratuitamente, una volta superati i 200 download dovrò acquistare dei pacchetti  per avere la possibilità di continuare a rilasciarlo in questo modo. Sicuramente questo trattamento per molti utenti non è sostenibile. […]”
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[IT] Nettare.org chiude! / The Rise and Fall of Nettare – Italian Electronic Netlabels Community

19/08/2010

Mi accorgo soltanto ora che il dominio “nettare.org” è scaduto e l’intero sito di Nettare – Italian Electronic Netlabels Community è andato offline insieme ai (pochi) contenuti che aveva generato in meno di due anni di attività.

Nettare nacque, alla fine del 2008, e al tempo non ne parlai su queste pagine (in altri termini: non me lo cagai di pezza), perchè da un lato l’idea di una community dedicata alle netlabels mi sapeva un po’ di “vecchio”, di superfluo, ma dall’altro, prima di esprimermi, ero comunque curioso di vedere dove sarebbe andata a parare e in alternativa a chi/cosa si sarebbe posta.

Nettare, partita in quarta con un evento inaugurale in tutta Italia, seguito dalla pubblicazione di una sfavillante compilation (NET001) e da alcuni articoli, è dopo pochi mesi morta nel nulla. La staticità della homepage del CMS utilizzato era rotta soltanto da qualche annuncio di nuove releases, ad opera delle poche netlabels aderenti che sembravano aver davvero preso a cuore il progetto (le netlabels che interagivano col sito erano due o tre su una ventina in tutto elencate nella pagina “Netlabels”…).
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[IT] Camomille Music netlabel is back

21/07/2010

Poco più di un anno fa, nel post “Camomille Music netlabel is dead“, annunciavo su queste pagine la “morte” di uno dei protagonisti storici della scena netaudio, la cui musica aveva accompagnato tanti miei pomeriggi di studio negli anni passati.

Beh, a quanto pare si trattava di una morte apparente, visto che Camomille è risorta proprio in questi giorni, dando alla luce una prima compilation (CML001), che già dal release code (CMLxxx invece di CAMxxx) sembra proprio intenzionata ad inaugurare un percorso artistico totalmente nuovo.

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[EN] 500 Gb of netlabel music! + eldino’s Netlabel Releases Guide (free pdf) now out!

19/03/2010

My personal collection of tagged/organized netlabel music passed the 500 Gb mark 🙂 Woah! 🙂 This is a great goal for me, because I spend tons of hours/week fixing, tagging, listening and rating music files, so I want to celebrate 🙂

So… Ladies and Gentlemen… the first edition of my “Netlabel Releases Guide” is out! It contains every single song of my collection and for every release it shows all the informations you can desire of: artist name, track title, album title with release code, track number, duration, genre and my personal ratings (from 1 to 5 stars).

You can think about eldino’s Netlabel Releases Guide as the Yellow Pages of netaudio scene 🙂
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